di Franco Forte


Raffreddori cosmici

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INTRODUZIONE

Per iniziare con una banalità, almeno per noi che mastichiamo fs ogni giorno, voglio fare a tutti una domanda. Ehi, ragazzi, come vi sentite nel 2001 di Odissea nello spazio? Non abbiamo raggiunto Giove, ma il progresso tecnologico ha preso direzioni (e ha raggiunto risultati), che neppure i grandi della fantascienza avevano mai immaginato. Non so se anche voi, come me, provate un leggero senso d'insoddisfazione al pensiero di quello che avrebbe potuto fare questo dannato Essere Umano se non avesse abbandonato gli sforzi verso la conquista delle stelle. Caduto il muro di Berlino, sono franate le uniche ragioni che tenevano in piedi la corsa scientifica verso gli altri mondi. Non è simpatico dirlo ma la guerra, fredda o a qualsiasi temperatura vogliate servirla, sembra essere il solo argomento valido per convincere i governi (e i loro contribuenti) a investire miliardi nella ricerca spaziale. Allora ipotizziamo: il muro è ancora in piedi, i rapporti Usa-Urss sono freddi come ghiaccioli e chi arriva prima su Giove, soprattutto dopo l'inno mistico del film di Kubrik, dimostra di essere il Paese più forte, più avanzato e più macho del nuovo millennio. Cavolo, Sheckley - quello in forma, della serie AAA Asso, per intenderci - ne tirerebbe fuori un raccontino spassosissimo. Da parte nostra non resta che prendere atto della disfatta cosmica, a fronte, però, di un gran bel guadagno dal punto di vista sociale. A parte un piccolo inconveniente: ora il problema di tutti noi non è più la guerra fredda, bensì l'effetto serra. Attenti a non prendere il raffreddore, con tutti questi sbalzi di temperatura.

Ma veniamo ai magnifici due della sezione "script". Nicola Fantini, mio coscritto (non so in che mese è nato ma il 1962 ci ha visti entrambi prendere i primi spifferi al culetto, quindi è sicuro che una certa affinità deve esserci), ha visto i natali a Omegna, e nonostante l'umidità del lago d'Orta, sulle cui rive ha vissuto (e credo viva ancora), la sua scrittura non si arrampica su se stessa come muschio e non si attorciglia, al contrario di quanto fanno in molti, come viticci inestricabili. Per chi non avesse letto il suo romanzo La variabile Berkeley, pubblicato nel 1995 dalla Editrice Nord dopo che si fu aggiudicato l'edizione 1994 del concorso letterario "Cosmo" (consiglio vivamente di correre ai ripari), assicuro che il racconto Esagoni, che trovate in questo numero di Delos, rappresenta perfettamente il suo modo di scrivere, veloce e senza fronzoli, e la sua capacità di dare vita a storie intriganti, cariche di azione e sviluppate attorno a trame intelligenti. Alzi la mano chi ancora non ha capito che anche questo racconto è entrato nella rosa dei finalisti del premio Alien dell'anno scorso. Si tratta dell'ennesima dimostrazione di tre principi fondamentali: che partecipare ai premi letterari è una delle poche possibilità di farsi leggere, notare e pubblicare; che il livello delle opere finaliste (e spesso anche segnalate) di Alien e Lovecraft è tale da garantire boccate di narrativa fresca a Delos, che altrimenti avrebbe grosse difficoltà a rimpolpare le proprie pagine del settore "script", dato che i racconti che pervengono in lettura sono al 99% impubblicabili; che arrivare in finale a un premio letterario serio è la dimostrazione di quello che si vale, il primo, autentico riconoscimento delle proprie capacità. Nicola Fantini, in realtà, non aveva bisogno di partecipare all'Alien: se mi avesse mandato il racconto in lettura lo avrei accettato ugualmente. Ma gli fa onore il fatto di avere deciso comunque di mettersi in competizione con altri autori, di sottoporre il suo racconto alle forche caudine del raffronto incrociato con altre opere. Tutto questo, a casa mia, significa sicurezza nelle proprie capacità e nella qualità del proprio lavoro.

L'altro autore di questo numero (freddo) di febbraio è Pier Luigi Ubezio, torinese doc come i gianduiotti e la fiera annuale del libro. Ecco un altro autore coi fiocchi, che ho conosciuto, ma guarda un po', grazie alla sua partecipazione al premio Alien. All'epoca, con il bellissimo racconto Beethoven blues, Pier Luigi si aggiudicò il posto d'onore in questa difficile competizione, ma nonostante tutto non si è mai dimostrato appagato. Anzi. Tsunami è giunto in finale all'Alien nell'edizione appena trascorsa, e io personalmente lo giudico un racconto delizioso. E' una di quelle opere che mi fanno pensare: ecco, dietro a queste parole, dietro all'universo d'inchiostro che compone frasi e paragrafi sulla carta, c'è qualcuno che sa il fatto suo, uno che non si limita a scopiazzare gli scrittori affermati ma decide di scrivere perché ha idee sue da condividere con gli altri, ha forme espressive da utilizzare per esternare il proprio pensiero o, più semplicemente, il proprio umore. Dietro a racconti come questi ci sono quei talenti ancora in erba (soprattutto per questioni di tecnica narrativa, non certo per stile, idee o grinta) che non sanno che cosa faranno "da grandi", e che hanno bisogno di una bella spinta per saltare dall'altra parte del fosso. Con Pier Luigi non è facile intendersi a suon di schermaglie (è uno che ribatte colpo su colpo), ma io qualche spintarella gliel'ho data. Ora spetta a lui, sospeso momentaneamente in volo sul baratro, decidere che cosa fare. Raggiungere l'altra riva e mettersi seriamente a scrivere, oppure precipitare. Le care, vecchie leggi della gravità non permettono più di tornare indietro.

Nei prossimi numeri leggerete (in ordine sparso) racconti di: Coltri, Montecamozzo, Fiocco, Perliti, Verde, Lamarca, Nicotra, Zunic, Fantelli, Nardini, Carignani.

Best of Delos 2000: la classifica finale

Ecco la classifica finale dei racconti pubblicati da Delos durante lo scorso anno:

  Autore Racconto Punti Voti Media
1 Gabriele Guerra Nello specchio della mente (58) 112 26 4.3
2 Emilio Saturnini Notte di dolore (57) 91 22 4.13
3 Dario Tonani Skat (61) 69 18 3.83
4 Luca Zaffini Lotteria di capodanno (60) 33 9 3.66
5 Ivo Torello Autodafè (59) 87 24 3.62
6 Dario Tonani Grogg (53) 53 15 3.53
7 Marco Ramadori Ultimi giorni del pagliaccio del Verminaio (53) 24 7 3.42
8 Milena Debenedetti Sotto un cielo che corre (56) 51 15 3.4
9 Giuseppe O. Longo Prove di città desolata (55) 17 5 3.4


Gabriele Guerra, già vincitore del Premio Alien, è quindi il vincitore di Best of Delos 2000. Il suo nome si aggiunge nell'albo d'oro ai nomi di Enrica Zunic' (1999), Alberto Cola (1998), Pier Luigi Ubezio (1997).




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