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Molti appassionati di fantascienza sono collezionisti, e molti collezionisti tengono aggiornati registri dei libri che possiedono e che vorrebbero possedere. Per alcuni queste liste raggiungono un tale livello di completezza da comprendere quasi tutto ciò che è uscito, ed è capitato varie volte che personaggi enciclopedici tentassero di redigere il Catalogo definitivo, completo di tutto ciò che è stato pubblicato in Italia nel genere fantastico. Solo una persona ci è riuscita, e si è avvicinato alla perfezione molto più di chiunque altro: Ernesto Vegetti, col suo famoso Catalogo della SF, Fantasy & Horror che oggi è in anche in rete. In questo articolo Vegetti racconta la storia dei suoi predecessori, e in quello successivo come è nato, come si è evoluto e come cresce di giorno in giorno il suo Catalogo.
Su Galassia 228 del 1° dicembre 1977, nella posta dello S.F.B.C. un tale Ernesto Vegetti, Gozzano, riceveva la seguente risposta, probabilmente da Gianni Montanari:
"C'è qualcosa che non fila con la sua richiesta dei titoli originali; Pianeta Sheckley può ben difficilmente averle fornito indicazioni su racconti di Philip K. Dick. In ogni modo sono pronto a tentare di rispondere a tutte le richieste di titoli originali. Coraggio..."
Dopo un lapsus così clamoroso, non ebbi il coraggio di insistere. Decisi di procurarmi direttamente i libri di riferimento. Allora non conoscevo l'esistenza di cataloghi e pensavo di essere il solo nell'universo ad avere avuto l'idea di catalogare i libri di fantascienza.
Doveva passare ancora molto tempo, prima di mettere le mani sul mio primo catalogo.
Dopo il mio coinvolgimento nel ComOrg dell'Eurocon 5 (Stresa 1980) entrai in rapporti con numerosi fan ed operatori del settore (precedentemente avevo avuto contatti diretti con il solo Malaguti); iniziai a frequentare Viviani della Nord. In una delle frequenti visite alla casa editrice notai le bozze di un libro. Era la versione aggiornata del famoso Catalogo del CCSF (ancorché a me ancora sconosciuto) che la Nord si apprestava a pubblicare. Il progetto si fermò in quanto i compilatori continuavano, alla ricerca di una impossibile perfezione, ad inviare aggiunte e correzioni. In tempi in cui tutto veniva fatto a mano, reimpostare continuamente le bozze comportava costi pesanti.
In quella occasione, Viviani mi prestò il Catalogo di Alfio Bertoni e Gianluigi Missiaja.
In principio
Il Catalogo, ancor oggi risulta essere uno dei migliori esempi di catalogazione esistenti, sia per accuratezza, sia come copertura. Iniziai quindi a completare il mio catalogo, aggiungendo le voci del Catalogo del CCSF che mi mancavano.
Ancor oggi nel Catalogo di SF, Fantasy & Horror presente in rete ormai dall'agosto 1998, numerose entrate figurano prese da questo illustre precursore.
Anche il modo con cui sono presentate le informazioni risente dell'influenza dell'opera di Bertoni e Missiaja. Fino ad allora, l'unico riferimento utilizzato era stato Vent'anni di Fantascienza in Italia, a cura di Luigi Russo, La Nuova Presenza Editrice, Palermo 1978 (fra parentesi, anche questo omaggio di Gianfranco Viviani; occorre a questo punto aprire una grossa parentesi. Viviani è sempre stato molto sensibile alla diffusione della fantascienza ed ha sempre stimolato la pubblicazione di bibliografie generali. Per anni sul Cosmo Informatore sono apparsi, a mia cura, gli elenchi dei libri usciti l'anno precedente, prima che questi elenchi approdassero a nuove iniziative editoriali di più ampio respiro, ma purtroppo, di minor diffusione. Viviani non si è limitato a darmi la possibilità di pubblicare i miei lavori, ma dal 1982 mi ha sempre fornito gratuitamente tutti i suoi libri, oltre che farmi omaggio di numerosi altri libri che altrimenti difficilmente avrei potuto reperire. Lo stesso esempio è stato seguito da Solfanelli e New Era. Altri editori si sono dimostrati meno sensibili nei confronti di un'opera che, a detta di molti, dà, se mi è permesso dirlo senza arrossire, lustro alla fantascienza italiana.)
