racconto di
Alberto Cola


Delos Ex Machina
Chandra, sogna la neve che brucia

Pagina 3 di 6 - 1 < 2 < 3 > 4 > 5 > 6 - versione stampa

RACCONTO

Il secondo evento fu uno dei primi decreti emessi dal governo, il quale sancì la legalità del gioco d'azzardo, inattaccabile elemento del patrimonio genetico di qualsiasi cinese. Fino ad allora tutto si riduceva alle sole corse di cavalli nell'ippodromo di Happy Valley, retaggio dell'ex colonia della Corona. Finalmente, si materializzò quello sfogo in superficie agognato da tutte le attività clandestine che da sempre avevano prosperato sotto la facciata rispettabile di Hong Kong.
La terza contingenza che in quel mese permise ai media di trasformare Hong Kong nel centro di tutto il mondo conosciuto, ebbe inizio con la mancata digestione di gamberi di mare che Wu Chin, il presidente del comitato di gestione della borsa, aveva mangiato a cena. Fumando un sigaro mentre le navi alla fonda nella Victoria Harbour scintillavano simili a una nuvola di lucciole, decise che era giunto il momento di dare nuova linfa al suo mercato borsistico. Il progetto immobiliare di Sandy Bay, con la creazione dell'isola artificiale da destinare a nuovi spazi abitativi, marciava sul filo del rasoio. Le principali banche stavano finanziando l'opera, ma ormai era chiaro che i capitali preventivati non sarebbero stati sufficienti, e un secondo rifinanziamento tramite mutui era inaccettabile. Si rendeva necessaria un'azione forte che calamitasse sia l'interesse generale, che gli investitori stranieri: trasporti, industrie, finanziarie, assicurazioni... Hong Kong doveva diventare il simbolo del nuovo corso.
Il giorno dopo, al termine di un concitato consiglio d'amministrazione, la gestione di tutti i sistemi informatici della borsa di Hong Kong fu affidata a Miracle, mentre la Image Industries che ne deteneva il brevetto, spazzò ogni record nei mercati borsistici di tutto il mondo producendo guadagni mirati e inattesi. Con un colpo di spugna, decine di agenzie di brokers scomparvero perché Wu Chin, cosciente che due lavori e a volte tre erano meglio di uno, soprattutto a Hong Kong, non aveva bisogno di personale corrotto che minasse l'utilizzo di Miracle con varianti non previste; così la borsa si riempì di costrutti biosintetici collegati direttamente a Miracle, infaticabili e incorruttibili nella gestione dei rapporti di lavoro.
Dopo la comprensibile fuga iniziale di capitali, dettata dall'incertezza di lasciare le proprie sorti finanziarie in mano a un'IA non testata in un ambito così complesso e imprevedibile - situazione che Miracle amministrò cercando di limitare i danni - prima della fine dell'anno l'indice Hang Seng guadagnò ottanta punti oltre le perdite iniziali. A maggio i punti erano diventati duecentotrenta, e mentre la borsa di Hong Kong registrava un afflusso di capitali senza precedenti, Miracle, incuriosito dagli ingenti sforzi economici destinati al progetto dell'isola artificiale di Sandy Bay, si interfacciò con i sistemi del progetto e controllò il database dello stesso in ogni singolo aspetto, scoprendo il rapporto nascosto di un pull di tecnici che aveva evidenziato l'alta incidenza delle correnti della baia sulla struttura dell'isola, troppo esposta alle bizze del clima tropicale e senza i requisiti geologici necessari per fornire un margine di sicurezza accettabile nei confronti dei frequenti terremoti.
Miracle, non tenendo nella dovuta considerazione il fatto che l'isola poteva essere costruita soltanto lì per una questione di concessioni e che l'avidità è il peggior nemico del buon senso, attivò una politica immediata di disimpegno per preservare gli interessi degli investitori ignari della situazione reale, creando così un buco di liquidità che, nonostante le rapide contromisure per mantenere la fiducia degli investitori, trascinò a fondo alcune delle principali banche esposte.
E la borsa di Hong Kong.
Da qualche parte nei corridoi sotterranei del quartiere di Kwun Tong, dove le sale clandestine di wei qi e mah-jong non erano mai scomparse, un vecchio che ancora ricordava lo sventolio dello Union Jack nel porto di Aberdeen, sentenziò che niente sarebbe stato più come prima, perché, come declamava un vecchio proverbio della mai troppo compianta Corte Celeste: "Quando un leone di pietra, pur senza testa, ti fissa, non puoi evitare di guardarlo negli occhi."

Continua




Se avete racconti che ritenete adatti per Delos, inviateli, in formato rtf, alla Redazione Narrativa di Delos, delos.script@fantascienza.com: saranno letti e accuratamente valutati dalla nostra selezionatrice Milena Debenedetti.

Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto.