
La notizia è giunta improvvisa, quanto inaspettata lo scorso 11 maggio. Il mondo della fantascienza è in lutto per la prematura scomparsa di Douglas Adams. Ripercorriamo il suo cammino costellato di grandi successi narrativi, radiofonici e quant'altro. La sua perdita pesa come un macigno. Se ne è andato un genio del paradosso.
L'inizio e la fine
Conoscendo il suo modo di porsi, la sua grande ironia, e parafrasando il titolo di un suo romanzo famoso, verrebbe da dire a denti stretti: "Addio, e grazie per tutto il pesce". Lui, certamente, capirebbe con un sorriso. Come abbiamo avuto modo di esporre sul
Corriere della Fantascienza dell'11 maggio scorso, e successivamente nell'edizione del 14 maggio, l'autore inglese
Douglas Adams è mancato per un attacco di cuore in quel di Santa Barbara, California. Aveva solo 49 anni e dietro di sé lascia un grande vuoto tra tutti gli appassionati e soprattutto nel suo paese natale: l'Inghilterra.
Douglas Noel Adams era nato a Cambridge nel 1952, figlio di un'infermiera e di un teologo (che poi si separarono per risposarsi altre volte), aveva studiato presso la prestigiosa università della sua città natale, ottenendo la laurea in letteratura inglese. Era un uomo massiccio, alto un metro e novantacinque, arrivato a pesare 108 chili. Sposato fin dal 1992 con l'avvocatessa Jane Belson con la quale già conviveva da un decennio, Adams ha provato a vivere a Los Angeles per qualche tempo, senza riuscire ad apprezzare il sistema hollywoodiano.
Una volta laureato Adams inizia l'attività di
script editor per la serie televisiva
Doctor Who che dura tre anni (1978-1980). Sempre nel 1978 l'autore inglese porta alla radio, per la BBC, il suo sceneggiato radiofonico
Hitch-hicker's guide to the galaxy (in realtà intitolato "Apocalisse fantastica"), una commedia spaziale demenziale di grande successo, che lo spinge prima a realizzare una miniserie televisiva e, solo infine, la
novelization (Guida Galattica per gli Autostoppisti). Quest'ultima ha venduto oltre 15 milioni di copie in tutto il mondo e si è piazzata al venticinquesimo posto nella classifica di
Amazon.com per i cento libri da salvare del secondo millennio e ventiquattresima nella classifica di
Channel Four in inghilterra, tra i cento migliori libri del secolo. Lo sceneggiato radiofonico, invece, è stato l'unico programma realizzato per la radio ad essere nominato da sempre al prestigioso Premio Hugo. Nell'anno in cui ottenne la
nomination, perse a favore di
Superman - The Movie. Si aggiudicò invece il Sony Award e il "Best Programme for Young People" 1980 della Society of Authors/Pye for Radio.
Amava collezionare computer, Porsche e potenti impianti Hi-Fi, con grande passione per Bach, Pink Floyd, Bob Dylan, Eric Clapton e i Dire Straits. E come accade a tanti uomini che fanno dell'umorismo la loro professione, anche la facciata amena di Adams nascondeva cupe visioni. Diceva di non essere felice perché "dopo i 40 anni, ormai, i giochi sono fatti e la vita ha preso una piega irrevocabile". Paradossalmente Douglas Adams non potrà neppure vedere i suoi cinquanta anni.
