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SPECIALE |
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Delos: Qualche mese fa si è parlato di DNA mitocondriale anche sui giornali, e per una ricerca come quella del racconto di Egan.
Valla: Infatti, e quando ho letto gli articoli mi sono detto: "Al solito, non hanno capito niente. Egan ha previsto l'impossibilità di una 'Eva mitocondriale' madre dell'odierna umanità". Però, la cosa è proprio come dice Egan? Non so, perché molte volte ritorna nei suoi racconti una idea di fondo sulla impossibilità di una risposta. E il curioso è che Egan, nelle sue interviste, sostiene la necessità di giungere a una comprensione "meccanicistica" delle cose per poterle giudicare. Nel racconto del Tuffo di Planck il "rumore di fondo" dell'universo è dello stesso ordine di grandezza delle informazioni, qui la regressione verso la Eva porta a una molteplicità di Eve, nel racconto che dà il titolo alla raccolta ogni procedimento di logica matematica porta infine all'anomalia che lo invalida.
Delos: Ma Egan tratta ancor peggio la fede religiosa e quella nella New Age...
Valla: La gioventù cresciuta fra studi razionali in Fuoco d'Argento segue lo spiritualismo New Wave fino al punto di crearsi i suoi nuovi santi, scambiando per estasi il loro dolore. E in quello che è forse il miglior racconto della collezione, Nostra Signora di Chernobyl, la religione porta a una superstizione di tipo scientifico, curiosamente mescolata con l'omeopatia, altra "scienza" che non deve granché convincere Egan. La conclusione a cui arriva Egan sembra quella di un noto romanzo di James Bond, quando rispetto all'affermazione "Un diamante è per sempre", l'autore annota: "Solo la morte è per sempre". Dietro le affermazioni di Egan sulla necessità della comprensione sembra affiorare un nostro vecchio conoscente: la scienza come esorcismo per allontanare il vuoto.
| ..."Non voglio scrivere storie che facciano sentire bene, che si arrendono, che non fanno altro che confermare tutto ciò che hai sempre voluto credere; è una cosa che ho fatto, in passato, ed è insidiosa. Storie così, bisognerebbe bruciarle."... | |
Delos: Falso esorcismo, però, se anche la conoscenza scientifica sfocia nella confusione. Non è la scuola di Dick?
Valla: Be', è difficile oggi scrivere fantascienza senza dare un tributo a Dick. Il protagonista del racconto che dà il titolo alla raccolta, con la sua soggezione alla sua compagna più intraprendente e aggressiva è molto dickiano, e anche gli scenari in cui si svolge molte volte l'azione, con il loro miscuglio di mercantilismo e paranoia, sono dickiani.
Delos: E i riferimenti a Conrad del primo racconto?
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Valla: Quel racconto sul mondo nuovo della bio-ingegneria è chiaramente un cameo su Cuore di Tenebra, e non solo perché lo cita, ma perché c'è la stessa struttura, la ricerca attraverso la giungla di colui che ha ingannato la grande Organizzazione, compreso il finale in cui il cacciatore si converte alla fede del cacciato. Però i prestiti sono troppo grandi per un cameo e i personaggi non sono abbastanza approfonditi per essere veri e nuovi personaggi. Personalmente, almeno da questa raccolta, ho l'impressione che il limite attuale di Egan sia soprattutto di natura letteraria, e che consista nel prendere un personaggio "di repertorio": il personaggio vissuto, non rispettoso della morale comune, flemmatico e autosufficiente, esecutore preciso dei contratti che accetta, ma per una coerenza tra sé e sé, non per gli altri. Anche i personaggi di Conrad sono di questo genere, ma il loro più noto esponente è il vecchio Sam Spade di Hammett. E almeno in questa raccolta, i personaggi sembrano un po' tutti di quel tipo: l'agente senza nome di Pagliuzze, quello di Mister Voglio, quello di Nel suo bozzolo (che nella buona tradizione finirà per prendersi una bella scarica di pugni e bastonate), quella di Fuoco d'Argento, quello di Chernobyl.
Delos: Allora siamo di fronte solo al principale scrittore di fantascienza hard, e non a un vero scrittore?
Valla: Be', una cosa è segnalare alcuni suoi trucchi del mestiere, un'altra è dire che non va al di là del genere. Egan non è Niven, che è sempre stato ricco di idee ma non è mai riuscito a descrivere un personaggio senza trasformarlo in una caricatura irritante. I personaggi di Egan non ci mostrano una profonda riflessione sulla nostra vita, ma sono funzionali ed essenziali. Certi racconti di Egan mi sembrano uscire dal "genere", soprattutto Nostra Signora di Chernobyl e I sogni del trasferimento. Anche I miei motivi per stare allegro è una storia importante. Peccato che in altri racconti significativi per la sua visione del mondo (quella che si riassume in "la scienza portata all'estremo non porta ordine nei nostri giudizi, ma solo confusione") la complessità della vicenda tenda a soffocare questa visione del mondo. A noi della fantascienza piace quella complessità, ma la critica letteraria non l'ha mai amata perché la considera volgare.