raccontata da Riccardo Valla


Jim Ballard (seconda parte)

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STORIA DELLA FANTASCIENZA


C'è dunque una ideologia in questa produzione di Ballard, ed è l'ideologia umanista degli anni 1950-60: l'invito a conoscere se stessi prima di intervenire sull'ambiente, la diffidenza verso la società di massa. Il limite di questa ideologia è quello solito di limitarsi ai problemi degli stati più progrediti, e lo si vede oggi, con un'Africa semi-distrutta e un Sudamerica eternamente instabile, cosicché tutta la protesta sociale ed ecologica di quegli anni sembra una di quelle manifestazioni artistiche della comunità di Vermilion Sands: un gioco degli schermi o una scultura di nuvole.
In realtà, questa componente ecologica-religiosa (la condanna apocalittica, tradizionale nei profeti: "Gerusalemme sarai punita per le tue colpe") sembra uno spunto preso dalla polemica del tempo, non necessariamente corrispondente al nucleo più profondo dell'autore. Se è così, il Ballard più autentico, il suo "zoccolo duro", dovrebbe corrispondere a un altro tipo di storie, lontane dall'"inferno urbano" immediato dei suoi Condominium, dalle sue condanne dei media o dalle lance da lui spezzate per le comunità di artisti. Sono alcune storie che non sembrano nascere da un tema preciso (per esempio, Le tombe del tempo, Il gigante annegato, Essi ci guardano dalle torri), ma che in genere si rivelano legate al superamento del mondo reale grazie all'arte e alla bellezza (o un senso oppressivo di fronte all'ignoto come in Essi ci guardano...). Per esempio, Il gigante annegato è una parabola sulla mentalità prosaica capace di abbassare al suo livello e distruggere ogni elemento a lei superiore.
Buona parte del successo di Ballard degli ultimi vent'anni si basa sull'applicazione del suo stile a tematiche più adatte al pubblico più vasto, e il Ballard più interessante per la critica resta quello che precede L'impero del sole. Di solito hanno richiamato l'interesse i suoi romanzi dei "disastri", le opere nel filone di Crash e le sue tragicommedie urbane, anziché il tipo di racconti anomalo rispetto a questi temi. Bisognerebbe riprendere in esame quella produzione e individuare i vari filoni, i legami palesi tra loro e quelli occulti, senza lasciarsi fuorviare dai manifesti che lo stesso Ballard ha diffuso in quegli anni e che rappresentano una sola posizione: quella di Ballard che, come critico, esamina Ballard autore. Come sempre, per il solo fatto di averli scritti lui non è detto che spetti all'autore, quando indossa i panni del critico, la posizione privilegiata. Tutt'al più può essere colui che conosce meglio se stesso storicamente, ma anche in questo caso gli autori occultano sempre qualche lato di se stessi... Fine



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