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Quando avrò 64 anni
Le nove di sera: un'ora infinita, gigantesca, sospesa come un ponte fra due giorni diversi, dilatata a dimensioni gigantesche. James avverte l'angoscia di questo tempo informe, le pressioni del futuro, le stilettate lancinanti del passato. Guarda Linda, che tiene gli occhi sulla tazzina di caffè e ogni tanto si gira a lanciare uno sguardo a Paul. Paul, nel grande letto, russa sonoramente; e il suo non deve essere un sonno tranquillo, perché i sussulti lo scuotono di continuo. - Mi spiace di non essere stato qui, oggi - dice James. - Forse potevo fermarlo, impedirgli di ubriacarsi a quel modo. Volevo venire, ma mi hanno trattenuto. Linda alza la testa, gli sorride debolmente. Il tocco della sua mano è una farfalla che gli dà i brividi. - Tu sei molto gentile con noi, James, e te ne sono grata. Ma la tua presenza non sarebbe servita a niente. Quando Paul decide di ubriacarsi, lo fa fino in fondo. Nessuno può fermarlo. Mai. Piano, si voltano tutti e due a guardarlo. - Sai - dice Linda - questa disperazione che lo divora da anni non è per lui. E' per gli altri. Per i ragazzi di oggi, soprattutto. Forse tu avrai pensato che le sue siano solo le crisi di un vecchio arteriosclerotico che non accetta di finire nell'anonimato, di non essere più riconosciuto per strada, ma non è vero. Paul era contento di essere una celebrità, gli piaceva, però sa benissimo di avere avuto tutto quello che si può chiedere al mondo. Al nostro mondo. Il silenzio è dolce, avvolgente; e sono già le nove e dieci, l'ora infinita ha allentato la presa. Presto, altre ore la sostituiranno, altri giorni. Senza fretta. - Per lui, per tutti noi, la musica era un modo di comunicare, di vivere assieme. Incidevamo un disco e sapevamo di dare qualcosa, una cosa nostra che altri avrebbero amato e ricordato. Adesso, invece, non c'è più niente. Solo questa solitudine assurda. Ragazzi che si chiudono nel proprio cervello e non riescono a vedere quello che hanno attorno. Non comunicano, capisci? Continuano soltanto a parlare con se stessi. A ripetere cose che sanno già. Perché quello che Paul o Gary o Mick o io abbiamo da dire non è interessante, non ha senso. E lui non lo sopporta. Preferisce uccidersi con l'alcol. Alle nove e trentuno, James si alza, gira attorno al tavolo, appoggia le mani sulla spalla di Linda; e dice: - Il tunnel è lungo e buio, Linda, ma vedrai che ne usciremo. Deve esserci ancora il sole, da qualche parte.
Tratto dal volume Ciao Futuro (Urania), per gentile concessione di Arnoldo Mondadori Editore Se avete racconti che ritenete adatti per Delos, inviateli alla Redazione Narrativa di Delos, delos.script@fantascienza.com: saranno letti e accuratamente valutati dai nostri editor Franco Forte ed Emiliano Farinella. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |