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di Luigi Pachì

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interviste

A ticket to Italy: incontro con Robert Sheckley

Curtoni e Sheckley
Vittorio Curtoni e Robert Sheckley all'incontro di Piacenza in luglio
Questo mese esce nella collana Urania il nuovo romanzo inedito di Robert Sheckley intitolato Computer Grand-Gruignol. L'autore, nel mese di luglio di quest'anno si è trovato per la seconda volta consecutiva in Italia. Il mio tributo personale a uno degli autori di science fiction che preferisco da sempre è stato quello di omaggiarlo, durante la sua permanenza nel nostro paese, del numero uno della rivista uscita nel 1954, che acquistai in Inghilterra in un mercatino dell'usato, contenente proprio un suo racconto. Sheckley lo ha accettato commosso e incredulo: nell'introduzione il curatore di Fantastic (Ziff-Davis Publications) presentava l'autore con una frase che diceva: "...e poi eccovi una storia di questo nuovo e giovane autore dal nome Robert Sheckley". Da quel giorno e da quelle parole introduttive sono passati quasi cinquant'anni, ma Robert Sheckley, ci dimostra ancora una volta che nel suo spirito il tempo non è affatto passato.

Delos: Bob, cosa hai apprezzato di più durante la tua ultima visita sul suolo italico?

Robert Sheckley: Questo è davvero impossibile da dire, perché mi è piaciuto tutto così tanto, e molto altro ancora avrei voluto vedere... Ho proprio apprezzato la mia permanenza a Genova, ma ho anche amato molto Piacenza. Bergamo, poi, ha rappresentato per me un'esperienza davvero unica.

Delos: Questo mese Urania di Mondadori pubblica in prima edizione mondiale il tuo nuovo romanzo intitolato Computer Grand-Gruignol: una storia di Intelligenze Artificiali che si comportano come divinità capricciose, più umane del previsto e con un grande bisogno dello psicanalista. Cosa vuoi dire ai nostri lettori di questo libro? Hai tutto lo spazio che vuoi per farti pubblicità...

Robert Sheckley: Rammento di averlo scritto in uno stato particolare, ricco di energia e buon spirito. Per ricordare di più di quanto ho prodotto ora dovrei rileggermelo da capo... e questo prenderebbe molto più tempo di quanto tu abbia al momento.

Delos: Ci racconti qualcosa delle tue prossime produzioni? Il signor Carmody tornerà davvero?


Robert Sheckley: Al momento sto lavorando su tre short story correlate tra loro e che riguardano gli specchi. Sono molto concentrato su questa attività e non penso mai a impegni letterari successivi fin quando non ho concluso quello su cui sto scrivendo al momento. Credo, tuttavia, che il signor Carmody ritornerà!

Delos: E' vero che stai pianificando di spostarti in Italia? Se sì, per quanto tempo?

Robert Sheckley: Spero e sto già pianificando di ritornare in Italia il prossimo anno assieme a mia moglie Gail. Gli dei della sorte hanno in serbo ancora troppe cose da fare nella mia vita per dirti però per quanto tempo mi fermerò.

Delos: C'è un posto in particolare qui in Italia dove vorresti poter scrivere i tuoi libri?

Robert Sheckley: I luoghi a cui penso spesso sono posti da sogno: Capri, Ischia... Da qualche parte in Sicilia, o sulla costa ligure. Oppure vicino alle antiche rovine greche nel sud dell'Italia, o ancora in un piccolo paese con una spiaggia... e una trattoria decente!

Delos: Hai in mente di visitare altri paesi quest'anno?

Robert Sheckley: Ti dirò, ho in mente Spagna, Francia e ancora Italia.

Delos: Tornando alla tua recente visita in Italia, sei stato ospite in molti incontri a Milano, Bergamo e Piacenza. Hai avuto modo di incontrare parecchi giornalisti e appassionati: chi tra loro hai apprezzato maggiormente?

Robert Sheckley: E' difficile rispondere a questa domanda. Mi hanno fatto molte interviste, tutte ricercate e approfondite, e dire un nome su tutti non sarebbe corretto nei confronti degli altri.

Delos: Bob, il festeggiamento del compleanno di Ray Bradbury in videoconferenza da Bergamo, a parte i problemi tecnici accaduti, è stato per te un buon evento?

Robert Sheckley: E' vero, ci sono state molte difficoltà tecniche nel contattare Ray. Ma, a parte tutto, considero l'evento svolto a Bergamo Alta alla fine dello scorso luglio di grande successo. E' sempre un privilegio potersi confrontare con Ray Bradbury.

Delos: Come descriveresti il tuo più recente stile narrativo?

Robert Sheckley: Il mio stile mi è completamente trasparente. Non ho modo di definirlo... Davvero!

Delos: E' ancora possibile scrivere di fantascienza sociologica nel 2000, come ai vecchi tempi di Galaxy?

Robert Sheckley: Sì, lo è, ma con una differenza. La satira è un'arte molto antica, anche se quando scrivevo sembrava un nuovo modo di vedere le cose. Questo approccio oggi è ancora possibile, ma i nostri tempi, ora, hanno stile e temperamento differenti. Forse rappresentano la perdita dell'innocenza sulla quale meditavamo durante quei giorni.

Delos: Dopo oltre settant'anni i romanzi di fantascienza hanno ancora qualcosa da dire ai lettori?

Robert Sheckley: Secondo me molto, ma sai, sta alla nuova generazione accorgersene.

Sheckley e Pachi'
Robert Sheckley con Luigi Pachì, a Piacenza

Delos: Come descriveresti il mercato della SF di oggi in America?

Robert Sheckley: E' difficile sfondare per un nuovo autore. Ai miei tempi i curatori di fantascienza lo facevano quasi per hobby. Ora la sf è un grande business, con notevoli legami verso gli altri campi dell'industria dell'intrattenimento.

Delos: Al di là della fantascienza chi è il tuo autore e romanzo preferito?

Robert Sheckley: Al momento amo le storie di mare di Patrick O'Brien. Ma vi sono molti altri buoni scrittori! E' dura però fare dei nomi senza creare lunghe liste... che preferisco evitare.

Delos: Bob, mi hai raccontato, quando ci siamo incontrati, che a Portand alla mattina fai spesso una lunga passeggiata a piedi, rientrando poi a casa con l'autobus, visto che la strada è in salita. Ora che sei tornato in America, dopo esserti appesantito per molti giorni con cibi italiani, prendi l'autobus sia all'andata che al ritorno?

Robert Sheckley: Assolutamente no! Dopo la mia ultima esperienza in Italia mi sento più forte e più in salute, sebbene ti confido che al momento non ho ancora ripreso la consueta puntata mattutina verso il centro di Portland, neppure con l'autobus!

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