
E' poi il turno di
Arthur C. Clarke e della sua singolare
Postcard Story, quel tipo di brevissimo racconto che alcuni autori, a partire dal 1976 dietro una idea dell'inglese
George Haj, amavano stampare sulle cartoline postali, recanti al posto del bollo la fotografia dell'autore.
Pur nella sua brevità Clarke ci sorprende con una lampante trovata degna di citazione:
I frammenti incandescenti della Terra riempivano ancora metà del cielo quando la domanda del circuito Interrogatore arrivò al computer centrale.
- Perché abbiamo dovuto farlo? Anche se erano organismi semplici, avevano raggiunto una intelligenza di terzo livello.
- Non c'era altra scelta. Le prime cinque unità di circuito spedite sul loro pianeta sono rimaste contaminate irrimediabilmente non appena entrate in contatto.
- Contaminate? E come?
Passarono alcuni microsecondi mentre il computer centrale esaminava i dati, scarsi e frammentari, filtranti attraverso il circuito censore prima che la sesta unità di ricognizione ricevesse l'ordine di autodistruggersi.
- I nostri circuiti si sono trovati di fronte a... a un problema impossibile da analizzare completamente entro il tempo di vita dell'universo. Implicava soltanto sei operatori, ma i nostri circuiti ne sono rimasti sopraffatti e patologicamente ossessionati.
- Come è potuto succedere?
- Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Ma se quei sei operatori venissero riscoperti, sarebbe la fine dell'analisi razionale.
- Come si può riconoscerli?
- Non sappiamo nemmeno questo. Il circuito censore ha lasciato filtrare soltanto i loro nomi, e sei nomi non significano niente.
- Devo saperli lo stesso.
Il circuito censore entrò in funzione risposta.
- Eccoli: Re, Regina, Alfiere, Cavallo, Torre e Pedone."
Se Clarke vede gli scacchi come l'insaputa e unica causa dell'annientamento terrestre,
Robert Sheckley, maestro del paradosso, riesce a rendere caotico il gioco di riflessione e concentrazione per eccellenza. Mi riferisco al racconto
Scacco matto nel quale due flotte di navi spaziali sono una contro l'altra. I CCP, sofisticati calcolatori, determinano la posizione svantaggiosa di una delle due navi. Si crea una situazione d'attesa determinata dal fatto che la flotta in svantaggio non accenna all'attacco in quanto verrebbe sicuramente sconfitta, mentre la flotta in vantaggio, per paura di svolgere qualche manovra errata, non si arrischia. Si viene a creare una situazione allucinante per chi sa di aver perso e la follia imperversa col passare dei giorni. Sarà proprio questa follia che farà agire in modo improvviso, scombinato, sorprendendo la spietata logica del CCP avversario, sconfitto dal "caos". In questo racconto, come ha avuto occasione di notare anche Renato Giovannoli nel suo saggio "La Scienza della Fantascienza" (Espresso Strumenti n. 14 -1982), Sheckley manifesta ancora una volta la convinzione che un calcolo strategico basato sulla massimizzazione degli utili conduce di fatto all'incapacità di agire.
Un calcolo strategico massimizzato da una mente umana non ha comunque lo stesso effetto dei CCP di Sheckley. Almeno così pare nel bellissimo racconto
Queste Pietre Ricorderanno di
Reginald Bretnor. Ed anche se il finale potrebbe sembrare a favore della teoria precedente, il valore emotivo è di gran lunga superiore alla follia. Ambientato in Russia, si narra il tentativo di penetrare sotto il Cremlino, dove si stendono chilometri di passaggi dimenticati, di stanze sigillate da oltre quattrocento anni dove è certamente nascosta la biblioteca di Ivan Grozni: ottocento preziosi manoscritti, molti dei quali lasciati dal nipote dell'ultimo imperatore di Bisanzio. Kolpakov viene recuperato da Ignatiev in una prigione; l'aiuto dell'intellettuale è necessario, viste le sue teorie validissime al riguardo delle lingue antiche. Kolpakov passerà molto del suo tempo al ripasso e all'apprendimento del piano in tutti i suoi particolari. Tutte le sue conoscenze saranno inserite in un computer per farne uso in maniera totale. E' proprio l'ometto dolce, simpatico, che porta occhiali con montatura in argento, l'elemento legato al computer e, di conseguenza, al gioco degli scacchi. Si tratta di una brevissima parentesi nell'ambito di un racconto carico di emotività che è necessario leggere per apprezzare sino in fondo. L'ho voluta inserire qui, altrimenti nel terzo punto di questo articolo mi avrebbe impedito di riallacciarmi istantaneamente al paragone di "Scacco Matto" da poco citato.
A proposito di parentesi aperte vorrei anche ricordare in questo contesto che esiste un serial televisivo, quello di Star Trek (fatto per altro di molti romanzi, oggi proposti in Italia dalla casa editrice Fanucci), dove il gioco degli scacchi ha un ruolo predominante nelle ore di relax, soprattutto nella serie classica, quando il ponte ologrammi non è ancora in funzione sull'Enterprise comandata da James T. Kirk. E' importante notare come da episodio a episodio vengano riassunti tutti i temi classici dei fantascacchi, come del resto, di fatto, anche di tutte le tematiche fantascientifiche. Questi episodi, tratti da racconti di svariati autori, taluni famosi, mettono a fuoco tutto quanto già citato in questo articolo, per cui il nobil gioco (proposto in versione tridimensionale) diviene mezzo di comunicazione universale tra i popoli delle galassie, svolge il ruolo di risolutore di avventure destinate alla tragedia dell'Enterprise e dell'intero equipaggio, è simbolo allegorico e mistico, ma è anche l'espressione dei valori di forza di concentrazione psichica dei personaggi, quali il comandante Kirk e soprattutto il primo ufficiale Spock. Infine, il gioco degli scacchi diviene il "mezzo" più idoneo per accostarsi a sfide tra il computer di bordo e scoprirne eventuali difetti di programmazione. Possiamo quindi affermare che nelle storie di "Star Trek" troviamo la somma delle varianti di narrazione classica sulla tematica dei fantascacchi, dove si sottolinea in definitiva il ruolo di importanza implicita delle sessantaquattro caselle. Per i più curiosi si segnalano due siti che parlano degli scacchi vulcaniani, il pianeta d'origine di Spock:
www.fondazionevulcaniana.it/fondazione/vulcanopedia/ usiecost/usiecost/scacchi3d.html e
web.tiscalinet.it/marcobresciani/ Manuale/index.htm
Anche in questo secondo punto mi sono limitato a proporre le opere più significative, non considerando i lavori degli autori italiani (non vanno scordati, ad esempio, Lino Aldani, apparso anche su Delos 26, Flavio Casella, Bernardino Zapponi, Vittorio Catani, Eugenio Ragone, Angelo De Ceglie, oltre ad una short story del sottoscritto...) e alcuni scritti di Brown, Harness e Contoski (vedi bibliografia).