Trenta giorni: L'ingaggio
Tutto cominciò quando era un giovane assistente alla ricerca presso l'Istituto di Medicina Legale di Barcellona, nei primi mesi del 2009. A medici che lavoravano nel suo ospedale fu consegnato un curioso questionario proveniente da una società mai sentita: PSG, Private Sanitation Group; oggetto: Opinioni varie da parte di medici e biologi, pubblici e privati, sul lavoro che conducono e quali modificazioni potrà subire in futuro.
Aveva risposto quasi controvoglia a quelle domande con diverse crocette e commenti vari, tra una pausa per il caffè e un'autopsia, poiché non aveva molto tempo da dedicare a quelle cose. Per di più, il pacco di fogli del questionario non poteva essere portato via dall'ospedale e quindi andava compilato subito.
Le domande erano di diverso genere, alcune coerenti, altre completamente fuori argomento: È favorevole alla clonazione? Quante volte il suo ordine ha chiesto aumenti di stipendio? Si sente solo? Se la sentirebbe di essere il principale dirigente di un intero ospedale con tutte le relative responsabilità? È ambizioso?
Sembrava uno di quei test pseudo psicologici che si trovavano nelle riviste per casalinghe e di conseguenza non gli dette importanza. Altri nel suo reparto non lo compilarono nemmeno.
Un anno e mezzo più tardi diventò aiuto patologo grazie al suo cervello e a molti sacrifici. Aveva 28 anni in quel periodo; portava i capelli brizzolati e una barba uniforme su tutto il volto che copriva parte dei suoi connotati come un tappeto naturale; il naso era piccolo e ben modellato mentre i suoi occhi marrone scuro non lasciavano quasi distinguere le pupille dall'iride.
Era il periodo in cui lui e sua moglie avevano divorziato e il figlio di 2 anni era stato affidato a lei. Niente di grave nella sua vita, secondo lui. Non glien'era mai fregato un granché di sua moglie e di suo figlio; aveva sposato Estrella in parte per zittire le sue urla isteriche sul fatto che non l'amava (ed era verissimo) e in parte perché l'aveva messa incinta.
Ben presto si era accorto di quanto fosse poco interessante la vita coniugale; tornandosene a casa non ricercava, non sperimentava, non costruiva. Trovava solo un ambiente oppressivo; quattro mura con dentro un bambino frignone e una moglie che gli chiedeva fino alla nausea baci e carezze. Non aveva mai provato in vita sua niente di più opprimente e alla fine si era stancato.
Sulle prime lei non aveva voluto divorziare, ma poi era stata costretta a cedere; Roberto Terana sapeva rendersi insopportabile quando voleva, e non era stato difficile per lui renderle la vita impossibile fino al giorno in cui non aveva posto quella benedetta firma su quel pezzo di carta.
E così era rimasto solo con il suo lavoro che gli assorbiva gran parte del tempo e delle passioni. Era nato per il lavoro, se lo ripeteva spesso; di giorno in giorno diventava sempre più bravo, ambizioso e capace. Il suo cervello si sviluppava con la velocità di un bicipite allenato dai pesi; a volte si immaginava, durante gli studi, di vedere il proprio cervello contrarsi sotto lo sforzo dei ragionamenti proprio come il muscolo di un culturista; immaginava di vederlo sudare, di vederlo irrobustirsi sempre di più.
Aveva di certo una fantasia sfrenata; l'aveva sempre avuta fin da piccolo quando sua madre lo chiamava ancora "topino". Gli spiegava che il topo era piccolo, veloce e intelligente: sapeva uscire dai labirinti, ingannare le trappole, sapeva ragionare. Proprio come lui.
Poi scoprì la genetica.
Si specializzò nella genetica degli eucarioti e nella genetica virale in breve tempo e con ottimi risultati, tanto che riuscì a farsi assegnare al laboratorio di ricerca dell'Università di Madrid sul virus dell'epatite C.
Fu proprio in quel periodo che gli arrivarono diversi altri questionari, non meno di cinque, scaglionati a una distanza media di circa un anno l'uno dall'altro; stranamente, arrivarono solo a lui.
Gli argomenti trattati erano diversi, ma comunque eterogenei e, a suo parere, assolutamente inutili: Dove le piacerebbe lavorare? Ha qualche personale idea che vorrebbe sviluppare nel campo della ricerca medica? Cosa ne pensa della situazione politica internazionale?
I questionari, sempre organizzati dalla PSG, non avevano nessuna pretesa; si era liberi di rispondere con una crocetta o con un breve commento in stampatello, oppure di lasciarli vergini. Tuttavia Terana licompilò con attenzione.
Dopo qualche tempo, da aiuto ricercatore fu promosso Direttore alla Ricerca con sua grande sorpresa. Certo, si meritava quel posto da tempo, poiché era più bravo di tutta la gente che aveva conosciuto in quegli ambienti, eppure... un angolo del suo cervello non poté fare a meno di collegare istintivamente la promozione a quei questionari.
Il tizio che c'era prima, un incallito scapolo come lui che fumava in continuazione, tale Ortega, non si era licenziato per lasciargli il posto nella graduatoria, ma era stato ucciso con un colpo di pistola alla testa, in casa sua. Alcuni parlarono di una disgrazia, altri di un delitto passionale peraltro improbabile (Ortega era schivo, scorbutico e decisamente brutto, ripetevano sempre in sua assenza le persone che volevano parlare male di lui); dopo qualche giorno, comunque, l'interesse per quella vicenda scomparve.
Terana però sentiva dentro di sé che qualcosa intorno a lui stava muovendosi, qualcosa di burocraticamente enorme che lo stava guidando verso una meta sconosciuta. Era solo un'impressione che quei questionari gli avevano dato, niente di più, e non ci pensava spesso per paura di credersi paranoico. Ma, almeno per quanto ne pensava, era una sensazione dannatamente tangibile; da quando aveva compilato il terzo questionario, (era solo una sensazione, pensava, solo una sensazione) l'ambiente scientifico aveva iniziato a dargli credito sempre di più e in maniera esponenziale.
