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INTERVISTA |
Boselli: Non so che cosa vi riserverà il futuro. Io ho moltissime altre fonti di ispirazione fantastica, ma le riserverò soprattutto a Dampyr, che è una serie del tutto fantastica. Con Zagor tornerò alla Grande Avventura.
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Delos: Moreno, le tue storie di genere fantastico sembrano invece rifarsi a idee più classiche, come i vecchi miti della Terra, il sacro Graal, la disastrosa guerra tra Atlantide e Mu, il Golem, la miniaturizzazione.. Quali sono le tue principali fonti d'ispirazione?
Burattini: Le mie fonti di ispirazione sono tutto ciò che leggo, vedo, sento, imparo, percepisco. A volte mi viene in mente una storia leggendo un trafiletto su un giornale trovato nella sala di attesa del dentista, altre volte innamorandomi di un libro che ho divorato o anche perché infastidito da una storia scritta da altri che io avrei condotto diversamente. Mi capita spesso di pensare a come certi spunti potrebbero adattarsi a Zagor, e lavorando sul filo dei pensieri tesso una tela. Le mie storie di genere fantastico sono, è vero, molto più "classiche" di quelle di Boselli. Credo dipenda dal diverso background culturale, e a un più tradizionale bagaglio di letture, basato su inizi verniani, salgariani e stevensoniani. Sono cresciuto leggendo, appunto, i "classici". Ho perfino fatto il Classico.
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Delos: Al di là del grosso successo di Nathan Never e di Legs Weaver nei fumetti, conoscete qualche autore e/o personaggio della fantascienza italiana? Tra l'altro, mi sembra che per cupezza e rigore di trama e di ambientazioni, Boselli sia molto vicino a Valerio Evangelisti, mentre Burattini utilizza tecniche e idee molto care a Eraldo Baldini.
Boselli: Sono e resto un fan della fantascienza anglosassone classica, ma non leggo e non conosco fantascienza italiana, avendo smesso di leggere questo genere negli anni Settanta, quando gli autori italiani erano davvero pochi (penso al gruppo di Galasia e della Libra, per esempio).
Burattini: Il primo romanzo di fantascienza che ho letto in vita mia è scritto appunto da un italiano, abbastanza insospettabile: Emilio Salgari. Si trattava de Le meraviglie del Duemila, un racconto avvincente e pieno di idee. Dopodiché, le mie letture in campo sf si sono trasferite all'estero: prima con Verne, poi con Wells, poi con i classici d'Oltreoceano da Asimov (il mio preferito da sempre) a Vance (in ordine alfabetico). Ma pur prediligendo gli americani, non ho alcun pregiudizio contro gli italiani. Anzi. Compro tutti gli Urania scritti in casa nostra, e ho letto Curtoni, Catani, Evangelisti. Trovo fantascientifici, del resto, i romanzi di Diego Cugia e molti di quelli di Roberto Vacca. Purtroppo, gli scrittori italiani pagano la difficoltà di sopravvivere in un mercato ristrettissimo e spesso senza sbocchi.
Delos: Avete mai pensato di scrivere un romanzo vero e proprio?
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Boselli e Burattini: Sì, ma non ne abbiamo il tempo.
Delos: Che cosa potete prometterci per il futuro di Zagor? Nuovi viaggi, nuovi nemici, nuovi amici, nuove "amiche", nuovi ritorni? Rivedremo mai il mitico Supermike?
Boselli: Per un paio di anni daremo a Zagor un po' di respiro (si fa per dire) nella sua Darkwood, dove però incontrerà vecchi amici e si scontrerà con antichi nemici. Sono previsti i ritorni di Bat Batterton e Verybad, di Dharma e Supermike, Mortimer e "Bimbo" Sullivan. Stiamo comunque preparando nuove e complesse saghe avventurose, che vedranno la partecipazione di Fishleg e Andrew Cain.
Delos: Qual è la vostra storia preferita di Zagor e quale in assoluto il vostro fumetto preferito?
Boselli: Il mio fumetto preferito è Terry e i pirati, di Milton Caniff. La mia storia di Zagor prediletta è la lunga storia con Fishleg, Oceano.
Burattini: Il mio fumetto preferito in assoluto? Se penso all'importanza che ha avuto nella mia vita e a tutti i sogni di bambino che mi ha fatto vivere, senza dubbio Zagor. Se poi devo rispondere non con il cuore ma con il cervello, scegliendo un nome fra tutti (e soffrendo nel fare una scelta), direi Ken Parker. La mia storia di Zagor preferita è La marcia della disperazione, un classico di Nolitta e Ferri con il bacio a Frida.