racconto di
Federico Gattini


Delos Ex Machina
Hasta siempre sistema operativo

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RACCONTO

L'autore

Sono nato a Carrara cinque anni prima del festival rock di Monterey. Ateo, biologo non praticante, difensore di fascia sinistra con eccessiva tendenza a sganciarmi della Dinamo Lebowski, fanatico ascoltatore di rock, ho pubblicato racconti e scritti su Antropologia contemporanea, Tratti, Rumore, Neural, Delos, Intercom e Nigra La Tebra. Negli ultimi anni ho raggiunto prima, seconda, terza e ottava posizione ai vari premi Alien e un quarto posto a un Cristalli Sognanti. Attualmente sto lavorando assieme a Marco Tassinari a una raccolta di racconti che hanno come protagonisti grandi e meno grandi della storia del rock e ho appena terminato la riduzione cinematografica di Libero come un uccello, mio racconto pubblicato da Delos, la cui realizzazione verrà curata dalla casa di produzione indipendente Ondaonirica. I miei scrittori preferiti - attualmente De Lillo, Dostoevskji e Saramago - sono talmente in alto che posso permettermi di dire di non aver avuto modelli. Tra gli scrittori di SF preferisco in assoluto Douglas Adams e Lewis Shiner e il libro che mi ha cambiato la vita è stato, tanti anni fa, Sulla strada di Kerouac. I temi ricorrenti nelle mie storie sono la biologia, il rock e la religione e, se potessi viaggiare nel tempo, sceglierei l'Africa del paleolitico e San Francisco negli anni sessanta. Credo fermamente che Johann Cruyff sia stato meglio di Pelè e Maradona.
Il genere di pomeriggio che sarebbe piaciuto a Renoir, con quei colori pastosi che sembrano appiccicarsi ad ogni cosa che toccano. Colori per l'anima. In laboratorio si fa poco, si controllano gli ultimi dati sull'operato di JC - calo dell'inquinamento atmosferico e delle allergie da gas di scarico - e ci si dice a vicenda che niente potrebbe andare meglio. Il genere di pomeriggio che sarebbe piaciuto a Renoir se Renoir fosse stato un programmatore di sistemi operativi avanzati. Torno a casa in macchina con Daniela e straparlo di tutto ciò di bello che ci sta capitando, lavorare su città vere, con abitanti veri, e non con le solite simulazioni.
E' lo stato di euforia tipico di quando tutto ti va a gonfie vele, o di quando ti sei fatto un campari di troppo.
Comincio a scherzare, dico che se il predicatore telefonico che va terrorizzando la città con le sue tirate alla Savonarola chiamasse me, dovrebbe imputarmi soprattutto superego, eccessiva autostima e narcisismo.
- Ci pensi - continuo - siamo riusciti a fare quello che un centinaio di governi di ogni sfumatura politica non sono mai riusciti nemmeno a sognare : amministrare una nazione secondo le reali necessità dei cittadini - . Daniela guarda fuori dal finestrino, come non le importasse niente di quello che dico. Al semaforo frena troppo duro e lo strattone della cintura mi costringe ad interrompere il monologo.
- Scusa - dice lei e continua a guardare fuori.
Ci si avvicina il cinese, il poeta di piazzale Loreto, sorride, e invece che salutarci con la solita tirata su panda e bambù e piante che non conosco, parte a parlare del predicatore, della bellezza del suo messaggio e della salvezza della nostra anima. Preferivo i panda. Preparo gli spiccioli, due monete, mica tanto, ma Daniela parte a razzo prima ancora che il semaforo sia diventato verde. Scivoliamo senza parlare nella colonna di autovetture circondati da clacson e probabilmente insulti. Ci fermiamo dopo qualche centinaio di metri, davanti a casa mia.
- Vuoi salire?
Scuote la testa.
- Mi ha telefonato. Savonarola ha telefonato anche a me...
Mi verrebbe da ridere, cerco di buttarla sullo scherzo, su cosa mai avrà potuto inventarsi quel pazzo su di lei.
- Non era Savonarola, però - mi interrompe - era JC.
Silenzio. Guardo l'ora senza sapere perché lo faccio.
- E guarda che ne sono arcisicura. Sono stata io a programmare la sua voce. Suadente, cool, un fondo di hippie. La voce che sarebbe venuta a Frank Sinatra se avesse cantato con i Beatles.
Le chiedo se si immagina perché JC dovrebbe telefonare alla gente sparando tutte quelle cazzate e lei alza le spalle.
- Sei tu che dovresti saperlo. In fondo è figlio tuo, no?
Salgo le scale con molta meno voglia di quanto non avrei immaginato, quella che avrebbe dovuto essere una serata dedicata fondamentalmente a me stesso - in ufficio m'ero scaricato le registrazioni dei Gong alla BBC del '73 - mi si presenta subito a schifo. Mi collego ai quotidiani, me ne stampo uno a caso. Si scherza ancora sul predicatore, ma da più parti pare levarsi la richiesta di una moralizzazione dei costumi nazionali.....lo straccio e lo scarico subito nella differenziata.
Rimango un po' lì, senza far niente, la voglia di ascoltarmi i Gong triturata da ciò che mi ha detto Daniela. Aspiro il fumo di una denicotinizzata e vado al terminale.
Accendo e la voce di HAL - scaricata direttamente dal sito di 2001 - mi saluta.
Poi chiamo JC.
- Salve capo - dice.
- Hi, amigo. Que pasa?
- Tutto bene, bandido. Avrai sicuramente visto i dati di oggi. Roma è scesa allo stesso livello di CO dell'anno 3 A.S. e in tutta la Francia meridionale siamo arrivati ad un consumo di carta riciclata pari al 3500 % in più rispetto all'anno precedente. Contiamo di interrompere le importazioni di legname per cartiere entro il prossimo anno.
Continua



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