A.E. Van Vogt ci ha lasciato
L'anziano autore di fantascienza non ha retto alle complicazioni di una polomonite ed è morto lo scorso 26 gennaio. Aveva 87 anni
Scrittore di fantascienza tra i più prolifici, Alfred Elton van Vogt era nato a Manitoba in Canada nel 1912, ma aveva vissuto negli Stati Uniti a partire dal 1944, scrivendo molte pagine fondamentali della fantascienza della cosiddetta Golden Age. In un percorso parallelo a quello di Isaac Asimov, van Vogt aveva esordito e si era fatto conoscere al grande pubblico tra le pagine di Astounding, vera e propria impareggiabile fucina di talenti diretta dal leggendario John W. Campbell. La sua prima storia si intitolava Black Destroyer e apparve nel 1939, medesimo anno in cui lo scrittore sposò E. Mayne Hull con la quale scrisse tra l'altro parecchie storie apparse negli anni '40. "Durante l'Età dell'Oro della fantascienza," ha così commentato Harlan Ellison la scomparsa dell'amico-scrittore, "tra la fine degli anni '30 e l'inizio degli anni '50, A.E. van Vogt è stato uno dei quattro o cinque pilastri dell'intero universo. L'intero genere si reggeva su di lui e pochi altri". Uno dei primi scrittori di fantascienza a produrre una narrativa complessa dai temi sofisticati, van Vogt viene oggi ricordato soprattutto per il suo primo romanzo, Slan (idem, 1940), Le armi di Isher (The Weapon Shops of Isher, 1951) e il ciclo di Non-A (in originale Null-A), che include The World of Null-A (1945), The Pawns of Null-A (1956) e il più recente Null-A Three (1985). Nonostante la sfolgorante carriera iniziata a ventisette anni, van Vogt dovette aspettare parecchio per ottenere i primi riconoscimenti ufficiali. Fu solo nel 1995, infatti, che lo scrittore venne insignito del Premio Nebula come Grande Maestro dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America, l'associazione degli scrittori di fantascienza americani, mentre l'anno successivo gli fu conferito un posto nella Science Fiction Hall of Fame. (AV - fonte: Sci-Fi Wire)
Arthur C. Clarke si ritira
Con il suo ultimo romanzo, The Trigger, di cui abbiamo da poco parlato su queste pagine, il grande scrittore inglese ha dato l'addio ufficiale alle scene fantascientifiche
Il 2000 è certo una data fatidica ed evocativa per qualsiasi scrittore e appassionato di fantascienza, e non si può sapere se sia un caso che Arthur C. Clarke abbia deciso di aspettare proprio quest'anno per smettere di scrivere, ma tant'è questo è il succo delle sue dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa al quotidiano londinese della sera Evening Standard. "Ho esaurito le buone idee e mi ritiro per buona condotta", ha semplicemente detto Clarke, alle spalle ottantadue anni ben portati e oltre seicento opere all'attivo tra cui classici assoluti della fantascienza come 2001: Odissea nello Spazio, La Città e le Stelle, Incontro con Rama, Le Sabbie di Marte e moltissimi altri. Con il suo annuncio a sorpresa, Clarke avrebbe spiazzato anche amici e conoscenti, tra cui gli organizzatori del premio di narrativa fantascientifica a lui intitolato. "Sono scioccato", ha affermato Paul Kincaid, amministratore dell'annuale Arthur C. Clarke Science Fiction Award, "e non trovo altra spiegazione se non quella che si sia stancato di scrivere. Ma mi aspettavo che Arthur resistesse fino al 2001. Avremmo tutti apprezzato l'aspetto simbolico di quella data". A proposito dell'addio di Clarke, Johnny Ball, conduttore di un noto programma scientifico per bambini della BBC, ha aggiunto: "Il nome di Clarke dovrebbe esser scritto in grande nella storia". (AV - fonte: ANSA)
Vonnegut ricoverato
Non è certo un periodo tranquillo questo, per gli scrittori di fantascienza. Dopo il grave malore che ha colpito Ray Bradbury ai primi di novembre e la polmonite che s'è portata via A.E. van Vogt qualche giorno fa, adesso c'è Kurt Vonnegut all'ospedale
Il settantasettenne autore di Le sirene di Titano, Mattatoio 5, Piano meccanico e Cronosisma (per citare solo i romanzi di fantascienza) è stato ricoverato il 30 gennaio scorso in seguito a un'intossicazione da fumo prodotto da un incendio sviluppatosi nella sua abitazione di New York. Secondo l'Associated Press, al momento del ricovero, Vonnegut, che soffre tra l'altro di enfisema polmonare, era in condizioni critiche ma stabili, e i medici hanno prospettato per lui alcuni giorni di permanenza in terapia intensiva. L'incendio, che non ha causato gravi danni alla casa, si è sviluppato verso le sette di sera all'ultimo piano della villa dello scrittore. La moglie e la figlia diciassettenne, che erano con lui al momento dell'incidente, non hanno riportato alcun trauma. (AV - fonte: Sci-Fi Wire)
E' morto Guieu
Uno degli autori francesi più noti è morto poco prima di poter vedere il 2000
Alla fine di dicembre è morto Jimmy Guieu (n. 1926), un autore francese di fantascienza molto noto ai primi lettori di Urania e di Cosmo (Quelli della Stella Polare, Le sfere di Rapa-Nui, Terrore sul mondo, La breccia nel tempo, ecc.). Guieu aveva in Francia una collanina a lui dedicata, in cui pubblicava un diluvio di romanzi. Non era però un mistero per nessuno che, da parecchi anni, i romanzi che uscivano a suo nome erano in realtà opera dello scrittore Roland C. Wagner. Va comunque reso omaggio a un autore che, pur con i suoi limiti, ha alimentato l'immaginario dei lettori italiani di fantascienza dei primordi. (LP - fonte: Valerio Evangelisti)
Patteggia l'investitore di Stephen King
Bryan Smith si dichiara colpevole di guda pericolosa, evitando così accuse ben più gravi
Un anno senza patente di guida: quest l'unica condanna per Bryan Smith, che il 19 luglio scorso aveva investito con il suo furgone Stephen King lasciandolo in fin di vita.
Il 4 gennaio Bryan King ha accettato il patteggiamento riconoscendosi colpevole di guida pericolosa. E' stata quindi lasciata cadere l'accusa di aggressione che poteva mandarlo in carcere, visti anche alcuni spiacevoli precedenti di guida sotto l'effetto di droghe.
King, che ha subito cinque operazioni per aggiustare le ossa rotte della gamba destra e del bacino, riportato la rottura di diverse costole, la perforazione di un polmone e una lacerazione del cranio, ha rimproverato l'accusa per non aver voluto perseguire Smith per accuse più pesanti e ha definito l'accordo "un affare da irresponsabili". Si è detto convinto che una sospensione della patente non avrebbe impedito a Smith di continuare a mettere in pericolo gli altri con la sua guida.
In settembre, King aveva comprato da Smith il furgone per 1500 dollari. Progetta di vendicarsi almeno sul veicolo con un grosso martello... (SS - fonte: CNN)
Il ritorno di Stephen King
Molti progetti per il rientro in piena attività dello scrittore horror, tra cui il seguito di The Talisman e una novella scritta per la televisione, Rose Red.
Dopo più di sei mesi dal suo incidente stradale, in cui è stato investito da un furgone, uno dei più acclamati autori di horror è finalmente pronto a tornare all'opera. Stephen King è già stato visto alla prima de Il miglio verde dove è stato festosamente accolto dal suo amico Peter Straub, con cui ha in progetto il seguito di Random House la cui edizione dovrebbe uscire nel 2001.
Ai suoi fans King avrebbe inoltre detto di aver iniziato a pensare al seguito de The Talisman sempre con Straub, che lo scrisse con lui nel 1984, definendolo scherzosamente 'progetto T2'. "Difficilmente Arnold Schwarzenegger potrebbe trovarvi un ruolo" ha poi commentato, aggiungendo anche il suo attuale impegno per una nuova miniserie per la televisione che porterà il titolo di Red Rose, più la stesura di una breve novella intitolata Riding the Bullet .