Per esempio, pochi anni prima, lui e il suo staff avevano scoperto l'esistenza di un altro gene ritenuto responsabile del tumore alla mammella oltre a BRCA1 e BRCA2, e lo avevano chiamato TEOG3 (OG stava per oncogene e TE erano le prime due lettere del suo cognome); una scoperta non da poco, eppure non aveva ricevuto molti elogi, a parte le pubblicazioni sul "Lancet" e su "Scientific American". E non era neanche stato promosso a ricercatore di ruolo.
Dal terzo questionario in poi, però, la comunità scientifica cominciò a rivalutarlo per quella scoperta e già negli ambienti medici si iniziò a parlare di Terana come di un luminare. Inoltre, venne promosso a un grado più elevato.
Quello scoppio di fama era casuale, si chiedeva lui, o era collegabile a quel terzo questionario che lui aveva compilato?
Non riusciva a levarsi dalla mente una delle domande del questionario; ma una sola domanda non avrebbe di certo acceso in lui la convinzione che qualcosa stava cercando di portarlo a sé mediante fili invisibili se non fosse stato per l'omicidio Ortega.
Sapeva benissimo che Ortega non si sarebbe mai schiodato dalla sua cattedra di Direttore alla Ricerca se non fosse morto; quel posto, a meno che non si verificasse un miracolo, avrebbe potuto scordarselo. Era al corrente che certi ricercatori e docenti ordinari si attaccavano come ostriche alla loro cattedra.
Ma il "miracolo" era avvenuto: gli era arrivato il terzo questionario e in esso una domanda lo aveva colpito particolarmente per la sua crudezza: Considera lecito l'omicidio compiuto da un'istituzione dello Stato se dietro di esso si celano importanti interessi per il progresso della nazione?
Terana ci aveva riflettuto sopra per qualche secondo e poi aveva risposto di sì; aveva letto Il Principe di Machiavelli e gli era piaciuto molto per la praticità con cui certi problemi si potevano risolvere a scapito della lealtà e delle leggi. Intuiva anche quante sottili trame tendessero le istituzioni ogni giorno nei confronti di questa o di quella persona, di conseguenza non gli sembrava valesse la pena mentire su ciò di cui era convinto: se qualcuno vuole che tu perda, perderai. Se qualcuno vuole che tu vinca, vincerai.
E quando Ortega era morto in quel modo, la sua mente aveva fatto il collegamento. Niente di più di un sospetto, pensava. Se nella domanda di quel questionario ci fosse stato scritto, invece della parola omicidio, la parola licenziamento, Ortega sarebbe stato licenziato? La mente di Terana aveva perso ore su questi ragionamenti, poi si era reso conto di quello che stava facendo (stava sognando ad occhi aperti, come sempre) e aveva smesso di pensarci.
Nel corso degli anni successivi, Terana si specializzò ulteriormente in anatomia umana, teratologia ed oncologia virale con ottimi risultati, diventando ben presto uno degli elementi di maggior rilievo nel panorama della medicina spagnola.
Poi, improvvisamente, la svolta.
Una mattina due ufficiali arrivarono a casa sua e gli consegnarono una lettera. L'ordine che gli dettero fu quello di leggerla e distruggerla in loro presenza. Una procedura del tutto insolita, secondo lui. Mai sentita prima.
Per un attimo Terana pensò ad una ulteriore chiamata alle armi da parte dello stato: Il governo spagnolo ha bisogno del soldato Terana Roberto per difendere la patria dall'esercito asiatico in marcia verso il Caucaso.
Una volta aperta la busta che era sigillata da una moltitudine di timbri che non aveva notato sul momento, la scrittura gli sembrò uscita da una vecchia telescrivente; il comunicato era a dir poco scarno:
Messaggio del Ministero della Difesa
autorizzato dal Ministro della difesa Gen. José Esteban
Cod. 3OA - 13/2/2028
Seguito da una fila apparentemente senza senso di numeri e lettere, dopo i quali c'era il comunicato vero e proprio:
Oggetto: Bio - 66X///*SI.$££ 4437-7F88AC49-33A45- W9-6PN - SIS-SSII art.99922^^SW //*_% TABULATO N° 43RA
Egregio Prof. Roberto Terana,
In data 23/5/04 è stato stipulato un contratto di reciproco scambio [utili] da parte del Governo e del PSG Private Sanitation Group, con sede a Londra (GB) --*/*^^=]
Il contratto prevede da parte del Governo un [finanziamento] del Gruppo di 6.000 miliardi di pesetas al fine di incentivare la crescita di unità sanitarie private, e da parte del GSP un [alleggerimento burocratico] delle unità sanitarie pubbliche mediante la gestione comune della burocrazia ospedaliera. Inoltre, il PSG dovrà assumersi la responsabilità principale di promuovere la [costruzione di 800 centraline per il pronto soccorso] in tutta la penisola iberica e di assumere il controllo e la gestione di esse secondo l'Art.[443/Bis] del Codice Sanitario Nazionale.
Siamo dunque lieti di comunicarLe che il Ministero della [Sanità] l'ha contattata per offrirle la gestione assoluta del futuro ospedale di Primrose Hill, Londra, secondo l'appena istituito Art.451 del Codice Sanitario Nazionale. Ho richiesto la sua presenza negli uffici della PSG il giorno 28/2/2028 alla: Private Sanitation Group. (Officies).
Freedom Avenue n°45z - Londra.
Tel. 0233/2343/ 7663 --- Fax 0233/2343/7658
In sede discuteremo sulla sua possibile collaborazione e chiariremo le sue responsabilità in caso lei accetti l'incarico.
