|
Brividi a fior di pelle
Questa volta non mi dilungherò. Anzi, non farò alcun commento ai racconti che Delos ospita questo mese nella sezione Script. Lascerò giudicare a voi se avranno sulla vostra anima lo stesso effetto che hanno avuto sulla mia. Una sola annotazione, poi lascerò parlare gli autori anche nelle presentazioni autobiografiche: sono i racconti giunti primo e secondo classificato all'ultima edizione del premio Lovecraft. E questo basta.
Voci, di Ivo TorelloSono nato a Genova nel 1974, dove vivo e mi occupo saltuariamente di grafica. Pigro, dormo e mangio nelle ore sbagliate e fumo troppo. Sono tremendamente ipocondriaco, ma continuo lo stesso ad amare il cinema di David Cronenberg. Da tre anni sono felicemente fidanzato con la meravigliosa Sonia. Nel 1998 sono arrivato tra i finalisti del Premio Lovecraft con il racconto Una volta ancora, per ripetermi l'anno successivo al Premio Alien con Autodafé, poi pubblicato su Delos. Nel 2000 mi sono piazzato tra i finalisti del Lovecraft, del Premio Cristalli Sognanti e del Trofeo RiLL. Il mio delirante racconto Amalgama sarà pubblicato sul numero 4 di Carmilla, la rivista diretta da Valerio Evangelisti. Attualmente lavoro con fervore al mio primo romanzo.
Prima che mio figlio nasca, di Nicola VerdeScrivo spesso della Sardegna (i miei racconti migliori, si dice, trattano di essa). Ma non sono sardo. Sono nato, infatti, in provincia di Caserta, nel 1951. Ma, come mi piace ripetere, a una terra si appartiene non soltanto per diritto di nascita, ma anche per altri motivi imperscrutabili. Di più. Mi piacerebbe avere un cuore nuragico e la pelle di un leccio. E cos'è la Sardegna nel mio immaginario? Una tartaruga, è! Lenta e solitaria. Una quercia, è! Rugosa di una decrepitezza millenaria. Una faccia di mamuthone, è! Nera, dura, feroce e spigolosa. Questo è! Ma temo che i pelliti ciceroniani, i balenti duri e puri sattiani, i selvatici deleddiani, questa terra tutta, insomma, sfuggita al tempo storico dessiniana, potrebbe non essere più, per lasciare nell'immaginario collettivo la parte peggiore di sé, quella niceforiana, quella della cosiddetta zona delinquente. Tutto quanto di altro ho scritto, ho paura che non sia adeguato; non del tutto vero. E in letteratura, si sa, bisogna essere sinceri. "Scrivi la frase più sincera che sai" ha lasciato scritto Hemingway. Miei racconti sono apparsi in diverse antologie tematiche, quotidiani e riviste, professionali e non (comprese quelle telematiche come Delos e IT); negli anni ho ricevuto riconoscimenti in importanti premi dedicati al fantastico e alla fantascienza, quali: il Tolkien, il Courmayeur, L'Alien e il Lovecraft (dove mi sono piazzato primo nel 1998 e secondo nel 2001). Non molta roba. Ma in realtà sono un pigro, un inconcludente, un incostante, un insicuro, uno facile all'abbattimento (non sono caratteristiche peculiari dei pesci?), una specie di Oblomov, insomma, per questo la scrittura l'ho frequentata con discontinuità; soltanto dopo i quarant'anni ho finalmente capito che è una mescolanza disuguale di creatività e disciplina (10% della prima e 90% della seconda, così come qualcuno ha detto). L'ho capito dopo avere frequentato corsi di scrittura creativa tenuti dalla Scuola Omero in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell'Università "La Sapienza" di Roma, diretto dal prof. Tullio De Mauro. (Un pensiero di riconoscenza e affetto va a Pietro Pedace). Nella letteratura di genere amo Bradbury (ma è uno scrittore di genere?); ho amato Lovecraft e Tolkien, Sturgeon e un mucchio di altri. Nel mainstream, oltre a tutti gli autori sardi (dalla Deledda al Dessì, dal Masala al Camobosu, dal Satta allo Zizi, e via via fino al Ledda e al Fois), e gran parte degli autori italiani degli anni 50/60, amo le miniature della Berberova, del Carver, dell'Hemingway, della Mansfield e della O'Connor e di tutti gli autori russi dell'ottocento, del Tolstoi (i racconti di Sebastopoli, per esempio), del Cecov e del Turgenev. Non amo i bestseller; per quelli voluminosi, poi, provo un'avversione quasi patologica, occuperebbero troppo spazio del tempo che dedico alla lettura; salvo però King. Degli attuali autori di genere italiani non posso che dire un gran bene; sono convinto che abbiano trovato una loro strada, autonoma, per niente pedissequa imitazione di quella americana, sebbene questa sia riconosciuta quale maestra d'insegnamenti. Sposato, naturalmente, con una sarda (il mio amore per la Sardegna è venuto dopo quello per mia moglie), ho un figlio e vivo a Roma, dove lavoro in un importante istituto di credito.Nei prossimi numeri leggerete (in ordine sparso) racconti di: Vicchio, Torello, Nicotra, Fantelli, Carignani, Burgio, Cicconi, Del Santo, Coltri, Gambsberg, Galdi, Dondossola, Lombardi, Guerra, Gattini, Lastrucci, Selleri, Sorge, Tacconi, Verde. Questo elenco è solo indicativo, e potrà subire cambiamenti a ogni nuovo numero di Delos.
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |