|
|
Versione per la stampa - torna alla versione online |
CINEMA |
La prima impressione è una grande desolazione fino all'orizzonte...e poi c'è il silenzio. Dal momento che qui non esiste aria, gli unici suoni che possiamo sentire sono le voci delle nostre radio. Il cielo è nero... una grande distesa di velluto nero sul quale brillano le più belle e radiose stelle che si siano mai viste. E in alto, sopra le montagne e i picchi lunari, si vede benissimo il disco della madre Terra, molte volte più grande e splendente di quanto non appaia la Luna dal nostro pianeta. Vedo quasi tutto l'emisfero occidentale e mi pare di capire che dovrebbe esserci l'alba su San Francisco. Qui invece è pomeriggio e durerà ancora per altri due giorni..."
(Uomini Sulla Luna di Irving Pichel - 1951)
![]() |
Al cinema tutto è cominciato nel 1902 con il pioniere del cinema fantastico George Melies, passato alla storia anche come il primo creatore d'effetti speciali, il quale realizza e gira il suo ormai storico Voyage dans la Lune ispirandosi sia a Julies Verne sia a Herbert George Wells. Il viaggio di un gruppo di scienziati sul nostro satellite, il proiettile astronave che si abbatte su un occhio della Luna, i seleniti, interpretati da acrobati delle Folies Bergeres, le costellazioni con il volto di uomini e donne, sono immagini oggi consegnate alla storia.
La prima, grande opera avveniristica ambientata sul nostro satellite la si deve al genio creativo di Fritz Lang nel 1928 con Una Donna sulla Luna (Die Frau im Mond). Il film si avvalse della consulenza tecnica di uno dei padri della missilistica, Hermann Hobert che, affiancatosi a Willy Ley, cercò persino di costruire un razzo di prova che doveva servire come lancio pubblicitario della pellicola. Il film, preciso e quasi didattico nella sua prima parte, diventava avventuroso ma ingenuo nella seconda dove gli astronauti trovavano aria ed oro sulla Luna e questo scatenava la brama di ricchezza di uno dei membri. Ancora oggi, a più di settant'anni dalla realizzazione della pellicola, tutte le fasi di partenza del gigantesco razzo, stupiscono per la loro imponenza.
![]() |
Ma il più spettacolare volo sul suolo selenita è compiuto, nel 1950, da George Pal, con il film da lui prodotto Uomini sulla Luna (Destination Moon). Fu, come abbiamo detto, un successo internazionale e la dimostrazione di come il film di fantascienza, al di là della indubbia spettacolarità della pellicola diretta da Irving Pichel, potesse anche portare un messaggio alla portata di ogni tipo di pubblico. Il film, un viaggio sulla Luna secondo le conoscenze dell'epoca, fu realizzato non senza fatica da George Pal che dovette combattere strenuamente contro i produttori i quali, ad un certo punto, volevano farne un musical e non capivano l'intenzione del regista e del genio ungherese i quali, al contrario, volevano realizzare una pellicola credibile, il più tecnicamente esatta possibile pur non avendo a disposizione i mezzi sofisticati dei tecnici di oggi. Eppure, nonostante le mille difficoltà, il film non solo affascinò pubblico e critica ma vinse, meritatamente, un Oscar per gli effetti speciali. Poi, come spesso succede specialmente nel nostro paese, la pellicola scomparve dai circuiti cinematografici pur rimanendo viva nei ricordi di coloro che avevano avuto la fortuna di vederlo. Nel 1976 Luigi Cozzi reimportò il film in Italia dandogli il titolo originale Destinazione Luna ed aggiungendo, all'inizio ed alla fine, ma senza toccare il nucleo della storia, una premessa, come se la storia fosse il racconto di un fantastico cantore, Rhysling, il quale altri non è che un personaggio dello scrittore Robert A. Heinlein, lo stesso che con il suo romanzo Razzo G.2 ispirò il film di Pal e Pichel. Grazie a questa operazione tornarono in Italia films scomparsi che conobbero nuova gloria nelle rassegne cinematografiche organizzate da Luigi Cozzi, dal sottoscritto e da Ugo Malaguti scrittore e editore di quella che all'epoca si chiamava "Libra Editrice".
I films ispirati alla bianca Selene continuarono ad imperversare sui nostri schermi ed ecco quindi, nel 1951, apparire sugli schermi italiani I Conquistatori della Luna (Radar Man from the Moon) di Fred C. Brannon, il quale però non è altri che un condensato del serial "Radar Man", le avventure di un uomo dotato di una particolare tuta di sua invenzione che gli permette di volare.