Cordialmente,
Dott. Ing. Harry McComb,
Presidente della Private Sanitation Group
Tutto chiaro, no? Il grande passo era finalmente arrivato; "Direttore di un ospedale privato" all'estero! Non male, davvero un bel colpo di fortuna. Però ancora c'era quella sensazione... si sentiva davvero un "topino" come diceva sua madre, un topino che seguiva una traccia di cibo disseminato per terra fino ad arrivare alla meta. Le cose che ancora non capiva (o non voleva capire, a volte pensava) erano una moltitudine:
Qual era la sua meta? Dove lo stava portando la PSG? Come mai aveva la sensazione che quello fosse tutto fuorché un comunicato da parte di una ditta privata che desiderava avere un colloquio di lavoro con lui? Cosa c'entrava il ministro della difesa in tutta quella storia? E gli ufficiali che gli avevano portato la lettera? Avevano ambedue nel volto un'espressione dura come l'acciaio temprato, seria, decisamente troppo marziale... erano poliziotti o qualcos'altro?
E perché doveva distruggerla?
Stava ancora sognando ad occhi aperti? Pensava ancora che tutto quello che gli era accaduto nel corso degli anni passati fino a quel momento rispondesse ad un piano ben preciso?
Smise di farsi delle domande e preferì aspettare; avrebbe saputo tutto quello che c'era da sapere entro meno di un mese, ne era convinto, e allora avrebbe finalmente scoperto se in lui si celava un mitomane o se aveva ragione sul serio.
Bruciò la lettera davanti agli ufficiali e se ne tornò in casa.
Ed eccolo lì, adesso: 45 anni, lavoratore stakanovista, capelli per metà bianchi e per metà neri, occhi scuri come due gocce di pece in un piatto e una brillante carriera alle spalle come medico e ricercatore.
E il suo cervello aveva appena incominciato a scaldarsi.
- Si sieda, dottor Terana, la stavamo aspettando. Benvenuto - disse uno dei due uomini a capotavola.
Era vestito con un doppiopetto blu scuro, portava un paio di baffi biondi e i suoi capelli rasati a zero gli conferivano l'aria di un militare. Anzi, Terana in quel momento provò naturale pensare che quello fosse effettivamente un militare. Si sedette, come in trance.
- Io sono Harry McComb, in teoria presidente della PSG...
In teoria? Pensò Terana. Poi si concentrò sul dialogo.
- ...in tutti questi anni l'abbiamo seguita passo passo e lei non ci ha deluso. Ci ha dimostrato, oltre che professionalità e devozione per il suo lavoro, di avere una mente sveglia e che condivide le nostre idee. I nostri psicologi migliori la pensano così e siamo sicuri che hanno ragione. Dopotutto, lei è stato selezionato in mezzo a circa duecentomila elementi e questo è un onore che è spettato a pochi altri come lei. È superfluo dirle che, se rifiuterà l'incarico che le stiamo per assegnare, verrà... come dire, esonerato dalla nostra società senza possibilità di appello.
Per un attimo gli balzò alla mente l'immagine di Ortega sdraiato sul pavimento di casa sua e coperto con un panno bianco. Respinse frettolosamente quel pensiero e rispose con un perfetto inglese: - Come voi già sapete, sono un idealista su tutto ciò che la scienza medica offre di nuovo oggigiorno. Non sono interessato tanto ad un salario alto, quanto a progressi concreti. Questa è sempre stata la mia filosofia. In parole povere, datemi un utensile e io lavorerò per voi; datemene uno buono e i risultati lo saranno altrettanto.
Quello che Terana non disse riguardava il suo sfrenato desiderio di essere ricordato in eterno come Leonardo Da Vinci. Per un attimo fantasticò su un bambino che studiava la sua biografia a scuola, poi si concentrò di nuovo sulla situazione.
McComb sorrise, come pure il tizio che sedeva alla sua destra che Terana prima non aveva notato bene. Era magro, biondo, con gli occhi azzurri e il naso grosso, sulla cinquantina; portava un vecchio completo di Armani e davanti a sé aveva un portaocchiali dai bordi dorati e un cellulare di marca sconosciuta. Si rivolse a McComb in lingua inglese e lui gli rispose. Poi si voltò verso Terana.
- Bene, dottore - disse. - Io sono un uomo pragmatico. Sincero, e non ricorro a doppi sensi per farmi capire. La situazione in cui ci troviamo adesso non è adatta per le spiegazioni vaghe. Il qui presente Colonnello Redguard è del mio stesso parere.
Detto questo, abbassò lentamente lo sguardo e giocherellò per un attimo con la penna che teneva in mano, poi alzò la testa di scatto e puntò il suo sguardo su Terana:
- Anzi, prima di spiegarle cosa vogliamo da lei, lasci che le faccia un quadro generale della situazione... è un po' lungo, ma credo che valga la pena ascoltarlo... in questo modo potrà dirci in maniera sicura se è deciso o no ad entrare nel nostro ambizioso progetto... se lo sarà, i soldi diventeranno il più vile dei suoi interessi. Avrà invece l'occasione di diventare immortale come Einstein, Pasteur e Darwin, e non sto esagerando affatto, mi creda.
Quella frase lo colse veramente alla sprovvista e si lasciò sfuggire una smorfia di sorpresa; ciò nonostante, rimase immobile e con l'udito pronto a ricevere ogni minima informazione, come se avessero potuto dargliela una volta sola. Qualcosa dentro il suo cervello sembrava quasi rifiutarsi di credere che non si trattasse di un sogno. Di che cosa si trattava? Qualcosa di segreto e finanziato non solo dal suo governo, questo era certo. Smise di fare supposizioni subito dopo.
- Sorpreso, vero? Non mi stupisce affatto, nemmeno da parte di un luminare come lei. Prima però che lei esponga i suoi commenti le spiegherò cosa abbiamo intenzione di fare qui, e cosa ci ha spinto a chiamarla...
