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di Franco Forte

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introduzione

I cronisti della catastrofe

Mentre scrivo queste note, Torino sta vivendo ore d'incubo. Il Po minaccia di straripare, e Moncalieri è assediata dalle acque. Le immagini che osservo in televisione non mi sembrano tanto lontane da quei film di fantascienza catastrofica che ultimamente hanno invaso gli schermi. Con la sola differenza che il senso di orrore e di tragedia che riesce a trasmettere la realtà non potrà mai essere eguagliato dalla fiction.
In Italia pochi scrittori si sono cimentati con questa materia narrativa. Ricordo un bellissimo racconto di Francesco Grasso, Nel ventre di Napoli, che ho pubblicato in un'antologia Mondadori. L'abilità di raccogliere a piene mani dalla realtà per tessere una trama attuale e convincente, non è cosa da poco.
I due autori che pubblichiamo queste mese nelle pagine di Delos hanno cercato, a modo loro, di effettuare un'operazione analoga a quella di Grasso (e a quella che mi ha angosciato guardando la televisione), seppure con argomenti e storie ben diverse per struttura e materia prima.

Alberto Cola, vecchia conoscenza ormai dei lettori di Delos, con kRimini si è aggiudicato il secondo posto (a parimerito con Federico Gattini) nell'ultima edizione del premio Alien. E il bello è che ha avuto anche la faccia tosta di venire a ritirare il premio con una smorfia di delusione! E' proprio vero che ci si abitua a tutto. Fino a qualche anno fa Alberto avrebbe anche potuto svenire sul palco, per un risultato prestigioso come questo, ma ora che ha calcato già diverse volte il palcoscenico del successo (per quanto limitato), non riesce a provare emozione per un secondo posto, anzi lo considera quasi una mezza sconfitta.
E io dico che fa bene. Benissimo. Ma come reazione non deve tirarsi indietro, o pensare che perché ha già vinto un'edizione dell'Alien questo riconoscimento non potrà più essere suo. E non dovrà neppure cominciare a pensare di essere arrivato, di avere raggiunto chissà quali risultati. Di essere, insomma, uno scrittore vero.
Credo sia importante avere fiducia nei propri mezzi, ma bisogna anche avere il sangue freddo di mettersi in discussione e di chiedersi sempre: saprei fare meglio? Il giorno in cui la risposta a questa domanda fosse negativa, allora significherebbe solo due cose: o che la propria creatività si è inaridita, o che qualche manciata di terra ci separa dal resto del mondo (toccatevi pure dove credete).
Alberto è solo all'inizio della scalata. La sua fiducia nei propri mezzi mi piace, ma non posso trattenermi dal dirgli: attento. L'umiltà, dopo il talento, è il bene più prezioso per uno scrittore.

Luca Zaffini, venticinquenne pesarese, è laureando in Economia e commercio presso l'Università di Urbino. Ha collaborato con diverse riviste amatoriali con racconti horror e di fantascienza, articoli sull'occultismo, scenari di giochi di ruolo horror. E' coautore di una fanzine di narrativa fantastica: I Segreti di Aptocalter, e al suo attivo ha un'affermazione come finalista al Premio Lovecraft 1999. Per i lettori di Delos si tratta di una new entry che presento volentieri, perché nonostante certe immaturità stilistiche, dovute per lo più all'inesperienza, nel suo lavoro si avverte la frizzante energia della passione, il fervore autentico di chi ha qualcosa da raccontare e vuole farlo nel modo più divertente e intrigante possibile. Mi auguro che questa pubblicazione sia da stimolo a Luca, lo aiuti a proseguire per la strada che ha iniziato così bene, consentendogli di migliorare e di raggiungere traguardi sempre più prestigiosi.
Forse arriverà anche per lui, come per Alberto, il giorno in cui storcerà il naso per un "misero" secondo posto al premio Alien, ma per il momento credo che il desiderio e l'eccitazione al solo pensiero di poter arrivare tanto in alto siano uno sprono per lui, uno stimolo che lo condurrà verso lidi ben più floridi.

Nei prossimi numeri di Delos leggerete (in ordine sparso) racconti di: Coltri, Montecamozzo, Fiocco, Del Santo, Perliti, Verde, Lamarca, Vernier, Nicotra, Tonani, Zunic, Vicchio, Fantelli, Nardini, Ubezio, Carignani, Catozzi.

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