Il 17 settembre 2000, si è svolto a Bitritto, solare paesino a pochi chilometri da Bari, il I° Congresso Nazionale di Fantasy e Poesia, organizzato dalle riviste La Vallisa e Yorick, con il patrocinio del Comune e della World SF Italia. Il testo qui presentato sarebbe dovuto essere già apparso su La Vallisa. C'è stato però un ritardo per motivi contingenti e quindi l'articolo appare prima su Delos. Per curiosità, il titolo dell'intervento, scelto dagli organizzatori era: Catalogo telematico degli autori fantasy
Il Catalogo della SF, Fantasy & Horror
Rispetto al testo presentato a Bitritto, i numeri citati sono cambiati, che il Catalogo è una cosa viva, continuamente corretto, integrato ed aumentato. Ho inoltre ampliato alcune parti che nell'esposizione verbale, per motivi essenzialmente di tempo, non è stato possibile approfondire. D'altra parte, la mia modesta esperienza mi insegna, che non sempre il discorso efficace se sentito, dà la stessa impressione se letto. D'altra parte l'oratore interagisce con il pubblico e non sempre segue meccanicamente la scaletta preparata. A volte si riassumono alcuni passi e se ne ampliano altri. Spero che i convenuti al Congresso di Bitritto mi scuseranno se il testo che leggono è diverso da quello che sentirono; la sostanza è comunque la medesima.
Cominciamo con un po' di numeri:
il Catalogo registra 15.187 volumi (nell'accezione più estensiva possibile del significato) di 8.206 autori, per 69.245 "entrate" (di cui 41.760 testi di narrativa); per le opere straniere tradotte sono riportati 21.110 titoli originali e fonti relative, mentre è stato fatto un grosso sforzo per documentare la traduzione di opere italiane all'estero (983 opere tradotte).
Il periodo coperto va dal 1602 ad oggi, anche se il Catalogo è ragionevolmente completo solo dal 1945 in poi. E' in corso una ricerca sistematica sui testi fantastici per il periodo 1900-1945, grazie all'aiuto di specialisti del settore quali Riccardo Valla e Gianfranco De Turris.
Sono esclusi dal Catalogo i materiali apparsi su pubblicazioni amatoriale, i cosiddetti, seguendo la lezione del De Turris, fanzine.
Vediamo un po' di storia. Il Catalogo nasce sotto forma di schede manoscritte nel 1958. L'intento iniziale era quello di tenere un elenco dei libri posseduti onde evitare l'acquisto di volumi già posseduti. L'uso è quindi strettamente personale e l'obbiettivo limitato (molti lettori fanno quel che ho fatto io). La tenuta della lista non impedisce l'acquisto di "doppioni" ed a poco a poco, quando ci si accorge che magari il "doppione" contiene un testo diverso e magari migliore, si tende a dare meno importanza alla necessità di evitare acquisti doppi.
In quegli anni non esistevano praticamente testi di riferimento ed a volte, visto che il titolo italiano poteva cambiare, ci si accorgeva dell'errore solo dopo aver letto, spesso, un bel po' di pagine.
L'uso di indicare i titoli originali era praticamente sconosciuto e di solito limitato ai romanzi.
Il passaggio da "evitare di acquistare doppi" a "acquistare tutto quello che esce" è stato per me graduale. Non mi considero un collezionista. Mi limito ad acquistare (o ad accettare in omaggio) tutti i libri di genere SF, Fantasy ed Horror su cui pongo gli occhi ed a conservare i volumi acquisiti.
Con il tempo, aggiungendo all'elenco dei libri posseduti, i libri mancanti di cui avevo conoscenza, quello che era una semplice lista divenne un vero e proprio Catalogo.
Seppure in formato diverso il Catalogo mantiene la forma manoscritta fino al 1986, quando divenendo accessibili i prezzi dei Calcolatori Personali (Personal Computer), acquistai il mio primo PC.
Esperienze di utilizzo del PC a scopo bibliografico non mi mancavano. Dal 1980, per conto dell'Editrice Nord, utilizzavo il calcolatore per elencare i volumi pubblicati annualmente in Italia (utilizzando allo scopo un programma scritto personalmente).
La prima versione elettronica del Catalogo fu fatta comunque utilizzando Framework, un programma della Ashton Tate (successivamente assorbita dalla Borland), che consentiva una notevole automazione nella gestione dei testi. L'utilizzo di un programma di database fu escluso per la necessità di mantenere la massima flessibilità.
In questa versione, su dischetti (una decina), il Catalogo fu messo a disposizione, a partire dal settembre 1989 ad una ristretta cerchia di utilizzatori.
Iniziarono le sollecitazioni a mettere il Catalogo sotto un formato database. La complessità della struttura era tale da scoraggiare i numerosi volontari che di volta in volta si offrirono per la bisogna. Fu giocoforza procedere personalmente.
