di Silviosio Curtoni


Giuro che questo e' l'ultimo futuro che vi ammollo

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SPECIALE CURTONI

Vittorcurtonzo Curtoni, uno dei maggiori esperti di curtonologia dei nostri tempi
In questi giorni ricorre il centenario della prima uscita della famosa antologia di Vittorio Curtoni Ciao Futuro, pubblicata sulla rivista che allora si chiamava Urania all'inizio del secolo scorso. Per festeggiare l'evento abbiamo deciso di intervistare una delle personalità del mondo accademico più preparate fra gli studiosi che si sono occupati del grande Vittorio Curtoni. Abbiamo così chiamato a raccontarci la storia di questo personaggio quello che per molti è il maggiore curtonologo del XXII secolo, il prof.dott. Vittorcurtonzo Curtoni.

Delos: Dottor Curtoni, lei è il maggior esperto vivente su Vittorio Curtoni, il grande scrittore che tra la fine del XX secolo e la prima metà del XXI fece tanta impressione e cambiò in modo tanto sostanziale il nostro approccio alla letteratura. Ci vuol dire come mai lei ha voluto dedicare la propria vita allo studio di questo personaggio?

Vittorcurtonzo Curtoni: In primo luogo non avevo di peggio da fare. Secondariamente, siccome sono molto brutto (credo che questo si possa vedere dalla mia foto che orna questa intervista) e anche terribilmente narcisista, ho sempre subito in maniera prepotente il fascino dell'orrido, e chi meglio del Curtoni per soddisfare questa propensione? Per un terzo, importante motivo rimando alla domanda successiva.

Delos: In qualche modo crede di riconoscersi un pochino in lui?

Curtoni: C'è un tratto che mi unisce a quel genio delle patrie lettere: siamo entrambi palloni gonfiati. La differenza è che il Curtoni Vittorio brillava di luce propria, mentre io brillo della sua luce riflessa, ma per fortuna ho una splendida pelata come lui e sfavillo alla grande!
Soprattutto dopo che mi sono fatto trapiantare sul cranio quei nuovi licheni fosforescenti che hanno trovato su Venere: adesso brillo anche al buio, e in questo gli sono nettamente superiore.
Nella mia biografia intima di lui che sto per pubblicare, Vittorio Curtoni o dell'enfiagione, rivelo per la prima volta al colto e all'inclita un particolare che la dice lunga sulla sua pallonaggine: il Curtoni era dotato di una macchinetta per l'epoca d'altissimo livello tecnologico, un aggeggio con il quale, partendo dalla rara acqua del rubinetto depurata che scorreva in casa sua, egli si poteva preparare l'acqua minerale. Cioè acqua gassata. L'aggeggio provvedeva a immettere anidride carbonica nell'acqua e a fare apparire le bollicine friz friz. Ebbene, il Curtoni era solito, tutte le mattine, a stomaco vuoto, avvolgere le labbra attorno al beccuccio di scarico del marchingegno e gonfiarsi di anidride carbonica! Diceva che lo tirava su di tono. Era veramente disgustoso. Poi la gente andava a casa sua, chiedeva un bicchiere di acqua minerale, e non ce n'era mai un goccio perché si era ciucciato lui tutta l'anidride carbonica. Ha perso molti amici per questo motivo, e ben gli sta.

Delos: Dottor Curtoni, anche lei come il suo illustre concittadino è di Piacenza, come è evidente dal cognome (per chi non ne fosse al corrente, ricordiamo che per festeggiare il centenario della nascita di Curtoni nel 2049 a tutti gli abitanti di Piacenza fu cambiato per legge il cognome in Curtoni). Come pensa che la sua città abbia contribuito a formare il Curtoni, e come pensa che Curtoni abbia contribuito a formare la sua città?

Una rara foto di Philip Dick (a sinistra) a una convention padana. Al centro il famoso editor John W. Campbell, a destra l'artista Virgil Finlay. Secondo lo studioso Piervittorio Curtini "Philip K. Dick" era in realtà uno pseudonimo dello stesso Curtoni, e gli altri due della foto sarebbero Giuseppe Lippi e Giuseppe Festino (ma questa tesi è poco accreditata dalla critica ufficiale).

Curtoni: A proposito, è Curtoni anche lei? Che palle. Non se ne può più. Sto brigando con l'attuale presidente del consiglio cispadano, il dottor Littorio Curtoni, membro insigne di DN (Disunità Nazionale), perché i cognomi dei piacentini vengano modificati in Vittorcurtonzo. A me piace più di Curtoni, e non vedo l'ora di scrivere sul mio biglietto da visita omeostatico "Vittorcurtonzo Vittorcurtonzo". E' molto bello, no?
Che Curtoni dovesse nascere a Piacenza (be', in provincia, ma fa l'istess) e trascorrere colà la sua operosa esistenza era scritto nelle stelle. Anzi una volta l'ho pure trovato scritto su un biglietto dei Nuovi Baci Perugina modello soylent nero. La volta che mi venne quella brutta diarrea.
Transeamus. Lei rifletta su questi due dati: il Curtoni è stato grande traduttore di Philip Dick, il Sommo Americano. E qual era all'epoca il piatto nazionale dei piacentini? I pisarei e fasò. Ora, come ho dimostrato nel mio celebre saggio Vittorio Curtoni, il pisarel vivente, faticose ricostruzioni filologiche mi hanno permesso di appurare che il termine americano "dick" equivale esattamente al piacentino "pisarel": entrambi sono versioni volgari dell'italiano "membro virile". Sicché si pone codesta identità: Dick = pisarel = Curtoni. Curtoni era una testa di pisarel, e in quanto tale inderogabilmente figlio di Piacenza.

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