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di Silvio Sosio

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La fantascienza e' morta?

Dove sono oggi gli Asimov, i Bradbury, i Simak, gli Sheckley, gli Heinlein? Non ci sono più. Molti pensano che la fantascienza oggi sia senza spirito, senza idee, senza davvero la capacità di stupire e affascinare che aveva la fantascienza dell'età dell'oro. Forse la realtà ha superato la fantasia? Forse tutte le idee sono già state utilizzate? Forse la science fiction ormai è diventata un prodotto troppo commerciale? Oppure i vecchi autori sono troppo mitizzati e gli scrittori di oggi non li fanno rimpiangere? Questa era la domanda della nostra inchiesta lanciata tre mesi fa, ed ecco le risposte più interessanti scelte fra le oltre cento che sono pervenute.

Non è più come una volta

Indubbiamente è aumentata la quantità di opere, grazie anche al "creative(?) writing", e tanti illustri sconosciuti pensano di poter subito scrivere senza nessuna gavetta, "tanto è Fantascienza!", per cui nella massa anche i migliori vengono nascosti. Forse mancano invece riviste ben curate, con un un buon supporto di marketing (bleah! ripugna ma ci vuole per tirare la fine del mese), con curatori dal pugno di ferro che impongano una ben precisa linea editoriale, e $oldi agli autori più bravi ed un mestiere da impiegato a quelli meno dotati. Con buona pace di quelli come me a cui piace solo leggere, ma non hanno abbastanza tempo per poter fare una selezione nel mare magnum attuale, per cui alla fine piuttosto che affogare, scendono in cantina a rileggersi le vecchie glorie sospirando "...non è più come una volta". - nd


La prossima inchiesta: Come sarà il terzo millennio?
Ho 33 anni e ho cominciato ad appassionarmi di fantascienza con Asimov e Heinlein. Non mi trovo più con la fantascienza attuale ma è lo stesso anche con la musica.
Siamo forse cambiati più noi (meno propensi a stupirci) rispetto al fatto che la fantascienza sia diventata peggiore (è sicuramente diversa, parlare di astronavi senza farle vedere su uno schermo con effetti super speciali non vende e non rende, si cerca di trovare nuove idee (ciberpunk?) ma forse lasciano il tempo che trovano).
Devo dire però che, in libreria, non trovo libri di fantascienza che mi 'ispirano', mentre compro libri di avventura (Altieri o DeMille, per fare un esempio) senza problemi.
A volte poi trovi un Urania oppure un Solaria con un romanzo / racconto fantastico. Non lo trovi comunque in libreria.
L'ultimo bel libro di fantascienza che ho letto è il Calibano di Asimov, che si riferisce comunque ad ambientazioni vecchie. Sentirò il peso degli anni? - Daniele Forghieri

Ho sempre letto i romanzi di urania e la mia opinione è che forse autori decenti se ne troverebbero ancora se venissero cercati da Fruttero e Lucentini. Sbaglierò, ma da quando mancano loro i suddetti romanzi sono diventati illeggibili. Saluti da un amante di Asimov, Dick, Clarke ecc. - claudio baraldi

Sono parecchi anni che leggo fantascienza, anche una volta c'erano molti "pacchi", ma c'erano grandi che non deludevano perché non sbagliavano un colpo, ora si sentono tutti molto letterari e molto ermetici, alcuni disumanizzati, i migliori molto pagati, il livello è scaduto, manca il gusto dell'avventura e della narrazione, la fantascienza si conquista un posto al sole ma sono state le generazioni passate a guadagnarlo, poche eccezioni anche per quanto riguarda film e copioni, alcuni veramente inguardabili. - Leonardo Bentivoglio

Non a caso si parla di età dell'oro della fantascienza. Evidentemente c'era qualcosa in più, un valore aggiunto che oggi manca. Credo che le possibili risposte siano molteplici e tutte parzialmente vere. Indubbiamente la notevole commercializzazione del genere ha dato spazio ad autori che hanno poco da dire e forse mancano figure dotate di sufficiente carisma o personalità. Inoltre la realtà NON ha superato la fantasia e in qualche misura questo ha spostato in avanti la linea di confine. Si è parlato per anni del 2000 e ora che ci siamo ci sembra tutto molto uguale al 1970. Forse l'unica rivoluzione tecnologica si è avuta nel campo dell'informatica/internet (non a caso il cyberpunk è stato l'unico nuovo stile rilevante degli ultimi anni). Forse trovare spunti fantascientifici in film d'azione o romanzi polizieschi ha reso il tutto molto ordinario e comune, togliendo quel fascino tutto particolare che emanavano le storie raccontateci dai vari Asimov, Bradbury etc... in un panorama culturale rigorosamente fossilizzato. Paradossalmente la sf sta perdendosi nella sua vittoria... o forse a vinto nella sua sconfitta... boh!?! - Andrea Cannella

Siamo noi che non siamo più gli stessi

Non è morta la fantascienza bensì è morta la fantasia nei giovani ed è morto l'amore per la cultura. Vi faccio un esempio, Radio Colombia inizia le sua trasmissioni con "la musica es la cultura de un pueblo, un pueblo sin musica no tiene cultura", LAMPANTE!. Ebbene, ultimamente, qui a Torino ho vuluto comprare un paio di nuovi diffusori per il mio impianto stereo, ho girato tre settimane per acquistare qualcosa (che non era il mio target ma soddisfaceva le mie orecchie), la stessa cosa succede per la fantascienza, c'è un misero negozietto in centro presso un grande magazzino e delle bancarelle alla Cittadella, e poi?.... l'altro problema è il prezzo, elevatissimo, Non si vende? aumentiamo il prezzo, Aumentano il prezzo e io non compro.. Comunque "Che la Forza sia con Voi" - sergio massaglia

Penso che in Italia la fantascienza sia in crisi perché le persone hanno paura della scienza e riescono solo a immaginare un mondo in cui le scoperte scientifiche fanno più male che bene. Nel campo cinematografico tutto questo è accentuato dal fatto che per poter utilizzare il maggior numero di effetti speciai si creano catastrofi di tutti i tipi. Per quanto riguarda i libri dobbiamo considerare che agli italiani non piace leggere, e se leggono preferiscono i pettegolezzi o libri scritti da persone famose. In inoltre mi sto rendendo conto che in italia vi è una scarsa cultura scientifica e non è facile leggere un libro di fantascienza quando non si conoscono le basilari leggi della fisica!! Mi sono resa conto sulla mia pelle che la fantascienza è vista come un genere per cervelloni o per persone superficiali, che preferiscono leggere storielle di alieni verdi invece di romanzi di altro genere. Si può leggere tutto ad eccezione della fantascienza... - irene masi

Il futuro è più difficile

La fantascienza non è morta, è molto più complesso immaginare il futuribile. Tutto è misterioso come l'intervenire sul DNA: i risultati sono affascinantemente terribili e dietro l'angolo. La fantascienza era il più grande prodotto rinascimentale del mondo delle lettere, era l'individuo che interagiva con il destino dei mondi. Ora è il tutto, il globale che attua sull'uno... trasformiamolo in fantascienza. - David Crio Lehnan

Gli autori degli inizi della SF hanno segnato la via e sfruttato una gran quantità di idee, al punto che ormai è difficile creare qualcosa che si possa definire totalmente originale. Comunque è inutile rimpiangere i nomi del passato e rimanere attaccati ai ricordi d'infanzia. Ora come uomini maturi abbiamo gli strumenti per valutare un prodotto letterario. E un romanzo ben scritto resta ben scritto indipendentemente dall'anno di pubblicazione. Insomma, badiamo ai contenuti e giudichiamo caso per caso. Le generalizzazioni non rispecchiano quasi mai realtà, ma ne sono delle semplificazioni. - Paolo Zanella

La verità sta nel mezzo

Come spesso succede la "verità", a mio avviso, sta nel mezzo: alcuni grandi autori di ieri oggi non hanno l'equivalente (Simak, Heinlein, il primo Vance) ma, comunque, molti scrittori di oggi saranno mitizzati dopodomani. Diverso è il discorso relativo alla fantasy dove, secondo me, è proprio l'opposto: oggi ci sono scrittori superiori a 30-40 anni fa con pochissime eccezioni (Tolkien). - nd

Dove sono oggi gli Asimov, i Bradbury, i Simak, gli Sheckley, gli Heinlein?
Per rigirare la domanda, trasfigurandola: dov'è il nuovo Walt Disney?
Forse che Don Bluth, per esempio, faccia film molto più idioti? Tanto da non meritare un ruolo altrettanto importante nella iconografia dell'immaginario collettivo?
Il primo a fare una cosa è "Il GENIO"!!
Il secondo, anche se arriva allo stesso risultato in modo indipendente, anche se lo realizza meglio, nella mente di tutti resta solo un pallido surrogato. (E per concludere: Piove, governo ladro e non ci sono più le mezze stagioni). - Vincenzo Battista

Fantascienza mimetizzata

Diciamo che si mimetizza molto bene.
Quel che pare di capire dai "movimenti" e dalle iniziative degli editori (e degli autori) è che la fantascienza può anche vendere e continuare ad "esistere" sopratutto se scambiata (dai lettori occasionali e, oppure o, critici - di norma - nei confronti del genere) per altro.
Copertine psichedeliche, collane "miste", autori di genere che, però, utilizzano linguaggi e descrivono ambienti "tecnici" di interesse attuale e via discorrendo.
Dunque la fantascienza continua ad esistere. Di più: in Italia si sta vivendo un periodo di insolita vitalità editoriale, con proposte del più vario genere e sistemi di distribuzione e vendita diversificati (vendite in edicola, in libreria, via intenet, per posta... possibilità di leggere il primo capitolo - o comunque un estratto - di un romanzo in rete per decidere se comprarlo, riviste telematiche con contributi di autori e redattori noti...).
Oltre a ciò val la pena ricordare che è anche periodo insolitamente vitale per la fantascienza televisiva (seppure rimane costante "l'imprevedibilità" dei palinsesti, sono molte le proposte sf delle reti televisive).
Ma, forse, il senso della domanda era: si leggono oggi giorno libri di "grandi" autori?
Si trovano in libreria o in edicola (o in rete...) quelli che un domani saranno "nuovi classici"? Sì.
Dal Matt Ruff di Acqua, luce e gas, alla Nancy Kress del ciclo dei mendicanti, dal Dan Simmons di Hyperion, al multiforme Sterling, ...
Non mancano autori capaci ed, a modo loro, memorabili
Si può dire che anche la fantascienza è cambiata. Nuovi temi, nuovi sottogeneri ma, tutto sommato, intenti poco omogenei. Cosa unisce Greg Bear e Matt Ruff? Niente?
Come se i migliori scrittori d'oggi avessero tutti "preso spunto" ed ispirazione ognuno da diversi grandi del passato, finendo con il divergere - per lo più - per stili, temi, idee... Da un lato vi è grande varietà, dall'altro si "scavano" differenze sempre più grandi tra diversi indirizzi e diverse idee.
Si sente la mancanza dei "grandi del passato"?
Be', sì: non fosse altro perché di grandi si trattava, e dispiace non poter leggere ancora un altro libro almeno di chi è stato "responsabile" di tante belle ore di lettura.
Gli autori d'oggi devono sentirsi in soggezione?
Se questo li aiuta a scrivere meglio... certo! :)
Questo, però, non vuol dire che manchino autori capaci di entusiasmare ed intrigare. Certamente in modo diverso da quanto succedeva in passato.
D'altro canto è nella natura della fantascienza mutare con le mutate aspettative (o prospettive: vale la pena ricordare che Matt Ruff, nell'introduzione ad Acqua, luce e gas, dice "La trilogia dei lavori pubblici si occupa esclusivamente del 2023 come esiste nel 1990, nella stanza sul retro della casa di Boston dove sto scrivendo la prima di queste parole"), ed è naturale che - anche nel rispetto o, magari, nel solco dei grandi predecessori - cambino leggermente (o radicalmente) temi e conclusioni degli autori, negli anni.
Questo avverrà fin tanto che esisterà il genere, e questa è la miglior garanzia di buone (e non ripetitive, anacronistiche e banali ripetizioni di quanto già brillantemente esposto da altri) storie e buona letteratura.
(D'altro canto... chi ci impedisce di rileggere per l'ennesima volta i classici immortali sugli scaffali delle nostre librerie tutte le volte che sentiamo la mancanza dei "gusti" e delle "atmosfere" di qualche tempo fa?) - Davide Siccardi

E' più viva che mai

La fantascienza è viva più che mai. E se dà l'impressione d'essere morta è perché i gusti dei lettori sono cambiati. Personalmente io amo i Sawyer, i Baxter, i Benford così come ho amato a suo tempo gli Asimov e gli Heinlein... Anche la fantascienza come ogni fenomeno umano si evolve e questo può non piacere a molti. - Emiliano Maramonte

A dirla tutta, non trovo grosse differenze qualitative tra i vecchi ed i nuovi. Infatti, non riesco, personalmente, a distinguere, nella lettura, un "vecchio" autore da uno contemporaneo. Personalmente, ho letto Heinlein ed Asimov come Simmons, e li trovo tutti decisamente bravi. Anzi, vale la pena far notare che oggi abbiamo una SF "nostrana" di livello estremamente elevato, come Evangelisti e Genovesi (il suo Inferi on Net è strepitoso) - Paolo Beretta

Nessun genere letterario è mai morto del tutto; semplicemente si evolve e cambia pelle per riuscire stare al passo con la società. Così è stato anche per la fantascienza; io ho letto pochi romanzi della decantata età dell'oro (fatta eccezione per l'opera omnia di Asimov), ma ho riscontrato come all'epoca fosse più facile immaginare e costruire interi universi (mi vengono in mente Asimov, Herbert, Star Trek, ecc.). Ora questa tendenza si è persa, o è limitata a cicli da un paio di libri; forse perché le scoperte scientifiche e tecnologiche sono così rapide ed imprevedibili, che probabilmente manca il coraggio per proporre universi derivati dal nostro; non per questo però le storie mancano di idee buone, capaci di coinvolgere in pieno il lettore. Una critica che giustamente si può portare alla fantascienza "moderna" è di avere bassi contenuti sociali, se rapportata ai romanzi critici di Bradbury e Dick, o alle sottili allusioni politiche presenti in Dune. Ma questo può non essere un difetto in un mondo che quotidianamente ci riversa addosso i suoi problemi. Forse meglio lasciare ai posteri il giudizio su questa fantascienza di cui noi siamo i figli. - Fabio Peruzzo

Parlando sia da lettore di libri di fantascienza che da scrittore (come sapete già, la Nord pubblicherà il mio libro d'esordio "Trenta giorni" a febbraio), posso affermare con assoluta certezza che la fantascienza, come ogni genere di arte, non è morta.
Si è semplicemente trasformata.
Riflettendoci sopra, ai tempi di Philip K. Dick e di Isaac Asimov (i miei autori preferiti) i principali argomenti scientifici dai quali si attingeva erano, in larga misura, due: alieni, guerra fredda e volo spaziale.
La fantascienza purtroppo, per molti profani, vuol dire ancora queste poche cose, o più spesso astronavi stellari e viaggi onirici all'interno della società del futuro.
Quella fantascienza è morta, secondo me, ma ne esiste un'altra che sta affiorando prepotentemente. Sto parlando di quel genere di fantascienza che usa come spunto le nuove frontiere della biologia e della genetica ("Jurassik Park" è stato un best seller mondiale, alla faccia di chi osa affermare che la fantascienza è morta), nonchè dell'elettronica e della cibernetica in generale (il successo di "Matrix" è un altro buon esempio).
Inutile quindi continuare a dire "fantascienza" e immaginarsi, subito dopo, le solite cose. Alla gente piace la fantascienza, e il cinema ne è la conferma assoluta, solo che (secondo me, ma potrei benissimo sbagliarmi) la gente non è abituata più a chiamarla con questo nome, catalogandola in mezzo a libri e a film di genere avventuroso.
In conclusione, per farla breve, cosa potrei aggiungere?
La fantascienza è morta? Se è così, almeno di questi tempi, non ho mai visto un morto più arzillo e fiorente di questo. - Marco Della Corte

Fantascienza quotidiana

Beh, sono convinto che la fantascienza oggi non solo si legge, si scrive, si pubblica - ma in più è diventata cronaca e la si vive giornalmente su un pianeta chiamato terra, in preda da secoli, di servizi segreti, extraterrestri, e usato come laboratorio artificiale, per le cavie umanoidi terrestri. O non è cosi la realtà, Fantascienza? - Fuego Astral

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