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il momento dell'ironia con Francesco Grasso

La penna più ghignante e velenosa della SF italica. Si sta battendo da anni, in campo internazionale, per far ammettere la perfidia tra le discipline olimpiche.

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Sotto Spirito

Tutto quello che avreste voluto sapere sugli Chtorr...

...e non avete mai osato chiedere. Ecco ciò che "Sotto Spirito" vi rivelerà, senza veli e senza pudore alcuno, nella puntata di questo mese. Ai deboli di memoria, ai colpevolmente ignari, ai navigatori erroneamente finiti su queste pagine cercando magari il sito di Penthouse, ai turisti di passaggio che non sappiano cosa diavolo siano gli Chtorr, a tutti costoro va (oltre che la nostra più profonda compassione) il perentorio ordine di scoprire e leggere la saga SF capolavoro della nostra vittima di turno, il bravo e fortunato scrittore americano David Gerrold.


David Gerrold, a cui Delos ha dedicato un articolo qualche tempo fa (www.delos.fantascienza.com/delos28/gerrold.html), non è ancora un "mostro sacro" come i suoi colleghi ormai allineati in bella mostra sullo scaffale dei vasetti "sotto spirito". E' un autore giovane, vivace, già affermato sceneggiatore di Star Trek e inventore di almeno due famose saghe di SF militare, la saga dello Star Wolf e quella, appunto, degli Chtorran. Certo, non può essere ancora definito una colonna portante della fantascienza anglosassone. Ma questo non lo mette al riparo dai denti affilati della nostra satira. E non è detto che sia un male: la satira, come si sa, oltre a essere un canale sfizioso e intrigante in cui incanalare la cattiveria intima (link consigliato: www.bastardidentro.it) di molti umoristi o presunti tali, può anche essere un mezzo per far conoscere temi e autori che per altri versi il lettore potrebbe respingere. Questo mese Sotto Spirito sceglie di indossare appunto questa veste. Non che il bravo David abbia bisogno del nostro risibile contributo, intendiamoci, ma se anche un solo lettore di questa rubrica restasse colpito e incuriosito al punto da comprare un libro degli Chtorran... be', per noi sarebbe senza dubbio un successo.
Ma ora basta: il buonismo dev'essere sempre dosato col contagocce, ne va del nostro buon nome di perfidi. Caro David, porgi le guance e preparati a essere schiaffeggiato, irriso e beffeggiato. Ci hai dato materiale a sufficienza, e non potevamo proprio perderci questa succulenta occasione.
A te, e a tutti voi appassionati, buona lettura, e "in bocca allo Chtorr".

C'era una volta un vermone lungone lungone

di David Gerrold?

1 - Rosso di sera, bel verme si spara.

Gli Skorpion aprirono i portelli e ci catapultarono sull'obiettivo con la delicatezza di un'operazione d'emorrroidi eseguita col lanciafiamme. Chiunque altro ci avrebbe tirato le cuoia, ma nella mia squadra, è ovvio, non avevo ammesso nessun mollaccione, così dopo l'impatto ci ricomponemmo senza fiatare e in pochi secondi raggiungemmo le posizioni assegnate. Io reingoiai il rene destro che mi era uscito dall'orecchio, sputai il testicolo del sergente Zymph che avevo azzannato per resistere al dolore, presi il binocolo e me lo incollai al viso per esaminare la situazione.
L'infestazione Chtorran aveva quasi raggiunto le porte della città. La kudzu rossa ricopriva gli alberi come domopak in una fiera del precotto. Gli arbusti erratici vagavano ai bordi della statale come puttane in attesa di clienti, portandosi dietro il loro tradizionale carico di cimici spugnose, nettapipe, pollicini, fibule, succhiacazzi, vermigli, nastrigli, poltigli, gigli e navigli, gorpi, porpi, morpi, torpi e lorpi. Come al solito, mi chiesi a quale mentecatto avessero assegnato il compito di battezzare le forme di vita dell'ecologia Chtorran. Era veramente da non credere...
Non c'erano vermi in giro. Neppure canconigli. Forse erano già tutti ospiti a cena degli abitanti dei dintorni. Con gli autoctoni nel ruolo di pietanza. Le dita mi prudevano sul grilletto. Sparai una raffica di milleduecento colpi autocercanti all'uranio impoverito contro i segnali stradali. Così, giusto per scaricare la tensione.
- Jim? - la voce di Lizard mi raggiunse all'auricolare. - Sei pronto per le istruzioni?
- Orecchie dritte e cazzo duro. - assicurai - Come sempre.
- Allora ascolta. Alle coordinate Alpha Bravo troverai la squadra scientifica a cui dovrai fornire appoggio.
- Negativo, Liz. - replicai - Siamo già ad Alpha Bravo. E non si vede un kudzu.
- Prova allora a Beta Mediocre. - suggerì Lizard.
- Bingo, Liz! - esclamai, regolando il binocolo - Li ho trovati. Cosa devo farci?
- Solita roba, Jim. Porta quei teste d'uovo a spasso, e bada che i vermi non ci facciano colazione.
Ero deluso. - Tutto qui?
- Potresti avere dei problemi con la squadra B, Jim.
- Squadra B? Che diavolo è la squadra B?
- C'è un'altra missione in zona. - spiegò Lizard - La comanda il capitano Korie.
- Jonathan Sfigato Korie? - ripetei, sbalordito - Ma non aveva tirato il calzino l'anno scorso, giù a Shaleen?
- La sua nave era affondata, è vero, ma lui si è salvato. E' rimasto sei mesi su un'isola deserta, senza cibo né armi. Lo hanno trovato che viveva con una foca. L'aveva anche nominata sergente.
- Non lo voglio con me, Liz. - protestai - E' uno iettatore!
- Niente da fare, Jim. Esegui gli ordini.
Pur contrariato, annuii e chiusi la comunicazione. Il rotocarro aveva ormai raggiunto il bunker dove ci aspettava la squadra scientifica. Saltai giù dal blindato e andai incontro alle teste d'uovo. Erano due, un anziano e uno più giovane. Avevano telecamere, microfoni e tutta l'attrezzatura collaterale. Il grilletto riprese a prudermi.
- Il capitano Mac Carthy? - chiesero i due dementi. Volevo dire i due civili. Errore comprensibile.
- James Edward Mac Carthy - confermai - Voi chi siete?
- Alexander Check Paones. - si presentò il più giovane - E lui è il mio collega Peter Angels. Spero che lavoreremo bene insieme.
Feci una smorfia. Secondo lo zio Ira, chi ti dice una cosa del genere sta già puntando il tuo posteriore.
- Siete giornalisti? - sibilai, incredulo.
- Divulgatori scientifici. - precisò il demente.
- E volete veramente andare in mezzo ai vermi con teleobiettivi e microfoni a giraffa? - esclamai, allibito - Che diavolo pretendete di scoprire?
I due risposero all'unisono con estrema dignità. - Chi lo sa? Magari quello che i lettori attendono invano dopo essere stati presi per il sedere da ben quattro romanzi: da dove vengono gli Chtorran, come hanno fatto ad arrivare sulla Terra, chi li comanda, se sono intelligenti, e come hanno fatto a scatenare le attuali deviazioni psicologiche nella specie umana.
Li fissai ostile. - Voi due siete davvero pericolosi.

D - Che differenza c'è tra uno Chtorran e un assessore per i lavori del Giubileo?
R - Lo Chtorran, a un certo punto, si sazia.

2 - Mai mettere il verme davanti ai buoi.