Il nostro supereroe giunge sul suolo lunare per combattere i seleniti bramosi di conquistare il nostro pianeta e per fare questo si avvalgono anche di terrestri traditori. Ma nulla da fare, il capo dei lunari verràdistrutto con il suo razzo mentre sta compiendo un'ignominiosa fuga strategica. Opera infinitamente minore rispetto a quella di Pal, ci permette di osservare una città lunare sospettosamente simile alla Roma antica e dotata, per di più, di un bel braciere ardente. La cosa, in un mondo notoriamente senz'aria, è tecnologicamente interessante...
![]() |
Dobbiamo aspettare il 1958 per vedere un altro film ambientato sulla Luna e quando Missili sulla Luna approda sui nostri schermi la delusione diventa delle più totali. Girato da Edward Cahn il film si perde tra improbabili ragni giganti sorretti da fili che abitano le caverne lunari o da ridicoli uomini roccia, il tutto contornato da un bel cielo terso e chiaro e dalle solite avvenenti ragazze che insistono a popolare il nostro inospitale satellite.
Persino il nostro popolarissimo Antonio De Curtis, in arte Totò, decide di fare una capatina sul suolo selenita e lo fa nelle ultime sequenze del film del 1958 di Steno intitolato Totò nella Luna. Per il resto il film gioca sui due protagonisti, Totò e Ugo Tognazzi, clonati, anzi bacellati con un chiaro riferimento a L'invasione degli ultracorpi, da un'entità aliena che vuole impedire i voli spaziali.
![]() |
La Luna viene usata come campo di battaglia e come base aliena per sferrare un attacco alla Terra nel film di Ishiro (o Inoshiro) Honda Inferno nella Stratosfera (Uchu Daisenso).
Siamo nel 1959 e i modellini la fanno da padroni in questa coloratissima e divertente versione Made in Japan della Guerra dei Mondi la quale, a onore del vero, fu l'ispiratrice del film, sempre di Honda, I Misteriani.
Un anno dopo, nel 1960, appare sugli schermi americani 12 to the Moon di David Bradley.
Il film resta un inedito nel nostro paese ed è la storia di una spedizione terrestre che giunge sulla Luna e, dopo, molte traversie, raggiunge un gruppo di caverne dove vive un popolo deciso a distruggere la Terra se i suoi abitanti non smetteranno le loro guerre e le loro dispute. L'equipaggio della nave spaziale riparte portando con sé l'ultimatum selenita e, aggiungiamo noi, una fotografia di Gort e Michael Rennie i quali sono certamente passati da lì prima di scendere sul nostro mondo come accade in Ultimatum alla Terra.
Per dovere di cronaca, in quanto della Luna se ne parla ma non la si vede mai, citiamo pure il film di Basil Dearden del 1961 Il primo uomo sulla Luna (Man in the Moon), una commediola inglese che vede un astronauta ricadere sulla Terra credendo di essere sceso sul suolo selenita.
Un anno dopo ancora una commedia inglese ma di ben altra levatura, si tratta del film di Richard Lester Mani sulla Luna (Mouse on the Moon), seguito di un film di Jack Arnold intitolato Il ruggito del Topo dove gli abitanti di un oscuro e piccolo staterello giungono sul suolo lunare usando come carburante dello speciale vino fermentato e battendo nella corsa allo spazio i russi e gli americani. Anzi, tra gl'interpreti, ci fa piacere notare Ed Bishop, il futuro comandante Straker del serial U.F.O., questa volta nel ruolo di un astronauta americano nell'attesa di usare, in futuro, il suolo lunare come base di attacco per la mitica S.H.A.D.O. contro i maligni rotori alieni che rapiscono i terrestri per usare i loro organi a scopo di trapianto.
La Luna è un luogo di avventure per Il Barone di Munchausen (Baron Prasil) di Karel Zeman, già portato sugli schermi nel 1943.
Ora siamo nel 1962 e il nostro mitico Barone sulla Luna ci vive e lì incontra un'astronauta che lo aiuta a liberare una principessa prigioniera.
![]() |
Per quanto riguarda Maciste contro gli Uomini della Luna, conosciuto anche come Maciste e la Regina di Samar di Giacomo Gentiluomo, sempre del 1964, è bene notare che qui il nostro satellite è solo un mero pretesto per vivificare le gesta del forzuto e mitologico eroe.
