
All'inizio dei tempi, quando il sistema solare era in formazione ed anche dopo, quando ancora era giovane, il rischio di impatto con altri corpi era altamente più probabile. Si pensa infatti che la collisione od anche solo lo "sfioramento" di un corpo delle dimensioni di Marte abbia causato la nascita della Luna perché quindi non pensare che anche Marte abbia visto il suo evolversi interrotto da una catastrofe che ne ha sconvolto la superficie cambiandone completamente il volto e l'aspetto? Alcune cicatrici presenti sul pianeta rosso darebbero per valida questa ipotesi come il lungo e profondissimo canyon, la
Valles Marineris, in realtà un insieme di spaccature lungo 4.000 Km, profonda seimilaquattrocento metri e larga anche 640 Km (sul fondo della quale sarebbe stata scoperta l'acqua che affiorerebbe dalle profondità del suolo marziano. Una scoperta di vitale importanza per il futuro insediamento umano sul pianeta rosso), o come una serie di grandi vulcani, primo fra tutti, il Monte Olympus il quale ha una base così vasta che coprirebbe tutta la Gran Bretagna, alto 28 mila metri. Se questo è vero e se un giorno potrà essere dimostrato, non possiamo che provare un grande senso di tristezza per quello che sarebbe potuto essere il gemello della Terra. Verso il pianeta Marte si volge l'occhio umano, l'unico mondo dove potrà costruire una colonia, l'unico mondo dove, con il tempo e con le opportune risorse tecnologiche, potrà ricostruire la vita. Qualcuno sta già studiando come portare Marte all'età del ferro sfruttando le ricche risorse petrolifere del pianeta ma il primo quesito cui occorre rispondere è se, all'interno del pianeta, esistono ancora delle falde d'acqua.
Dall'atmosfera marziana sarà possibile produrre ossigeno liquido e metano da utilizzare come propellente e fonte di riscaldamento e con lunghi, lunghissimi procedimenti chimici, almeno secondo le tecniche attuali, sarebbe possibile rendere l'atmosfera marziana respirabile nel tempo di più di una generazione di coloni, un tempo astronomicamente minimo, oppure sperare di trovare un reattore bello pronto come nel film
Atto di forza ma questa è un altra storia... Marte ha poi un altro vantaggio rispetto alla Terra: quello di possedere due lune come Phobos e Deimos, scoperti nel 1877 e curiosamente previsti da Jonathan Swift nel suo
I viaggi di Gulliver. Due ciottoli di modeste dimensioni, rispettivamente di 24 e 15 chilometri di diametro ma importantissimi come basi d'appoggio e di rifornimento. Quindi il rosso pianeta, argomento ambito per ogni autore di fantascienza che si rispetti, sarà anche la prossima meta di ricerca con altre sonde automatiche. Se poi gli uomini, grazie alla scoperta dell'acqua sulla Luna, potranno porre una base permanente sulla sua superficie, il balzo verso Marte, data la bassa gravità lunare, sarà ancora più facile ed economico. Nel frattempo, in attesa dell'arrivo del primo uomo su Marte, evento pronosticato verso il 2020, altre sonde verranno lanciate verso il pianeta rosso e gli altri pianeti a noi vicini e ne è prevista anche una diretta verso Plutone, l'unico mondo non ancora immortalato in immagini. Il famoso meteorite marziano ha mostrato un altro enigma agli studiosi presentando tracce di magnetite di indubbia origine biologica.
Tutto ciò che abbiamo usato per la guerra, l'energia, le risorse tecnologiche, le tecniche di precisione, possono essere usate per esplorare nuovi mondi, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima...tranne che con la fantasia.