L'insediamento Chtorran era appena oltre le colline. Il nido mandala aveva la struttura tradizionale: una cupola centrale, più grande, e tre più piccole disposte intorno ad angoli di centoventi gradi. No, forse non mi sono spiegato bene: la cupola centrale sorgeva nel baricentro del triangolo equilatero ai cui vertici erano posizionate le altre tre cupole. No, bisogna essere ancora più precisi: supponendo di indicare con A1, A2, A3 e A5 le cupole, si costruiscano dei quadrati sui cateti del triangolo formato da A2, A3 e A4; a questo punto, si tracci la bisettrice dell'angolo A5^A1, e nel punto d'incontro tra l'apotema mediano e l'ipotenusa del cerchio massimo si otterrà la posizione della quarta cupola. E' tutto chiaro? Un momento! Chi credete di prendere per il sedere, con quei sorrisini da yes-man? Voglio i vostri disegni in pianta, prospetto e assonometria entro dodici minuti! Altrimenti sparo.
Check Paones e Angels cominciarono a filmare non appena furono a distanza utile. Li sentivo parlottare nei registratori. Però, diciamocelo francamente, di ciò che dicevano ai posteri non me ne fregava un kudzu.
All'improvviso il rilevatore di movimento prese a sobbalzare come un avvocato davanti a un habeas corpus. Dissi a Zymph di raccogliere la squadra e di preparare l'armamento pesante: la festa era proprio oltre la macchia di larici alla nostra destra, e io volevo arrivarci con i giusti biglietti d'invito.
Strisciammo sotto gli alberi, fortunatamente liberi da cimici spugnose e allegri compari, e sbucammo dall'altra parte. Un blindato con le insegne della marina giaceva coricato su di un fianco. Appariva piuttosto malconcio. Tre vermi del colore di una mortadella ciancicata e della grandezza del debito pubblico italiano girellavano intorno con l'aria di star sorseggiando un Martini prima del pranzo di Natale.
- Zymph! - ordinai - Tu fatti quello di destra! Caporale! Tu sistema il terzo!
Io puntai il vermone centrale, regolai la griglia del mirino e feci fuoco. I missili tattici da campagna colpirono i tre bersagli quasi all'unisono. Gli Chtorran si beccarono le tre suppostone all'uranio con aria quasi offesa, e subito si afflosciarono senza emettere un lamento.
Un gioco da ragazzi.
Scendemmo di corsa dalla collina, tirandoci dietro i due civili, e sfondammo con il calcio dei fucili uno dei finestrini del blindato. Dallo squarcio emersero due civili, un uomo e una donna, e un tizio in divisa da capitano, incazzato nero. Non lo riconobbi subito, ma non appena fu all'aperto un piccione di passaggio gli cagò un chilo di guano verdastro e semiliquido sul berretto immacolato. E tutto mi fu chiaro.
- Capitano Korie? - chiesi.
- Chi kudzu vi ha detto di sparare? - gridò, quasi isterico, ripulendosi l'uniforme.
- Ma... sta scherzando? Che avremmo dovuto fare con quei tre vermi? Passargli il ketchup?
- Non avevano intenzioni ostili! - ringhiò lui - Li stavamo esaminando! Avete rovinato tutto! Avrò le sue palle per questo, capitano!
Gli avrei sparato subito, ma all'addestramento Mode mi avevano insegnato tecniche per il controllo dei nervi. Così cominciai a contare il numero di amuleti, gobbetti e cornini che Korie portava appesi alla cintura. Quando arrivai a settecento, mi ero calmato.
- Signor Korie. - scandii gelido - Il suo automezzo è inservibile. Ci segua al nostro rotocarro.
Lui strabuzzò gli occhi. - Non ci penso nemmeno. Voi mi aiuterete a rimettere in piedi il blindato.
- Ho dato un ordine, signor Korie.
- No. - replicò lui - Io ho dato un ordine.
Sorrisi di soddisfazione: niente di meglio, per iniziare la giornata.
- Cosa le fa credere di potermi dare ordini? - osservai - Io credo che lei mi sia inferiore di grado.