Anche il personaggio creato da Jonathan Swift e cioè Gulliver nutre segreti intendimenti spaziali. è ciò che accade nell'inedito giapponese Gulliver on the Moon (Gulliver's Travel Beyound the Moon - A War Conflict to Avoid) di Yoshio Kuroda dove il nostro eroe si dirige con un razzo sulla Luna per combattere dei robots con intenti bellicosi.
I primi insediamenti permanenti sul suolo lunare permettono a Jerry Lewis di interpretare Stazione Luna (Way Way Out) di Gordon Douglas (Assalto alla Terra) del 1966 ma il tutto non è che una scusa per mostrare delle belle fanciulle (Stella Stevens e Anita Ekberg) e di evidenziare le doti marionettistiche del comico.
Invece per quanto riguarda 002 Operazione Luna di Lucio Fulci, ancora del 1966, il nostro satellite serve solo per richiamo e per le smorfie istrioniche ed esagerate di Franco Franchi, ovviamente in coppia con Ciccio Ingrassia. Fulci detestava ricordare questo film... e con ragione.
Ancora una volta il nostro povero satellite serve da base per un'invasione aliena. Accade nel film di Freddie Francis del 1967 La Morte Scarlatta viene dallo Spazio (They come from Beyond Space), tratto dal romanzo di Joseph Millard Gli Dei odiano il Kansas. In questo caso gli invasori prendono possesso delle menti e dei corpi degli umani per usarli come manovalanza allo scopo di poter riparare la loro astronave che si è infranta sul suolo lunare. Tutto si risolve quando l'eroe della situazione informa gli alieni che bastava chiedere l'aiuto dei terrestri senza fare tutto quel caos...
Sotto il titolo Quei Fantastici Pazzi Volanti si nasconde Rocket to the Moon di Don Sharp, siamo ancora nel 1967 ma il film è ambientato agli inizi del secolo dove un magnate inglese sta costruendo un razzo per la Luna. Un uomo cerca di sabotare l'impresa ma sarà invece lui a morire mentre è alla guida della nave spaziale.
![]() |
Ormai i film su astronauti che vanno sulla Luna cominciano a scarseggiare e questo perche Selene ha perso tutto il suo fascino: sulla Luna ci siamo andati davvero e le storie rischiano di essere datate. Ma non lo sono quelle, anche se rare, che vedono la superficie del nostro satellite usato come base di lancio o come centro permanente d'insediamenti umani. è il caso di Luna 02 (Moon Zero Two) di Roy Ward Backer del 1969, quasi un western ambientato nello spazio dove l'eroe di turno deve combattere le mire di conquista di un dispotico imprenditore il quale vuole arricchirsi a spese dei minatori spaziali.
Del serial U.F.O. abbiamo già parlato, resta solo da dire che, visti i successi di audience dei telefilm, al mercato distributivo nostrano non pare vero di cucire tra loro tre episodi in un unica pellicola e di farli uscire come dei soggetti apparsi solo per il mercato cinematografico. Essi sono: UFO Distruggete base Luna, UFO: Allarme Rosso attacco alla Terra, UFO: Annientate Shado...Uccidete Straker...Stop, UFO: Contatto Radio stanno atterrando e UFO Prendeteli Vivi.
Produttori sono quei Gerry e Silvia Anderson famosi per le loro pellicole a pupazzi animati ma anche per un misconosciuto, dimenticato e ottimo film: Doppia immagine nello spazio di Robert Parrish. Il 1974 è l'anno di un altro grosso serial televisivo: Spazio 1999 che narra le avventure dell'astronave Luna sbalzata via dall'orbita terrestre a causa di una serie di esplosioni nucleari. La Base Lunare Alpha si trova così a vagare per il cosmo incontrando in fin troppo rapida successione alieni buoni e malvagi, pianeti all'apparenza stupendi ma che nascondono trappole mortali. Per quanto ne sappiamo il loro viaggio nel cosmo è ancora in atto...
Dal nostro satellite provengono dei microbi alieni che s'infiltrano nel corpo degli esseri umani trasformandoli orribilmente e quindi uccidendoli. Questo accade in Alien Predators (Alien Predators - 1987) di Deran Sarafian.