L'impostazione del Catalogo del CCSF era alfabetica per autore e cronologica all'interno del singolo autore, con l'indicazione della data di pubblicazione.
Come si evince dall'introduzione, l'idea iniziale era molto più ambiziosa. Erano infatti previste "le quattro sezioni classiche" (che ipotizziamo, non essendo specificate in questo contesto e non avendo a disposizione le fonti dove certamente se ne è parlato, essere l'elenco per autori, gli elenchi alfabetici per titolo e per titolo originale e forse l'elenco per traduttori o l'elenco per collane).
Le ristampe erano indicate con lo stesso numero della prima uscita seguite da una lettera minuscola progressiva.
L'indicazione dei titoli originali inglesi era abbastanza accurata. Tenuto conto che le fonti disponibili si potevano contare sulle dita (il Day, il Metcalf, lo Strauss, il Cole ed il Cockroft; per i riferimenti bibliografici completi riferirsi al Catalogo SF, Fantasy & Horror, in rete) e che la pratica di indicare i titoli originali nel testo era praticamente assente nei racconti e spesso carente perfino dei romanzi e comunque spesso mancavano le indicazioni delle date di pubblicazione originali, esserci riusciti così bene è stata una grande impresa.
Inoltre, cosa importante in un genere in cui le opere tradotte sono oltre il 90%, veniva indicato anche il traduttore.
Il genere coperto era quasi esclusivamente la fantascienza (così com'era intesa in quegli anni, con la fantasy inclusa a tutti gli effetti, ed un po' di horror, tanto per gradire).
Le pubblicazioni considerate includevano anche i fanzine, riviste amatoriali curate dagli appassionati e, a quel che ne so, il panorama era completo.
La saggistica era rigorosamente esclusa.
Molta cura era stata posta nell'individuare gli pseudonimi ed oltre ai rinvii alla voce principale, l'utilizzo dello pseudonimo era opportunamente evidenziato.
A dire il vero non so quale sia il debito del Catalogo del CCSF nei confronti del Catalogo Rota (non ho mai avuto la fortuna di vederlo, ma mi dicono fosse uno smilzo libretto), ma la grandezza dell'opera non ne verrebbe comunque sminuita.
La rivelazione
Come scoprii in seguito, anche Lino Aldani, in appendice al suo saggio La fantascienza, La Tribuna, Piacenza, 1962, aveva provveduto a compilare un Catalogo.
Le opere erano elencate per autori italiani e stranieri, separatamente, in ordine cronologico, con l'indicazione della fonte, ma non della data di edizione.
Per gli autori stranieri, il titolo originale, se conosciuto, precede il titolo italiano.
Non sono indicati i traduttori.
Alcuno sforzo ci risulta sia stato fatto per individuare eventuali pseudonimi.
L'ordine cronologico, utilizzato anche nel nostro Catalogo SF, Fantasy & Horror, consente di avere una idea lineare di come un autore è stato presentato in Italia ed è un peccato che questa strada non sia stata seguita da Gianni Pilo nel Catalogo Generale della Fantascienza in Italia, Fanucci, Roma, 1979 e 1983.
All'uscita del primo volume restai senza parole. Il Pilo conteneva tutto, ma proprio tutto: narrativa e saggistica, apparsa su pubblicazioni amatoriali e professionali. I dati erano completi di titolo originale e data di edizione (perfino per i titoli italiani, con una inutile duplicazione di informazione) e cosa importante, indicava la lunghezza del pezzo (informazione preziosa e non presente nei cataloghi precedenti, usuale nei repertori americani).
Anche nel Pilo non sono indicati i traduttori (un vero peccato).
Era inoltre corredato di un elenco alfabetico dei titoli italiani, di un indice delle collane specializzate, dei fanzine, degli pseudonimi con affiancato nome e nazionalità, liste dei premi, degli addetti ai lavori, illustrazioni di Alessandro Bani e numerose riproduzioni, in bianco e nero, di copertine.
A prima vista un lavoro superbo. Negli allegati al nostro Catalogo SF, Fantasy & Horror, sotto la sezione Formato, siamo stati molto critici nei confronti dei dati biobibliografici forniti da Pilo e Fusco nelle opere da loro curate per conto di Newton & Compton. Non abbiamo invece fornito giudizi sui cataloghi di Pilo, che quello non era certamente il luogo. Le osservazioni che seguono devono essere correttamente intese come un'analisi ed una critica della struttura del catalogo e non come una denigrazione di un'opera che, pur con i suoi limiti, è stata per anni l'unico riferimento per gli appassionati. D'altra parte ci limitiamo a far presente alcune carenze che, se per l'appassionato normale semplicemente alla ricerca dell'informazione non sono percepite, per il collezionista serio impediscono l'utilizzo a cuor leggero della fonte.