"Innanzitutto la PSG non esiste come tale. O meglio, esistono le sue azioni in borsa, esistono i suoi azionisti e agenti di cambio, esiste la sigla ed esistono i suoi dirigenti e i suoi amministratori, nonché isuoi uffici. Per il resto, la PSG è puramente posticcia. Una copertura, chiamiamola così, per un grosso movimento di risorse nel campo della ricerca che comprendono luminari, lei compreso, biologi, chimici, e ingegneri di ogni categoria e specializzazione, nonché forze militari massicce e addestrate al meglio delle loro possibilità. Questo perché qualcosa di grosso sta bollendo in pentola, e lei lo dovrebbe sapere bene se legge i giornali. Lei li legge?
- Quanto basta per capire come vanno le cose.
- Bene. Come lei sa, Russia e Cina sono in grande fermento da quando è avvenuta la loro unione sotto il governo di Lemenoff, nel 2019. La produttività ha raggiunto in pochi anni un aumento del 200%, dopo la rigida e drastica rieducazione sociale che è seguita a quell'unione. Per di più, Lemenoff è seriamente intenzionato a far diventare l'Unione Popolare Asiatica una potenza economica e militare e gli americani non hanno digerito la faccenda. Per anni si sono abituati ad avere vicino una nazione intorpidita dalla debolezza economica ed esecutiva, e adesso... be', siamo di nuovo in pieno bipolarismo anche se nessun notiziario o giornale lo rende noto in maniera troppo esplicita. E l'idea di una nuova superpotenza, per di più fortemente nazionalista come l'Unione Popolare Asiatica, non è stata digerita neanche dagli europei.
McComb bevve un sorso d'acqua da un bicchiere che gli stava davanti, poi proseguì:
- Il bipolarismo è una cosa seria, professore. È un gioco molto pesante basato su finissimi equilibri tattici che comprendono sia le forze militari che l'abilità degli strateghi. Pensi agli scacchi, Terana, è un esempio perfetto; bisogna intuire ogni possibile mossa dell'avversario per poi elaborare una contromossa adeguata che non indebolisca le proprie forze e le proprie posizioni strategiche. E quando si decide di attaccare bisogna essere sicuri di avere precalcolato ogni possibile movimento dell'avversario e, soprattutto, bisogna assicurarsi di finire lo scontro con un vantaggio. Una partita a scacchi è tuttora in corso; i giocatori sono i due poli: l'Alleanza Euro Americana e l'Unione Popolare Asiatica. E l'equilibrio è molto, molto instabile...
"Dalla fine della seconda guerra mondiale in poi fino agli anni settanta-ottanta, in piena guerra fredda, l'equilibrio tra Russia e America era precariamente garantito dagli ICBM, missili balistici intercontinentali dotati di testate atomiche. La corsa agli armamenti fece sì che ognuna di queste potenze nucleari arrivasse ad avere più di cinquemila megatoni di testate atomiche. Poi arrivarono i MIRV, degli ICBM dotati di testate multiple a bersaglio indipendente. Sarebbe bastato premere un bottone e più di 1200 MIRV da entrambe le parti avrebbero sganciato almeno 12.000 testate indipendenti per un potenziale esplosivo complessivo ed approssimativo di diecimila megatoni teorici da ambo le parti.
"Se lei pensa che la bomba sganciata su Hiroshima aveva un potenziale di 15 chilotoni e che una testata russa modello vecchio, come la SS-18, può tenerne dieci da 550 chilotoni, può rendersi conto del cataclisma. A Hiroshima, furono devastati 12 chilometri quadrati di territorio cittadino; si immagini la devastazione che una guerra nucleare avrebbe comportato, nonché i diversi problemi in ambito strategico.
"Innanzitutto le armi nucleari erano potenti quanto poco assoggettabili ad una strategia di guerra normale; chi avesse sparato per primo una di quelle armi si sarebbe ucciso con le sue stesse mani poiché nel minuto successivo al lancio l'aria sarebbe diventata talmente affollata di missili che non ci sarebbe più stato spazio per gli uccelli. Allora cos'hanno pensato gli strateghi di entrambi i poli? Attacchiamo per primi e in modo massiccio, impedendo così una controffensiva ai nostri lanci. Impossibile anche questo.
"Non le starò a riassumere le decine e decine di articoli scientifici che accompagnano queste riflessioni, ma i maggiori esperti in campo strategico hanno concordato nei loro studi che un lancio ipotetico verso un deposito di missili americani non sarebbe riuscito nell'intento di distruggere tutte le testate a terra. E poi c'era da considerare il fatto che esistevano anche gli SLBM, missili balistici lanciati da sottomarini, e le bombe lanciate dai bombardieri che potevano, e possono tuttora, alzarsi in volo cinque minuti dopo la segnalazione di un allarme."
"Provi a immaginare, Terana, cento testate che agiscono in una stessa area di trenta chilometri quadrati: le polveri delle prime che esplodono vanno a distruggere le testate che arrivano dopo, venti a più di 6000 chilometri orari in grado di tenere sollevato in aria un macigno di due tonnellate, temperature di esplosione iniziali dell'ordine delle centinaia di migliaia di gradi... ci metta anche un'onda d'urto in grado di spazzare via comodamente una casa, un lampo di calore che fa scoppiare incendi ovunque, un'onda elettromagnetica di tale intensità da far impazzire o azzerare tutti i congegni elettronici conosciuti e una massiccia dose di radiazioni gamma conseguenti all'esplosione che vanno a contaminare ogni cosa per decine e decine di anni, per non dire secoli.
"E poi c'è il fall-out, la cosiddetta pioggia di materiale radioattivo che va a contaminare aree lontane centinaia di chilometri. Tutto questo senza contare ovviamente l'inverno nucleare, un processo che va ad annullare l'effetto serra a causa dell'enorme quantità di pulviscolo e detriti sollevati dall'esplosione e dai successivi incendi; i raggi del sole vengono assorbiti dalla nube di pulviscolo e la quantità di luce assorbita dalla crosta terrestre va a ridursi dell'85%; ne consegue un rapido raffreddamento del suolo, uno sconvolgimento dell'ecosistema e un drastico cambiamento delle correnti d'aria atmosferiche. Infine, lo strato di ozono che protegge la terra dagli ultravioletti va a farsi benedire.
"Mi sembra di non avere tralasciato niente. Comunque, anche se avessi dimenticato qualcosa, la sinergia di una serie di effetti come questi sarebbe letale per tutto il pianeta, anche se solo una delle due superpotenze innescasse una guerra nucleare. Bisognava trovare qualcosa di nuovo, allora... qualcosa di enormemente letale, ma al tempo stesso che non sconvolgesse il pianeta.
"Arrivarono i primi Patriot e, successivamente, nuovi mezzi per intercettare e distruggere senza danno gli ICBM in volo. Questo incoraggiò gli americani a cercare un'alternativa che potesse far pendere l'ago della bilancia a loro favore, e così furono inventati i primi bombardieri Stealth, già operativi all'inizio degli anni novanta. Aerei invisibili ai radar.
"Successivamente gli americani cosa ti vanno a inventare?: il B2, un bombardiere dell'ultima generazione. Vola a 20.000 metri di quota, così i caccia non possono intercettarlo poiché arrivano al massimo fino a 15.000 metri, ha un'autonomia incredibile e può rifornirsi in volo, se è necessario. Lo Stealth, quindi non può essere visto sui radar, ed è in grado di portare svariate tonnellate di bombe, nucleari e non. Oggigiorno è difficile intercettare un bombardiere di questo tipo e così, grazie a questo giocattolo, il libero popolo americano ha dormito sonni tranquilli per diversi anni, almeno fino al momento in cui è avvenuta l'unificazione tra Cina e Russia.
"La nuova potenza imprenditoriale della Cina, unita alle risorse della Russia e al carisma di Lemenoff, non solo ha fatto sì che potessero essere ripristinati i sommergibili nucleari russi, da tempo abbandonati nei porti militari per ragioni economiche, ma ha anche donato ai signori russi un bel regalino di Natale, sviluppato si suppone dopo soli cinque anni dall'unione delle potenze e fotografato da alcune spie in un hangar segreto: il B3 Stalin. Questo diavolo volante non solo ha tutte le caratteristiche che avevano reso letale il B2 americano, ma è anche dodici volte più grande della sua controparte, è supersonico e può portare il triplo delle armi che portava il B2. Niente male, vero?
Per un attimo McComb tacque, pensando alla foto che i servizi segreti gli avevano consegnato: aveva sudato freddo.
"Era un mostro con un'apertura alare di trecentocinquanta metri, nero come un corvo e dalla superficie sfaccettata come un grosso poligono. Per di più, funzionava con una propulsione di nuova concezione assolutamente sconosciuta, ma che era sicuramente di origine nucleare. Un motore supersonico e nucleare, Cristo santo! Non erano mai riusciti a creare nulla di simile... troppi problemi: il peso, il contenimento del reattore, le conseguenze in caso fosse stato abbattuto... uno di quei bombardieri avrebbe potuto radere al suolo mezza Europa nel giro di due ore, se lo avesse voluto, rimanendo in aria per mesi interi senza rifornimento. E nessun missile avrebbe raggiunto un bombardiere supersonico se avesse voluto fermarlo.
Le armi atomiche... neanche un filonazista colorato di rosso come Lemenoff avrebbe avuto il fegato di usarle, e come lui tutti gli altri. Ma quel bombardiere avrebbe comunque fatto saltare il culo a qualunque cosa nel raggio di trenta chilometri con l'armamento opportuno. Le nuove 80 TGIR Autosearch-Cluster Bomb classe C4, o più brevemente chiamate C4 Rasta, per esempio, potevano andare benissimo per vincere la guerra. Il TGIR era il nuovo sistema di puntamento per bombardieri e comprendeva l'identificazione del bersaglio in maniera non selettiva: geometria, temperatura, colore, velocità... il TGIR si basava su tutto. Impossibile effettuare contromisure per un bersaglio a terra quando veniva identificato.
Purtroppo non si poteva usarlo per i missili aria-aria, ma per le bombe era ormai stato adottato con successo. Era possibile confondere una bomba a guida laser con delle contromisure basate sul laser stesso, era anche stato possibile ingannare quelle a ricerca geometrica. Ma erano contromisure selettive, quelle, adottate per difendersi da un singolo tipo di puntamento. Che lui sapesse, non esisteva ancora qualcosa che difendesse un bersaglio a terra da 4 sistemi di puntamento diversi presenti contemporaneamente.
Terana ascoltava affascinato tutto quanto, senza il minimo cambiamento di espressione del volto. Assorbiva ogni nozione senza un fremito; si sentiva onorato di far parte di quella crociata scientifica atta a ristabilire gli equilibri delle nazioni. Nessun matrimonio lo avrebbe potuto rendere più felice di quanto non si sentisse adesso. La sua vita aveva finalmente uno scopo; uno scopo grandioso.
Diventare il salvatore del mondo. Il Riequilibratore.
- Vada avanti - gli disse Terana socchiudendo gli occhi.
- Gli americani non si sono più sentiti tranquilli, e non solo loro; Lemenoff... lo ha sentito parlare, no? Sembra di sentire Hitler in versione bolscevica; ha sistemato molte cose in Russia e la gente lo adora. Non credo proprio che userà quello Stalin per portarci a passeggio i suoi bambini o per garantire la pace. I servizi segreti lo vedono fremere sotto la pelle... dicono che non se ne starà fermo, che batterà il ferro finché è caldo e che arruolerà volontari su volontari. Il capo dei servizi segreti del suo stato, ha presente Gonzales? Bene, mi ha esposto un suo personale detto: ogni cento anni nasce un governante che vuole fare il conquistatore: se nasce in un paese povero lo puoi eliminare, se nasce in un paese ricco gli puoi vendere le tue armi. Ed è proprio quello che è successo. I contrabbandieri giapponesi hanno fatto affari d'oro con lui; roba di prima tecnologia e a prezzo contenuto. Per fargliela breve, Terana, ha abbastanza coglioni da rimanere al potere ed è abbastanza pazzo da tentare la conquista dell'Europa...
