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di Marco Spagnoli

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interviste

X-Men: Intervista con Bryan Singer

A trentacinque anni appena compiuti, Bryan Singer ha molti motivi per essere soddisfatto. Nel giro di pochi anni si è imposto come uno dei giovani registi Hollywoodiani di maggiore talento, con uno stile unico, capace di coinvolgere lo spettatore nella rete di una narrazione estremamente complessa.

Dopo I soliti sospetti con attori del calibro di Kevin Spacey e Chazz Palminteri, dopo L'allievo in cui sperimentava il gelido stile recitativo di Ian McKellen nei panni di un personaggio creato da Stephen King, adesso Singer ha diretto X-Men, pellicola ispirata ai fumetti omonimi della serie Marvel che si può dire essere stato il primo film della storia del cinema dove i fans, grazie alla potenza di Internet e alla crescente attenzione degli studios americani nei confronti del mezzo digitale, hanno detto la loro spiegando in maniera dettagliata che cosa si aspettavano da questo film. Elargendo innumerevoli consigli agli attori come sir Ian Mc Kellen che con il suo sito ufficiale www.mckellen.com dispensava in cambio notizie sullo stato della lavorazione della pellicola e sulle riprese.
Estremamente significativo il fatto che l'attore britannico sessantenne si sia messo a seguire i consigli degli appassionati, facendosi procurare tramite il produttore Tom De Santo gli albi degli X-Men che gli venivano segnalati come i più importanti per comprendere fino in fondo il suo personaggio di Magneto. Il mondo del cinema, può considerare l'era di Internet un cambiamento radicale? Tra pirateria e furti di sceneggiature come è cambiato il modo di fare cinema e come è stata modificata la vita degli attori e dei registi? Bryan Singer lo spiega a Delos, parlando del suo ultimo grande successo X-Men, il primo buon film sui supereroi dai tempi del Batman di Tim Burton, tutto grazie a Internet.


Delos: Mr. Singer, cosa la affascina dei film legati al genere fantastico?

Bryan Singer: Il fatto che in questo tipo di film le cose in realtà non stanno mai come sembrano. Ne I soliti sospetti -- ad esempio -- il protagonista sembra solo un debole idiota, mentre in realtà è un genio. Ne L'allievo il dimesso vicino è, invece, un criminale nazista, mentre in quest'altro persone apparentemente normali sono dotati di una forza straordinaria e di poteri incredibili.

Delos: Perché ha concentrato X-Men sui personaggi di Wolverine e Rogue?


Bryan Singer: Innanzitutto X-Men non è un film corale come Magnolia, America Oggi e L.A. Confidential. E' la storia di due personaggi come Wolverine e Rogue che scoprono un mondo molto particolare insieme. Loro due sono i supereroi preferiti tra gli X-Men. Non leggevo libri di fumetti da bambino e così mi sono avvicinato in maniera molto cinica a questo tipo di lavoro. Faccio film più seri e drammatici e così quest'attitudine severa mi ha fatto scegliere Wolverine come l'occhio cinico all'interno del mondo degli X-Men. Logan è uno che si prende gioco di tutto: delle regole, delle divise e poi -- pian piano -- si innamora di un mondo che lo accetta per quello che è veramente. Rogue, invece, con i suoi poteri così tragici che le impediscono di toccare un essere umano è colei che spinge Wolverine a diventare un vero eroe.

Delos: Non essendo lei un appassionato di fumetti come ha affrontato la regia di questo film e quanto si è sentito influenzato dalle aspettative dei fans?


Bryan Singer: In maniera molto seria come se stessi girando un qualsiasi film di fantascienza. Come modello ho seguito i primi quaranta minuti del Superman di Richard Donner costruendo una storia molto retrò. Sfruttando Internet abbiamo cercato subito di capire che tipo di film volevano i fans degli X-Men del Duemila.

Delos: Il personaggio di Rogue assomiglia molto alla Jubilee dei fumetti...

Bryan Singer: E' vero, perché avevo bisogno delle qualità umane di Jubilee per spiegare meglio i poteri di Rogue.

Delos: Un tema forte del suo cinema è la seduzione. Sarebbe stato interessante spostarsi un po' più in là in un film come X-Men...

Bryan Singer: Mi sarebbe molto piaciuto, ma non avevo troppo tempo per farlo, mentre gli albi a fumetti durano da decenni e possono permettersi di tutto. Del resto questa è una pellicola destinata ad un pubblico molto giovane e non potevo permettermi cose che turbassero in qualche maniera la censura. Ma sempre su Internet ci sono molti newsgroups dedicati alle illazioni riguardanti la vita sessuale degli X-Men e ai loro tradimenti...

Ian McKellen: Magneto

Delos: In questo senso Xavier e Magneto sembrano un po' la faccia della stessa medaglia. Al punto che si può quasi pensare ad un freudiano scambio delle parti tra gli attori. Qual è la loro discriminante?

Bryan Singer: Abbiamo scherzato sul set a giocare a scambiare le parti tra Patrick Stewart e Ian McKellen, ma alla fine i ruoli sono giusti come sono. In realtà è solo il passato a trasformarli in maniera differente. Credono negli stessi valori e sono animati dagli stessi ideali. Ma il ricordo di ciò che è stato, di quel dolore lancinante cui ognuno di noi può rispondere solo in maniera personale e diversa è sempre lì a dividerli...

Patrick Stewart: Professor X

Delos: Perché gli attori shakesperiani hanno tanta fortuna nella fantascienza?

