|
|
Pagina 1 di 1 - versione stampa |
UPDATE |
![]() | |
| Stargate SG-1, tutti i giorni su La 7 | |
Arriva l'estate, e ritorna la fantascienza in TV. Si comincia subito con un ciclo di film su Italia 1, mentre la nuova rete "La 7" esordisce con tanta science fiction
Da buona regina della bassa audience la fantascienza, col suo seguito di appassionati pronti a schiaffarsi davanti al video per non perdersi un episodio di Star Trek mentre i loro amici se la spassano in spiaggia, anche questa estate torna nei palinsesti delle reti nazionali proprio allo scoccare del solstizio.
L'inizio non è stato a dire il vero dei migliori, se domenica sera sono saltati, rispetto alla programmazione prevista, tanto X-Files - The Movie su Italia 1 che Seven Days su Rai Due.
Da oggi lunedì 25 parte su Italia 1 in seconda serata un ciclo di film di fantascienza sotto il titolo "Odissea nel futuro". Purtroppo la rete non ha inviato comunicati stampa che diano maggiori dettagli, ma se le immagini del promo sono tratte dai film che fanno parte del ciclo (e non è affatto detto) dovrebbero andare in onda almeno Star Trek Primo Contatto, Incontri ravvicinati, qualche Alien, Lost in Space; lasciamo alla vostra arguzia scoprirne altri. Sicuramente c'è Nirvana, col quale inizia la rassegna.
L'evento televisivo di questa settimana però è la nascita della nuova rete, "La 7" - da non confondere con Italia 7, che per polemica in questo periodo va in onda con un doppio logo: Italia 7 e "La sette". La 7 è la nuova rete che nasce dall'acquisto di TMC da parte di Seat, e infatti ha un bel logo nero-arancione in stile Virgilio, il portalone del gruppo. La 7 si presenta subito bene, con molta programmazione fantascientifica: Stargate SG-1 (repliche della prima stagione, se volete saperne di più su questa serie: www.sg1italy.net) dal lunedì al sabato alle 18:30, Lois e Clark dal lunedì al venerdì alle 12:30, qualche episodio di Alf, le Avventure del giovane Indiana Jones alla domenica e un paio di film, sebbene già stravisti, a cominciare però con Blade Runner Director's Cut proprio stasera. Nulla di nuovo, insomma, ma almeno la buona intenzione. Speriamo che vada avanti così. (SS)
![]() |
Secondo alcune voci ci sarebbe l'intenzione di portare sul grande schermo Stargate SG-1, mentre è ancora in forse la nuova stagione
Il regista e sceneggiatore del serial tv Stargate SG-1 Peter DeLuise ha affermato alla rivista TV Highlights che i produttori del telefilm in questione starebbero valutando la possibilità di portare sul grande schermo la fortunata serie. La sceneggiatura non esiste ancora, ma DeLuise ha detto che le proposte fin qui esposte hanno in mente la stessa rappresentazione televisiva, soltanto assai più ampia e elaborata. E a proposito di SG-1 ci si chiede: "arriverà anche la sesta stagione?" A questa domanda DeLuise fa presente che la gran parte degli attori è in possesso di un contratto soltanto quinquennale. Alla scadenza del contratto molti vorranno certamente proseguire, ma alcuni altri potrebbero non essere più interessati. DeLuise conclude dicendo: "Il fattore principale sta nella scelta che effettuerà l'attore Richard Dean Anderson (che interpreta Jack O'Neill, ma è anche produttore della serie), perché se lui non vuole andare avanti con la sesta stagione non vi sarà nessun seguito di SG-1. Lui è l'attore principale...". La serie tv, nata nel 1997, è stata finora proposta in Italia da TMC, all'interno della trasmissione domenicale, in prima serata, Stargate - Linea di confine, condatta con bravura da Roberto Giacobbo. Giacobbo, 38 anni, è anche autore del programma. Per l'editoria, insieme a Riccardo Luna, ha pubblicato il bestseller "Chi ha veramente costruito le Piramidi e la Sfinge" edito da Stampa Alternativa. Con il libro "Il Segreto di Cheope" (edizioni Newton Compton) ha vinto il premio letterario Fregene 1998 nella sezione "Ricerca e divulgazione culturale". E' anche fra gli autori del programma tv La Macchina del Tempo (MEDIASET), con Alessandro Cecchi Paone. (LP - fonte: Sci-Fi Wire)
![]() | |
| David Duchovny: basta con X-Files | |
"Per me non ci sarà una nona stagione, non sarebbe giusto". Così David Duchovny abbandona definitivamente il suo personaggio Fox Mulder
In fibrillazione per l'imminente uscita di Evolution, forse il suo film più ambizioso, David Duchovny si ritrova ancora una volta a dover fare i conti con il suo alter ego più famoso, quel Fox Mulder che ha deciso di lasciarsi indietro una volta per tutte.
Mentre i fans americani si interrogano sul significato e sulle implicazione dell'ultima ambigua (come sempre) puntata dell'ottava stagione, Duchovny sceglie questa volta toni diversi da usare con la stampa, dando spiegazioni misurate e approfondite. "Non ritengo sia giusto il ritorno di Mulder, non lo ritengo giusto per me e per i fans - esordisce - e i motivi sono questi: sono convinto che il fulcro del telefilm sia la ricerca di Mulder e il rapporto tra lui e Scully. Quando sono ritornato in questa stagione per pochi episodi, per precisa scelta personale, mi sono reso conto che necessariamente erano state portate avanti altre storie e ora Mulder era solo uno dei tre o quattro argomenti presenti. Questo ritorno "periferico" di un personaggio in una serie che lo ha sempre visto protagonista mi ha fatto capire quanto fosse cambiato il telefilm da come lo conoscevo. Credo che riportare indietro Mulder in questo modo sia una soluzione gratuita e sterile."
La conclusione di Duchovny sul significato della fine dell'ottava stagione è quella di attesa, come qualsiasi altro fan: "Sono molto interessato a vedere come risolveranno la cosa e come la risolveranno ora che ne sono fuori. Spero non si limitino a far dire a Scully: Oh, sono contenta che Mulder non sia più qui! Che imbecille, mi ha baciata, ha avuto un figlio da me, e ora se ne è andato"
Oltre a questa confessione l'attore ha detto di essere comunque interessato ad un eventuale secondo film di X-Files.
Crediamo che questa posizione di Duchovny denoti una certa amarezza dell'attore americano che nasce dalla sua consapevolezza di aver perduto, per scelta, un ruolo chiave e centrale dell'intera serie. Era pressoché naturale che la produzione si salvaguardasse costruendo storie parallele e alternative, decentralizzando il ruolo chiave di Mulder delle stagioni precedenti.D'altra parte i budget che ruotano attorno alle produzioni cinematografiche americane sono ben diversi da quelli delle produzioni televisive, oltretutto a fronte di un oinvolgimento assai meno pesante di quello richiesto per girare un'intera serie. (LM & LP - fonte: Sci-Fi Wire)