Delos: Quando venne lanciata la nuova versione stile "paperback" di Urania, ormai cinque anni fa, ci fu un tentativo di lanciare Urania e altre collane da edicola nel mercato della grande distribuzione. La cosa poi fu un po' abbandonata, ma ora sembra che in qualche modo sia tornata in auge, visto che sempre più i supermercati e grandi magazzini ospitano al loro interno una sorta di "reparti edicola". Anche sulla scorta dell'esperienza di qualche anno fa, pensi che questi nuovi mercati possano contribuire a creare nuovi lettori?
Giuseppe Lippi: Innanzi tutto una piccola precisazione: Urania ha cambiato formato nel giugno 1996, quindi quattro anni fa e non cinque. I mercati alternativi, e soprattutto la grande distribuzione, potrebbero servire senz'altro, a patto che funzionassero capillarmente. Attualmente non funzionano così, perché tendono a rifiutare tutto ciò che scende sotto una certa tiratura. Così, quando lanciammo il formato mass-market nel '96, ci accettarono (insieme ai Gialli, Segretissimo, i Romanzi d'amore ecc.) perché le nuove tirature erano da capogiro: 30, 40, 50.000 copie. Inevitabilmente, quando siamo tornati ai livelli normali siamo stati un po' estromessi dai supermarket. Ma ci torneremo, i canali alternativi sono il futuro dell'edicola, forse di tutta l'editoria libraria.
Delos: Parlando della crisi dell'editoria della fantascienza, una decina d'anni fa, all'Italcon di Courmayeur, dicevi che il grosso problema era dovuto al mancato ricambio generazionale: i vecchi appassionati continuavano a comprare e leggere, ma le nuove generazioni tardavano a comparire. Sono accadute tante cose, in particolare l'avvento di Internet, che senza dubbio hanno cambiato e stanno cambiando gli equilibri dell'universo culturale, che fino a qualche anno fa stava venendo fagocitato dalla televisione. In questa luce hai speranze per il futuro, o pensi che non stia cambiando nulla?
Giuseppe Lippi: Al contrario, viviamo un'epoca di importantissimi cambiamenti. La schiavitù televisiva è finita, o si è riqualificata grazie all'offerta dei satelliti, ma il mercato del libro di fantascienza ha acquisito altri concorrenti: le playstation, per dirne una. Internet, a saperlo usare a dovere, è un magnifico strumento a favore dei libri, perché ti apre veramente un mercato mondiale, ma quanta gente legge in altre lingue? E quanti vanno a cercare i libri italiani nei siti di vendita diretta? Comunque, io credo che l'editoria si avvantaggerà, a lungo termine, delle innovazioni commerciali e culturali offerte dalle strategie "online". In un mondo di tecnologie sempre più raffinate, è impensabile che servizi capillari e attenti alle necessità dei consumatori non vadano a vantaggio anche dei libri, e dei libri di fantascienza in particolare. Grazie ad Internet potrebbe tramontare l'epoca del mercato-elefante e cominciare ad aprirsi un'epoca nuova per i mercati di nicchia. Sono i mercati di nicchia, in un certo senso, a qualificare un'editoria matura, a 360°: se te li puoi permettere, vuol dire che hai ben sviluppato tutte le potenzialità del sistema culturale (e commerciale).
Delos: Nel panorama attuale, Urania sicuramente è il punto di osservazione migliore per il mercato librario italiano della fantascienza. Riuscite a farvi un'idea dei vostri lettori, quanti sono, chi sono, come sono cambiati nel tempo?
Giuseppe Lippi: Riuscivamo a farcene un'idea migliore quando inserivamo la scheda-questionario in fondo ai volumi. Oggi dipendiamo molto dai dati del settore abbonamenti, che stiamo rilanciando. I nostri lettori sono rimasti stabili per circa quattro anni, poi hanno subito una flessione nell'autunno 1999 e adesso contiamo sulla ripresa estiva, il nostro momento di maggior vendita. Sono circa 10.000 persone, che arrivano a 15.000-16.000 con le punte di vendita più alte (i Millemondi estivi, i supplementi, ecc.). D'inverno, un supplemento vende dalle 9.000 alle 10.000 copie e un numero normale di "Urania" altrettanto, salvo scivolate su singoli titoli, evidentemente meno graditi. Queste scivolate ci impensieriscono perché ci costringono a "tarare" di continuo il nostro programma editoriale, rinunciando a qualche mossa. Un esempio? Personalmente, pensavo che l'antologia in due volumi La fantascienza di Playboy, offerta nel '99, sarebbe andata a gonfie vele, visto il calibro degli autori: invece, è stato uno dei risultati più deludenti dell'anno. Per quanto riguarda le lettrici, sono sicuramente aumentate e continuano ad aumentare per le opere di fantasy, ma abbiamo l'impressione che la fantascienza in senso stretto (ivi incluso il cyberpunk) non le entusiasmi quanto i lettori maschi. Perciò, nonostante l'aumento della presenza femminile, il nostro bacino è ancora a prevalenza maschile, con una fascia d'età che va dai venti ai cinquant'anni.