- Questa è la sua opinione. - ribatté lui, glaciale - E, francamente, se mai avessi bisogno della sua opinione... le direi io qual è!
Feci schioccare le nocche, deliziato. - Dunque, vediamo... Lei è capitano di livello XXL quinto dan, il che in tempo di pace la mette sul mio stesso piano. Ma, sfortunatamente, adesso ci troviamo in missione operativa, e la mia Boss GoldCard da diritto a cinque punti in più. Mi dispiace, signor Korie, ma come vede...
- Al tempo, signor Mac Carthy... - mi interruppe lui - Quanto dice sarebbe vero se io fossi un semplice capitano. Ma si da il caso che io faccia parte dei Servizi Speciali Terzo Protocollo. E ciò mi rende automaticamente suo superiore.
Ridacchiai. - Lei può anche far parte dei servizi speciali, ma io sono membro delle Forze di Collegamento Interdisciplinari, della Equipe di Contatto di Oakland, della Squadra Scientifica e del gruppo dello zio Ira.
Lui ghignò. - E io sono membro della P2, della Loggia del Leopardo e della World SF Italia.
- E io di Cosa Nostra, del Club dello Scopone Scientifico di Soriano Calabro e delle Giovani Marmotte. - rilanciai.
- E io...
- Ehm... - tossicchiò Check Paones, preoccupato - Non vorrei disturbare, ma c'è uno sbrego di vermi che sta scendendo dalle colline.
- Infatti. - confermò Angels in tono inquieto - Saranno almeno una trentina. E hanno l'aria piuttosto incazzata. Non si potrebbe rimandare questa diatriba gerarchica a...
- Siete pazzi? - replicammo all'unisono io e Korie, scandalizzati - Il primo comandamento, in ogni circostanza, è decidere chi è il capo! Tutto il resto è assolutamente secondario!
- Anche salvare il culo?
- Naturalmente! Che domande! - io e Korie li guardammo con evidente commiserazione. Del resto, cosa potevamo aspettarci da due civili?
Poi riprendemmo il dibattito. - La vede questa, signor Korie? E' una medaglia speciale del Congresso. Chi è stato insignito di tale onorificenza ha certamente un diritto gerarchico superiore a...
- E lei vede questo, signor Mac Carthy? - ribatté lui, togliendosi la giacca - E' il distintivo di Top Gun Arena Dominator del Q-Zar di Las Vegas. L'ho strappato a un Morthan a mani nude. Sa quanti punti vale?
- E guardi qui, allora. Cento bollini del Blockbuster di Oakland! Ho diritto alla collezione completa dei video di Marina Lothar.
Lui digrignò i denti. - Ah, sì? E che mi dice di questo? Duecento punti Agip! Posso ritirare il borsone con le fibbie blu oppure il Comodo Plaid In Pura Lana Vergine.
- Io ho il Nastrino d'Onore del Ballo della Marina!
- E io ho la figurina di Pizzaballa!
- I vermoni si sono magnati il sergente Zymph! - gridò Angels, terrorizzato.
- Ci sono addosso! - fece eco Check Paones.
- Chtorr! Chtorr! - sbraitavano i vermi, rossi e voraci come avvocati davanti a un buffet.
- Ho un'idea. - azzardò Korie.
- No. Io ho un'idea. - precisai io.
- Contattiamo il comando e chiediamo al computer tattico di fare lui il calcolo della scala gerarchica.
- Stronzate! - ribattei - Vi dico io cosa facciamo: chiamiamo il cervellone della base, e ordiniamo a lui di fare il conteggio dei punti di gerarchia...
- ...e comunque Schillaci è il più grande giocatore del mondo! - aggiunsi.
- No! - sbottò lui - Schillaci è il più grande giocatore del mondo!
- Qui HARLIE. - mormorò alla radio la voce dell'elaboratore centrale.
- Siamo in ascolto. Chi di noi ha ragione?
- Ehm... - fece HARLIE - Ho aggiornato la classifica ATP degli ufficiali in servizio. Voi due avete esattamente 234 punti. Entrambi. Siete allo stesso livello.
- E allora? - chiedemmo in coro, costernati.
- Allora comandate entrambi. - suggerì HARLIE.
Io e Korie ci guardammo pensierosi.
- Be', si può fare. - commentammo alla fine.
Puntammo le armi. - Su, gente: togliamo di mezzo queste fogne rosse.
Fu un gioco da ragazzi.

