Dopo lo speciale sui robot del mese scorso, eccoci di nuovo ad affrontare uno dei grandi temi classici della fantascienza: il viaggio nel tempo, visto questa volta da angolazioni a modo loro inusuali. A partire da una rassegna delle teorie scientifiche più recenti, che cominciano cautamente a ipotizzarne la reale possibilità.
I lettori più affezionati di
Delos ricorderanno forse il numero 26 (
www.delos.fantascienza.com/delos26), dedicato ad uno speciale sui
Viaggi nel tempo curato da
Luigi Pachì, accanto ad esso andrebbe forse ricordato, sia pure in sotto ordine, il numero 46 dedicato all'
Ucronia, che molti punti di contatto ha con il viaggio nel tempo. Questo speciale quindi, si va a porre a fianco a quello curato da Pachì, non come aggiornamento, molto poco si è mosso nel giro di 2 anni riguardo al viaggio nel tempo, quanto come appendice e approfondimento di alcuni aspetti della tematica. Sarebbe infatti sembrato presuntuoso, quando non inutile tentare di travasare in questo il contenuto di quello. Ci siamo quindi limitati a raccogliere alcuni momenti, collegati al viaggio del tempo e a dare loro spazio, rimandando il lettore interessato alle basi, al numero 26.
Alessandro Vietti, il cui nome certamente non sarà sconosciuto ai lettori di Delos ha affrontato il problema del Viaggio nel Tempo da un punto di vista scientifico. Negli ultimi tempi sulla stampa sono apparsi ripetutamente annunci riguardanti la possibilità teorica di viaggiare nel tempo, o quanto meno, se non nel tempo tout court, almeno nel passato e Vietti è andato a ricercare le basi scientifiche di queste teorie trascinandoci in'avvincente scorribanda tra buchi neri e universi di Godel, tachioni e gattini di Schrödinger, facendoci scoprire che la fisica, per quanto astrusa, se chiaramente divulgata può essere appassionante.
Vittorio Catani, il cui nome non richiede certo presentazione ha compiuto invece un lungo ma documentato ed interessante excursus sui paradossi che possono crearsi nel viaggio temporale. Dopotutto, in buona parte, se il viaggio temporale è esistito nella fantascienza, ciò è stato grazie anche alla mentalità indagatoria degli autori che per anni si sono scervellati nel tentativo di scandagliare tutti i paradossi possibili insiti in esso. Il tema dei paradossi temporali assume quindi all'interno dei viaggi nel tempo un ruolo cardine, tanto da poter dire che il viaggio temporale, senza di essi, potrebbe quasi apparire inutile. E l'unica cosa che può essere detta del minuzioso articolo di Catani e che se non copre "tutti" i paradossi, ci arriva molto vicino.
Questi due articoli sono strettamente allacciati tra loro e se ne consiglia la lettura nell'ordine, visto che forti sono i rimandi da uno all'altro.
Maurizio Nati ancora una volta ci conduce sul suo sentiero preferito,
Philip K. Dick, alla scoperta dell'unico viaggio temporale degno di nota di quest'autore, dimostrandoci come
Illusione di potere, sia di fatto pieno di paradossi, cosa questa forse non voluta, in quanto per Dick, ogni tema fantascientifico valeva non tanto in sé, quanto perché si trattava di un mero strumento per dire altro.
Lanfranco Fabriani infine ci porta a scoprire una piega laterale e per molti insospettata del tema del viaggio del tempo, e ci conduce a cercarlo dove non ci saremmo sai sognati di trovarlo né per epoca né per geografia, a dimostrazione che la fantascienza ha attraversato la cultura mondiale senza preoccuparsi troppo dei confini nazionali.
Gli articoli saranno forse più corposi del normale, ma speriamo non meno interessanti, purtroppo l'approfondimento questo richiedeva.