di Silvio Sosio


I Trenta Giorni di Marco Della Corte

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AUTORI

Marco Della Corte
Marco Della Corte
L'ultimo erede della prestigiosa dinastia di autori italiani presentati dall'Editrice Nord nella collana Cosmo Argento - dopo i tanti Menghini, Piegai, Forte, Aresi, Fantini, Vietti - è Marco Della Corte, del quale è uscito in febbraio il romanzo Trenta giorni. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.

Delos: Cosa fai nella vita? Come mai scrivi fantascienza?

Marco Della Corte: Ho 26 anni, sono laureato in scienze biologiche e attualmente svolgo un periodo di tirocinio formativo post laurea per l'abilitazione all'esercizio della professione di biologo. Non ho un lavoro part time, quindi passo molto del mio tempo a scrivere o a dipingere miniature di Warhammer. Tra le altre cose, faccio parte di una compagnia teatrale da 4 anni e, ogni tanto, mettiamo in scena qualche recita di autori di rilievo (Shakespeare, Bontempelli, Lee Masters, Flaiano...). Scrivo fantascienza perché è l'unica passione che posso dire di non avere mai abbandonato. Ho cominciato ufficialmente a 14 scrivendo per gioco libri game, (stile Lupo Solitario), poi mi sono deciso a scriverne di "seri". A 16 anni, credo, completai il primo dei miei romanzi; ne ho letto alcuni passi e, devo riconoscerlo, lo stile era ben diverso da quello di adesso! Fino ad ora ne ho ultimati sette, in tutto, anche se quello che la Nord mi ha pubblicato è il primo che ho proposto a quella casa editrice. In parole povere... "esisto, quindi scrivo"!

Delos: Come è nato Trenta Giorni?

Della Corte: il libro è nato da una semplice idea di base: "E se una notte mi dovessi svegliare di soprassalto con la ferma convinzione che qualcuno o qualcosa sta venendo a casa mia per ammazzarmi, come mi sentirei? E se quel qualcosa esistesse per causa mia, perché è una mia creazione, avrei qualche speranza di cavarmela?". Da questo semplice interrogativo è nata una delle scene iniziali del libro, quella dove Adamo 6 va a cercare Terana a casa sua per ucciderlo. Da qui, mi sono chiesto di conseguenza: "perché esiste questo essere?" e allora sono tornato indietro e ho preparato tutto il background iniziale. Da lì in poi, ho creato la storia del sabotaggio che ha liberato Adamo 6 e dell'infezione di Laura Russel, una paziente dell'ospedale usato come copertura per gli esperimenti narrati nel mio libro, da parte del sabotatore. La scelta di narrare in prima persona femminile le varie tappe della metamorfosi di Laura (che, in 30 giorni, si trasformerà in un essere dalle capacità fisiche e mentali superiori, ma altamente psicolabile) è stata un'altro elemento di "sfida" con me stesso che mi ha coinvolto particolarmente. Il resto del libro è venuto fuori da solo, io ho dovuto soltanto picchiare le dita sui tasti! La storia procedeva spontaneamente e senza alcuna forzatura, tanto che io stesso non avevo in mente come sarebbe andata a finire. Il resto non te lo anticipo. Ecco com'è venuto fuori Trenta Giorni: da una semplice idea che è andata germogliando, attirandone molte altre.

Delos: Qualcosa nella trama mi ricorda un po' Universal Soldier, il film con Jean Claude Van Damme... E' solo un caso?

Della Corte: In Trenta Giorni sono le mutazioni genetiche, e non quelle indotte dalla cibernetica, a trasformare gli esseri umani in soldati perfetti, tuttavia non posso negare che ci siano dei punti in comune con quel film. Una domanda simile mi è stata posta a Fiuggi durante il DeepCon One, e ho risposto che, se vogliamo andare fino all'osso, l'idea dell'invenzione dell'uomo che sfugge ai suoi creatori è stata sfruttata un'infinità di volte, citando autori che vanno da Chrichton (con Jurassik Park) a un'altra autrice molto più famosa di lui, e anche più indietro negli anni: Mary Shelley, con Frankestein!


Delos: Qual'è il messaggio del libro?

Della Corte: Il messaggio del libro è semplice: la repressione degli istinti umani prettamente legati alla sopravvivenza è inutile e dannosa; gli istinti di questo tipo non devono essere repressi, ma fatti sfociare dove non recano danno. Ogni personaggio, nel mio libro, si sforza di sopravvivere ad ogni costo usando qualsiasi mezzo a sua disposizione, anche il più subdolo. E difatti, chi in un modo e chi nell'altro, nessun personaggio del mio libro si può definire un eroe; Nessuno di loro resta innocente quando si parla di dover sopravvivere, e questa è una cosa che succede anche nella nella realtà.

Delos: Cosa ne pensi della fantascienza italiana attuale?

Della Corte: Non ho letto praticamente nulla di fantascienza italiana, lo ammetto... quindi non saprei darti una risposta precisa (ho letto moltissime opere di Asimov e Dick, nonché diverse raccolte di racconti scritti da autori diversi). Se però la Nord riesce ad imporre all'attenzione del pubblico amante della fantascienza romanzi scritti da me, Vietti e Cersosimo, posso intuire che ci sia comunque spazio anche per gli italiani. Gianfranco Viviani stesso ha dichiarato al DeepCon one di Fiuggi che ultimamente la fantascienza italiana sta uscendo alla ribalta, merito anche di un certo "abbassamento della guardia" degli autori americani dopo anni di meritato predominio. Andiamo avanti così, e vediamo cosa ci riserba il futuro!


Delos: Hai in mente qualche nuovo progetto?

Della Corte: scrivo in media un'ora al giorno, e non finisco mai un libro senza averne già in mente uno nuovo, o addirittura due. Presto proporrò alla Nord un'altra opera piuttosto avvincente e migliore (a detta di coloro che lo hanno già letto) di Trenta Giorni. Mi sono anche cimentato nel genere fantasy partorendo (è proprio il caso di dirlo!) un libro di poco più lungo di Trenta Giorni in appena tre mesi, e adesso ne sto scrivendo un'altro di fantascienza. In parole povere, la risposta non può essere che sì.

Delos: Curiosità?

Della Corte: Ho partecipato, nel 98, a una trasmissione televisiva condotta da Dacia Maraini Io scrivo, tu scrivi su Rai 2, come ospite. Avevo spedito loro uno dei miei libri (non quello che mi hanno pubblicato) e dopo più di un anno di attesa, mi hanno chiamato!
Per coloro che avranno l'intenzione di vedermi dal vivo, potrete trovarmi a Modena il 21 aprile alla Feltrinelli (sabato pomeriggio) dove presenterò il mio libro, nonchè il 27 o il 28 di Aprile alla convention di fantascienza che si terrà a Torino, così mi è stato accennato. Tutti coloro che hanno letto il mio libro e hanno intenzione di pormi domande, conoscermi, complimentarsi se è loro piaciuto o semplicemente tirarmi delle sassate se ha fatto loro schifo, non potranno perdersi questa ghiotta occasione. Ho anche intenzione di chiedere alla Feltrinelli di Bologna un'altro incontro. Vi farò sapere al più presto.




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