Gli haiku sono brevi componimenti giapponesi che, come piccoli giardini Zen, descrivono in modo minimalista la natura e l'uomo. Quando la natura è quella di un universo fantastico e l'uomo vive in un mondo futuro o alieno, allora un haiku diventa qualcosa di più: un Fantaiku!
Dobbiamo proprio ammetterlo: scegliere i fantaiku per questo numero di Delos è stata davvero una faticaccia. Come mai? Perché, complice l'estate, i nostri poeti fantastici si sono scatenati e hanno inondato la Galleria come una marea, come una pioggia di meteoriti. Scherzi a parte, la cosa ci ha fatto un immenso piacere e speriamo che nei mesi a venire la "nostra" galleria diventi un luogo virtuale sempre più frequentato e animato. Un altro fenomeno interessante è la nascita di "threads di discussione" che si snodano da un haiku all'altro, articolandosi quasi come vere e proprie "tenzoni poetiche". Chissà che tra breve qualcuno dei fanta-poeti non decida di cimentarsi in un "fanta-renga"! Un renga è una composizione poetica tradizionale giapponese scritta a più mani che, mantenendo un tema vagamente simile durante il suo svolgimento, si articola secondo uno schema binario: una prima strofa che segue la metrica 5-7-5 dell'haiku e una seconda di due versi di 7-7 sillabe. Il poeta ispiratore scrive la prima strofa e gli altri proseguono la "narrazione" alternando i due schemi.
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Ma ora chiudiamo la parentesi culturale e passiamo in rassegna gli haiku scelti questo mese. Il thread "cinematografico" inaugurato da Silvio Sosio con un toccante riferimento a Fahrenheit 451 è stato magistralmente ripreso da Laura D'Aurizio, con un primo haiku ispirato ad Alien che sa essere allo stesso tempo simpatico e terrificante, e un secondo che, leggendo nell'anima di un replicante, fa vibrare le corde giuste nei cuori degli amanti di "Blade Runner". Al capolavoro di Ridley Scott è ispirato anche il fantaiku di Manfredi Bargioni, che riutilizza parole "magiche" del film per costruire un'immagine bella e suggestiva. Echi di viaggi spaziali risuonano nelle parole dell'enigmatico (o enigmatica?) Sarmar, mentre Luigi Silvestri si lascia trasportare verso mondi lontani da incommensurabili vortici stellari e Martino Tontodonati solca gli spazi siderali in cerca di qualcosa che forse è sempre stata nel suo cuore.
Franca Aletti e Francesco Maiocchi costruiscono le loro magie con scudi telecinetici e vuoti esoscheletri irti di antenne, e l'ultima "new entry", Roland Lioni, si lascia consumare dal fuoco radioattivo di un fiore d'uranio.
Il titolo di fantaiku del mese se lo aggiudica quello di Monica Pala, che compare di rado nella galleria ma quando lo fa mette sempre un colpo a segno. Il suo haiku, sapientemente costruito e perfetto nella forma, è una lancinante invocazione d'aiuto di una mente umana intrappolata nel corpo meccanico di un androide.
Bruciavo i libri.
Tutti ora mi chiamano
"Racconti di Poe"
Silvio Sosio 
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Il gatto Jones
è salvo! sia lode a Dio
e al mio bazooka.
Laura D'Aurizio 
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Noi replicanti
"Padre dammi più vita"
eco effimero.
Laura D'Aurizio 
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Navi in fiamme
nell'inverno di Orione
come lacrime
Manfredi Bargioni 
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Navi spaziali,
nel tramonto vibrano,
gabbiani dorati.
Sarmar 
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Vortici stellari
luci di mondi lontani
ho tanto da scoprire
Luigi Silvestri 
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Viaggio per anni luce.
Per trovare ciò
che non fu mai perduto
Martino Tontodonati 
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Scudo telecinetico
trapasso ogni pensiero.
Sbuco nell'Altro Mondo.
Franca Aletti 
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Esoscheletri,
grovigli di antenne
senza pensieri.
Francesco Maiocchi 
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fiori d'uranio:
i petali mi feriscono
con splendore radioattivo
Roland Lioni 
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