Nel 1989 il regista David Saperstein porta sullo schermo un ottimo film intitolato Tramonto di un Eroe (Beyond the Stars o Personal Choice) dove un'astronauta in missione lunare trova sul nostro satellite qualcosa che tiene nascosto agli occhi del mondo, un mondo che lui considera crudele e non certo pronto a incontrarsi con esseri di un altro pianeta. In punto di morte rivelerà tramite un messaggio il suo segreto a un giovane destinato a diventare un'astronauta.
Non dimentichiamoci però che più volte il leggendario Barone di Muchausen ha visitato il suolo di Selene. L'ultimo caso è proprio nel film di Terry Gillian Le Avventure del Barone di Munchausen, mentre la nostra amata Luna viene usata ancora una volta come base aliena nel film di Robert Dyke Moon Trap- Destinazione Terra (Moon Trap).
Sempre nel 1989 assistiamo a un Assassinio sulla Luna (Murder on the Moon) a opera di Michael Lindsy-Hogg dove un procace Maggiore americano deve indagare sull'assassinio di un astronauta su una base lunare sovietica presa in affitto dagli americani.
Dobbiamo abbandonare la Luna e lo facciamo con rammarico, fugaci apparizioni in Space Camp, Uomini Veri e Apollo 13 solo per citarne alcuni e nemmeno di fantascienza, la ricordiamo minacciosa mentre manda il fluido mortale sulla Terra per uccidere i primogeniti nel Kolossal I Dieci Comandamenti, ma siamo a livello di citazioni. E' gloria passata di un corpo celeste che è stato per secoli al centro dei pensieri umani.
Sognò di sorvolarla Luciano di Samosata, uno scrittore greco del secondo secolo dopo Cristo. Egli, nella sua Storia Vera, giunge sulla Luna con una nave. Ma, a dimostrazione che la fantasia umana aveva accarezzato di "prendere" la Luna possiamo citare Alexander Marshack il quale, studiò delle incisioni dell'uomo di Cro-Magnon che risalgono all'epoca dell'ultima glaciazione, più di ventimila anni fa. I segni incisi sulla pietra sono 69, sono disposti a spirale e hanno la forma di una falce, di un fagiolo e di una moneta, il tutto in graduale progressione e in questo si può scorgere perfettamente l'evolversi delle fasi lunari.
Ma senza bisogno di spingersi così indietro nel tempo anche la letteratura moderna, oltre ai già citati Wells e Verne, hanno ambientato le loro storie fantastiche sul suolo di Selene. Vogliamo, rapidamente, solo ricordare Polvere di Luna, Preludio allo spazio e Ombre sulla Luna di Arthur C.Clarke, Martirio Lunare di John William Campbell, Luna chiama Terra di Charles Eric Maine, Primi sulla Luna di W.H.Fear e La Luna è una severa maestra di Robert A. Heinlein, ma sappiamo fin d'ora di averne dimenticati tanti che meriterebbero almeno una citazione. Il tutto sta a dimostrare come il nostro satellite sia stato al centro dei nostri pensieri, dei nostri ricordi e dei nostri sogni...e lo è ancora.
Ora che sappiamo perché la Luna si chiama così vogliamo capire che cos'è e come è nata.
Be', questo è semplice, la Luna è il satellite della Terra, un corpo cioè che ruota attorno al nostro pianeta. La sua distanza si aggira sui 320 mila chilometri di media questo perché essa compie un'orbita ellittica attorno a noi e non circolare, esiste cioè un punto più vicino e uno più lontano. E' quarantanove volte più piccola della Terra ma è un satellite gigantesco rispetto al pianeta attorno al quale ruota e uno dei più grandi satelliti del sistema solare, tanto è vero che l'astronomia moderna tende a considerare la Luna non un semplice satellite ma parte di un sistema unico, una sorta di "pianeta doppio" chiamato Terra-Luna.
La nascita della Luna è uno dei misteri più controversi, praticamente scartata l'ipotesi che sia stata "catturata" dalla Terra durante il suo vagabondare negli spazi restava valida la teoria che la dichiarava nata assieme al suo pianeta dai frammenti di polvere cosmica che, agglomeratisi, formarono i pianeti. Poi i viaggi degli astronauti sulla Luna e i campioni che ne portarono resero plausibile l'ipotesi del "colpo di striscio" il quale dice che, eoni fa, mentre la Terra era ancora in formazione, fu sfiorata da un corpo celeste delle dimensioni di Marte il quale staccò dalla Terra un ammasso di polvere cosmica che lentamente si condensò formando il nostro satellite.