Il successo, l'universo e tutto quanto
Il successo del primo libro fu inaspettato, visto che Adams affrontava la fantascienza da un punto di vista demenziale, prendendo in giro gli stereotipi della fantascienza e ironizzando su alieni, turisti, traduttori universali, viaggi più veloci della luce, robot, imperi galattici e, vista la sua amicizia con
Terry Jones (dei
Monthy Python), anche sul senso della vita. Questo suo modo d'interpretare la SF lo ha portato ad essere uno degli autori inglesi più amati dal pubblico del suo paese e punto di riferimento per
Terry Pratchett, che creò, con lo stesso spirito, il suo ciclo fantasy di
Ringworld, ammettendo di trarre spunto dall'opera di Adams. Parte della critica ha tentato un paragone tra
Douglas Adams e
Kurt Vonnegut. Ma le differenze non sono da poco. Da una parte Adams è demenziale, mentre Vonnegut è grottesco, e poi ancora il primo è burlesco, mentre il secondo è sarcastico. Inoltre in Adams le distopie non esistono più, mentre Vonnegut è fondamentalmente distopico. Piuttosto ci verrebbe da paragonarlo alla fantascienza paradossale di
Robert Sheckley. In una nostra intervista all'autore dei cinque volumi del ciclo della
Guida galattica per gli autostoppisti (a proposito di autostoppisti, Adams a 18 anni gira l'Europa proprio in autostop), il suo senso dello
humour inglese emerge con prepotenza. Alla nostra domanda "secondo te qual è la differenza fra i tuoi romanzi paradossali e la produzione di Robert Sheckley?", l'autore ci risponde drasticamente: "Quelli di Sheckley sono migliori dei miei". Qualche hanno dopo, incontrando Sheckley a Piacenza, gli raccontai di questa risposta e Robert rise di gusto, sebbene si fece scappare un commento sulla fortuna economica maggiore che Adams aveva accumulato negli anni, rispetto alle sue fatiche apparse su
Galaxy e che non lo hanno mai reso ricco. Per chi volesse rileggersi l'intervista ad Adams l'indirizzo è il seguente:
www.delos.fantascienza.com/delos06/dls06dna.html.
Oltre al già citato primo romanzo, Douglas Adams ha scritto i seguenti libri della guida galattica:
Il ristorante al termine dell'universo (1980),
La vita, l'universo e tutto quanto (1982),
Addio, e grazie per tutto il pesce (1985) e, quinto e ultimo tomo della serie,
Fondamentalmente innocuo (1992). La storia di base parte da un'idea davvero folle: la Terra viene distrutta perché sulla sua traiettoria deve passare una superstrada iperspaziale. Arthur Dent si trova così ad essere l'unico essere umano in vita dopo la distruzione del nostro pianeta, ed affronta un tour galattico con lo scrittore Ford Prefect, facendogli incontrare buffi alieni, folli pianeti, come Eroticon V, e improbabili situazioni al limite del paradosso.
La quarta di copertina dei
Classici Urania (n. 187) non lascia dubbi sulla demenzialità dell'opera: "Avviso al popolo della Terra: Popolo della Terra, attenzione, prego. Qui parla la commissione per la pianificazione dell'interspazio galattico. I piani di sviluppo delle zone periferiche della galassia richiedono la costruzione di una superstrada iperspaziale attraverso il vostro sistema solare. Il che rende sfortunatamente necessaria la demolizione di alcuni pianeti tra cui il vostro. I lavori avranno inizio immediato e dureranno circa due minuti terrestri. Grazie". Di questo messaggio certamente sorridiamo, ma ci rendiamo anche conto di come le regole di qualcun'altro - per altro inatteso - possano interferire drammaticamente con le nostre. Ma, come diceva il buon Adams nei suoi libri:
Don't panic!
Dopotutto è solo un'escamotage per burlarsi di tutto e di tutti.
Oltre alla serie della Guida galattica Adams ha anche prodotto due romanzi di genere più
mistery, con il suo
Dirk Gently, il detective olistico.
Tutti i suoi interessi al termine dell'universo
Come abbiamo visto Adams inizia la sua carriera alla BBC, ma oltre all'attività di scrittore e sceneggiatore l'autore inglese, che amava anche programmare il computer possedendo un numero notevole di MacIntosh, cura una rubrica fissa su
MacWorld, versione inglese, e fonda una sua società per la produzione di titoli multimediali. L'azienda si chiama
Digital Valley, non molto fortunata per la verità, e che vanta tuttora tra i suoi titoli anche
Starship Titanic, pubblicizzato anche sulle riviste Usa e realizzato con illustrazioni del nostro Chichoni. Il sito della Apple ha ricordato la sua scomparsa con un articolo all'indirizzo
www.apple.com/applemasters/dadams/ nel quale vengono riportati alcuni commenti sull'intuitività del Mac, nei commenti dell'autore inglese, e dove lo stesso Adams afferma che il suo ruolo principale alla
Digital Village era quello di creare nuovi progetti, muovendosi da un media all'altro, guardando alle opportunità in maniera strategica. Lo stesso
Starship Titanic aveva già scaturito un romanzo ispirato a questa mega astronave e un secondo libro con tutti i trucchi per proseguire nell'avventura su CD-Rom. In riferimento al suo amore per il Mac l'autore dice: "Sono un utente Mac da quando è nato. Ho proprio posseduto anche il primo modello. Era elegante e intuitivo ed era così un piacere usarlo che avresti voluto abbracciarlo".
