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a cura di Marco Spagnoli

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Recensioni

Recensioni Film

CHARLIE'S ANGELS - SCARY MOVIE - FREQUENCY - ALMOST BLUE

Charlie's Angels

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Titolo Charlie's Angels

Titolo originale Charlie's Angels

Produzione USA, 2000

Regia McG

Sceneggiatura Ivan Goff & Ben Roberts

Cast Cameron Diaz, Drew Barrymore, Lucy Liu, Bill Murray, Sam Rockwell, Tim Curry

Distribuzione Columbia

Durata 96' minuti

ottimo 
Charlie's Angels passerà alla storia del cinema non tanto per le evoluzioni ginniche delle protagoniste, per le loro tenute vistosamente sexy e per i loro combattimenti in stile cinema di Hong Kong quanto piuttosto per essere stato il primo film tratto da una serie di successo a fondere perfettamente le atmosfere originali del telefilm anni Settanta con l'aggiornamento tecnologico, stilistico e visivo del cinema del Duemila. Glamour al punto giusto e divertente quanto e forse anche più di un fumettone Charlie's Angels è un film piacevole e imprevedibile in cui tutto viene portato alle massime conseguenze da una regia con lo stile da videoclip tipica di chi - come il regista trentenne ed esordiente McG - è cresciuto guardando MTV. Dinamico e piacevole per l'idea palesemente falsa e al tempo stesso rassicurante per i maschi che in fondo queste donne bellissime e indipendenti aspirano a tornare a casa da un uomo che le aspetti, Charlie's Angels è una divertente storia di amicizia e avventura di tre pupe che devono fare di tutto pur di salvare la vita e l'identità segreta di un miliardario anonimo ed enigmatico che finanzia le loro operazioni. Nei panni del fido Bosley (il titolare dell'agenzia di investigazione) c'è il veterano Bill Murray così come troviamo disseminati lungo il corso della pellicola anche Matt Le Blanc di Friends, Tim Curry de Il rocky horror picture show e l'anche qui cattivissimo Sam Rockwell de Il miglio verde come prototipi maschili che hanno a che fare con queste donne scatenate e - in tutti i sensi - irresistibili. Charlie's Angels è un film gradevole e divertente che per un'ora e mezza ti incolla alla poltrona, forte delle esperienze ormai consolidate di un cinema d'azione di tutto rispetto da cui questa pellicola ha ereditato comunque qualcosa. Le maschere di Mission Impossible, i combattimenti di Matrix , gli inseguimenti, le evoluzioni e le battaglie a mani nude (gli angeli del 2000 non portano pistole) trasformano questo film in un prodotto nuovo e decisamente molto interessante. Con punte di ironia che derivano dalla presenza di attori come il Tom Green di Road trip, come la corsa in stile formula 1 di una macchina a stelle e strisce e una di una compagnia che si chiama Red star (cari nemici russi dove siete finiti! Urlano gli sceneggiatori) e - soprattutto - come la scena iniziale quando sull'aereo di linea che sta per esplodere viene proiettato T.J. Hooker - il film e una delle protagoniste (travestita con la maschera di LL Cool J) esclama: "Che noia! Un altro film tratto da un telefilm..." Una frase che certo non si addice a questi nuovi angeli del millennio che hanno il corpo e le movenze di Cameron Diaz, Drew Barrymore e Lucy Liu.

Scary Movie

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Titolo Scary Movie

Titolo originale Scary Movie

Produzione USA, 2000

Regia Keena Ivory Wayans

Sceneggiatura Wayans Brothers

Cast Shannon Elizabeth, Carmen Electra

Distribuzione Miramax

Durata 100' minuti

discreto 
C'è un buon motivo per il fatto che il cinema horror sia stato l'ultimo genere ad essere fatto oggetto di parodie, e non è di natura tecnica. E' difficile, infatti, prendersi gioco di film spesso incredibili che - alle volte - risultano ancora più divertenti (sebbene in maniera involontaria) dei loro cloni demenziali. A parte piccole gemme come Un lupo mannaro americano a New York., Frankestein Jr. e Amore al primo morso dove un fascinoso Dracula interpretato da George Hamilton aveva le sue grandi difficoltà a comprendere la filosofia della New York degli anni Settanta, le parodie dei film dell'orrore degenerano in situazioni spesso meno esilaranti degli originali. Un caso evidente per film come Riposseduta, Dracula di Mel Brooks o Per favore non mordermi sul collo di Roman Polanski incapaci - nonostante tutti gli sforzi - di riuscire ad essere meno credibili e ironici di film come Nightmare, La casa, Nosferatu o i recenti e pessimi The haunting, Psycho di Gus Van Saint e Un lupo mannaro americano a Parigi. Adesso Scary Movie prodotto dalla Miramax dei fratelli Weinstein (la stessa casa alle spalle del successo della saga di Scream di Wes Craven) è una gigantesca e trucida parodia delle pellicole tutto sesso, omicidi, musica a tutto volume come Urban Legend, So quello che hai fatto e The Blair Witch Project utilizzando gli stessi elementi cardine della cultura giovanilistica del Duemila. Dove donne, belle auto, rock, passione per il cinema e il mistero e università, vengono rimescolati rispetto l'originale e con il cambio dell'esito della situazione l'azione prevedibile diventa ridicola.

