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punti di vista diversi di Roberto Quaglia

Ciò che s'incontra qui appartiene alla Grande Famiglia delle Tracce di Quaglia, cioè quella roba che avanza quando qualcuno che si chiama Quaglia esiste senza farne segreto.

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Pensiero stocastico

Il futuro della prostituzione: la glasnost del sesso mercenario

Secondo Robert Sheckley, per troppo tempo ormai Roberto Quaglia non è stato famoso. Secondo Ugo Malaguti, è un genio. Roberto Quaglia, ovvero il rappresentante della fantascienza del nostro Paese più famoso all'estero e più sconosciuto in Italia, continua a fare tante domande e a rifiutare tutte le risposte.

Qual è il futuro del mestiere più antico del mondo? All'alba del terzo millennio tutto cambia a velocità crescente, mestieri esercitati dagli esseri umani per secoli o millenni scompaiono nel giro di pochi anni mentre nuove professioni si creano nello spazio di un mattino. In mezzo mondo tradizioni secolari sbiadiscono e svaniscono nell'arco di una o due generazioni, sostituite dalla coazione a mangiare in formato macdonalds o a ballare il rap o altri fenomeni analoghi di comportamenti massificati a livello globale. In questo panorama di sconvolgenti mutamenti epocali, che ne sarà della prostituzione, cioè del mestiere più antico del mondo?
Piaccia o non piaccia, per migliaia (o milioni?) di anni la prostituzione ha dato di che vivere a milioni di donne. D'accordo, scegliere di prostituirsi non è sempre un'opzione entusiasmante, d'altra parte si tratta pur sempre di un'opportunità per guadagnarsi da vivere, opportunità che ai maschi - tranne rare eccezioni (pornoattori, gigolo particolarmente efficienti, omosessuali passivi) - è generalmente preclusa per carenza di mercato. L'uomo, quando è messo alle strette dalle circostanza, per sopravvivere non può di solito sperare di cavarsela prostituendosi sessualmente. Più tipicamente, l'uomo senza più risorse finisce per dedicarsi ad attività criminose, cioè un ambito lavorativo per nulla facile, molto pericoloso, spesso malpagato, socialmente disapprovato, che al posto delle vacanze prevede ricorrenti soggiorni nelle patrie galere e del tutto privo di previdenza sociale. E non è che un gradino più in su gli uomini se la vedano molto meglio: lavorare in miniera, in un altoforno o in un obitorio non mi paiono opzioni molto più entusiasmanti della prostituzione sessuale. E non credo neppure che si diverta un andrologo costretto a tastare quotidianamente le prostate di decine di uomini (attività che notoriamente si svolge infilando in profondità un dito nell'ano del paziente). Certo un andrologo guadagna di più di un minatore, così come ci sono prostitute d'alto bordo e battone da vicoli. E che differenza ci sarebbe tra un andrologo ed una prostituta la cui unica attività consistesse in sodomizzare i propri pazienti con un dito? Soprattutto quando entrambi guadagnassero esattamente la stessa cifra per prestazione? Senza trascurare il fatto che in un caso i due soggetti sarebbero dello stesso sesso mentre nell'altro no? E l'argomento della dimensione del dito avrebbe una qualche influenza sul nostro giudizio?
In effetti, a voler cercare il pelo nell'uomo, qualsiasi individuo che per denaro faccia qualcosa che non gli piace si prostituisce, ma - detto ciò - non proseguiamo oltre in questa direzione altrimenti chissà dove va a finire il nostro discorso.
Per qualche curioso motivo, fin dall'alba dei tempi c'è una parte della società che si sente in dovere di combattere il fenomeno della prostituzione, incurante di mettere a tal modo a rischio milioni e milioni di posti di lavoro. L'unico risultato di questa ossessione è - tipicamente - quello di rendere la vita più difficile alle prostitute, mettendole spesso alla mercé di datori di lavoro con pochi scrupoli, privarle dei loro diritti previdenziali nonché di una cospicua fetta della loro dignità di esseri umani. Anche l'orribile recente fenomeno su larga scala della riduzione in schiavitù per ragioni di sfruttamento sessuale di decine di migliaia di giovani ragazze dell'Europa dell'Est o dell'Africa (che tra parentesi io denunciai [www.robertoquaglia.com/moz_pros.html] in quanto tale nel Consiglio Comunale di Genova già nel 1997, tra l'ilarità di altri Consiglieri ai quali pareva eccessivo e fuori luogo il termine schiavitù da me allora utilizzato - termine oggi comunemente accettato e usato da chiunque nei media si occupi dell'argomento) è figlio dell'approccio ipocrita ed irresponsabile all'esistenza dell'attività (mestiere full-time, part-time o hobby) di prostituta.
Tutto ciò premesso, quali sono le prospettive future di sviluppo della prostituzione nel mondo? Si tratta di un mercato ormai saturo destinato a drastici ridimensionamenti come i recenti crolli di borsa oppure è un'attività in continua ascesa da consigliarsi alle giovani ragazze ancora indecise su come collocarsi nel mondo del lavoro? Ci sono insomma già fin troppe puttane nel mondo oppure ci sarà sempre spazio per le nuove leve?
Basta guardarsi intorno e ci vuole poco a rendersi conto che il mercato della prostituzione è in pieno boom. E con l'avvento di Internet e della Nuova Economia anche il settore del sesso mercenario subirà una profonda trasformazione.
Quante prostitute vi capita di vedere oggi in media tutti i giorni? Mica tante, a meno che non siate un pappone od un accanito puttaniere. Alcune le vedete semplicemente camminando di giorno per strada, ma non le riconoscete, perché sono in incognito. Altre le scorgete eventualmente la sera, le volte che vi siete schiodati dal televisore e vi recate da qualche parte in auto e l'occhio oziosamente vi casca su qualche sparuta lucciola parcheggiata in divieto di sosta sul marciapiede. Tutto qui. E' finita una giornata e quante ne avete viste, in tutto? Una? Dieci? Venti? Mica tante di più. E la maggior parte delle quali probabilmente erano anche brutte (per una puttana essere brutta è come per un dentista avere il Morbo di Parkinson).
Eppure il mercato della prostituzione è in pieno boom. Ci sono agenzie di viaggi fondate sul turismo sessuale, c'è un'invasione costante di prostitute straniere (quasi tutte in regine di schiavitù), bordelli dappertutto. Tutto ciò esiste, ma è virtualmente semi-invisibile, nascosto, lontano. O almeno così è stato sinora. Fino all'arrivo di Internet.
Con Internet, tanto per cambiare, tutto cambia. E, come al solito, indietro non si torna.
Come funghi, stanno spuntando su Internet le homepage di accompagnatrici (escort), prostitute, dominatrici SM e veri e propri bordelli. In tutto il mondo, già migliaia e migliaia di donne offrono le loro carni online, esponendo nei loro siti proprie fotografie, specialità, tariffe, indirizzi e telefoni. Si tratta spesso di donne bellissime, con prezzi proibitivi per i comuni mortali, ma ci sono anche offerte più modeste per tutte le tasche, e non ci vorrà molto prima che appaiano i primi saldi stagionali, o altre trovate promozionali. In America e nel Centro-Nord Europa sono già moltissime, di meno se ne trovano per ora nei paesi latini, ma è un divario destinato a colmarsi rapidamente. Nel giro di pochi anni, è ragionevole credere che tutte o quasi le prostitute del mondo finiscano online. Si tratta di milioni e milioni di donne virtualmente a disposizione di chiunque nel mondo sarà disposto a pagare per averle, adescamento online 24 ore su 24 a portata di click. Nasceranno nuove figure professionali come il magnaccia virtuale, che combatterà gli altri magnaccia virtuali aizzando loro contro i suoi scagnozzhacker, la maîtresse spammatrice, specializzata nello spam su Internet indispensabile per attirare l'attenzione dei potenziali clienti, ed i cyberlenoni, giovani scugnizzi del Web pagati un tot a cliente pescato ravattando nel Web, nelle chat, o nei più remoti interstizi della Rete.
Dall'altra parte della barricata, al termine di ciascuna dura e frustrante giornata di lavoro in ufficio, il Puttanier Rossi trascorrerà le sue solitarie serate casalinghe davanti al monitor del computer o la Web Tivù a passare in rassegna le migliaia e migliaia di belle di giorno e di notte (Internet non distingue tra giorno e notte) alla ricerca di quella che se solo non si trovasse dall'altra parte del mondo, se solo lui vincesse all'enalotto, se solo lui non soffrisse temporaneamente di eiaculazione precoce, se solo un sacco di altri se, lui si porterebbe certamente a letto quella sera stessa. Il Puttanier Brambilla, invece, che ha fatto un po' di dindi con la fabbrichetta in Brianza e fino a qualche tempo prima non sapeva bene come spenderli, selezionerà tutte le settimane la sua escort preferita scegliendo tra tutte quelle che al mondo gli si offrono sul Web, in quattro e quattr'otto click compra e le invia online un biglietto aereo prepagato e senza altro cruccio che l'esborso di qualche trascurabile migliaia di dollari se la gode tutto il week-end nella sua casetta sul lago.
L'ubiquità di Internet renderà presto insensate e grottesche le leggi che in certi paesi vorrebbero vietare l'esercizio della prostituzione o l'apertura di bordelli. La possibilità di entrare, via Internet, dal proprio salotto di casa in qualsiasi bordello in qualsiasi località del mondo, vedere le femmine a disposizione, confrontare prestazioni e prezzi, prenotare una seduta online, eccetera, renderà tempo massimo una generazione completamente familiare il tema a chiunque sia cresciuto in mezzo a questo stato delle cose, così che l'idea stessa di una legge che a casa tua vieti ciò che in tutti gli altri luoghi è consentito sarà così assurda che ogni divieto non potrà che decadere.
Come per quasi tutti gli altri ambiti delle attività umane, Internet sarà fonte di glasnost. Trasparenza. Una glasnost rivoluzionaria destinata a mutare profondamente il modo di intendere le cose.
La glasnost del sesso mercenario permetterà ai cercatori di sesso di non andare alla cieca, potendo valutare e scegliere con tutta calma i soggetti con i quali vorrà eventualmente concedersi un accoppiamento mercenario. Nei tempi antichi pre-internettiani il Puttanier Rossi non aveva altra scelta che rispondere agli squallidi annunci pubblicati sui quotidiani tipo ZZZZ Relax solo distinti bellissima esperta massaggiatrice Zelda dispensa lunedì - Sabato 9-21 Vico del Buco Imperfetto 69/8, e recarsi in loco per quindi trovarsi di fronte ad una truccatissima grassa megera sessantenne in giarrettiera, dentiera e parruccone bordò, che oltretutto non si chiama neppure Zelda.
La glasnost del sesso mercenario permetterà d'altro canto anche alle prostitute di ottimizzare le loro risorse. Avendo il mondo intero come mercato, le più belle e ricercate potranno aumentare i prezzi e trovare comunque clienti. Anche le meno belle incrementeranno tuttavia la probabilità di trovare lavoro. Inoltre, per tutte quelle con un minimo di sale in zucca sarà un gioco da ragazzi gestire il rapporto con i clienti direttamente, via email, senza intermediazioni di magnaccia, papponi ed altra nettezza umana. Quelle senza un minimo di sale in zucca sarebbero comunque finite per frequentare gente loro pari.
La glasnost del sesso mercenario renderà la prostituzione un lavoro come un altro, come da sempre già avviene in molti paesi del mondo con culture diverse dalla nostra. La normalizzazione del sesso mercenario imporrà di conseguenza gli ineludibili dettami del politically correct; a pronunciare parole a connotazione negativa esplicita come puttana, mignotta, troia, ecc. si passerà per razzisti sessuali. Anche termini come prostituta diventeranno tabù, per via della accezione negativa implicita. Le donne che faranno sesso per soldi saranno chiamate operatrici sessuali, ed avranno tutte la loro partita IVA, con la quale potranno evadere le tasse fatturando un semplice intervento orale anziché un doppio servizio anale. La normalizzazione del sesso mercenario aumenterà anche la quantità di ragazze che decideranno di intraprendere la carriera di operatrice sessuale. Vedere su Internet tante ragazze belle già dedite con apparente soddisfazione a questa attività innescherà un effetto emulazione che faciliterà a molte giovani la decisione di fare altrettanto.
La glasnost del sesso mercenario renderà più semplice il turismo sessuale. Molti paesi monetariamente svantaggiati (dire paese povero non sarà politically correct in futuro) già oggi traggono una parte del loro sostentamento dal turismo sessuale. Ciò potrà non piacere ad un moralista cattolico, che quindi probabilmente negherà anche a sé stesso questa evidenza, ma si tratta della realtà dei fatti. In futuro, nei paesi monetariamente sempre più svantaggiati il turismo sessuale potrebbe diventare la principale fonte di prodotto nazionale lordo. Dalle nostre parti, pie associazioni di volontari pseudobuonisti continueranno a combattere il fenomeno del turismo sessuale (magari confondendolo con la pedofilia -- che è un capitolo a parte non in discussione qui), battendosi quindi implicitamente per lo sterminio per fame dei popoli che senza turismo sessuale non avrebbero più di che mangiare. Nei paesi fondati sul turismo sessuale, saranno infatti le donne a generare la maggior parte del Prodotto Nazionale Lordo. E' un paradigma già visibile oggi: nei paesi nei quali gli uomini falliscono nella generazione di una quantità sufficiente di ricchezza, le donne si gettano in massa a generare Prodotto Nazionale Lordo con il mestiere più antico del mondo.
Il costante aumento del divario di ricchezza tra i paesi ricchi ed i paesi poveri, unito all'abbattimento dei costi per i trasporti aerei ed alla glasnost del sesso mercenario mediante Internet faranno letteralmente decollare il turismo sessuale. Soprattutto in una ricca società occidentale dove nel contempo si rischierà di finire in galera per molestie sessuali semplicemente invitando a cena una collega di lavoro (condizione già in essere negli Stati Uniti, e che in futuro si propagherà anche in Europa estremizzandosi sempre di più).

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Alcuni dei paesi monetariamente svantaggiati nei quali il turismo sessuale sarà così importante potrebbero decidere di istituire il servizio militare obbligatorio per le donne, un anno di prostituzione ineludibile per tutti i soggetti di sesso femminile in età di leva. Soluzione a prima vista inquietante, tuttavia coerente e simmetrica rispetto alla logica del servizio militare maschile. Fare la guerra non è più bello che fare l'amore, anche se di amore coatto si tratta. E per un paese privo di sensibili problemi di tipo bellico, ma ricco di gravi problemi di tipo economico, la cui principale speranza di sopravvivenza sia riposta nella risorsa del turismo sessuale, un anno di prostituzione obbligatoria sotto disciplina militare per tutte le donne non sarebbe una soluzione illogica. Anche perché le ragazze in servizio percepirebbero solo la diaria minima, come i soldati di leva, e tutto il profitto generato andrebbe direttamente allo stato, cioè alla società intera. Inoltre, nessuno potrebbe negare una certa parità tra i sessi: per tutti, uomini e donne, un anno di vita da devolvere alla propria comunità, ognuno nell'ambito delle proprie idoneità.
Il futuro della prostituzione non sarà tuttavia soltanto carnale, anzi! La diffusione a tappeto di Internet e delle nuove tecnologie relative già oggi ha creato un nuovo ramo di servizi che potremmo chiamare di meta-prostituzione: il cosiddetto cibersesso, ovvero l'interazione erotica a pagamento per interposta Rete. E' un settore del quale non si vedono i confini. Già oggi giovani ragazze si guadagnano onestamente da vivere semplicemente facendo quello che va loro di fare davanti ad una webcam -- e chi vuole vedere paga il biglietto d'ingresso. Ci sono poi le interazioni One to One a mille o più lire al minuto, ed ogni giorno ne salta fuori una nuova. Ma siamo poi sicuri che si possa ancora parlare di prostituzione? Potrebbe essere l'occasione giusta per inaugurare l'etichetta di operatrici sessuali. Per operare, operano. E da tutte le parti lo guardi, mi sembra proprio che si tratti di sesso.

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