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di Franco Forte

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introduzione

Racconti in pineta

Siamo in piena estate, quando è così bello stravaccarsi sotto l'ombrellone in spiaggia o in un morbido laghetto d'ombra sotto una pineta, per leggere con comodo, finalmente senza assilli e preoccupazioni, i nostri racconti preferiti. E nella borsa della spesa non potevano certo mancare i racconti di Delos, sempre più ghiotti e interessanti. Certo, non sarà facile per voi sdraiarvi in spiaggia tenendo in mano lo schermo del computer, ma noi di Fantascienza.com ci stiamo attrezzando per darvi, in un prossimo futuro, anche questa possibilità. Come? Ma con il libro elettronico, naturalmente. Pensate che meraviglia: svaccati in riva al mare con l'ultimo numero di Delos appena sfornato, ancora caldo e croccante, pronto per essere famelicamente divorato. Un sogno che presto si avvererà.

Ma per il momento restiamo con i piedi per terra e occupiamoci dei racconti presenti in questo numero. Sono tre, come da tradizione estiva, e comprendono delle vere e proprie chicche. Il primo è anche l'ultimo, in ordine di tempo, che ho selezionato per apparire sulle pagine di Delos. Perché, vi chiederete? Si tratta di Nello specchio della mente di Gabriele Guerra, giovane autore esordiente che con questa sua prima prova narrativa si è aggiudicato l'ultima edizione del Premio Alien. Gabriele ha partecipato al premio con tre racconti, tutti ad altissimo livello, e questo ci fa comprendere che abbiamo tra le mani un nuovo autore potenzialmente in grado di fare molto bene. Per quanto riguarda Nello specchio della mente, ecco la motivazione ufficiale dell'attribuzione del primo posto stilata dalla giuria del Premio Alien: "Per aver saputo scrivere una storia di stampo classico, da anni d'oro della fantascienza americana, con grande abilità di scrittura, una trama tutt'altro che convenzionale, personaggi corposi e coerenti e un'idea estremamente originale (motivo questo ormai così raro da essere di per sé grande nota di merito), il tutto supportato da un linguaggio asciutto e corretto, senza sbavature e indulgenze a inutile prolissità".
Gabriele Guerra è nato a Napoli ma vive a Roma, ha quasi trent'anni e studia Scienze Biologiche. Lavora per una società start-up di internet e collabora al progetto Zibaldone.it. Scrive da poco, più o meno cinque anni. Il suo scrittore preferito è Italo Calvino. Ha trascorso parte dell'infanzia negli Stati Uniti, a Princeton, e lì ha cominciato ad appassionarsi alle avventure della prima Enterprise. Ha continuato a coltivare l'interesse per la fantascienza anche grazie a una polverosa collezione di Urania di un nonno che non ha mai conosciuto, ma in assoluto si è cibato più di cinema e televisione che di libri.

Il secondo racconto è un gradito ritorno, un'opera di Giovanni Burgio, autore che i lettori di Delos hanno già avuto modo di apprezzare. Questo Stray Cats intenso, complesso e scritto con la perizia che ormai Burgio riesce a padroneggiare senza sbavature, è stato escluso dall'ultima edizione del Premio Alien per la sua lunghezza, decisamente superiore a quanto stabilito dal regolamento, ma mi ha colpito per la forza della struttura e del linguaggio, dandomi la conferma, ancora una volta, che ci troviamo di fronte a un autore coi fiocchi, da cui mi aspetto adesso il passo successivo, per cui sembra pronto: la stesura di un romanzo di fantascienza non convenzionale, giocato sul rapporto ibrido tra biologia e tecnologia in cui l'elemento umano non può comunque fare a meno di essere predominante.
Giovanni Burgio è nato a Bologna nel 1961. Ha pubblicato racconti su riviste professionali come Millemondi Urania Primavera (Mondadori, 1998), Dracula 2000 (L'Altritalia, 1998), Nuovo Millennio - I mondi di Delos (Garden editoriale, 1999), e fanzine (Delos, Alien, Terzo Millennio, Yorick). Ha partecipato a concorsi letterari, risultando vincitore a un'edizione del Premio Lovecraft e del Courmayeur, e finalista all'Alien e al Yorick.

Il terzo racconto è di un'altra firma nuova per Delos, che contiamo comunque di riavere presto con noi con altri suoi racconti, perché siamo certi che già questo Vita mentale di alcune macchine riscuoterà grande interesse e apprezzamento da parte dei nostri lettori.
L'autore, Sergio Cicconi, è nato a Macerata nel 1959. Ha frequentato l'università di Padova, dove si è laureato in filosofia. Ma lasciamo che sia lui a presentarsi in prima persona: "Dopo gli studi, un po' per amore un po' per studio, ho passato (e perso felicemente) anni errabondi in città d'Europa e degli USA. Ho scritto vari racconti, due romanzi giovanili che più che incompiuti definirei malcompiuti. Non ho pubblicato molto: un paio di racconti sono apparsi su magazines negli Stati Uniti, e uno, Il petalo azzurro, fu stampato in anni remotissimi in una rivista italiana di cui si è persa memoria. Con un altro racconto, Le fasi del silenzio ho vinto nel 1991 il primo premio indetto dalla rivista Proposte. Vita mentale di alcune macchine ha ricevuto nel 1994 una segnalazione di merito nel concorso letterario Inventiamo il Duemila. Con un altro racconto, L'accumulazione delle distanze, sono arrivato in finale al Premio Athena 1999. Nel 1998 sono stato anche finalista al Premio Calvino per la Letteratura Italiana con una raccolta di racconti. Tra le altre cose, ho insegnato per qualche anno corsi di letteratura negli Stati Uniti, sono stato curatore di Quaderni, una rivista di filosofia del linguaggio, ho fatto il redattore, a New York, per una rivista letteraria, The Little Magazine. Ho fatto un po' di traduzioni di critica letteraria e arte. In tempi recenti sono apparsi in Germania e Stati Uniti un paio di miei articoli sull'ipertestualità e la narrativa ipertestuale. Al momento mi sto occupando di un saggio sui corpi disincarnati che dovrei presentare tra breve alla 2000 North East Modern Language Association Conference che si terrà a Buffalo. Quando mi chiedono cosa scrivo faccio fatica a rispondere. Amo la fantascienza, ma se mi ritrovo a scrivere produco fantascienza che è poco fantascientifica, oppure horror non troppo horror. A leggere Vita mentale di alcune macchine si comprende meglio la mia difficoltà a collocarmi dentro a un genere. Da quando sono stato inghiottito intero dal mostro Internet (al momento sono progettista Web a tempo pieno), scrivo decisamente meno di quanto vorrei. Spero comunque di terminare presto Carni nomadi mutanti, un racconto lungo che prova a rispondere alla domanda: che ci fanno i chirurghi plastici con tutta la carne che sottraggono ai pazienti?"

E questo è tutto, per l'edizione estiva di Delos 2000. Noi ci rivediamo a settembre, carichi e tonificati, pronti a leggere nuove storie affascinanti di questi tanto bistrattati ma sempre più bravi autori italiani. Buone vacanze a tutti.

Nei prossimi numeri di Delos leggerete (in ordine sparso) racconti di: Coltri, Montecamozzo, Fiocco, Del Santo, Perliti, Gattini, Verde, Lamarca, Vernier, Nicotra, Tonani, Zunic, Vicchio, Cola, Fantelli, Nardini, Torello, Ubezio, Carignani, Catozzi, Zaffini.

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