Delos: Gli editori che si occupano di fantascienza, in Italia e nel mondo, sono tutti ben presenti su internet con i propri siti, i cataloghi e la vendita online. Mondadori ovviamente ha un suo sito, anche grande e ben fatto, ma purtroppo la fantascienza vi compare di rado e soprattutto Urania non ha un suo sbocco. C'è qualche novità, o almeno qualche progetto in merito?
Giuseppe Lippi: Ci sono sicuramente dei progetti, non facilitati dal fatto che la struttura dell'azienda è globale e le decisioni non vengono prese per le singole realtà, ma "in toto". A livello immediato, ecco le novità. Con giugno inaugureremo un servizio di posta elettronica ufficiale con i lettori: è un esperimento, speriamo funzioni. Sempre con l'estate, vi sarà un accesso diretto a Urania e ai suoi programmi dal sito della mostra Alieni, che la nostra collana contribuirà a realizzare. Fatta questa esperienza, è augurabile che il link a Urania venga trasferito nel sito ufficiale Mondadori libri.
Delos: Si parla sempre di più di libri elettronici. Proprio di recente c'è stato il lancio di questo nuovo libro di Stephen King, un romanzo breve in effetti, venduto solo in versione online. Il prezzo appare molto basso, solo due dollari e mezzo; anche se, a ben vedere, costa più o meno come un Urania... cosa ne pensi?
Giuseppe Lippi: Penso: "finalmente, evviva!" E' l'uovo di Colombo. E' il futuro. Hai fatto bene a sottolineare che il prezzo dello Stephen King è suppergiù quello di Urania, perché questo dimostra quanto sia basso e conveniente il costo delle nostre pubblicazioni. Va bene che King è un bestseller e può contare su vendite altissime, ma noi offriamo ogni mese due romanzi di fantascienza completi, italiani o tradotti, a una cifra da vendita online! E scusami lo sfogo pubblicitario... Questo, però, non significa doversi adagiare sugli allori. In futuro, probabilmente, troveremo anche noi conveniente vendere certi titoli solo su prenotazione. A prezzi ancora più vantaggiosi.
Delos: Collane da edicola di fantascienza ce ne sono sempre state, che facevano concorrenza o semplicemente imitavano Urania, ma era un po' che non si vedevano "competitor" seri, e soprattutto non era mai accaduto che un editore specializzato passasse dalla libreria all'edicola. Come avete preso alla Mondadori l'arrivo di Solaria di Fanucci? Pensate che una nuova collana possa allargare il mercato o solo impoverire un pascolo già arido?
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| Il mitico numero 1: "Le sabbie di Marte" |
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Giuseppe Lippi: Non farmi fare la parte del Lancillotto che è sempre cavaliere, soprattutto con gli onorevoli avversari. E poi, anche Lancillotto finì col portarsi a letto Ginevra, la moglie del suo re! Scherzi a parte, i problemi dell'edicola sono tali che non è la concorrenza, anche la più diretta e imitativa, a impensierirci sopra ogni altra cosa. Siamo convinti che il nocciolo della questione stia altrove, nella bontà dell'offerta e nella sua visibilità. Il pubblico deve poterti vedere, deve accorgersi che sei in edicola e deve pensare, perché tu gliene dai ragione, che fai qualcosa di buono, di interessante. Detto questo, e tornando alla questione Solaria, in redazione c'erano tutt'e due le scuole di pensiero: secondo alcuni la nuova iniziativa avrebbe allargato il mercato, secondo altri avrebbe finito con l'impoverire il pascolo, proprio perché (come hai detto tu) è già arido. Se vuoi sapere come la penso personalmente, confesso di pencolare verso la seconda tesi con la mia parte apprensiva, ma ogni tanto ho dei sussulti di ottimismo, guardo il prezzo di questi libri e mi dico: siamo in una fascia talmente economica che, volendo, c'è ancora spazio per comprare tutt'e due le collane. E magari anche i Classici di Urania. Sono tutte iniziative veramente economiche, non penso obblighino a drastiche scelte. Ripeto, il pubblico valuta in base agli autori e ai romanzi, non certo in base ai soli marchi: se non fosse così, Urania avrebbe in partenza un vantaggio schiacciante.
Delos: Cosa c'è di succulento in arrivo per questa annata di Urania e delle altre collane, come i Classici e i Millemondi?
Giuseppe Lippi: Be', tante cose. In Millemondi estate, due antologie del meglio: La lancia del Sole a cura di David G. Hartwell con il meglio dell'anno (lo Year's Best Sf, insomma, giunto in questa veste al suo quarto volume); un mese più tardi, nel secondo Millemondi all-star, Il meglio di tutti i tempi, ovvero il Fantasy Hall of Fame a cura di Robert Silverberg. Nonostante il titolo americano, è un'eccellente antologia di speculative fiction e raccoglie i racconti più belli della storia del nostro genere secondo il voto della SFWA, l'associazione degli scrittori americani. In Millemondi autunno, un'attesa ristampa: Shock, ovvero i racconti di Richard Matheson (volumi 1 e 2. I volumi 3 e 4 andranno nel Millemondi primavera 2001). In Urania madre segnalo uno Speciale Halloween - il primo che mettiamo in cantiere - con elettrizzanti racconti di Robert Bloch. Se ne avrò il coraggio, lo intitolerò Le escrescenze della Luna (ma in originale è Flowers from the Moon). Ancora racconti nel numero di Natale, che in un primo momento avevo pensato di intitolare La buona vecchia Urania, titolo che riecheggia vagamente quello originale (The Good Old Stuff, a cura di Gardner Dozois): racconti d'avventura, tutta avventura, spaziale e non. Li sta traducendo quell'avventuriero in poltrona che è Vittorio Curtoni da Piacenza. E i romanzi? Dirà qualcuno. Oh, ma i romanzi sono il nostro pane quotidiano: Il trono di Ringworld di Larry Niven debutta in giugno, Universo infinito - un inedito di Marion Zimmer Bradley - seguirà in luglio, Piano meccanico di Kurt Vonnegut pure in luglio, e più avanti il nuovo Robert Sheckley (The grand-guignol of the Surrealists), il nuovo police-procedural di Richard Paul Russo (Carlucci'S Heart), quindi il nuovo Brian W. Aldiss (White Mars), ecc. Fra gli italiani, sono in arrivo romanzi di Roberto Genovesi, Fabio Calabrese e il nuovo romanzo di Franco Ricciardiello. Inoltre, dall'estate, una nuova collana a sorpresa! Sì, sì, sì, Urania-balloon. Non dico di più...
Delos: Recentemente, in Millemondi, è uscito un romanzo di Paul Kettridge Jr. Cosa puoi dirci di questo autore? Ha qualche grado di parentela col Paul Kettridge pubblicato all'epoca di Fruttero e Lucentini?
Giuseppe Lippi: Il nome non è Paul, ma Patrick Pierce. Per un certo tempo, dice Mike Ashley, girò la notizia che fosse "Peter", ma da sue ricerche risulta finalmente che non è così. Quel po' che so l'ho letto in The Twilight Zone Magazine, in un articolo dello stesso Ashley sugli scrittori fantastici scozzesi, ed è riportato in calce all'introduzione del Millemondi che citi. P. Kettridge, jr. è il nipote dell'autore tradotto da Fruttero & Lucentini in Storie di fantasmi e quindi in Urania n. 343 dell'agosto 1964 (e da me ristampato nel Classico di Urania n. 160 del luglio 1990, Contatto con l'inumano).
Delos: E ora sfrutterò questo mezzo per fini bassamente personali... come siamo messi con Jack Vance? C'è qualcosa di nuovo, o almeno qualche riedizione in arrivo?
Giuseppe Lippi: Nessun nuovo romanzo, purtroppo. Ho in mente una nuova edizione di Crepuscolo di un mondo con relativi aggiornamenti e seguiti, ma non è ancora in programma.
Delos: Il mese scorso hai pubblicato Software di Rudy Rucker, già edito dalla Phoenix qualche anno fa. Ho sentito in giro voci di soddisfazione e di speranza che, questa volta, la trilogia di cui fa parte possa essere completata. Cosa puoi dire per rinfrancare gli appassionati di questo scrittore?
