Sensazionale scoperta di un monolito sulla Terra. - E' stato localizzato nel Mar Ionio, vicino al sito dei Bronzi di Riace. Presto il trasporto al Museo Archeologico di Reggio Calabria.
La fantastica rivelazione della presenza di un monolito levigato - "simile a una lunga tavola d'ebano opaco", ma composto di una lega metallica per ora sconosciuta, nei fondali del Mar Ionio - è stata diffusa il 27 agosto dall'Osservatorio Mediterraneo di Agropoli, in provincia di Salerno. Il merito della scoperta va al professor Francesco Cilento, fondatore dell'Osservatorio e progettista della batisfera
Sirena Partenope, con la quale da alcuni anni conduce investigazioni nel Mediterraneo. Dalle prime foto si è potuto constatare che il monolito rinvenuto sotto il mare è simile, per forma e dimensioni, a quello individuato nel cratere Clavius, sulla Luna, dallo scienziato americano Heywood Floyd (vedi
Delos di maggio). "Sono convinto", ha dichiarato il professor Cilento, "che presto l'impensato collegamento fra i due reperti risulterà del tutto chiaro e scientificamente provato. In tal modo avremo la dimostrazione, come da anni vado sostenendo in via ipotetica, che i greci del tempo di Luciano allestirono un'effettiva spedizione sulla Luna e vi lasciarono, quale imperitura testimonianza, una stele del tipo che ora ho rinvenuto nel nostro mare".
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| Il sito del ritrovamento, nel Mar Ionio. |
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La teoria del prof. Cilento, infatti, è che il monolito non sia un artifatto extraterrestre, ma al contrario "un segno del genio greco" lasciato nello spazio, ed evidentemente in alcune località-chiave della terra. Il ritrovamento è stato effettuato a non molta distanza dal punto in cui vennero rinvenuti, il 16 agosto 1972, i celebri Bronzi di Riace, "ma fin dall'inizio abbiamo compreso che il materiale di cui era fatto non è bronzo - ha sottolineato il prof. Cilento - perché sulla superficie non c'erano incrostazioni né tracce di verderame. La lega ci è ancora sconosciuta, anche se il bronzo potrebbe farne parte in questa o quella percentuale".
Il Museo Archeologico di Reggio Calabria ha subito reclamato la stele, che la spedizione di recupero allestita dal professor Francesco Cilento vi trasporterà nei prossimi giorni, dopo averla disincagliata dal groviglio di scogli e detriti marini in cui è per circa metà incastrata. La NASA è stata informata della scoperta e ha già inviato sul sito il dr.Frank Poole, uno dei dirigenti del progetto "Odissea" che dovrà far luce sul mistero del segnale radio emesso dal monolito gemello, quello rinvenuto sulla Luna. "Il professor Cilento è un entusiasta ma a mio avviso ha preso un granchio", ha dichiarato Poole alla rivista
Nature, che ha mandato un corrispondente a intervistarlo. "Pensare che un artifatto del genere sia opera umana, e in particolare greca, è azzardato come credere che antichi astronauti mediterranei abbiano volato fino alla Luna. La presenza del monolito nel Mediterraneo fa siorgere invece nuovi, inquietanti dubbi e solo la datazione col sistema del carbonio, se riusciremo a farla, potrà gettare luce sul mistero."
Cilento, dal canto suo, è convinto di un'altra cosa, e cioè che il monolito marittimo proietti un "fascio di influenza" (una sottile emissione elettromagnetica) in direzione dell'antica Poseidonia, la romana Paestum. "Io penso che in età antichissima Creta sia stata la base dell'impero di Atlantide, e che nelle colonie della Magna Grecia - in particolare Paestum/Poseidonia - alcuni dei suoi più inventivi scienziati si siano salvati, proseguendo nel loro lavoro d'avanguardia. Con la stele rinvenuta nello Ionio risolveremo, forse, il mistero Atlantide e delle sue perdute colonie".
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| Il prof. Francesco Cilento (Osservatorio Mediterraneo) |
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Altri scienziati sembrano più cauti. "Fossi in lui, non insisterei in questo atteggiamento mitopoietico", dice il professor Albano Rossella del CNR. "Cilento, dopotutto, è un oceanografo e dovrebbe lasciare ad altri il lavoro archeologico e fisico. Se insisterà con le sue generose teorie sull'impero di Atlantide, gli americani, che con questa storia del monolito sulla Luna sono già impazziti, si compreranno tutto il Museo di Reggio Calabria e gli soffieranno l'amata scoperta. Coi Bronzi di Riace per soprammercato."
Ma Francesco Cilento è inarrestabile: "E' stato detto, da scrittori nemici delle nostre colonie, che Cristo si è fermato ad Eboli; si potrà loro rispondere che Zeus si è fermato a Poseidonia, non degnandosi di salire più a nord! Questa scoperta dimostra che il paese degli dèi è ancora vivo, e che il genio ellenico al quale dové la sua prima fioritura ha esteso il suo impero nei cieli…"
Per il momento, Cilento e il suo rivale americano Poole alloggiano in alberghi diversi. Poole è a Reggio Calabria, Francesco Cilento a Riace. Il mondo della scienza è ancora una volta in fermento, e solo la datazione col sistema del carbonio potrà mettere fine alla "disputa del nuovo millennio".