In principio la Luna era molto vicina al nostro pianeta poi se ne allontanò lentamente. A suffragare questa ipotesi ci sarebbe la composizione e le percentuali assolutamente identiche delle rocce e delle polveri lunari rispetto a quelle terrestri. Una delle cause della nascita della vita sulla Terra fu proprio la Luna, grazie alle sue maree che ritirando periodicamente le acque a causa della sua attrazione, isolò dei microrganismi sul terreno i quali, lentamente si abituarono a vivere sulla superficie. Fu la Luna la prima guida dell'uomo primitivo, la sua luce e le sue fasi regolarono per secoli la sua vita e le sue semine e ancora oggi molti contadini la usano come metro di misura. E' visibile anche a occhio nudo la formazione della superficie lunare perché appare coperta da formazioni chiare e scure, le prime si riferiscono ai continenti lunari e le seconde ai cosiddetti mari. Non esiste in realtà alcun riferimento reale per queste definizioni in quanto sulla Luna non vi è aria, le sue ridotte dimensioni non le hanno permesso di trattenere un'atmosfera. Il suo movimento di rivoluzione attorno alla Terra, 27 giorni e tre ore è uguale a quello di rotazione perciò noi vediamo della Luna sempre la stessa faccia e per secoli ignorammo la composizione della parte eternamente nascosta che mai vede la Terra.
Per sapere da quanto tempo l'uomo volge gli occhi al cielo dobbiamo, per forza di cose, lavorare di fantasia, dobbiamo lasciare che la nostra immaginazione vaghi per ere lontane appartenenti a milioni di anni fa, probabilmente quando ancora non possedeva quella "stazione eretta", la possibilità cioè di camminare su due zampe, che lo fece diverso da ogni creatura vivente.
I suoi primi sguardi verso l'immensità dello spazio furono probabilmente di stupore, di sgomento e di timore. Egli non capiva come mai quella luce accecante in mezzo al cielo, e che gli dava comunque luce e calore, quasi improvvisamente sparisse per lasciar posto al buio e a tanti piccoli punti luminosi sparsi nel nero del cielo. Egli non capiva perché uno di questi occhi fosse tanto più grande degli altri ma lo ritenne comunque benevolo perché dava un poco di luce al buio minaccioso della notte. Egli credette allora, in un primo sforzo immaginativo e in un primo esempio d'involontaria teoria fantascientifica, che il Sole e la Luna fossero in eterna lotta tra loro, un feroce combattimento che si ripeteva ogni giorno e che non vedeva mai né un vinto né un vincitore, ma aveva però capito che erano quei due feroci combattenti a creare il giorno e la notte.
Un'altra interessante scoperta fu probabilmente di natura chilometrica perché anche se il concetto di distanza era molto più impreciso di quello che possiamo avere oggi, era ben evidente che tutte le nuvole passavano davanti agli astri e mai dietro e che quindi essi dovessero essere ben più distanti delle nuvole stesse.
Il Sole e la Luna rimasero quindi al centro della vita dell'uomo, adorati e temuti come Dei buoni o cattivi, furono chiamati con nomi diversi ma rimasero sempre al centro delle religioni e delle credenze popolari. Tali credenze sono vive ancora oggi ed erano patrimonio dei nostri nonni. Si diceva, per esempio, che crescendo il satellite nelle sue fasi, crescessero anche piante e animali, viceversa, quando calava, la crescita si fermava o rallentava.
Anche l'uomo non era esente dagli influssi lunari perché si diceva che chi si addormentava sotto la sua luce diventava pazzo e che il Lunedì fosse il giorno del suo dominio sulla Terra e che portasse malinconia, cosa che in verità avviene ancora oggi quando si tratta di andare al lavoro o a scuola...
Al di fuori da queste superstizioni, peraltro non ancora completamente tramontate, vi furono veri e antichi studi scientifici sul satellite della Terra.