Frequency

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Titolo Frequency

Titolo originale Frequency

Produzione USA, 2000

Regia Gregory Hoblit

Sceneggiatura Toby Emmerich

Cast Jim Caviezel, Dennis Quaid, Andre Braugher

Distribuzione Nexo

Durata 120' minuti

ottimo 
Diretto dal veterano del poliziesco Gregory Hoblit, già regista di Hill street giorno e notte, NYPD blue e del thriller con Richard Gere e un ancora sconosciuto Edward Norton Schegge di follia, Frequency è tutt'altro che una scemenza, nonostante la trama ad una superficiale lettura potrebbe lasciare pensare. Su una storia improbabile, ma decisamente seducente è stato costruito, infatti, un thriller ad alta tensione che, però, potrebbe farvi versare tutte le vostre lacrime. Un giovane poliziotto John Sullivan vorrebbe potere modificare quello che era accaduto il 12 ottobre del 1969. Trent'anni prima, infatti, suo padre Frank, un coraggioso pompiere, ha perso la vita in un incendio. Quando durante una tempesta magnetica John trova l'attrezzatura da radioamatore di suo padre scopre di potere mettersi in contatto con il genitore in virtù delle scariche statiche e scopre anche di potergli salvare la vita descrivendogli esattamente cosa gli accadrà il giorno dopo e come potrà mettersi in salvo. Così in una storia che ricorda l'andamento dei paradossi temporali di Star Trek, enfatizzata da una regia di qualità, attenta soprattutto a non strafare, dinanzi ai nostri occhi si materializza un altro esempio di fantastico che serve ad accarezzare i desideri più reconditi della nostra anima. Chi non vorrebbe potere cambiare alcune cose del proprio passato, magari non perdendo quell'occasione oppure quella persona? Frequency gioca proprio su questo con l'alibi (peraltro emozionante) di padre e figlio uniti in un ponte spazio temporale per potere fermare un serial killer che li minaccia entrambi in epoche diverse. Il vero scopo della pellicola è costringerci a riflettere su un gioco di possibilità che cambierebbe per sempre le nostre esistenze e ci riporterebbe indietro le persone che amiamo. A chi poi non farebbe piacere potere parlare in un baracchino con una persona che si è tanto amato? In un raffinato e ironico gioco di prospettive temporali (John parlando all'altro capo del filo con il suo piccolo amichetto di sempre gli consiglia di ricordarsi la parola Yahoo per diventare ricco...) quella che si dipana in Frequency è una trama su diverse prospettive: quella emotiva, quella legata al thriller, quella che punta ad enfatizzare lo slittamento degli elementi spaziali e temporali. Un film carico di emozioni, che senza sdilinquimenti ci porta ad accarezzare con i protagonisti un vero sogno che ha tanto l'aurea di una chimera: potere salvare chi amiamo da ogni pericolo e - soprattutto -potere riuscire a dominare almeno per un po' il tempo che passa con una tecnologia non troppo sofisticata che ci riporta ai primordi di questo secolo e a Guglielmo Marconi. Da non perdere soprattutto perché la regia ha saputo dosare la trama e l'azione al punto di non perdere mai di vista le varie parti del film, sapendole rendere omogenee e quasi sempre estremamente convincenti.

Almost blue

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Titolo Almost blue

Titolo originale Almost blue

Produzione Italia, 2000

Regia Alex Infascelli

Sceneggiatura Alex Infascelli

Cast Lorenza Indovina, Rolando Ravello, Andrea Di Stefano, Claudio Santamaria

Distribuzione cecchi Gori

Durata 90' minuti

discreto 
A prima vista potrebbe sembrare come una possibile versione italiana de Il silenzio degli innocenti, in realtà Almost Blue è una pellicola diversa perfino negli intenti più intimisti in cui Rolando Ravello dà il meglio di sé in un'interpretazione grintosa e dolorosa. Ragazzo autistico diventato un serial killer per sfuggire ai propri lancinanti incubi, viene inseguito da una poliziotta decisa a tutto pur di prenderlo. Purtroppo le burocrazie del 'poliziesco all'italiana' rallentano la visione di un film in cui Alex Infascelli porta finalmente il nostro cinema su un territorio scivoloso e al tempo stesso emozionante fatto dalla grande sfida di avere a che fare con un genere decisamente non autoctono e irto di possibili difficili se non irraggiungibili paragoni. Lontano dagli X files le atmosfere decisamente italiane di confine tra l'ambiente contadino e una realtà al limite del suburbano fanno di Almost Blue un progetto estremamente interessante in cui le pulsioni attoriali di Ravello sono il nodo centrale di una narrazione agghiacciante e convincente. Purtroppo - il resto - anche dal punto di vista narrativo sembra seguire le inevitabili (ma lo sono davvero?) stanchezze di un giallo all'italiana con alcune incertezze narrative, legate principalmente alla trama. Dal punto di vista strettamente cinematografico, invece, il film segue una struttura innovativa per la nostra cinematografia con virtuosismi tutt'altro che disprezzabili come il lungo piano sequenza che dà l'emozione di un inseguimento e che vede la protagonista lanciata in una corsa folle di cui l'obiettivo registra tutta la disperazione e angoscia. Bravo Infascelli! Questo è solo un primo passo verso qualcosa di grande.

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