Terana sentì dentro di sé una strana sensazione di ubriacatura da avvenimenti che, stranamente, gli piaceva. Non l'aveva mai provata prima. Gli sembrava di assistere ad un telegiornale assolutamente non censurato, di quelli che ti mostravano omicidi in diretta ed esecuzioni capitali. Quello era simile; McComb, un uomo in giacca e cravatta che non aveva mai incontrato prima, gli stava dicendo adesso che il premier Lemenoff era la reincarnazione di Hitler e che presto ogni europeo, lui compreso, sarebbe diventato parte dell'Unione Popolare Asiatica.
Per un istante, un microscopico istante, si immaginò suo figlio vestito con una piccola e ordinata divisa rossa decorata da bottoni dorati mentre andava a scuola ad imparare la storia della gloriosa avanzata dell'esercito asiatico, fischiettando allegramente chissà quale inno di regime. L'immagine, contrariamente a quanto aveva creduto fino a poco prima, non lo fece affatto sorridere. Gli era sempre piaciuto fantasticare, ma i suoi sogni ad occhi aperti smettevano di piacergli quando diventavano troppo vicini alla realtà.
- ... solo grazie ad un intensivo utilizzo dello spionaggio che ha avuto, secondo me, del miracoloso, siamo riusciti a fregargli il progetto, e adesso il B3 Stalin non è più un vantaggio. Ce l'abbiamo anche noi. Questo ha contribuito ad aumentare gli attriti fra le due fazioni, ovviamente. C'è da dire che adesso bisognava inventare qualcosa di efficace per avvantaggiarci e purtroppo nessuno ha avuto delle idee decenti. Nel 2027, quindi l'anno scorso, gli scienziati americani in collaborazione con quelli inglesi e francesi hanno elaborato a tempo di record qualcosa di nuovo, il TR01.
"Un mio amico, un fisico di Cambridge di nome Timothy Brown, ricordo che mi disse: non ci farà vincere la guerra, ma per gli asiatici sarà spiritoso come una barzelletta. Il TR01 è praticamente un laser di nuova concezione il cui fascio di luce, detto in termini molto semplici affinché possa capirmi meglio, non si "sfalda" dopo poche decine di metri a contatto con le particelle dell'atmosfera: rimane coerente. Possiede una potenza e una gittata enormi assieme ad una discreta autonomia operativa in termini di tempo, solo che può sparare una volta ogni dieci giorni fino a un massimo di tre volte.
"Ne sono stati montati e lanciati sei nello spazio ad intervalli di un mese l'uno dall'altro. Due di essi sono sopra l'Unione Popolare Asiatica mentre gli altri ricoprono con il loro raggio d'azione tutta l'area del globo. Naturalmente sono stati mostrati all'opinione pubblica come satelliti meteorologici o come sonde per esplorare Titano, chiamate "Cassini 4" e "Cassini 5".
"Il TR01 è tuttora operativo e interfacciato con un nuovo sistema di puntamento TGIR-HP Autosearch che farebbe invidia a qualunque guerrafondaio. Non può certo distruggere chilometri quadrati di terreno come una bomba atomica, ma ha una simpatica caratteristica che non è piaciuta tanto ai popolari asiatici: un colpo di quel laser ha il diametro di 4 centimetri ed è in grado di perforare qualsiasi ostacolo fino a una profondità calcolata di 80 Km di terreno nudo, con un errore di pochi micron. È stato testato in Arizona e le assicuro che è un gioiello; l'ho visto perforare di persona una barra d'acciaio al titanio, una di piombo e una in fibre di carbonio messe in verticale una dopo l'altra, ognuna di esse alta cinquanta metri. In pratica, nessun bunker, nessuna blindatura conosciuta, nessuno specchio e nessuna schermatura lo possono bloccare.
"Per di più, il nuovo sistema di puntamento è in grado di identificare un bersaglio da lui tarato anche se si trova, per così dire, all'interno di qualunque costruzione. Immagini come deve sentirsi il Premier Lemenoff mentre dorme al pensiero che, in qualunque istante, la sua vita può essere troncata non dalla collera divina, ma da un semplice fascio di luce ultracoerente... una spada di Damocle ultratecnologica.
"È stato un messaggio chiaro del polo Euro-Americano poiché la notizia dell'invenzione del satellite è stata lasciata volutamente trapelare ai servizi segreti dell'Unione Popolare Asiatica. Un po' come dire: "Se ci provi, caro Lemenoff, non ti gusterai la vittoria".
"È stato un deterrente psicologico formidabile, a quanto ho sentito; oggi Lemenoff non ha un minuto di privacy neanche per andare a letto con quella vecchia scema di sua moglie poiché il Consiglio Popolare Asiatico ha decretato che venisse continuamente monitorizzato. Gli asiatici dunque si sono chiusi in una botte di ferro poiché se il laser colpisse il Premier davanti a una telecamera accesa, avrebbero una documentazione filmata dell'accaduto e non esiterebbero a trasmetterla in mondovisione, stimolando così una propaganda anti occidentale.
"Siamo di nuovo in parità, dunque. Siamo in equilibrio con i pezzi e le posizioni, proprio come negli scacchi. Per questo motivo adesso gli americani vogliono tentare il sorpasso; l'Alleanza Euro-Americana ora ha l'appoggio del Giappone. La linea di ricerca della nuova arma, come le abbiamo già fatto capire, sarà esclusivamente biologica poiché il campo, così mi hanno detto, non è stato ancora sfruttato come si deve; ecco perché lei è la persona più adatta a proporre e sviluppare un progetto... un progetto bellico in grado di portarci in vantaggio davanti agli Asiatici.