Essa fu creduta un immenso specchio, un mondo metà di ghiaccio e metà di fuoco. Talete la giudicò giustamente un corpo rischiarato dal Sole, Anassagora ipotizzò su di essa vallate e montagne come sulla Terra. La composizione del suolo lunare e la sua posizione nell'universo conosciuto subì molte variazioni. Secondo un sistema, chiamato Tolemaico dal suo creatore Tolomeo, uno scienziato filosofo alessandrino vissuto nel secondo secolo dopo Cristo, la Luna era posta come corpo rotante attorno alla Terra, e fin qui tutto bene, ma lo sbaglio era mettere il nostro pianeta al centro dell'universo con tutti gli altri pianeti, Sole compreso, che le giravano attorno. Per parecchio tempo poi sorse una curiosa gara su chi fosse più vicino alla Terra, se il Sole o la Luna, dopo varie fasi alterne la competizione fu giustamente vinta dal nostro satellite e la sua distanza dalla Terra fu stabilita, con buona approssimazione, da Aristarco da Samo. Ma la sua composizione, lo abbiamo detto, risultava estremamente variabile: chi disse che la Luna era fatta di materia incorruttibile e di densità varia, il che giustificava quelle macchie così evidenti anche a occhio nudo. Fu paragonata a una gigantesca bolla vuota sospesa nel cielo e anche a una enorme forma di groviera.
Il crollo di tutte queste curiose teorie avvenne nel 1543 prima con Copernico e poi con Galileo.
Nicolò Copernico (1473 - 1543) sostenne il suo sistema, detto appunto Copernicano o Eliocentrico da Elios = Sole, secondo il quale è appunto la nostra stella al centro dell'universo allora conosciuto e che gli altri pianeti, Terra compresa, le giravano attorno e disse anche che la Luna girava attorno alla Terra. Questa teoria portò una rivoluzione a quell'epoca e venne molto scarsamente accettata almeno fino a che Galileo non iniziò le sue osservazioni dirette per mezzo di un apparecchio da lui elaborato chiamato telescopio. Grazie a questo strumento la cui massima potenza non superava i trenta ingrandimenti e approfittando di un'atmosfera ben più limpida di quella a cui siamo abituati, egli fece le sue prime scoperte che furono poi pubblicate nella prima rivista di astronomia della storia: il Sidereus Nuncius.
Volgendo gli occhi al cielo con il suo "occhiale per mezzo del quale gli oggetti benché assai distanti dall'occhio, si vedevano distintamente come se fossero vicini" egli scoprì crateri e montagne sulla Luna, un maggior numero di stelle "di quanto si credesse", quattro satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto), gli anelli di Saturno, le fasi di Venere e di Mercurio.
A Galileo si deve il primo abbozzo di carta lunare e a Padre Riccioli la prima nomenclatura, cioè i primi nomi dei crateri, delle montagne lunari e delle sue pianure, dette mari perché più scure delle regioni circostanti e credute per lungo tempo delle vere e proprie distese d'acqua. Egli diede a scienziati e filosofi i nomi dei crateri, sistema peraltro usato ancora oggi.
Attraverso ricerche astronomiche e astrofisiche e per mezzo dei laboratori spaziali Surveyor per gli americani e Lunik per i russi, nel corso di pochi anni di frenetica ma stupidamente necessaria corsa alla Luna, abbiamo appreso molte cose sulla natura e sulla morfologia del suolo lunare.
Quando, miliardi di anni fa, dai frammenti agglomerati di polvere cosmica, si formò il nostro satellite, al suo interno, a causa della enorme pressione, la temperatura salì vertiginosamente, fuse tutto formando una massa fluida e incandescente: il magma, che tese a salire verso la superficie lungo le fenditure della crosta, liquefacendo tutto ciò che incontrava. Ecco perché il suolo lunare, agli astronomi che lo osservano al telescopio, si presenta butterato di crateri, cerchi, avvallamenti, la cui visibilità varia con la mobilità della luce. L'abbassarsi del Sole all'orizzonte, infatti, rende più evidenti le irregolarità della superficie lunare, proprio in base alla lunghezza delle ombre è possibile stabilire l'altezza delle montagne della Luna, con la luce fortemente obliqua diventa evidente anche uno sperone roccioso. Vi sono sulla Luna zone di centinaia e centinaia di chilometri che appaiono completamente sconvolte, gli scienziati le studiano da secoli, alcuni ritengono che questi crateri siano stati provocati da enormi meteoriti che sono sprofondati nel suolo lunare, non trattenuti e distrutti dalla primitiva atmosfera lunare. Le voragini aperte dalle meteoriti consentirono al magma di farsi strada verso la superficie e di formare, solidificandosi, il fondo piatto delle cavità. Questa teoria sembra convalidata dalla cosiddetta "prova della polvere" perché se lasciamo cadere su un tavolo un pugno di polvere esso formerà infatti il caratteristico aspetto del cratere lunare.