Dopo una lunga gestazione, nel corso di un anno, procedetti al passaggio dalla versione testo alla versione database, trasferendo i dati da un formato all'altro in modo semiautomatico. Il 24 ottobre 1997, l'operazione era conclusa.
Nel frattempo l'Internet era esplosa e cresciuta, stavo maturando l'idea di rendere pubblico il Catalogo. Dopo aver cercato l'aiuto di persone più esperte di me per progettare il Catalogo in un formato adatto alla rete, senza successo, decisi un'altra volta di procedere autonomamente.
Tenendo presente l'Index to Science Fiction Anthologies and Collections di William Contento, messo a disposizione in rete, procedetti a scrivere i programmi che cosentono di passare i dati del database in un formato adatto alla pubblicazione appunto, in rete.
Dopo diverse prove, il Catalogo veniva pubblicato in rete nell'agosto del 1998, sul server Internet della ditta Cavaglià. Lì è rimasto due anni per migrare poi su il più importante e antico portale italiano dedicato alla fantascienza: www.fantascienza.com.
L'Internet è uno strumento di sviluppo potentissimo. Rende possibile comunicare facilmente a distanza, facilita il lavoro di gruppo, stimola il senso "civico". E' possibile che la rete stia cambiando, ma ancor oggi è possibile trovare persone che, disinteressatamente, salvo ovviamente il giusto riconoscimento dell'opera prestata, prestano la loro opera a progetti da loro ritenuti meritevoli. Sotto questo aspetto nella rete si sta verificando l'Utopia per cui ognuno dà a seconda delle proprie capacità ed ognuno riceve a secondo dei suoi bisogni. I parassiti ovviamente non mancano, ma la rete, contrariamente all'economia reale, può benissimo sopportarli.
La presenza nell'Internet iniziava a destare interesse. Nel maggio 1999, allacciavo i contatti con un vecchio acquirente del Catalogo nel vecchio formato, Pino Cottogni e si ebbe una prima svolta. Consentendomi dapprima di utilizzare liberamente la sua collezione e poi, preso dalla passione del catalogatore, partecipando attivamente al "caricamento" dei dati, contribuì a correggere, a completare ed ad aumentare la consistenza del Catalogo.
Un'altra svolta avviene di lì a breve, nel luglio dello stesso anno. In visita alla Nord, incontro Riccardo Valla, un nome che non ha bisogno di presentazioni, tra l'altro è un professionista della bibliografia. Si parla ovviamente del Catalogo. Per cortesia, visto che non lo conosceva e facendo finta di conoscerlo, si complimentò con me e mi chiese se avessi intenzione di inserire nel Catalogo anche le copertine. Saputo che ci stavo pensando, mi mise generosamente a disposizione le oltre 1000 copertine che aveva scandito. Contemporaneamente Marco Viviani mi offrì le copertine che figurano sul sito dell'Editrice Nord (un altro migliaio di scansioni). Con una così ampia dotazione di base iniziai l'avventura di documentare anche visivamente, i volumi del Catalogo.
Dopo aver effettivamente preso visione del Catalogo, Valla entusiasta, iniziò a collaborare fornendo il famoso e rarissimo Catalogo Staffilano, schede di libri difficilmente reperibili o i libri stessi.
Nel settembre 1999, si incontrarono a Torino Cottogni, Del Maso, Staffilano, Valla e Vegetti: nasceva la Gilda dei Catalogatori di Narrative Fantastiche. Il Catalogo da lavoro di un singolo, diventava il lavoro di un gruppo.
Il gruppo è via via cresciuto e numerose sono le persone che contribuiscono a fare del Catalogo quello che è.
Questo è stato possibile perché c'è l'Internet con tutto quello che mette a disposizione e le facilitazioni che dà.
Il Catalogo elenca solo i pezzi stampati. Può sembrare strano che un mezzo che sta in rete non cataloghi quello che sulla rete c'è.
Questo problema l'ho già affrontato in una relazione fantasma (nel senso che nessuno ha avuto il piacere di sentirla, essendo stato invitato dall'organizzazione a condensare un intervento previsto della durata di 20 minuti in 3 minuti) all'ItalCon di Courmayeur del 2000.
Non è qui il caso di riprodurre l'intera relazione, ma alcune considerazioni sempre attuali si possono riprendere.
Libri elettronici. In America stanno diventando un fenomeno abbastanza diffuso. Sono di norma reperibili per lo scaricamento direttamente da siti specializzati, sono crittografati e possono essere letti solamente, almeno in teoria, dai soli acquirenti. L'elemento fisico è praticamente assente e diventa impossibile catalogare il "pezzo" in modo certo. L'editore è in grado in qualsiasi momento di modificare il contenuto della, diciamo così, sorgente. Il cambiamento può essere più o meno importante, ma difficilmente riscontrabile dal catalogatore, ammesso che questi abbia la possibilità di verificare l'eventuale cambiamento senza essere costretto a pagare ulteriormente per visionare il "libro". Ammesso che l'informazione venga fornita, la messa in rete del libro non è paragonabile chiaramente all'edizione. La risorsa è teoricamente sempre disponibile e sempre in stampa. Esistono per i libri elettronici diversi formati di registrazione; non esiste ancora uno standard e a secondo del formato utilizzato occorre utilizzare uno o l'altro dei programmi di lettura.