- Ma le armi batteriologiche e virologiche che esistono di già, e anche abbastanza potenti... - azzardò Terana. - Il Bacillus Antracis o più comunemente l'antrace, ad esempio, oppure il virus Ebola... Per quanto ne so, le armi di questo tipo sono molto pericolose.
McComb non nascose un enorme entusiasmo appena sentì quelle parole uscire dalla bocca di Terana. Gli avevano detto che Roberto Terana era uno scienziato il cui genio non era paragonabile a quello di nessun altro; averlo in un laboratorio di ricerca era indubbiamente un vantaggio sui popolari asiatici. McComb ringraziò il cielo dell'interesse di Terana.
- Però sono esattamente come le bombe atomiche; potenti ma incontrollabili. Un batterio può sterminare gli asiatici come pure i giapponesi e gli europei, senza distinzione. Chi sarebbe in grado di convincere un microrganismo ad attaccare la lebbra ad un asiatico e non a un europeo? E poi se ad un uomo infetto venisse voglia di farsi un giro oltreoceano, il contagio si propagherebbe potenzialmente ovunque, e non ci sarebbero vaccini a sufficienza. Inoltre non possiamo rischiare il tutto per tutto su un'arma così volubile; come lei sa già, una mutazione può rendere l'agente inoffensivo con la stessa facilità con cui può renderlo incontrollabile. Comunque sia, questa non è la sede per discutere di questi argomenti.
- È ovvio - disse lui, senza aggiungere nulla di più per non sembrare troppo irruento.
Ci fu un attimo di silenzio; tutti i presenti rimasero immobili e silenziosi come se stessero aspettando chissà quale rivelazione da Terana. Lui, d'altro canto, non poté fare a meno di notare come alcuni di loro stessero spasmodicamente stringendo in una mano qualcosa: una penna, un pugno, un pezzetto di carta...
Santa Madre de Dios... o sono terribilmente nervosi o stanno recitando bene. Vogliono che sviluppi un'idea che li aiuti ad evitare la guerra. Vogliono che diventi l'Equilibratore degli eserciti internazionali...
Ancora sogni ad occhi aperti: si immaginò milioni di soldati dell'Unione Popolare Asiatica marciare verso l'Europa spronati ed esaltati dai discorsi di Lemenoff, un uomo la cui dialettica non dava spazio a nessuna diplomazia.
"Per troppi anni l'ignoranza degli occidentali nei confronti di tutto ciò che è umanamente riconosciuto come utile, bello e degno di rispetto, ci ha nauseato fin nel profondo delle ossa. Stupri ai monumenti, caos, degrado e capitalismo hanno ridotto milioni di uomini al rango di bestie schifose, di carne premuta senza dignità in scatole cittadine. È ora di respirare profondamente la nostra coscienza di uomini superiori e di strappare dal mondo un cancro in espansione."
Smise di pensare a quelle cose subito dopo, ne sentiva già troppi di quei discorsi in televisione. Ma una cosa gli rimase ben salda in testa, un aggettivo: l'Equilibratore.
Si era distratto e aveva perso un pezzo del discorso di McComb; non sapeva di cosa stesse parlando adesso. Niente di importante, sperò. Riprese subito il filo del discorso.
- ... di conseguenza, non abbiamo molti cervelli come lei al nostro servizio, ma abbiamo gli strumenti con cui farla lavorare a dovere. Così, per finire il discorso, il governo britannico ha offerto la nostra collaborazione nel predisporre la sede del nuovo centro di ricerca per le armi biologiche. Esso sarà supportato da fondi provenienti principalmente dal polo Euro-Americano, ma a tutti gli effetti sembreranno fondi privati. Il centro di ricerca sorgerà nel bunker dell'ospedale di Primrose Hill che verrà costruito a tempo di record tra poche settimane e che sarà un'ottima copertura per i suoi lavori. Ulteriori informazioni sulla struttura dell'ospedale, sull'organigramma e sulla nuova burocrazia ospedaliera le saranno inviati quanto prima, se accetterà l'incarico.
- Ma gli infermieri... - disse quasi involontariamente Terana. Fu interrotto subito dopo:
- Infermieri, dottori, primari, saranno tutti altamente selezionati da un apposito comitato Euro-Americano. Alcuni di loro svolgeranno una doppia mansione: ospedaliera in superficie, di ricerca e appoggio nel bunker. Altri solo una delle due. Nel bunker stesso ci saranno poi altri collaboratori di diverse nazionalità, i migliori in qualunque campo. Non badiamo a spese. Ci saranno anche agenti della polizia segreta e scorte armate, ovviamente. Nessuno potrà entrare o uscire senza essere tenutosotto stretto controllo.
- E chi comanderà l'operazione?
- Io sarò il responsabile alla sicurezza, assieme a un altro mio pari grado. L'unico Direttore Responsabile allo sviluppo e alla ricerca sarà lei, assieme ad un suo secondo che coordinerà tutte le sue funzioni, potrà approvarle o meno e le amministrerà al meglio, anche se credo che potrebbe fare benissimo tutto da solo. Sappiamo dei suoi eccellenti risultati nel campo della ricerca e credo proprio che non ci deluderà. Un suo collega mi ha detto che lei ha un Q.I. di 192 e che sarebbe potuto diventare un ragazzo prodigio. È vero?
Un ricordo d'infanzia gli emerse lento e inevitabile dal cervello. Qualcosa che aveva sentito attraverso la porta di camera sua prima di andarsene a letto. La voce di suo padre: Niente violinisti dodicenni né bambini con gli occhi attaccati al monitor di un computer. Per nessuna cosa al mondo voglio vedere mio figlio usato da quegli stronzi di scienziati per vedere cosa riesce a fare! Io non voglio che segua questa strada! Non è una macchina, è un uomo!