Vediamo queste pecche.
I riferimenti incrociati sono assenti o estremamente sintetici, le edizioni indicate non sono necessariamente le prime edizioni.
Vediamo un esempio sotto la voce:
ASIMOV Isaac:
244. "STELLE COME POLVERE" 1953 ("The stars like dust", 1951) - RO - Cosmo Oro 3 - Nord - (Urania 3-485)
sembrerebbe che il romanzo sia stato pubblicato dalla Nord nel 1953 e che sia stato pubblicato anche, prima o dopo sul n. 3 e 485 di Urania.
260. "TIRANNO DEI MONDI" (Il) 1953 ("Tyramn", 1951) - RO - Urania 3 -Mondadori (Urania 485 - Cosmo Oro 3)
sembrerebbe che il romanzo sia stato pubblicato dalla Mondadori nel 1953 e che sia stato pubblicato anche, prima o dopo sul n. 485 di Urania e sul n. 3 della Cosmo Oro. Si tratta il realtà dello stesso romanzo pubblicato su Urania Rivista nel 1953 come Il tiranno dei mondi, ripubblicato con lo stesso titolo (ma non si evince dall'entrata) in un anno imprecisato su Urania 485 e come Stelle come polvere (ma non si evince dall'entrata) in un anno imprecisato su Cosmo Oro 3.
Visto che ogni entrata è numerata, usare questo riferimento avrebbe semplificato la ricerca.
L'uso di Urania per indicare quella che familiarmente è detta Urania Rivista è corretto anche se fuorviante e sarebbe stata preferibile la denominazione usuale; d'altra parte Cosmo Oro non è il nome ufficiale della collana.
239. "SOLE NUDO" (Il) 1957 ("The Naked Sun" 1957) ) - RO - Urania 507 - Mondadori (I Romanzi di Urania 161)
La data dell'edizione italiana fa riferimento alla prima edizione che non è quella su Urania 507, ma è quella su Urania (si chiamava già così) 161.
Nonostante quello che viene detto sommariamente nell'introduzione e nel paragrafo "Come si consulta", fra le parentesi non è detto che ci siano le ristampe, anzi, di norma non è così.
Vediamo le voci:
KORNBLUTH Cyril M.
24. "KADD IL TIRATORE" 1953 ("Gunner Cade" 1952) - ROB - Scienza Fantastica 4/7 - Krator (I Romanzi di Urania 57)
MERRILL Judith
3. "KADD IL TIRATORE" 1953 ("Gunner Cade" 1952) - ROB - Scienza Fantastica 4/7 - Krator
A parte che nella voce della Merrill è omessa l'indicazione della ristampa, nessuna indicazione consente di sapere che questa è una collaborazione. Bisogna ricorrere all'elenco alfabetico dei titoli per scoprire che il libro è apparso sotto il nome di Cyril JUDD [ps].
Ma anche questo elenco è inconsistente. S.O.S. per la galassia è apparso a nome di Hugh MAYLON [ps] e in elenco risulta Ugo MALAGUTI, Sterminio A è apparso a nome di Will JENKINS [vdn] ed in elenco figura come Murray LEINSTER [ps] e gli esempi di inconsistenza potrebbero continuare.
Un punto di forza del catalogo è la puntigliosa segnalazione dei titoli originali o della traduzione letterale in inglese del titolo italiano (anche se l'autore non è di lingua inglese). Queste indicazioni mi sono state utilissime per verificare le fonti e di questo debbo ampiamente dare atto a Pilo. Sarebbe stato opportuno comunque segnalare che in alcuni casi si trattava di traduzioni letterali del titolo italiano.
Nonostante sia stato profondamente odiato dai collezionisti, il Pilo è stato l'unico riferimento ampiamente disponibile agli appassionati italiani e probabilmente continua ad esserlo per quelli che non hanno accesso alla Internet.
Nel 1994 Sergio Fanucci mi propose di aggiornare il Catalogo del Pilo. Stavo revisionando il mio Catalogo e non ero pronto. Quando l'anno successivo riparlammo dell'argomento, a parte le mie perplessità sull'opportunità di seguire un'impostazione che non mi soddisfaceva, l'interesse dell'editore era diminuito e non se ne fece niente.
