di Vanni Mongini


Ho incontrato Antonio Margheriti

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CINEMA

Margheriti: Assolutamente no. Non ne avevo sentito parlare prima di adesso, né avevo letto niente del genere. Anzi se hai la cassetta del film mandamela per favore, sono curioso.

Delos: Tu hai letto fantascienza?

Margheriti: Certamente, mi è sempre piaciuta. Il primo romanzo che ho letto era un Urania, s'intitolava Gorilla Sapiens.

Delos: Space Men resta uno dei tuoi preferiti, vero?

Margheriti: Assolutamente sì. Pensa. E' costato 48 milioni e ne ha resi quattro volte tanto. Ma non è solo una questione d'incasso, era il mio primo film come regista, fu un successo e questo mi permise di andare avanti. Avessi avuto solo dieci milioni in più avrei fatto cose incredibili.

Delos: Cosa venne dopo?


Margheriti: Il Pianeta degli Uomini Spenti.

Delos: Ah, un grande Claude Rains.

Margheriti: Nonchè il primo film di Giuliano Gemma. Comunque hai ragione. Rains ci assicurava il mercato americano e, al di là di questo, è sempre stato un gigantesco caratterista. Erano i tempi di Notorius e lui era molto quotato.

Delos: Come si è comportato sul set?

Margheriti: Guarda, è stata una delizia lavorare con lui. Preciso, gentile, ubbidiente alle istruzioni senza eccessi da prima donna, un vero, grande professionista.

Delos: Di chi è stata l'idea delle formule scritte con il gesso sui vasi?

Margheriti: Mia, ma forse abbiamo esagerato un po', avevamo scarabocchiato un po' troppo in giro.

Delos: Il film ha una storia straordinaria. Questo pianeta che entra nel sistema solare per invadere la Terra, un piano d'invasione in mano alle macchine perché gli alieni sono morti da tempo, è andato bene?

Margheriti: Molto, pur essendo costato il triplo di Space Men. Ha avuto un gran successo.

Delos: Sei tornato alla fantascienza qualche anno dopo, se non sbaglio...

Margheriti: Sì, nel 1965 per una serie di film che io chiamo alimentari...

Delos: Prego?!

Margheriti: Alimentari. Cioè servono per magnà, per pagare il conto del droghiere. Infatti girai Il Pianeta Errante, I Criminali della Galassia, I Diafanoidi vengono da Marte e La Morte viene dal Pianeta Aytin, correndo da un set all'altro, spostando gli attori spesso sugli stessi sfondi, mischiando e rimontando le scene, un lavoraccio, ma non li considero dei gran film, forse un po' meglio I Criminali della Galassia. Erano quattro film televisivi che dovevo girare per la Metro. Beh, malgrado non li consideri certo dei capolavori mi permisero di entrare una volta per tutte nel mercato americano.

Delos: Prima di questi però abbiamo assistito a un suggestivo film dell'orrore come Danza Macabra, che hai poi rifatto.


Margheriti: Già credo di essere l'unico regista che ha rifatto sé stesso, incredibile, vero? Ma, vedi, non l'ho chiesto io, lo ha voluto rifare il produttore con l'aiuto del colore ed è così che è nato Nella stretta morsa del Ragno.

Delos: Quale preferisci?

Margheriti: Senza dubbio il primo anche se nel secondo ho potuto curare di più il finale, ma ho dovuto far vedere il sangue rosso, ed è una cosa che non mi piace, non rende come il nero del bianco e nero.

Delos: In Danza Macabra ci sono scene in odore di lesbismo, la censura?

Margheriti: Per me dormivano quella volta. Non hanno tagliato nulla, assolutamente nulla, da non credere, pensavo che mi avrebbero massacrato il film e invece... Sai invece qual è il problema di tutti queste pellicole? Molte scene di effetti scenici sono andate perdute, dissolvenze, carrellate. Una volta che le pellicole originali si sono rovinate anche quelle scene sono andate perse e sono stati buttati via gli originali, per sempre...

Delos: Beh, Antonio, credo che tu sappia meglio di me che se non fosse per i collezionisti molti prodotti, cosiddetti minori sarebbe scomparsi per sempre. Qui si pensa a salvare Pasolini, Fellini e company, gli altri non esistono, come se non facessero parte del patrimonio culturale...

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