Secondo un'altra teoria i crateri si sarebbero invece formati per mezzo di forze endogene, in altre parole sarebbe successo questo: il magma si apre la strada attraverso una fenditura a forma di vulcano, il cataclisma segue il suo corso simile a quello dei vulcani terrestri finché il focolaio di magma non si esaurisce e il vulcano non si spegne, successivamente il cono sprofonda nella voragine con il suo mare di lava solidificata dando origine al caratteristico cratere lunare. Oggi possiamo dire con quasi assoluta certezza che entrambe le teorie sono valide e poiché, probabilmente, il centro della Luna, il suo nocciolo, non è più allo stato di fusione come invece è sulla Terra, le eruzioni vulcaniche sono quindi finite da parecchi millenni.
I nuovi crateri o una buona parte dei più recenti sono di origine meteoritica il che però non nega la formazione, in epoche precedenti, di crateri dell'altro tipo. Un altro problema che l'uomo ha tentato di risolvere riguarda la natura del suolo lunare. Non serve a chiarirlo il radar, perché le onde radio emesse dalle stazioni terrestri non rilevavano le irregolarità, si ricorse quindi ai raggi luminosi con lunghezza d'onda inferiore al millesimo di millimetro e questa ha dimostrato che la superficie della Luna era coperta in genere da un manto di minuto pietrisco, cosa che sonde e astronauti hanno poi ampiamente dimostrato.
L'origine di questo manto, secondo un'ipotesi accreditata, è che si sia formato da una pioggia di meteoriti esplosi cadendo sulla Luna. Questi frammenti hanno finito col creare, nel corso di miliardi di anni, un manto che ha ricoperto tutta la superficie della Luna. Ci si chiedeva quanto potesse essere profondo questo manto, ma questo era ancora un problema per l'astronomia e l'astrofisica così in loro aiuto sopraggiunse l'astronautica. Nel Settembre del 1959 il Lunik 2 colpì il suolo lunare dopo 36 ore di volo. Un grande successo popolare e scientifico fu attribuito al Lunik 3 che compì il giro della Luna e, a un comando dalla Terra, diresse la sua telecamera verso il nostro satellite e trasmise al pianeta madre le prime foto della faccia perennemente nascosta. Successivamente una sonda Ranger, di provenienza americana e munita di batterie che fruttavano l'energia solare, venne lanciata dalla base di Cape Canaveral con il complesso sperimentale Atlas - Agena, un missile che era la modifica di un razzo intercontinentale a testata atomica usato in questo caso, e saggiamente, per la ricerca scientifica, il compito di questa sonda era di riprendere la Luna a distanza ravvicinata. Dopo vari tentativi falliti, al settimo lancio, il Ranger, giunto nel campo gravitazionale della Luna, invertì la sua posizione in modo da avere le telecamere rivolte verso il satellite e riprendendo le immagini della sua corsa Kamikaze, s'infranse sulla superficie lunare. La sonda, precipitando, riuscì a inviare sulla Terra migliaia di fotografie e le ultime mostrarono particolari del rilievo lunare inferiori al metro. La ricerca spaziale era dettata a quel tempo, solo da ragioni politiche e continuò freneticamente ma l'epoca in cui la Luna era un bersaglio da prendere a sassate tramontò con il passo successivo: l'invio di sonde destinate ad atterrare o per meglio dire "allunare" morbidamente sul suolo del nostro butterato satellite.
Dopo una serie di tentativi falliti i Russi raggiungono il loro scopo con il Lunik 9 il 31 Gennaio del 1966 e, subito dopo, il 30 Aprile, fu la volta della sonda americana Surveyor.
La prima scattò 27 fotografie in tre giorni e la seconda ben 11.150. Entrambe dimostrarono che l'allunaggio morbido era possibile e che la superficie, almeno nei luoghi dove le sonde erano scese, era solida quindi un'astronave non sarebbe sprofondata.
Dopo altri esperimenti e dopo l'atterraggio di altre sonde tra le quali ricordiamo, il 14 Settembre 1968, la Russa Zond 5 che, atterrata sulla Luna, ripartì riportando a terra dei campioni ma, prima ancora, Surveyor 5 e 6 avevano scavato ed esaminato il suolo lunare. Durante la vigilia di Natale del 1968 tre astronauti a bordo dell'Apollo 8 circumnavigarono la Luna e Apollo 10 si avvicinò al suolo lunare fino a otto chilometri dalla superficie del satellite. Alle 4,55 del 21 Luglio 1969, ora italiana, il piede di Neil Armstrong si posò sulla Luna. Il resto è storia e i successivi lanci di esseri umani verso il nostro satellite avvennero nella quasi totale indifferenza, tranne per il caso di Apollo 13 che rischiò il primo grande disastro spaziale ma l'ingegno degli scienziati di Houston e la tenacia degli astronauti evitarono la catastrofe. L'ultimo volo dell'uomo sulla Luna avvenne nel 1972 nella quasi totale indifferenza.