L'ideale sarebbe stato rifare tutto da capo. Ma ne sarebbero usciti una serie di volumi impressionanti.
La catalogazione come stile di vita
Ogni anno procedevo alla stampa del mio Catalogo (solo l'elenco per autori); la vigilia di Natale, cambiavo nastro alla stampante, lanciavo la stampa e ripassavo in studio a vedere il risultato a S. Silvestro. All'Epifania provvedevo a sostituire la vecchia stampa con la nuova nei raccoglitori.
La vecchia edizione finiva da Viviani, che se la rilegava.
L'ultima volta (1994) il Catalogo era arrivato a ca. 5.000 pagine.
Da allora non ho più provato a ristamparlo.
L'elenco per Autori oggi, occuperebbe 7.739 pagine e se dovessi stampare le 4 sezioni "classiche", il Catalogo supererebbe le 20.000 pagine. Certo, riducendo il corpo dei caratteri e ponendo il testo su due colonne l'ipotetico volume potrebbe essere contenuto sulle 5.000 pagine. Uno sproposito.
Della storia del Catalogo SF, Fantasy & Horror, ho già ampiamente parlato, e non mi sembra il caso di ripetere quanto già detto.
Quando questo articolo sarà pubblicato, i numeri che dovessi dare, sarebbero già superati. Il Catalogo cresce giorno per giorno.
I debiti
La struttura del Catalogo è fortemente debitrice al Catalogo del CCSF. Nessuno dei cataloghi stranieri consultati ha mai utilizzato il criterio cronologico per l'esposizione dei dati. Solo di recente il Brown & Contento, in rete, ha aggiunto una sezione cronologica. A suo tempo ne parlai con Contento e non so se ha seguito i miei desideri o l'idea gli è nata dopo aver visto il Catalogo in rete.
Un altro debito l'ha con Index to Science Fiction Anthologies and Collection, appunto di William Contento per i dati da annotare in un indice serio. E' il manuale di riferimento, assieme a The Encyclopedia of Science Fiction and Fantasy di Donald H. Tuck, che ho più sfogliato, tanto che le dorature della copertina sono pressoché scomparse. In realtà la struttura degli indici americani, dai tempi di Index to the Science Fiction Magazines 1926-1950 di Donald B. Day, è rimasto quasi inalterato. Comprendeva un indice alfabetico per autore, un indice alfabetico per titolo, una lista delle riviste indicizzate. Queste tre sezioni sono state mantenute fino ai giorni nostri da tutte le successive opere. Con l'introduzione dei calcolatori è stato relativamente semplice migliorare ulteriormente la quantità di informazione (ovvero mostrare la stessa base di dati sotto diverse forme. Il pioniere nell'uso del calcolatore è certamente Erwin S. Strauss. I dati, bucati su schede perforate, sono stati ordinati e quindi stampati con una tabulatrice (pochi credo che sappiano cosa fosse una tabulatrice; era una macchina stupida che si limitava a stampare le schede nell'ordine in cui erano state caricate). Come è detto nell'introduzione a Index to the S-F Magazines, 1951-1965, "A causa delle limitazioni tipografiche della perforatrice IBM 026 utilizzata nella preparazione dei dati, il segno "/" è stato usato al posto del punto esclamativo e il segno "*" al posto del punto interrogativo". Nel complesso il risultato è un po' strano e la lettura faticosa (tutte le lettere sono maiuscole, come nel primo Contento, del resto).
Un altro modello che per un certo tempo ci ha tentato è stato quello della Bibliografie van science fiction en fantasy in het Nederlands di A. Spaink, G. Gorremans, R. Gaasbeek. La struttura è sempre alfabetica per titolo per ogni autore, ma ogni entrata è numerata in modo univoco ed elenca anche le antologie e le raccolte con il contenuto. I riferimenti incrociati sono completi. Una nitidezza esemplare nell'esposizione dei dati. A suo tempo, dovendo scegliere optai per l'elencazione cronologica. Inoltre gestire una numerazione progressiva univoca per ogni entrata implicava una continua rinumerazione. Ed allora il Catalogo, sia pure a 4 colori, era tenuto rigorosamente a mano. Anche quando passai i dati su calcolatore personale, la limitatezza dei programmi disponibili allora mi impedì di attuare questa idea. Poi la cosa mi uscì dalla mente. Solo adesso, scrivendo queste righe la vecchia idea mi è tornata in mente. A ben vedere anche il Pilo, aveva fatto un qualcosa del genere (elencare cioè le antologie assieme ai racconti, ma senza indicare nel contesto il contenuto delle stesse) ed anche G. L. Staffilano, nel suo ingiustamente misconosciuto Catalogo. Parte Prima - Autori, aveva fatto, con maggior efficacia una scelta di questo tipo. Probabilmente nella prossima edizione su CD del Catalogo ci sarà una sezione ordinata in questa maniera, anche se, fra un'edizione e l'altra, la numerazione univoca per il singolo pezzo necessariamente cambierà. Ora i mezzi disponibili (programmi e macchine) lo consentono.