Giuseppe Lippi: Buone notizie, la trilogia verrà completata. Sono d'accordo con Daniele Brolli e pubblicherò Wetware dopo la sua edizione da libreria, che dovrebbe essere imminente, e Freeware in esclusiva. Ho già i diritti, dunque state tranquilli. Sono un fan di Rucker anch'io.
Delos: La qualità delle traduzioni di Urania in generale è molto buona, probabilmente - anche se non abbiamo statistiche al riguardo - sopra alla media della narrativa di genere. Alcuni dei migliori traduttori italiani, come Curtoni, Valla, Staffilano lavorano spesso per "Urania". L'anno scorso, però, c'è stato il caso molto spiacevole di Pace eterna di Joe Haldeman, rovinato da una traduzione che, eufemisticamente, possiamo definire dilettantesca. Se ne è molto parlato, anche nelle discussioni online nei vari gruppi, e mi sembra giusto anche se un po' in ritardo ascoltare un vostro commento in merito. Personalmente spero che il libro sarà ritradotto - sarà più facile che non rivederlo, credo - per una prossima edizione.
Giuseppe Lippi: Sì, è stato un grosso peccato e ancora ce ne duole. Penso anch'io che ritradurlo di sana pianta sia la soluzione migliore, ma dovrà passare qualche tempo per non deludere i lettori con una ristampa troppo recente. Lo faremo senz'altro, potete star certi.
Delos: Premio Urania. Se non sbaglio quest'anno dovrebbe essere la decima edizione. Ripensando alle edizioni precedenti, dal Moras di Catani ai Pitagorici di Asciuti, credi che ci sia qualche tendenza particolare, che si intravveda un processo di cambiamento, oppure ogni anno è un caso a sé?
Giuseppe Lippi: Un cambiamento c'è stato, e sensibile. I romanzi di quattro autori in particolare - Evangelisti, Masali, Ricciardiello e Mongai - hanno mostrato ai lettori che si possono raggiungere risultati di divertimento e qualità di scrittura assolutamente pari ai migliori modelli stranieri, ma senza essere derivativi. Questo vuol dire che autori originali di casa nostra ormai ce ne sono diversi e la loro immaginazione lavora a pieno ritmo. Mi rifiuto, invece, di parlare di fantascienza italiana come se fosse un corpaccio unico, indivisibile. Altro che indivisibile! E' la fantasia, la capacità narrativa dei singoli autori che fa tutta la differenza.
Delos: Quando penso che ogni anno arrivano in finale cinque o sei romanzi al Premio Urania, e chissà su quanti partecipanti, mi chiedo da dove saltino fuori tutti questi scrittori capaci di scrivere opere lunghe. Chi sono questi autori? Vengono dal fandom, sono nomi che hai già in qualche modo sentito nominare, o sono per lo più nomi nuovi?
Giuseppe Lippi: Le maggiori soddisfazioni, come puoi vedere anche tu, sono venute da nomi nuovi. Però, a guardar bene, Valerio Evangelisti faceva già parte dell'ambiente da anni (anche se non proprio del fandom, che credo non gli interessasse), a Luca Masali era sua nonna a prestare i libri di fantascienza, Franco Ricciardiello è stato addirittura una colonna delle fanzine, e Massimo Mongai sembra che sia l'anima delle attività più o meno occulte dell'ambiente romano. Insomma: tutti grossi lettori o appassionati, anche se non sempre fandomisti nel senso stretto del termine. Non so davvero da dove vengano tutti gli altri, ma meno male che ci sono!
Delos: Hai già qualche indicazione sui romanzi arrivati quest'anno? Quando si riunirà la giuria?
Giuseppe Lippi: Si riunirà entro aprile. E naturalmente, preferisco non fare nessun commento prima di quella data. Risentiamoci più avanti per qualche anticipazione, va bene?
Delos: Non mancheremo... grazie mille e auguri per Urania.
"Le Muse han tutte lo stesso pensiero, il cuore dedito al canto e lo spirito libero da preoccupazioni. Felice colui che esse amano, perché se anche il suo animo è turbato da pene e dolori, al canto del servo delle Muse egli dimentica i brutti pensieri e non ricorda i suoi tormenti. Tale è il dono delle Muse agli uomini." (Esiodo)
Le nove Muse ebbero in seguito ciascuna il suo campo specifico: Clio fu la Musa della storia, Melpomene della tragedia, Talia della commedia, Tersicore della danza, Calliope della poesia epica, Erato della poesia d'amore, Polimnia dei canti agli dei, Euterpe della lirica e URANIA dell'astronomia.