Ma andiamo con ordine e vediamo assieme cosa è riuscito a fare nei suoi 49 anni sul pianeta Terra.
Alle 22.30 del 5 maggio 1978 va in onda sul canale radiofonico BBC4 la serie che ispirerà la
novelization della Guida galattica. Viene trasmessa per sei settimane, seguita da uno speciale per Natale e successivamente da una seconda serie in cinque parti. Lo sceneggiato viene da lì in poi replicato all'infinito.
Da un punto di vista teatrale, dopo il primo esperimento del 1979, ci sono stati 19 adattamenti per il palcoscenico, incluso uno presentato al West End oltre ad una versione in formato "musical" con brani famosi degli Anni Sessanta.
Naturalmente il grande successo di Adams lo si deve alle vendite dei suoi libri, i cui titoli sono già stati menzionati più sopra in questo articolo. Ma il materiale librario è andato oltre. Gli script del serial radiofonico appaiono nel 1985, assieme ad una edizione illustrata del primo romanzo, pubblicata nel 1994. Dai libri passiamo alle registrazioni. Esce un doppio LP intitolato
The Hitch-hicker's Guide to the Galaxy e un successivo LP di
The Restaurant at the End of the Universe (1980). Purtroppo questi prodotti sono oggi fuori catalogo, anche se non è escluso che, dopo la morte dell'autore, possano tornare per qualche tempo in commercio. La storia presentata su questi LP è simile alla serie tv, ma il cast è quello radiofonico. Venendo alla televisione, la BBC realizza fin dall'81 sei episodi da 35 minuti in stereofonia. Le repliche subiscono un taglio di 5 minuti ad episodio, portando il programma a 30 minuti esatti. In America il serial televisivo viene curato in modo diverso e appaiono sette episodi in totale, di mezzora l'uno. Poi Adams entra nel business degli audiolibri. Tutti e cinque i romanzi del ciclo della
Guida galattica vengono letti dal pluripremiato attore
Stephen Moore. Oggi sono riproposti dalla
Isis Audio, mentre, parallelamente, è possibile acquistare la serie radiofonica sia in cassetta che su CD. Naturalmente la serie tv viene anche commercializzata in videocassetta: tutti gli episodi sono stati proposti nel 1991, seguiti da uno speciale mai trasmesso prima dedicato al "Making of", che si aggiudica il Video Home Entertainment Awards nella categoria "Best Documentary". La serie tv aveva in passato già ottenuto il premio BAFTA nelle tre categorie: "Best TV Graphics", "Best VTR Editing" e "Best Sound".
Nel 1984, esce una
adventure (solo testo) per computer, successivamente ripubblicata nel package intitolato
Lost treasures of infocom.
Nel campo musicale il compositore jazz
Klaus Koning realizza una suite intitolata
At the end of the Universe - Homage à Douglas Adams. Inoltre la sigla del programma tv viene proposta sul mercato discografico in versone singolo.
Naturalmente il mondo dei fumetti non sta a guardare. L'intero ciclo viene adattato dalla
DC Comics nel 1993, mentre l'anno dopo, basato sempre sui fumetti escono le carte da gioco, molto richieste tra i giovani d'oggi.
Diversa sorte subisce il progetto di realizzazione di un lungometraggio. Fin dal lontano 1987 i film ispirati alla saga di Adams giacciono nel limbo, anche se siamo sicuri che ora non tarderanno a riemergere tra i progetti strategici di qualche
major americana. Voci di corridoio già parlano della Disney. La Digital Village, infine, ha in corso d'opera una Guiga galattica online, ispirata alle sue storie e che si può visitare al sito:
www.h2g2.com.
