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Trenta giorni: L'ingaggio
Smise di pensare a quelle cose subito dopo, ne sentiva già troppi di quei discorsi in televisione. Ma una cosa gli rimase ben salda in testa, un aggettivo: l'Equilibratore. Si era distratto e aveva perso un pezzo del discorso di McComb; non sapeva di cosa stesse parlando adesso. Niente di importante, sperò. Riprese subito il filo del discorso. - ... di conseguenza, non abbiamo molti cervelli come lei al nostro servizio, ma abbiamo gli strumenti con cui farla lavorare a dovere. Così, per finire il discorso, il governo britannico ha offerto la nostra collaborazione nel predisporre la sede del nuovo centro di ricerca per le armi biologiche. Esso sarà supportato da fondi provenienti principalmente dal polo Euro-Americano, ma a tutti gli effetti sembreranno fondi privati. Il centro di ricerca sorgerà nel bunker dell'ospedale di Primrose Hill che verrà costruito a tempo di record tra poche settimane e che sarà un'ottima copertura per i suoi lavori. Ulteriori informazioni sulla struttura dell'ospedale, sull'organigramma e sulla nuova burocrazia ospedaliera le saranno inviati quanto prima, se accetterà l'incarico. - Ma gli infermieri... - disse quasi involontariamente Terana. Fu interrotto subito dopo: - Infermieri, dottori, primari, saranno tutti altamente selezionati da un apposito comitato Euro-Americano. Alcuni di loro svolgeranno una doppia mansione: ospedaliera in superficie, di ricerca e appoggio nel bunker. Altri solo una delle due. Nel bunker stesso ci saranno poi altri collaboratori di diverse nazionalità, i migliori in qualunque campo. Non badiamo a spese. Ci saranno anche agenti della polizia segreta e scorte armate, ovviamente. Nessuno potrà entrare o uscire senza essere tenutosotto stretto controllo. - E chi comanderà l'operazione? - Io sarò il responsabile alla sicurezza, assieme a un altro mio pari grado. L'unico Direttore Responsabile allo sviluppo e alla ricerca sarà lei, assieme ad un suo secondo che coordinerà tutte le sue funzioni, potrà approvarle o meno e le amministrerà al meglio, anche se credo che potrebbe fare benissimo tutto da solo. Sappiamo dei suoi eccellenti risultati nel campo della ricerca e credo proprio che non ci deluderà. Un suo collega mi ha detto che lei ha un Q.I. di 192 e che sarebbe potuto diventare un ragazzo prodigio. È vero? Un ricordo d'infanzia gli emerse lento e inevitabile dal cervello. Qualcosa che aveva sentito attraverso la porta di camera sua prima di andarsene a letto. La voce di suo padre: Niente violinisti dodicenni né bambini con gli occhi attaccati al monitor di un computer. Per nessuna cosa al mondo voglio vedere mio figlio usato da quegli stronzi di scienziati per vedere cosa riesce a fare! Io non voglio che segua questa strada! Non è una macchina, è un uomo! - Sì - rispose quasi a fatica Terana. - Avrei potuto diventarlo. E invece no, gli aveva detto suo padre in mille modi diversi, fino alla nausea. Non diventerai un vegetale tutto cervello e niente scatole. Per diventare uomini non basta studiare come dei deficienti; bisogna anche vivere la vita. Ma lui la viveva già la sua vita, che bisogno aveva degli amici, della ragazza e di tutto il resto? Se voleva essere felice chiudeva gli occhi e si immaginava quello che voleva. Con l'intelligenza che si ritrovava, i sogni che faceva ad occhi aperti sembravano più concreti di quello che poteva toccare con le sue mani. Di fantasia ne aveva a volontà, sentiva solo il bisogno di ampliare le sue conoscenze fino all'inverosimile. E più suo padre gli berciava di uscire al sole a divertirsi, più lui, testardamente, come ogni ragazzo che vuole trasgredire le regole impostegli dai genitori, usciva e frequentava le biblioteche di nascosto. Ma era sempre rimasto un sognatore, Roberto. Il "topino" sognava di inventare razzi a propulsione illimitata, medicine in grado di sconfiggere il cancro e l'AIDS, e... Armi. Certo, un uomo barbuto, intelligente e determinato come lui aveva sempre voglia, come un bambino, di combattere una guerra e di stravincerla con le sue armi: un missile invisibile agli occhi e ai radar di tutti, un fucile al plasma, un cannone a elettroni... tutte cose con cui aveva giocato da ragazzo e con le quali continuava a giocare mentalmente anche adesso. Non si preoccupava di chiedersi se era il caso di giocare alla guerra mentalmente, come un bambino, alla sua età; quello era il suo divertimento, no? Niente gite, donne ogni tanto (non sapeva il perché, ma era ritenuto incredibilmente affascinante), niente droghe. Solo escursioni mentali. La voce di McComb lo riportò bruscamente alla realtà: - Con le capacità di cui si trova in possesso e con le più avanzate apparecchiature che la scienza medica e biologica possono offrirle, siamo potenzialmente a cavallo. Rifletté per un attimo, poi aggiunse: - Potenzialmente. In termini pratici, ci vuole una buona idea. E lui ne aveva di idee, eccome. A decine.
Aveva aspettato decenni, ma alla fine il momento era arrivato; ora poteva finalmente giocare come voleva lui: niente sport, niente giochi stupidi; solo le sue mani, il suo cervello e centinaia di persone pronte ad eseguire i suoi ordini. Era il paradiso, pensò. Stava vivendo in un paradiso. Per gentile concessione dell'Editrice Nord Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |