Così la Casa Bianca definisce l'impresa dell'astronave "Discovery" -- Il colpo di coda di Clinton -- Due possibilità su dieci di arrivare alla soluzione del'enigma -- Dèi nello spazio.
Con una decisione a sorpresa, e la collaborazone della Commissione senatoriale per i finanziamenti speciali,
Bill Clinton è riuscito a sbloccare il progetto "Discovery" a due mesi dalle elezioni presidenziali USA. "Discovery", che costerà duemilaottocento milioni di dollari (oltre quattromila miliardi di lire), è un'unità sperimentale LR o Long Range, adatta a raggiungere le regioni esterne del sistema solare con equipaggio umano. I sistemi di guida, manutenzione e orientamento dell'astronave sono in gran parte automatizzati e affidati a un elaboratore denominato High Autonomy Lecturer (Istruttore ad alta autonomia) in grado di comunicare a voce con gli astronauti, e a cui ci si rivolge chiamandolo Hal. In questo modo, l'amministrazione Clinton è riuscita ad apporre il sigillo del partito democratico alla prima impresa spaziale del XXI secolo.
"Discovery" e il suo equipaggio, composto da sei membri quattro dei quali ibernati, partiranno entro dicembre alla volta di Europa, la luna di Giove alla quale sembrano indirizzati i segnali radio emanati dalla lastra di minerale sconosciuto rinvenuta a Clavius, sulla Luna. (Ricordiamo che una sua gemella sembra essere affiorata dal Mar Ionio, presso Riace: per tutti i particolari cfr. il nostro servizio nello scorso numero di Delos).
"La spesa è ingente", ha commentato Norman B. Rockwell, presidente della Commissione finanziamenti speciali, "ma lo sforzo che chiediamo al popolo americano è in realtà il grande sforzo di tutta l'umanità". A confermare queste parole, è venuto l'annuncio di diciotto nazioni che contribuiranno finanziariamente o tecnologicamente all'impresa, venendo in aiuto degli Stati Uniti. "Non è la prima volta che si verifica un fatto del genere, ma è certo la più significativa", continua Rockwell. "Ai duemilaottocento milioni di dollari del prototipo, infatti, andranno sommati i quasi undicimila milioni di costo complessivo del viaggio" [oltre ventitremila miliardi di lire].
Il vicepresidente Al Gore ha respinto le insinuazioni del gruppo oltranzista repubblicano "Lone Planet", secondo il quale il costo della missione "Discovery" ricadrà sul mercato americano del lavoro e sui contribuenti, portando "a un significativo dirottamento di investimenti già previsti per l'occupazione e l'industria verso questa gigantesca esibizione pubblicitaria". Al contrario, ha detto Gore, "la nuova missione significherà nuovi posti di lavoro e nuovo impulso alla ricerca, non solo nel settore aero-spaziale".
"Non vorremmo sentire la parola 'sforzo' almeno per un po'", ha ribattuto Emma Van Dusen, del Reale osservatorio olandese sui prezzi. "Clinton e Gore possono fare quello che vogliono, ma in un momento di forte rialzo del prezzo del petrolio, come quello che stiamo attraversando, sobbarcarsi l'onere di una spesa così imponente da parte dell'UE non è stata, a nostro avviso, una mossa saggia." L'UE parteciperà al 15% della spesa, e in cambio di questo fatto è stato deciso di inserire in Hal, il computer dell'astronave, un programma che gli consentirà di parlare francese, tedesco, spagnolo e italiano. (Russo, giapponese e cinese erano già previsti per default.)
"Gli sforzi lasciamoli al momento di andare in gabinetto", ha detto in Austria il premier
Heider, colpendo l'opinione pubblica internazionale per la sua volgarità. "Noi non vogliamo entrare in una spirale di operazioni avveniristiche il cui solo risultato potrebbe essere quello di indebolire ancor più l'euro e favorire le speculzioni dei mercati stranieri, portando il continente a una situazione di logoramento e soffocamento. Situazione della quale si avvanteggerebberosolo le orde di immigrati extra-europei che premono con insistenza insopportabile ai confini dell'Unione, e anzi dentro di essa."
"Heider teme che la 'Discovery' scopra tracce di vita extraterrestre, lassù. Per lui sarebbe un bel pasticcio: altro che extra-comunitari!" ironizza Albert De Zuni, portavoce dell'Esa (l'agenzia spaziale europea). "Secondo noi, tuttavia, le probabilità che la nuova missione trovi la chiave dell'enigma posto dai misteriosi segnali, non sono più del venti per cento. I segnali radio in partenza da Clavius potrebbero fatalmente interrompersi prima ancora che la missione (alla quale occorreranno molti mesi per compiersi) sia arrivata al punto cruciale."
Secondo il Gruppo di studio religioso "Dawn of Man" di Alba (CN), "un evento come questo ha sempre un inevitabile risvolto spirituale. Forse nel sistema di Giove scopriremo le prime tracce degli dèi che credevamo ci avessero abbandonati per sempre. Non è un caso se un monolito identico è sato rinvenuto a Riace, nel Mar Ionio, uno dei punti più occidentali dove sia arrivata la mano di Zeus."
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