D - Cosa dicono gli Chtorran dopo aver conosciuto il direttore di Delos?
R - Burrrp!

3 - Il verme del mattino ha l'uomo in bocca.

Al sicuro nel rifugio di schiumaref, Check Paones e Angels catalogavano il materiale raccolto durante la giornata. La seconda coppia di civili, con cui non avevo ancora avuto modo di parlare (non che me ne fregasse un kudzu, comunque) si ripuliva nel piccolo bagno da campo.
L'uomo, che aveva una faccia da mandrillo, si era acceso un sigaro puzzolente e lo succhiava con voluttà tra le labbra carnose. E, nel frattempo, teneva gli occhi porcini fermamente puntati sul culo rotondo della sua compagna.
- Chi sono quei due, Jonathan? - chiesi.
Korie sedette al mio fianco. Sentii uno "sguesh" soffocato. Guardai, e mi resi conto che si era seduto su una merda viscosa e semiputrida di canconiglio. Non osai dirglielo.
- Un certo Tintus Brass. - rispose, scrollando le spalle - Un regista. Lei... non mi ricordo, ma è una sua attrice.
Sputai, centrando con lo scaracchio una macchia di kudzu a trenta passi di distanza. L'addestramento Mode serviva, dopotutto.
- Io due giornalisti, tu due del cinema... - mormorai - Cos'è, anche loro vogliono filmare un documentario sugli Chtorr?
- Può darsi. - fece lui - Credo che siano specializzati sugli animali. Ho sentito lei commentare "In fondo è come con i pitoni. Sono solo più grossi."
- Be', almeno non sono pazzi come i miei due teste d'uovo... - Gli raccontai cosa Check Paones e Angels mi avevano detto. Lo vidi irrigidirsi.
- Cosa c'è, Jonathan?
- Be', i tuoi due civili non sono mica fessi. Hanno buone domande. In effetti anch'io vorrei sapere...
Rimasi sbalordito. - Che kudzu c'è da sapere? Noi bruciamo i vermi. E siamo i più bravi. Cos'altro ci serve?
Lui scosse la testa. - Ma tu non ti chiedi mai che succede, Jim? Che succede veramente, voglio dire?
- In che senso?
- Voglio dire, sono cinque anni che va avanti questa stronzata coi vermi e le altre bestie fetenti di Chtorr, e io ne so meno che all'inizio. Non ci dicono niente, non ci spiegano un kudzu, ci mandano a combattere e basta. Perché fanno così?
- Ma è logico. - sbottai io - Noi siamo soldati, il nostro compito è proprio quello: combattere e basta. Non te l'hanno insegnato, all'addestramento Mode?
- L'addestramento Mode? - chiese lui - Non è quella boiaccata dove ti spiegano come metterci tutta una giornata per non fare un cazzo?
- Esatto. E' stato inventato dai dipendenti dei ministeri di Roma. Ti assicuro che funziona.
Lui fece cenno di lasciar perdere. - Jim, ci sono un sacco di stranezze, in questa kudzu di guerra. Ma le possiamo solo intuire, sentirle a livello di pelle. E' come se avessimo il riflettore puntato addosso e non potessimo vedere niente di quello che avviene oltre il cerchio della luce.
Schiacciai un cimice spugnosa che cercava di infilarsi sotto il mio colletto. - Ah, capisco cosa ti angoscia... tu pensi che la nostra sia una sottile metafora della condizione minimalista degli umili militi che in ogni tempo e luogo duramente pugnano senza poter innalzare gli occhi e l'anima dal fango della trincea?
