
Bio
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Nasco a Milano nel 1963 e svolgo l'attività di terminalista e redattore Internet per l'ufficio presso cui lavoro. Scrivo dal 1982, prevalentemente racconti fanta/horror/demenziali. Nel 1983 vinco il premio Trofeo d'Autunno con il racconto Giochiamo alla guerra nel 1996 e 1997, la rivista Inchiostro pubblica i racconti L'amico silenzioso e Mondo riflesso. Nel 1997 giungo tra i segnalati al premio Alien con il racconto Splatter, che viene messo online sul sito di Delos e inserito nell'antologia Nuovo Millennio - I mondi di Delos della Garden Editoriale. Nel 1999, sul sito Internet IT Horror Magazine, viene messo online il racconto Estremo. Nello stesso anno giungo in finale al premio Lovecraft con il racconto Scorribande notturne, che si piazza al sesto posto. A partire da marzo 2000 entro nella redazione del sito Horror.it, occupandomi delle recensioni della guida TV e scrivendo articoli di approfondimento sui programmi televisivi (serie TV Buffy l'ammazzavampiri) e cinematografici. Il sito Delos rende disponibile online il racconto Scorribande Notturne sul numero di giugno. Da gennaio 2001 collaboro con la redazione del sito Mondo Culto, specializzato nel cinema di genere italiano. Sul sito sono disponibili diverse mie schede su film e registi. Altri miei articoli e racconti sono disponibili presso i siti www.arpanet.org, scrivi.com e quello del newsgroup it.Cultura.Horror.
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- Dai, apri questa porta. Svelta!
Ginevra infilò le chiavi nella toppa con le mani che tremavano - Ecco, solo un momento...
- Presto! - sibilò Ferro - Questo aggeggio pesa come un maiale - Con una spallata spalancò la porta dello scantinato e depositò il pesante fardello sul tavolo. Dietro di lui, Oscar dette una rapida occhiata al cortile e richiuse la porta.
- È fatta - disse Ferro. Trasse un profondo respiro e agitò le braccia intorpidite per far confluire il sangue - Tutto a posto là fuori?
Oscar annuì. Guardò attraverso la finestrella che dava sul cortile - Tutto a posto, non ci ha visto nessuno.
Ferro sentì l'agitazione scemare per lasciare posto a una piacevole sensazione di esaltazione. Guardò l'oggetto ricoperto da un telo verde - Ginevra, la televisione. Accendila
Le immagini dei programmi mattutini irruppero dallo schermo in una serie di soap opere, aste televisive e ricette per casalinghe. - Forse è troppo presto...non hanno ancora dato la notizia - disse Oscar con un gesto di stizza
- Ma si, ma sì che l'hanno data. Sintonizzati su Milano Sei, sono sempre aggiornati.
Con un tocco del telecomando, Ginevra cambiò canale. Le immagini di un furgone circondato dalla polizia riempirono lo schermo.
- Eccolo! - esclamò Ferro.
- Questa mattina in Corso Buenos Aires si è verificato un nuovo attacco degli hacker a un furgone della RaduCom, - annunciò la voce del telecronista, mentre sfilava il filmato - che trasportava materiale informatico. I pirati hanno imbrattato di vernice il furgone e lasciato dei volantini di rivendicazione. Pare anche che abbiano trafugato dei computer.
- Guardate, si vede il nostro logo sulla fiancata - disse Ginevra.
- L'attacco si configura nella lotta intrapresa dagli hacker contro la RaduCom - proseguì il telecronista - accusata di aver monopolizzato Internet impedendo il libero scambio dell'informazione. La polizia...
Ginevra spense il televisore - Ci siamo guadagnati l'attenzione dei media, adesso vediamo se ne è valsa la pena - Afferrò un lembo del telo che ricopriva l'oggetto sul tavolo e con un gesto da prestigiatore scoprì una scatola di robusto cartone. Oscar strappò il nastro adesivo dell'imballaggio e da sotto uno strato di polistirolo estrasse uno schermo ultrapiatto incellofanato, una tastiera e un case con il logo della RaduCom.
- Avevo giusto bisogno di un computer nuovo - ridacchiò Ferro - Portiamolo sul banco.
Monitor e stampanti vennero spostati per creare spazio al nuovo arrivato. Ferro armeggiò con i cavi di collegamento e inserì la spina nell'alimentazione. Prima di accendere il computer, si soffermò a guardarlo attentamente. Tecnologia wireless, nessun filo tra tastiera e video, mouse agli infrarossi, altoparlanti e webcam incorporati, schermo al plasma. Un vero gioiellino tecnologico di padron Olinka Raduciov, boss in gonnella della RaduCom, l'azienda leader che aveva soppiantato la Microsoft lanciando l'era di Internet a pagamento. Tutti i portali facevano capo alla RaduCom, la Rete era diventata un mare di password e accessi autorizzati, il libero scambio di opinione che aveva caratterizzato Internet negli anni 90 non esisteva più. L'unica informazione era quella elargita dietro pagamento dalla RaduCom.
Con le dita sfiorò l'incisione in rilievo che spiccava accanto al lettore dvd.
BIO.
- Accendilo - disse Ginevra.
Ferro schiacciò il tasto On/Off e l'occhio della webcam si illuminò.
Mentre l'ascensore saliva verso il livello presidenziale del Raduciov Palace, Brizzi deglutì pensando al magazziniere che per errore aveva destinato un computer da cento miliardi alla catena di negozi RaduCom invece che al Centro Informatica Spinta dove lo attendevano per essere testato. Se poi si considerava che il furgone con a bordo il prototipo era stato assalito dagli hacker e il computer era stato rubato, non c'era affatto da stupirsi se in quel momento il povero magazziniere era rinchiuso in un sotterraneo del Raduciov Palace, incatenato a una sedia con intorno cinque mastini in giacca e cravatta esperti nel maneggiare pinze e saldatori.