Altri lavori fondamentalmente innocui
Nel 1974 Douglas Adams scrive per la compagnia Cambridge Footlights Revue
Chox e due anni più tardi dirige lo show
A kick in the stalls (inutile ricordare la non casuale assonanza con la più volgare espressione inglese
A kick in the ass). Nel 1973 interpreta la parte di King Groovy, una pantomima su Cenerentola e inoltre partecipa a
Several poor players strutting and fitting,
The Patter of tiny minds,
Cerberus e
So you think you feel haddocky....
Il primo lavoro accreditato ad Adams dal prestigioso
RadioTimes è
Chox, trasmesso da BBC Radio 4 che diviene poi una serie intitolata
Oh no, it isn't.... L'autore contribuisce anche occasionalmente agli sketches di
The burkiss way e
Week ending, oltre a co-produrre la pantomima radiofonica
Black Cinderella II goes east.
Come accennato all'inizio Douglas Adams ha curato la penultima serie di
Doctor Who, quella interpretata da
Tom Baker. Precedentemente scrive la storia della sedicesima serie,
The pirat planet. Adams, in collaborazione con il produttore
Graham Williams, scrive anche
City of death, sotto lo pseudonimo di
David Agnew. La sua ultima storia sul dottore che viaggia nello spazio-tempo è
Shada, che però viene soltanto filmata parzialmente e mai trasmessa, per via di uno sciopero. Queste tre storie appaiono comunque successivamente in videocassetta, su licenza BBC.
Adams scrive nell'83 assieme a
John Lloyd anche un dizionario bizzarro basato su strani luoghi e nomi,
Not the nine o'clock News. Più tardi il lavoro viene ampliato e prende il titolo di
The deeper meaning of liff.
Nel Natale del 1986 Adams cura un libro destinato alla raccolta di fondi dal titolo
Young Zaphod plays it safe. Nel 1987 esce
Dirk Gently, agenzia di investigazione olistica, primo romanzo di Adams che non fa parte del ciclo della Guida galattica. Per la verità si tratta di una rielaborazione degli elementi già presentati in
Shada, della serie Doctor Who. Nel 1988 esce il seguito di Dirk Gently,
The long dark tea-time of the soul, sicuramente migliore del suo predecessore. Una curiosità interessante è che il titolo del seguito di Dirk Gently fa riferimento ad una particolare citazione della Guida galattica. Nel 1989, infine, Douglas viaggia con lo zoologo
Mark Carwardine attorno al mondo alla ricerca di strane specie animali. Ne vengono fuori degli speciali ecologico-antropologici per una rivista domenicale, una serie di sei trasmissioni radiofoniche e un libro che esce l'anno successivo e che porta il titolo di
Last chance to see.
Douglas adams: non un vogon come tanti altri
Dopo aver ripercorso le molteplici attività che hanno caratterizzato la vita di Adams vediamo di tracciare il suo profilo dal punto di vista della fantascienza e delle influenze culturali. Ciò che è certo è che, come per molti giovani della sua generazione, la sua passione per la SF la si deve a due fenomeni fantascientifici tipicamente britannici di quell'epoca: Doctor Who e Dan Dare. Tra il telefilm e il fumetto in questione, dovendo obbligatoriamente sceglierne uno, Adams, in un' intervista, opta per Doctor Who. Ricorda il "sense of wonder" provato guardando i primi episodi, che la BBC replicava la settimana successiva alla messa in onda. Si sentiva attratto da quel mondo fantastico e gli pareva di imbarcarsi ogni volta verso un viaggio nell'ignoto. Al di fuori del dottor Who, Adams aveva una grande passione per
Kubrick e per il suo
2001: odissea nello spazio. Questo film lo aveva influenzato molto fin dalla prima visione, tanto che per qualche tempo l'autore aveva fatto intendere che avrebbe voluto lavorare per Kubrick a qualche progetto cinematografico. Poi Kubrick ci ha lasciato e questo suo sogno è rimasto nel cassetto. Di
2001 Adams conservava una copia su laserdisc che rivedeva almeno una volta all'anno. Ma oltre alla fantascienza, concettualmente Adams ha subìto l'influenza della musica rock, in particolar modo dei
Pink Floyd e dei
Beatles. Si sentiva molto felice per essere cresciuto musicalmente con questi gruppi. Anche in questo caso le canzoni lo portavano oltre con la sua immaginazione e durante i suoi primi episodi radiofonici non nasconde di aver tentato di emulare la ricchezza di suoni di
Sergeant Pepper dei quattro baronetti di Liverpool,
The dark side of the moon dei Pink Floyd e
Grand Hotel dei Procol Harum. Quest'ultima canzone pare abbia ispirato Adams per il secondo romanzo del ciclo della guida galattica,
Restaurant at the end of the universe.