- Credo di avere una cimice spugnosa nelle mutande. - commentò lui.
- Lo so, fanno rimpiangere le vecchie, sane piattole.
Lui tirò su col naso. Sembrava in vena di confidenze. - Sai Jim, dopo che mi hanno tirato fuori da quella cazzo di isola, ho passato tre settimane nell'ospedale militare di Oakland...
- Ah! - esclamai, eccitato - Hai conosciuto Jessica, l'infermiera? Quella che fa i pompini a tortiglione?
- No, stava nella corsia accanto. - mormorò lui, col tono di chi da lunga data si è rassegnato - Il mio infermiere si chiamava Omar e pesava duecento chili.
- Che domanda stupida... - commentai, mentre l'unico piccione ancora in vita nel raggio di trecento chilometri gli cagava in testa.
Lui non si interruppe neppure per pulirsi. - Comunque, fuori dalla finestra c'era un sit-it permanente di pacifisti. Figli dei fiori, hippies, quella gente lì, insomma...
- Teste di kudzu! - imprecai d'istinto - Degenerati comunistelli senza palle! Se fosse per loro, staremmo tutti a ballare nudi nel Branco, a trombare allegramente e a cantare in coro canzoni di Bob Dylan mentre i maledetti vermi rossi marciano nelle nostre città e si mangiano i nostri bambini! Per fortuna ci siamo noi, sul muro, a difendere col nostro fucile la Nazione, la Democrazia e il Libero Capitale.
- Jim...? - azzardò lui.
- Che c'è?
- Ti ho messo alla prova. Lo sapevo che avresti reagito in questo modo. Hai ripetuto esattamente le stesse parole che sono venute in mente a me.
- E' naturale. Siamo soldati dei Santissimi Stati Uniti D'America.
- Si, ma... ti rendi conto che sono stronzate? I rossi che si mangiano i bambini? Andiamo... Abbiamo una fraseologia da anni cinquanta! Questa è una situazione da anni cinquanta! Tu hai persino un cognome da anni cinquanta!
Strinsi gli occhi. Cominciavo a intuire qualcosa.
- Dove vuoi arrivare, Jonathan?
Lui scosse la testa. - Ci comportiamo tutti come maccartisti paranoici. Io non ne posso più. Io voglio sapere. Voglio capire.
Avevo capito anch'io. Tardi, ma avevo capito. Lentamente, molto lentamente, tolsi la sicura al fucile.
- Ce l'abbiamo fatta! Abbiamo le risposte!
Io e Korie ci voltammo sorpresi. Check Paones e Angels sventolavano eccitati i loro nastri registrati. Erano raggianti.
- Di che state parlando? - chiesi cautamente.
- Era semplice. - ridacchiò Angels, deliziato - Sono bastate un paio di sonde nel nido Chtorran e qualche minuto di riprese.
- Adesso sappiamo. - fece eco Paones.
- Sapete cosa?
- Tutto. Come hanno fatto i vermi ad arrivare sulla Terra, cosa li muove, cosa veramente vogliono, e soprattutto come fare a fermarli. Da oggi la guerra può dirsi finita. E anche questa cavolo di saga che sta diventando peggio di Beautiful.
Korie pendeva dalle loro labbra. - E cosa state aspettando? Ditecelo, avanti!
- E' semplice. Gli Chtorran...
Erano talmente distratti che non si accorsero nemmeno mentre imbracciavo il fucile e puntavo. Sparai soltanto tre colpi. Caddero come delle pere.
Fu un gioco da ragazzi.