Il resto
Per concludere due altri esempi. Il Lexicon der SF, massiccia opera tedesca a più mani, in realtà non è un semplice indice, ma una raccolta di bibliografie classiche, molto accurate, precedute da ampie biografie e critica delle opere. Nitidezza esemplare e facile lettura. Un completissimo catalogo francese, per quel che ho potuto verificare, Le Rayon SF, di Henri Delmas e Alain Julian, non è altrettanto facile da consultare. Una sezione elenca i titoli di tutte le collane specializzate. Per risparmiare spazio, nella sezione autori, che è organizzata in ordine cronologico, i titoli usciti in collane specializzate sono richiamati solo con la sigla e il numero della collana. Come già detto, il risultato è una consultazione faticosa. Molte volte mi è venuto voglia di caricare tutto questo catalogo sul calcolatore personale. La mancanza di tempo mi ha sempre ostacolato. Adesso sto sperando che i francesi si decidano a mettere in rete indici completi come quelli disponibili in America, Germania e Olanda. Qualcosa si sta muovendo.
Il futuro
Il Catalogo sta diventando un'opera collettiva, anche se per il momento la supremazia del compilatore iniziale non è stata messa in discussione. La spinta a inserire le copertine è stata di Valla, anche se il primo a proporre l'idea sia stato Sosio, l'idea del richiamo delle ristampe è stata di Mocchi, l'idea di mostrare in diretta le copertine sul database è stata di Virelli, molte stampe sul diabase sono dovute alle sollecitazioni di Cottogni. I ritratti degli autori sono forse una mia idea, anche se il primo ritratto mi è stato fornito subdolamente dal solito Cottogni (a dire il vero, molto timidamente, l'idea l'aveva messa lì Scarabelli, che nel realizzare la versione database per Mac del Catalogo, aveva inserito le foto di alcuni noti autori con un'abbastanza ampia biografia; ma l'effetto scatenante è stato certamente il Pino). Per non parlare dell'inserimento della saggistica, fortemente voluta da Staffilano (tanto sono quattro libri; Baronchelli ne elenca qualche migliaio a dir poco). Cosa si sta preparando? Be', molte cose. Dopo le visite a Catani e Curtoni, è prevista una rivisitazione mirata a Cersosimo ed una visita da Baronchelli, con il rischio di raddoppiare le entrate del Catalogo. Nel prossimo futuro al database verranno aggiunti i Premi. Come si ricorderanno i miei vecchi clienti, nella versione su dischetti, sotto ogni autore, c'era l'elenco dei premi vinti e dei piazzamenti. Attualmente i dati risiedono su un database separato e sono aggiornati al 1998. Certamente saranno inseriti nel corso dell'anno e probabilmente i dati saranno disponibili anche in rete. Bertoni sta preparandosi a caricare i Cicli (anzi al momento i cicli individuati sono 813 e le attribuzioni ai cicli sono già 1345; con il tasso di attività della Gilda questi numeri sono destinati rapidamente ad aumentare). Un lavoro massiccio che richiederà tempo. Si sta inoltre studiando, su impulso di Fabriani, la possibilità di uno schema di classificazione di romanzi e racconti. Difficilmente riusciremo a codificare tutto il contenuto del Catalogo, ma non è detto. Faticosamente è stata predisposta la maschera di ricerca mega insistentemente proposta da Spreafico. Il risultato è di avere anche nel database una ricerca come quella resa disponibile da Leonardi sul suo sito Darklava. Romanelli propone di registrare sul database anche la voce degli autori. La proposta è allo studio. Per gli odori, i gusti non siamo per il momento attrezzati.
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