Ora la gara è finita ma nemmeno il vincitore può dichiararsi felice, le imprese spaziali cadono così nell'oblio dell'ignoranza e della stupidità. Il 25 gennaio del 1994 la sonda americana Clementine venne lanciata dal poligono di Vandenberg, in California per mezzo di un razzo Titan e la sua missione era quella di entrare in orbita attorno alla Luna, quindi di compiere una serie di orbite attorno alla Terra e poi di nuovo via verso la Luna per poter ricevere la spinta decisiva verso l'asteroide "Geographos" che si trovava nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Ma le cose non andarono in questo modo. Clementine iniziò il suo lavoro di mappatura lunare ad alta precisione a partire dal 22 febbraio ma il 20 luglio, dopo aver terminato il suo lavoro e si apprestava ad avviare i motori per rientrare in orbita attorno alla Terra, per un difetto al computer, la sonda esaurì il carburante che serviva per controllare il suo assetto di volo e dovette rinunciare alla missione. Eppure fu proprio questo guasto a consentire un eccezionale scoperta e a permettere di rilevare la presenza di acqua allo stato solido nei profondi crateri polari del nostro satellite.
Già un sospetto di presenza d'acqua sulla Luna era balenato nel 1961 e, dopo la scoperta di Clementine toccò a Lunar Prospector, un'altra sonda lanciata il 6 Gennaio del 1998 dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida. Dopo un viaggio di alcuni giorni la sonda s'immise in un orbita circolare passante sopra i poli del satellite a 100 Km di altezza dalla superficie e confermò la presenza d'acqua sulla Luna. La scoperta di probabili forme di vita in un frammento marziano e il ritrovamento di acqua sulla Luna sta rilanciando il programma spaziale nel quale sono impegnati non solo gli Stati Uniti ma anche il Giappone che nel 2003 ha in programma di lanciare una sonda, chiamata appunto Selene 2003, la quale ha lo scopo di studiare la Luna al fine di costruirvi poi una base permanente sui poli lunari, punto di partenza per Marte e oltre. Ma anche l'Europa vuole fare la sua parte con Smart - 1 con lo scopo di sperimentare nuove tecnologie per future missioni spaziali. La scoperta di immense quantità d'acqua nel fondo dei crateri dei poli lunari ha fortunatamente riacceso le speranze e la volontà per la costruzione di una base permanente sulla Luna. La presenza del prezioso liquido, che non sarebbe certamente economico portare dalla Terra, permette di risolvere un gran numero di problemi perché questo consente di avere idrogeno e ossigeno in grande quantità. La loro produzione non è per niente complessa dal momento che sulla Luna la materia prima per estrarli dall'acqua, cioè l'energia solare, è disponibile in grande quantità. L'ossigeno serve per respirare e l'idrogeno può essere utilizzato come fonte secondaria di energia, facilmente utilizzabile e trasportabile. Tramite la costruzione di centrali costruite sul posto si può sfruttare l'energia solare e con l'acqua si possono impastare mattoni lunari.
Nel giro di pochi anni il viaggio di andata e ritorno dalla Terra alla Luna sarà alla portata di qualsiasi uomo o donna, giovane o anziano. Anche la spesa di una breve vacanza su un albergo lunare non costerà di più di un viaggio attorno alla Terra o di un altro tipo di vacanza esotica. I malati di cuore potranno vivere meglio nello spazio o sulla Luna perché saranno sottoposti alla minore forza di gravità per cui il muscolo cardiaco potrà pompare sangue con minor sforzo. La Luna sarà un luogo ottimale per impiantare un osservatorio, non c'è aria, quindi niente turbolenza e un giorno, dentro cupole pressurizzate, l'uomo potrà coltivare il terreno lunare facendo crescere il cibo rendendo la colonia sempre più indipendente ma, soprattutto, la minore forza di gravità lunare, un sesto di quella terrestre, costituirà un'ottima base di partenza verso gli altri mondi. Un grande futuro attende l'uomo... se solo vorrà averlo.