D - Come definiscono gli Chtorran la metro A di Roma alle otto del mattino?
R - Ribollita.

4 - La fiducia è la condizione necessaria per un tradimento efficace.

- Com'è andato il trattamento?
Lizard sistemò meglio le medaglie che si era appuntata sulle tette. - Vedrai tu stesso, Jim. Ti porto da loro...
La seguii. Il Quartier Generale di Oakland ferveva di attività. Il personale correva a destra e a... (quale kudzu è il contrario di destra? Non riesco proprio a pronunciare la parola...). Comunque, dicevo, correva ordinatamente e con grande disciplina. Tutti erano efficienti, belli, atletici e virili. Non per nulla erano militari degli Stati Uniti d'America.
- Avete avuto altri casi del genere? - chiesi a Lizard.
Lei annuì. Era bellissima con gli anfibi e la bandoliera mimetica. Era per questo che pretendevo che li portasse anche a letto: a vederla così mi veniva duro come la corazza di un Abraham.
- Dopo il tuo rapporto, abbiamo preso in esame tutti i sospetti. - disse - E molti, in effetti, soffrivano della sindrome che hai scoperto... I nostri biologi l'hanno battezzata patologia pacifist-dubbioso-esistenziale, ovvero la Tossina Dichivuolecapire. Crediamo che sia una reazione agli influssi ormonali dei gasteropodi Chtorran.
Imprecai. - Il nemico inventa sempre nuove armi... Come possiamo proteggerci, Liz?
- Il vaccino è sempre lo stesso, Jim. - fece Lizard - L'addestramento militare. La nuova sindrome può infettare solo soggetti deboli e mollaccioni, civili e sfigati di turno. Se non fosse così, tu ne saresti stato contagiato da tempo. Invece sei massiccio, inquadrato e cazzuto come sempre.
- Prima sparare, poi pensare. - recitai io.
- Prima sparare, poi non pensare. - precisò lei.
- Il gatto sta sempre dalla parte sbagliata della porta. - rilanciai io.
- Equilibrio mentale: se pensi di averlo, probabilmente non ce l'hai... - scandì lei.
- ...se invece sei sicuro di averlo, sicuramente non ce l'hai. - approvai io.
- Un oggetto in movimento è sempre rivolto nella direzione sbagliata, mentre un oggetto a riposo si trova sempre nel posto sbagliato... - cantilenò lei.
- ...e la quantità di energia richiesta per modificare lo stato di un oggetto è sempre maggiore di quella che vorreste impiegare, ma mai così grande da farvi apparire impossibile l'obiettivo. - terminai io.
- Perfetto, Jim. Continuiamo a ripeterci nelle orecchie queste stronzate, e la Tossina Dichivuolecapire non ci colpirà. Mai. O almeno, per altri quindici romanzi.
- Anche venti, se quel testa di kudzu di editore continua a pagare. - concordai io, deliziato.
Lizard si fermò di fronte alla porta di un laboratorio. - Siamo arrivati.
Entrai. Check Paones e Peter Angels erano lì. Stavano bene, tutto sommato: d'altra parte, chiunque può sopportare un piccolo proiettile anestetico. E un lavaggio del cervello. Anzi, ogni tanto fa anche bene.
Check Paones stava blandendo un gasteropode Chtorran, un esemplare da laboratorio semi-addomesticato. Gli ordinava di compiere semplici esercizi, e lo premiava con pezzi freschi di avvocato che coglieva da un secchio. In quel momento il vermone si era alzato sulla coda e aveva piegato il corpo a forma di "S". Mi ricordava il simbolo di una rete televisiva, ma non riuscivo a focalizzare l'immagine.
- Cirrrp! - trillava il verme.
- No, no! - protestò Check Paones - Ripeti di nuovo: "Cinque". "Canale Cinque".
- Cirrrrrrrppppe? - tentò il gasteropode.
- Come sta, Alexander? - lo salutai io.
Lui rispose senza distrarsi. - Bene, capitano Mac Carthy. Credo di aver trovato il testimonial giusto per la mia nuova trasmissione. Allo sponsor piacerà. - poi si rivolse di nuovo al verme - Forza, Michelino, proviamo di nuovo.
- Pziu, pziu. - sibilò lo Chtorran.
- E lei, signor Angels?
L'uomo anziano mi fece cenno di tacere. Mi resi conto che la telecamera di fronte a lui aveva la spia accesa. Sperai di non aver rovinato la registrazione.
- Per la rubrica "La scienza in cucina", stasera vi illustreremo come le pietanze Chtorran possano arricchire la nostra dieta. - disse con voce suadente. Poi tosse il coperto a una serie di casseruole dall'aria invitante. - La carne dei gasteropodi è particolarmente tenera nei primi mesi di vita, e diventa deliziosa se marinata nell'aglio e nel succo di limone. Per il carpaccio di verme, i nostri esperimenti hanno indicato come preferibile un condimento a base di prezzemolo e coriandolo... Il fegato dei gasteropodi, poi, è particolarmente ricco di ferro e di vitamina D, ed è raccomandato nelle diete povere di sodio... Da oggi, quindi, non si potrà più dire che l'unico Chtorran buono è il Chtorran morto.
Restai estremamente compiaciuto. Il trattamento aveva funzionato in modo egregio.
- E Korie? - chiesi a Lizard.
- Ha chiesto che lo rimandassimo sull'isola. Gli mancava la sua foca, diceva.
Scrollai le spalle. - Sarà felice, immagino.
- Non credo. - considerò lei - Il suo aereo è stato colpito da un fulmine, dirottato dai terroristi, speronato da jet libici e inghiottito dal ciclone Ludmilla. Lui si è buttato col paracadute, ma ha preso per sbaglio lo zaino con la carta igienica Foxy del secondo pilota. Si è salvato costruendosi un bozzolo mentre cadeva, ma è stato attaccato dagli squali, dai piragna, i barracuda, le piovre giganti, i calamari, i pesci paduli e gli scafisti albanesi. Si è salvato battendosi a colpi di protesi, ma è finito incagliato contro il bulbo di Luna Rossa che regatava da quelle parti. Francesco de Angelis ha tentato di schiodarlo di lì infilandogli un mezzomarinaio in qualche orifizio e facendo leva, ma la spinta è stata eccessiva, così lui è schizzato via ed è finito in un poligono di tiro, a Mururoa, durante le celebrazioni del 14 Luglio, mentre i francesi festeggiavano con le bombe atomiche. Si è salvato schivando le particelle beta a colpi di reni, ma ...
- Insomma, alla fine che gli è successo? - chiesi spazientito.
- Abbiamo dovuto abbatterlo.
- Un gioco da ragazzi. - approvai.

FINE

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