Bryan Singer: Gli attori inglesi con la loro voce fanno apparire letteralmente straordinaria ogni frase di qualsiasi copione. Anche le cose più stupide diventano estremamente ispirate e importanti. Questo è il motivo per cui troviamo attori del calibro di Alec Guinnes come Obi Wan Kenobi, di Terence Stamp come il generale Zod, come Ian Mc Kellen nei panni di Magneto e come Patrick Stewart come il Capitano Picard.

Delos: Tutti questi attori sono, inoltre, dei grandi interpreti che danno una forza straordinaria ai loro personaggi...

Bryan Singer: Nei loro ruoli c'è sempre un grande senso di conflitto con il destino e con forze enormi che fanno parte della vita stessa. Shakespeare ha sempre reso i suoi personaggi in maniera straordinaria e i suoi personaggi negativi erano intimamente complessi, scossi e agitati da sentimenti enormi. Nella mitologia degli X-Men ci sono molti elementi non casuali in comune con i temi creati da William Shakespeare. Come ad esempio il carattere quasi morboso di certe relazioni: Jean Gray che è amata da Xavier e Cyclops e alla ricerca di Logan che è anche inseguito da Rogue...quasi un incesto shakespeariano commesso in costumi funky molto simili a quelli del diciassettesimo secolo e del Globe Teather.

Delos: Questo è il suo secondo film con Sir Ian McKellen...

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Bryan Singer: E' comprensibile: è un attore straordinario che affronta i suoi personaggi in maniera molto pratica e logica. Del resto non trova sorprendente che un compassato attore shakespeariano di sessanta anni si sia fatto realizzare uno dei migliori siti Internet ufficiali in circolazione? Questo spiega molto bene che persona straordinaria sia Ian Mc Kellen. Siamo diventati molto amici prima di lavorare insieme in L'allievo così come ero molto amico di Kevin Spacey prima di girare I soliti sospetti. E' bello lavorare con amici che stimi tanto e che sono tra i migliori attori del mondo.

Delos: Come mai ha opzionato il sequel degli X-Men e non quello ipotetico per I soliti sospetti?

Bryan Singer: Perché in I soliti sospetti i personaggi sono quasi tutti morti, mentre qui sono tutti molto vivi...

Delos: Qual è un altro fumetto che lei ritiene dovrebbe essere presto portato sullo schermo?

Bryan Singer: L'uomo ragno è sicuramente il numero uno. Ma questo è un concetto molto relativo. Ci sono fumetti che hanno bisogno di un'interpretazione molto vicina all'originale e altri che richiedono un'interpretazione nuova o del tutto diversa. Quando James Cameron ha girato Terminator la sua immaginazione si volgeva verso le profondità del passato di Dr.Who.

Delos: Un elemento molto importante nella lavorazione di X-Men è stato il supporto continuo dei fans tramite le mail...

Bryan Singer: E' vero: l'afflusso di tanti milioni di e-mail alla produzione e al sito di Ian Mc Kellen è stato estremamente rilevante, anche se non determinante. Ho letto tutte le mail senza seguire un consiglio in particolare, ma sperando di capire in pieno che cosa volessero vedere i fans che mi scrivevano per spiegare cosa di aspettavano dagli X-Men. E -- forse -- il successo planetario del film mi ha dato ragione, dimostrando che ho fatto bene...

Delos: Nonostante molte precauzioni la sceneggiatura è stata "rubata" e messa in rete...

Bryan Singer: Una parte della sceneggiatura e non il trattamento definitivo. Francamente è qualcosa che non capisco. Perché gli spettatori debbano privarsi del piacere della sorpresa facendo queste marachelle che danno molto meno fastidio a noi autori di quello che si pensa. Non capisco, perché non si lasciano stupire da noi e devono leggersi tutto prima che il film esca...non è meglio chattare dopo che il film è uscito, discutendo di quello che si è visto? Non lo dico per questioni di diritti, ma solo per il buon senso di divertirsi un po' al cinema...

Delos: Del resto i film che i fans di Internet vogliono seguire raramente rimangono indenni dagli "hackeraggi". Esemplare fu il caso di Star Trek Primo contatto la cui sceneggiatura fu stampata in rosso per evitare le fotocopie e qualche settimana dopo l'inizio delle riprese era già su un sito di fans trekkiani...

Bryan Singer: Sì, e questo lo capisco ancora di meno, perché danneggia il gusto del film non solo la produzione.

Delos: Internet ha proprio cambiato il mondo e anche il mondo del cinema...

Bryan Singer: Il rischio del mondo del cinema è che se i film fossero distribuiti in rete in maniera piratesca, la macchina costosissima che ci consente di realizzarli fallirebbe e verrebbe giù a pezzi. Al tempo stesso, però, Internet ha cambiato il mondo circostante sottraendo la comunicazione nelle mani dei politici e dei giornalisti per affidarla a tutta la comunità internazionale.

Delos: E lei cosa ne pensa di questa possibilità di comunicare via Internet liberamente?

Bryan Singer: Vivo sentimenti contrastanti: sono felice che un ragazzo gay nel mezzo del Wyoming grazie a Internet scopra che nel mondo là fuori ci sono altri come lui e così si possa sentire parte di qualcosa, figlio di una comunità che c'è senza dovere subire sentimenti complessi come la solitudine e l'emarginazione. Al tempo stesso sono angosciato quando leggo che la propaganda e i movimenti sovversivi di destra, nazisti, xenofobi dialogano liberamente su Internet. Sono terrificato se penso che un assassino può entrare in casa tua liberamente e sollevato quando mi accorgo che i giovani di tutto il mondo possono stare altrettanto liberamente insieme. E' una questione complessa che, però, fa intimamente parte del futuro della comunicazione e non c'è niente che si possa fare per rimandare il problema. Internet ha cambiato il mondo e il mondo deve prendere atto di essere stato cambiato in meglio e anche in peggio.

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