di Olivia Boffi


James G. Ballard
L'immaginario dell'Apocalisse

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INTERVISTA

James Ballard è uno degli autori più sofisticati della fantascienza e della letteratura inglese. Olivia Boffi gli ha dedicato la tesi di laurea, e nell'ambito dei suoi studi è riuscita a strappargli un'intervista che si è rivelata molto interessante per chiunque sia interessato ad approfondire la conoscenza di Ballard e dei suoi romanzi.

James G. Ballard
Le opere di Ballard sono difficilmente inquadrabili entro precise categorie letterarie e anche i lavori in cui emergono gli aspetti più tipicamente riconducibili al genere fantascientifico o alla corrente della "New Wave", (inaugurata da Ballard negli anni Sessanta), contengono tutti elementi fantastici e speculativi.
L'intento dello scrittore inglese è esattamente quello di usare l'immaginazione per inventare mondi di fantasia che abbiano un senso più profondo della realtà convenzionale, la quale resta tuttavia il punto di partenza e di riflessione in tutti i suoi romanzi.
I personaggi ballardiani sopravvivono infatti alle circostanze catastrofiche in cui si vengono a trovare, perché Ballard fa scoprire loro una verità più profonda e nascosta, dentro loro stessi e non fuori, nel mondo. E questo a partire dai romanzi dei primi anni Sessanta fino ai più recenti Crash o Super Cannes, nei quali l'obbiettivo comune non è quello di fuggire dalla realtà ostile o alterata, ma di farne esperienza per riconoscerla come tale e scoprire che essa esiste solo nelle nostre menti.
Ballard è, non a caso, il primo scrittore di fantascienza che, fin dagli inizi della sua carriera letteraria, volge le spalle allo spazio esteriore, ai viaggi interstellari, alla descrizione di vita extraterrestre... in breve, a tutte quelle idee e tematiche che riempiono le pagine della maggior parte delle riviste di settore.
La seguente intervista, gentilmente concessami dal Sig. Ballard (difficilmente rintracciabile) il 12 luglio 2000 in occasione della mia tesi di laurea, tenta di far luce su alcuni di questi aspetti. La lettera di risposta, inaspettata e manoscritta, conferma la semplicità e il carattere "controcorrente" dell'autore inglese, che ancora oggi nella sua casa a Shepperton, innocua periferia ad un'ora di treno dal centro di Londra, utilizza la macchina da scrivere invece del computer, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da uno scrittore che parla di mondi futuri in cui la tecnologia moderna fa da regina.

Delos: Quello che emerge dalle sue opere, specialmente da The Disaster Area, è l'accettazione dell'insanità mentale come una sorta di possibile risposta ai forti condizionamenti della società moderna. Cosa potrebbero insegnare le persone malate di mente all'umanità o quale esempio potrebbero darci?

james G. Ballard: Penso che la base della tua domanda definisca virtualmente tutta la mia narrativa. Naturalmente col termine "insanità " non intendo l'insanità mentale che si trova nelle cliniche psichiatriche. Nella mia esperienza questi pazienti profondamente colpiti hanno molto poco da offrire alle persone sane. Utilizzo l' "insanità" nel senso di Rimbaud di uno sconvolgimento della mente altrimenti normale, come è vista da tutti i grandi visionari, dai capi religiosi, dai poeti, dai surrealisti, dalla gente innamorata, dai genitori che adorano un bambino appena nato - lo sconvolgimento funziona come un prisma, che sprigiona la luce bianca della ragione in uno spettro di dimensione poetica - in una società totalmente sana la pazzia è la sola vera libertà.


Delos: Perché ha scelto il vento come simbolo del suo primo romanzo, The Wind from Nowhere? Ha un significato religioso particolare per lei?

Ballard: Il vento? No. Non è un romanzo che mi piace ricordare.

Delos: Spesso nei suoi racconti e nei suoi romanzi i personaggi sono paragonati agli animali per il loro aspetto fisico e per il loro comportamento o perfino si trasformano in animali. Quale significato ha per Lei questo stretto rapporto tra il mondo animale e quello umano?

Ballard: Tutti gli animali sono nostri cugini e in loro vediamo il riflesso di nostri io precedenti e più magici. Le nostre anime ardono con la tigre.

Delos: The Wind from Nowhere, The Drowned World, The Drought e The Crystal World hanno tutti un simbolo particolare attorno al quale si sviluppano le loro trame. Quale di questi simboli (il vento, l'acqua, il fuoco, il cristallo) ha un legame con la sua esperienza personale?

Ballard: Sono parte della nostra memoria inconscia che portiamo nei nostri geni. Come esseri umani noi vediamo sempre di più il nostro passato in termini di catastrofe (da qui il fascino dei film catastrofici Hollywoodiani ) - il compito principale per la razza umana è trovare un equivalente immaginativo per lo spazio. Il sesso e le droghe non hanno aperto la porta al nostro vero futuro. Internet potrebbe essere il vero compendio in cui tutti abbiamo bisogno di entrare per riscoprire noi stessi.


Delos: Il suo immaginario urbano negli anni Sessanta è apparentemente apocalittico e catastrofico. Quali avvenimenti sociali hanno influenzato maggiormente il suo punto di vista?

Ballard: L'evento più importante degli anni Sessanta fu l'assassinio del Presidente Kennedy. Le energie scatenate dalla morte sacrificale di questo giovane re-sole e il profondo senso di colpa che tutti provammo, segnarono la strada che seguimmo nei decenni successivi.

Delos: L'uso di molti elementi tipici del romanzo giallo in The Crystal World suggerisce una lettura alternativa del romanzo? Quale?

Ballard: Possiamo vivere fuori dal tempo? E' il tempo che ci impedisce di vedere la bellezza di ogni cosa nel mondo?

Delos: Il riferimento alla razza in questo romanzo attraverso la presenza di personaggi bianchi e di colore, lebbrosi e tubercolosi ha qualche altro significato oltre a quello di conferire al romanzo la sua profondità?

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