- Sì - rispose quasi a fatica Terana. - Avrei potuto diventarlo.
E invece no, gli aveva detto suo padre in mille modi diversi, fino alla nausea. Non diventerai un vegetale tutto cervello e niente scatole. Per diventare uomini non basta studiare come dei deficienti; bisogna anche vivere la vita.
Ma lui la viveva già la sua vita, che bisogno aveva degli amici, della ragazza e di tutto il resto? Se voleva essere felice chiudeva gli occhi e si immaginava quello che voleva. Con l'intelligenza che si ritrovava, i sogni che faceva ad occhi aperti sembravano più concreti di quello che poteva toccare con le sue mani. Di fantasia ne aveva a volontà, sentiva solo il bisogno di ampliare le sue conoscenze fino all'inverosimile. E più suo padre gli berciava di uscire al sole a divertirsi, più lui, testardamente, come ogni ragazzo che vuole trasgredire le regole impostegli dai genitori, usciva e frequentava le biblioteche di nascosto.
Ma era sempre rimasto un sognatore, Roberto. Il "topino" sognava di inventare razzi a propulsione illimitata, medicine in grado di sconfiggere il cancro e l'AIDS, e... Armi.
Certo, un uomo barbuto, intelligente e determinato come lui aveva sempre voglia, come un bambino, di combattere una guerra e di stravincerla con le sue armi: un missile invisibile agli occhi e ai radar di tutti, un fucile al plasma, un cannone a elettroni... tutte cose con cui aveva giocato da ragazzo e con le quali continuava a giocare mentalmente anche adesso.
Non si preoccupava di chiedersi se era il caso di giocare alla guerra mentalmente, come un bambino, alla sua età; quello era il suo divertimento, no?
Niente gite, donne ogni tanto (non sapeva il perché, ma era ritenuto incredibilmente affascinante), niente droghe. Solo escursioni mentali.
La voce di McComb lo riportò bruscamente alla realtà:
- Con le capacità di cui si trova in possesso e con le più avanzate apparecchiature che la scienza medica e biologica possono offrirle, siamo potenzialmente a cavallo.
Rifletté per un attimo, poi aggiunse: - Potenzialmente. In termini pratici, ci vuole una buona idea.
E lui ne aveva di idee, eccome. A decine.
Aveva aspettato decenni, ma alla fine il momento era arrivato; ora poteva finalmente giocare come voleva lui: niente sport, niente giochi stupidi; solo le sue mani, il suo cervello e centinaia di persone pronte ad eseguire i suoi ordini. Era il paradiso, pensò. Stava vivendo in un paradiso.
Sorrise, mettendo in risalto i denti bianchi in mezzo alle guance barbute. Nel frattempo McComb si accese un sigaro ed aspirò due boccate in fretta, sbuffando capriole di fumo verso l'alto.
- Intendiamoci bene, Terana: gli americani e gli europei sono disperati, le hanno provate tutte. L'unica strada che non è stata sfruttata appieno per quanto riguarda le armi è quella della biologia. Vogliamo qualcosa di completamente nuovo, rivoluzionario, insospettabile, letale e soprattutto controllabile. Lei, assieme a me, è qui per questo: per creare un essere vivente o un qualcosa di biologico che come arma sia meglio di una bomba atomica o di un laser di grande portata.
Qualcuno borbottò qualcosa e il borbottio si tramutò ben presto in un rumore di fondo. I presenti si stavano scambiando opinioni a bassa voce, quasi sospettosamente. Il tizio biondo li zittì con un gesto della mano. Non era affatto calmo, a prima vista, e aveva i suoi motivi. Movimenti di truppe erano stati rilevati dall'area dell'Ex Tibet verso nord; truppe cinesi, probabilmente in viaggio verso la Russia per addestramenti, per scambi reciproci di tecnologie, per un gemellaggio. Chi lo sapeva? Erano certi soltanto che quelle truppe si stavano muovendo, ed erano tante.
Terana si accomodò meglio sulla sedia, cercando di mascherare la sua euforia. Poi chiese:
- Quando dovremmo cominciare?
McComb gli rispose subito dopo: - La fase organizzativa e di progettazione comincia esattamente da domani, quella di sviluppo pratico appena l'ospedale sarà pronto. Lei avrà a disposizione due alloggi, il suo alla periferia di Londra e quello nel bunker sotto l'ospedale.
Sorrise come non aveva fatto in vita sua da anni, sbuffò qualche boccata di fumo e guardò il militare accanto a lui che a sua volta si voltò verso Terana con sguardo duro e impenetrabile. Poi disse, rompendo il suo silenzio: - Mi sembra di intuire che lei accetta il nostro incarico.
Terana si alzò in piedi, imitato subito dopo da McComb. Le altre persone rimasero a sedere in silenzio, nervose. Alcuni di loro prendevano appunti con una calligrafia e un codice illeggibili, altri semplicemente osservavano la scena. Nessuno di loro aveva distintivi o stemmi che lo rendesse identificabile come membro di chissà quale organo burocratico.
Tutto si svolse come in un sogno: McComb che si alzava e gli veniva incontro, la sua mano destra che si protendeva con il palmo aperto verso di lui alla ricerca di un patto inossidabile; gli applausi di approvazione dei presenti svegliarono Terana da uno stato molto simile al dormiveglia; la sua mano destra, senza che lui se ne fosse reso veramente conto, stringeva saldamente quella di McComb. Una frase uscì spontaneamente dalla sua bocca:
- Sono al vostro servizio.
Gli applausi continuarono ad ubriacarlo per lungo tempo ancora. Quello fu l'attimo più bello di tutta la sua vita, l'attimo in cui capì di avere tutti gli strumenti necessari per poter passare alla storia come desiderava da una vita. Giurò a se stesso che ce l'avrebbe fatta, mentre la mano di McComb sembrava trasmettergli chissà quali energie.
Per gentile concessione dell'Editrice Nord