Lo stesso editore potrebbe mettere a disposizione lo stesso libro nei diversi formati più diffusi sul mercato (tre o quattro in attesa che uno standard si affermi).
Per il libro fisico, per controllare (e controllare è indispensabile; quando ci si basa sui dati altrui le sorprese sono all'ordine del giorno) non è necessario acquistarlo. Si può sfogliarlo in libreria o richiedere in biblioteca. Quindi per molte entrate la verifica risulterà impossibile ed esiste quindi il rischio di citare volumi fantasma o di non citare edizioni effettive.
Un volume fisico non è sicuramente eterno, ma sicuramente rimane tangibile per lunghissimo tempo. I volumi elettronici dipendono per essere utilizzabili da una serie di fattori: disponibilità di un qualche dispositivo adatto a leggere il supporto sul quale il libro è registrato, un programma adatto per leggere il supporto, un sistema operativo che supporti sia il programma che il dispositivo di lettura, un calcolatore che sia in grado di far girare quel sistema operativo.
A vent'anni dall'invenzione del PC è praticamente impossibile leggere i dati registrati su dischi flessibili (floppy disk) da 8" e difficilissimo leggere quelli da 5" e 1/4, per non parlare delle cassette ed a meno che i dati non siano in formato testo, difficile per l'utente normale, leggerli. Il 95% dei dati, anche importanti, di 20 anni fa devono considerarsi perduti. Nessuno dedica risorse a mantenere i dati comunque leggibili.
In queste condizioni, l'opera di catalogazione rischia di essere pura masturbazione. Lasceremo quindi questo divertimento ad altri più portati a questo genere di riferimento.
Probabilmente ci limiteremo ad indicare che alla data tale, il sito talaltro ha pubblicato un libro elettronico per i libri fisici presenti nel Catalogo.
Da non dimenticare la pratica impossibilità di commerciare i libri elettronici da parte dei privati. Una volta che il libro non fosse più disponibile presso l'editore come si farebbe ad avere un libro?
Dovremo probabilmente fare il tifo per i cosiddetti hacker che violando i sistemi di protezione consentiranno di commerciare un bene regolarmente acquistato (per questo anche rubato, ma questa è un'altra questione; non si può proibire tutto quello che potrebbe essere utilizzato illecitamente).
Testi in rete. Per i libri fuori diritto, è possibile trovare in rete numerosi testi. Purtroppo la maggioranza dei testi è in lingua inglese. Ma il problema non è ovviamente la scarsezza dei testi in rete. Il problema è la volatilità delle risorse messe in rete. La mortalità delle pagine personali è elevatissima. Anche sui siti che controllano frequentemente la bontà dei collegamenti, si trova un 10% di collegamenti (link) che danno errore o puntano sul nulla.
Da esperienza personale (e quindi necessariamente limitata) il tasso di mortalità dei collegamenti nel corso di un anno è del 75% ovvero da un anno all'altro tre quarti dei collegamenti non sono più utilizzabili.
Ne consegue che l'unico modo per mettere a disposizione i testi liberi in rete e catalogarli è quello di salvarli sul proprio computer e registrare quelli che si possiedono, indicando da quando il testo è disponibile, il sito che l'ha messo a disposizione e rinunciando ad altre informazioni.
E' possibile che le istituzioni si decidano a mettere a disposizione le risorse per conservare quello che presente in rete, meriti di essere conservate. Una sorta di biblioteche elettroniche. In questo caso la catalogazione non sarebbe necessaria. Il sito stesso sarebbe il catalogo.
Il problema è aperto. Per il momento possiamo dire che il libro tradizionale ha ancora una lunga vita davanti a sé ed il Catalogo continuerà a lungo ad avere una funzione.
APPENDICE
Ho conservato le varie versioni del Catalogo, ma data la mole dell'archivio cartaceo, non sempre riesco a mettere le mani su quello che conservo. Un problema che non esiste con i dati archiviati in formato elettronico. E' per questo motivo che non possiamo far vedere l'aspetto delle prime versioni del Catalogo. Il tempo stringe (pensavo di consegnare il pezzo dopo Natale ed invece no, me lo si chiede con due settimane di anticipo) e quindi vi dovete accontentare:

Qui sopra vedete un esempio della Terza edizione del Catalogo; in realtà era un lavoro preparatorio; la struttura era troppo difficile da gestire a mano.
Alla fine il Catalogo manoscritto, nella Quinta edizione, aveva assunto questo aspetto:

L'unico problema era che, tutte le volte che scoprivo una nuova edizione di un racconto o di un romanzo, dovevo riscrivere da capo tutta l'entrata (immaginatevi quante volte ho "riscritto" Asimov, Bradbury, Brown ecc.)
Finalmente, dopo aver acquistato il mio primo calcolatore personale (un 286 con 1 mega di RAM ed un disco rigido da 20 MB, scheda video EGA), dopo vari tentativi ottenni questo risultato:

Dopodiché siamo arrivati all'attuale versione.
Come già detto la ripresa dei dati è durata qualche anno, dopo una lunga gestazione dell'idea di mettere i dati su database e le lunghe discussioni con Nicolazzini.
La riscrittura e la ripresa dei dati hanno incorporato molti errori di trascrizione, anche se, nell'ultimo passaggio (semi automatica), si è colta l'occasione, per i testi in possesso di un controllo della fonte. Dalla messa in linea del Catalogo, sono stati corretti oltre 10.000 errori (di cui alcune decine "gravi") in genere di battitura.
A chi legge questo articolo, probabilmente è familiare l'interfaccia del Catalogo così come è disponibile in rete, ma solo pochi hanno familiarità con il Database (alcuni, pur avendolo a disposizione, preferiscono l'interfaccia HTML, che nella versione CD è leggermente differente, le immagini sono in linea e nella versione di Natale 2000 avranno anche le foto degli autori).
Ecco come si presenta la pagina iniziale (Versione 3, Rilascio 3, Modifica 3):

Schiacciando Vai! Appare il menu di Selezione principale:

Le scelte mi paiono piuttosto intuitive, con l'eccezione di Vedi, che fa apparire la lista sintetica della collana selezionata:

Dalla pagina principale è possibile selezionare direttamente la collana desiderata od indirettamente selezionando l'editore e scegliendo fra le collane del singolo editore.
Sono previste stampe sintetiche per editore, per collana (nel caso di Urania, la collana più grande la stampa è di 66 pagine) e cronologica per anno (in totale 780 pagine), una stampa dettagliata per collana (sempre nel caso di Urania la stampa è di 875 pagine). E' possibile naturalmente per gli elenchi per collana indicare da che numero si vuole partire ed a che numero si vuole arrivare, così come, per l'elenco cronologico è possibile selezionare gli anni voluti.
Tutte le stampe riportano in calce il nome del legittimo possessore.
Una volta selezionata la collana, è possibile visualizzare i volumi cliccando su: Elenco volumi collana selezionata.

Si può accedere anche alle schede degli autori:

dai quali si accede, selezionando l'autore interessato, ad una serie di stampe (per Asimov, la stampa in ordine cronologico comporta un elenco di 164 pagine) o di maschere. Nell'esempio, il solito Asimov per data di pubblicazione:

E' disponibile anche una ricerca su numerosi campi. Combinando opportunamente AND e OR ci si può sbizzarrire quanto si vuole.

Termina qui l'illustrazione sommaria delle possibilità offerte dal database. In effetti un'analisi più dettagliata va aldilà dello scopo della presente appendice.