di Vanni Mongini


Ho incontrato Antonio Margheriti

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CINEMA


Margheriti: E' vero. Io non ho più visto la Vergine di Norimberga, mi piacerebbe rivederla, ma non esiste più...

Delos: Questo non è vero. Te la farò rivedere. Fidati dei collezionisti... A proposito di quel film, non ti è sembrato di aver sprecato Christopher Lee?

Margheriti: Può essere. Solo che è arrivato alla fine, a cast chiuso. Dovevamo metterlo nel film e non sapevamo come collocarlo, quindi abbiamo inventato per lui la parte del servitore.

Delos: Ho trovato estremamente suggestivo il film I Lunghi Capelli della Morte...

Margheriti: Piaceva anche a me. Pensa che la protagonista è morta bruciata poco tempo dopo, poveretta...

Delos: Invece nell'Inafferrabile, invincibile Mr. Invisibile hai dichiarato che avevi preso nel cast, oltre a Dean Jones, anche il cane di Geremia cane e spia, era una spudorata bugia, vero?

Margheriti: Vero. Dissi che mi era anche costato più di Dean Jones stesso, mentre era di uno dei produttori. Fu un film alla Disney ed ebbe un buon successo all'estero.

Delos: Quale rapporto c'è stato tra te e Paul Morissey per quanto riguarda Il Mostro è in tavola Barone Frankenstein, di chi è la regia?

Margheriti: Sua. Assolutamente sua. Nel mio caso si può parlare di un aiuto alla regia perché si sono trovati in difficoltà in quanto il film era in tre dimensioni e non avevano la padronanza della tecnica, io mi sono limitato a preparare degli scenari, a girare qualche scena con i bambini, ecco tutto. La regia è di Morissey.

Delos: Invece l'Isola del tesoro?

Margheriti: Beh, me ne assunsi la regia quando, a preparazione avanzata, Castellani si ammalò e morì, io non potevo cambiare nulla e, secondo me, fu un'occasione sprecata.

Delos: A parte il ragazzino avevi un bel cast.

Margheriti: Indubbiamente: E ti do' ragione anche per quanto riguarda il ragazzino, il quale partecipò anche a Il Segreto del Sahara e poi morì annegato, poveretto. Aveva una madre rompiscatole che s'intrometteva sempre, io sono un tipo pacifico ma se m'incazzo... Poi volli Ernest Borgnine nel cast, e lo completai con un incerto Anthony Quinn e Philippe Leroy.

Delos: Perché incerto?

Margheriti: Non era molto convinto, ma alla fine accettò. Il problema è che ancora una volta avevo a che fare con dei produttori ottusi, ti ricordi la nave spaziale di forma circolare?

Delos: Sì, lo ricordo. L'Hispanola.

Margheriti: Era nata così perché il produttore voleva che assomigliasse alla stazione spaziale dei miei film, quella dove gli astronauti galleggiavano nello spazio appesi a fili e con il culo per aria, ma quella era una stazione spaziale, non un'astronave, che c'entrava quella forma assurda!

Delos: E che mi dici di Andy Luotto come naufrago?

Margheriti: Beh, sai la parte non era per lui, è stato preso all'ultimo minuto. In definitiva io credo che sia stato un grande lavoro sprecato.

Delos: Ma tu ti rendi conto di quello che significano i tuoi film per la mia generazione, quale importanza abbiano avuto per molti di noi?

Margheriti: Compreso i Diafanoidi vengono da Marte?


Delos: Certo.

Margheriti: Ma tu che ne pensi?

Delos: Beh, è un filmetto...

Margheriti: Vedi che mi dai ragione? Sono d'accordo con te. Anche il Pianeta Errante...

Delos: Il pianeta Errante ha una bella idea, questo pianeta vivente e fagocitante, non è male.

Margheriti: Ma sò fatti con due lire...sò schifezze...

Delos: Ma ti ci diverti tanto a dirlo?

Margheriti: Sì... Per sentirmi dire che non è vero

Delos: Allora ti fa piacere essere considerato il padre del cinema italiano di fantascienza, eh?

Margheriti: Famo lo zio, mi accontento lo stesso...

Delos: Devi avere tante cose da raccontare, mi piacerebbe farti un intervista di giorni.. Vita, morte e miracoli del cinema e del tuo cinema, che ne dici?

Margheriti: E perché no? Ma famo in fretta, eh?

Fine



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