E poi veniamo al suo
sense of humour. Certamente legato all'umorismo inglese, si è ispirato spesso a
PG Wodehouse fino alla comicità demenzial-delirante dei
Monthy Python di cui era molto amico. Per lui non esistevano più grandi eroi al mondo e gli unici due che si ostinava a citare erano lo stesso PG Wodehouse, che non aveva mai fallito nel compito di farlo sorridere, e il musicista classico J.S. Bach.
Non va scordato che Adams si destreggiava abilmente nella scienza e nella filosofia. Non era casuale la mescola magica di aforismi alla Oscar Wilde, battute alla Groucho Marx, note oggi anche ai lettori di Dylan Dog, e i suoi sillogismi categorici, tipo "la proprietà è un furto. Ne consegue che il furto è proprietà". Sugli scrittori di SF era piuttosto critico; riconosceva che molte delle nuove leve puzzavano troppo di corsi di scrittura creativa ed è curioso che trai i suoi autori preferiti figuravano
Kurt Vonnegut con
Mattatoio cinque e
Robert Sheckley con alcuni dei suoi racconti più famosi come
Un biglietto per Tranai. Riconosceva per altro a Sheckley di aver iniziato per primo a trattare la SF come fece lui in seguito con la
Guida galattica. A proposito delle nuove leve inglesi, diceva di non riuscire a leggere né
Iain Banks né
Clive Barker, mentre della vecchia guardia aveva un parere positivo sui primi lavori di
James Ballard.
Nella sua mente di scrittore era convinto che crearsi delle limitazioni fosse importante, nel senso che problemi di budget o di natura tecnologica portassero a stimolare la creatività e a utilizzare al meglio l'immaginazione. E su questo argomento portava l'esempio di
Gerry Anderson e di quello che aveva creato con i suoi pupazzi della serie
Thunderbirds, tuttora un vero fenomeno
cult che vende moltissimo anche in versione Dvd.
Dopo aver incontrato il suo futuro socio
Robbie Stamp, aveva fondato la
Digital Village. Un'azienda che intendeva raccogliere i professionisti dei nuovi media realizzando progetti creativi dal grande impatto. Era il percorso logico ideale: dopo aver lavorato in radio, in televisione, in teatro e come romanziere, il passaggio al lavoro di scrittore/creatore multimediale era quasi scontato per lui. Come scontato era aprire il suo sito Internet: www.douglasadams.com.
Muovendoci nel campo delle preferenze e delle antipatie, Adams ricordava la sua passione per l'attore
John Cleese (dei Monthy Python), così come detestava molto il cibo servito in aereo. Tra le sue collezioni c'erano una serie di chitarre per mancini che amava strimpellare ogni volta che trovava il tempo. E l'amore per la musica lo portava anche a programmare computer e sintetizzatori, facendolo sognare spesso di essere ancora sufficientemente giovane per poter fare il musicista rock. Inoltre dobbiamo ricordare anche il suo impegno animalista con l'appoggio alla fondazione
Dian Fossey Gorilla che potete trovare all'indirizzo: www.gorillas.org.
E alla domanda se lui credesse in Dio rispondeva: "Sono totalmente convinto che non ci sia nulla che possa essere un dio".
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| Illustrazione di Oscar Chichoni tratto da Starship Titanic |
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Conclusione galattica
Ritengo che Douglas Adams ci abbia insegnato una cosa davvero unica: l'instabilità è alla base della vita, e non soltanto nell'ambito della sua Guida Galattica. Non è quindi un caso se gli abitanti da lui descritti vivono instabilmente, se le stesse galassie siano instabili e i suoi umanoidi e le sue creature multiforme, incluse i biroidi, vivano in mondi raggiungibili grazie alla propulsione a "impossibilità infinita".
Come spiega il Bignamino siderale della storia galattica: "Da quando la galassia ha avuto inizio, grandi civiltà sono salite sull'altare e precipitate nella polvere,
salite sull'altare e precipitate nella polvere, salite sull'altare e precipitate nella polvere. L'hanno fatto tanto spesso, che alcuni studiosi sono arrivati a pensare che la vita nella galassia sia: a) qualcosa di affine al mal di mare, al mal di spazio, al mal di tempo, al mal di storia & simili, e, b) stupida." Forse, la risposta giusta è "la seconda che ha detto", se consideriamo eventi tipo quello che coinvolge uno dei suoi personaggi, Hotblack Desiato, che resta un anno nella condizione di cadavere per sfuggire alle tasse.
Dopotutto, grazie ad Adams, la risposta definitiva sulla vita sappiano che è "42". E questo è certamente fondamentale per tutti noi. Peccato che dieci milioni d'anni più tardi il computer che doveva generare la domanda esatta per questa risposta sia stato distrutto cinque minuti prima di enunciarla. Perbacco, ci verrebbe da dire, questo computer sì che ha vissuto molto più di Adams! Ma per come stanno le cose, vista la sua inconcludenza, questo marchingegno ha vissuto per niente, mentre Douglas Adams ha lasciato all'umanità un'eredità che non andrà facilmente perduta.
Alla sua prematura scomparsa ci inchiniamo affranti, non prima però di aver enunciato una frase presa da Bertrand Russell in
I problemi della filosofia che recità così: "non vi è nulla di logicamente assurdo nella supposizione che tutta la vita sia un sogno in cui noi stessi creiamo tutti gli oggetti che si presentano ai nostri occhi".
Bibliografia
Opere publicate in Italia (dal Catalogo della Fantascienza a cura di Ernesto Vegetti,
www.fantascienza.com/catalogo):
Guida Galattica per gli Autostoppisti, tr. Laura Serra The Hitch-hiker's Guide to the Galaxy, 1979. Urania 843, 6 lug 1980, Mondadori; Classici Urania 187, ott 1992, Mondadori; I Libri di Urania mag 1993, Mondadori; I Blues, mar 1996, Mondadori; Piccola Biblioteca Oscar 205, giu 1999, Mondadori; I Massimi della Fantascienza giu 2000, Mondadori
Ristorante al Termine dell'Universo, tr. Laura Serra, The Restaurant at the End of the Universe, 1980, Urania 968, 15 apr 1984, Mondadori; Classici Urania 200, nov 1993, Mondadori; I Libri di Urania giu 1994, Mondadori; I Massimi della Fantascienza giu 2000, Mondadori
La Vita, l'Universo e Tutto Quanto, tr. Laura Serra, Life, The Universe and Everithing, 1982, Urania 973, 24 giu 1984, Mondadori; Classici Urania 209, ago 1994, Mondadori; I Libri di Urania set 1994, Mondadori; I Massimi della Fantascienza giu 2000, Mondadori
Addio, e grazie per tutto il pesce, tr. Laura Serra, So Long, and Thanks for All the Fish, 1984, Urania 1028, 3 ago 1986, Mondadori; Classici Urania 217, apr 1995, Mondadori; I Libri di Urania giu 1995, Mondadori; I Massimi della Fantascienza giu 2000, Mondadori
Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica, tr. Anna Mariani, Dirk Gently's Holistic Detective Agency, 1987, Rizzoli, mag 1989; come L'investigatore olistico Dirk Gently, tr. Andrea Buzzi, I Canguri, feb 1996, Giangiacomo Feltrinelli Editore
Praticamente innocuo, tr. Laura Serra Mostly Armless, 1992, Urania 1209, 11 lug 1993, Mondadori; I Massimi della Fantascienza giu 2000, Mondadori
Sicuro, sicurissimo, perfettamente sicuro, tr. Laura Serra, Young Zaphod Play's It Safe, The Hitchiker's Quartet, 1986, I Massimi della Fantascienza giu 2000, Mondadori