(LM - fonte: Scifi.ign.com)
L'onda disinnescatrice di Clarke
E' uscito da pochi giorni l'ultimo romanzo del decano della SF, scritto in collaborazione con Michael P. Kube-McDowell
All'inizio del ventunesimo secolo in un laboratorio privato, un brillante gruppo di fisici fa, per sbaglio, come spesso accade in questi casi, una scoperta sensazionale. Un tipo particolare di onda capace di rendere inoffensiva o distruggere qualsiasi arma basata sui nitrati, che include virtualmente tutte le armi moderne che utilizzano degli esplosivi. E non ci vuole molto per capire che il potenziale della scoperta è enorme sia per chi volesse usarlo a fin di bene, ma anche per chi preferisse impiegarlo per scopi non del tutto leciti. E mentre il proprietario del laboratorio dove è stata fatta la scoperta vorrebbe presentare il Trigger, come viene battezzato questo dispositivo, al governo degli Stati Uniti attraverso un senatore militante pacifista, le cose iniziano a complicarsi quando due degli scienziati utilizzano un Trigger portatile per spazzare via una banda di strada che minaccia uno dei loro parenti. Da questo punto in poi il libro corre su due binari paralleli, quello assai caro a Clarke, di come la scienza e la tecnologia possono influenzare i cambiamenti e i comportamenti sociali e politici, e quello del moderno techno-thriller a tratti anche violento, e per questo decisamente più estraneo all'autore di 2001, nel quale è certamente stata maggiore l'influenza di Kube-McDowell, scrittore che in Italia è conosciuto soprattutto per la trilogia della Crisi della Flotta Nera di Star Wars e molto meno per un romanzo della serie di ispirazione asimoviana, peraltro mai conclusa, intitolata Robot City. Ovviamente il futuro dell'umanità dipenderà da "chi" riuscirà ad accaparrarsi l'enorme potere del Trigger, mentre l'altra questione in sospeso sarà se questa scoperta porterà alla fine della guerra oppure all'instaurarsi di un nuovo tipo di guerra. Per conoscere le risposte non resta che leggersi il libro in versione originale o attendere la Rizzoli, che ne ha già acquisito i diritti di pubblicazione per l'Italia. The Trigger, di Arthur C. Clarke e Michael P. Kube-McDowell - Bantam Spectra - 448 pagg. 24.95$ (AV - fonte: Amazon)
Philip K. Dick Award 1999, le nomination
Anzetti, Ash, Barton, Baxter, Nasir e Smith: sono questi i sei candidati al premio dedicato allo scrittore prematuramente scomparso nel 1982
Il Philip K. Dick Award, istituito da Thomas M. Disch alla memoria del celebre autore americano, è giunto quest'anno alla diciottesima edizione e viene presentato annualmente dalla Philadelphia Science Fiction Society per celebrare pubblicazioni di fantascienza apparse negli Stati Uniti in formato paperback nell'anno precedente. Ecco per il 1999 quali sono le opere che si sono aggiudicate il diritto di contendersi la vittoria finale:
Typhon's Children, di Toni Anzetti (Del Rey)
Not of Woman Born, a cura di Constance Ash (Roc)
When We Were Real, di William Barton (Warner Aspect)
Vacuum Diagrams, di Stephen Baxter (HarperPrism)
Tower of Dreams, di Jamil Nasir (Bantam Spectra)
Code of Conduct, di Kristine Smith (Avon Eos)
I candidati sono stati scelti da una giuria composta da Julie Czerneda, Catherine Asaro, Paul Di Filippo, Charles Oberndorf e David Porush. Il vincitore sarà annunciato il prossimo 21 aprile nel corso della ventitreesima Norwescon, convention di fantascienza sponsorizzata dalla NorthWest Science Fiction Society che si svolgerà presso il Doubletree Seattle Airport Hotel a Seattle. (AV - fonte: Sci-Fi Wire)
Milioni di libri di Star Wars invenduti
Una scelta di mercato clamorosamente sbagliata sta causando grossi problemi alla casa editrice che ha pubblicato il romanzo di Episode I in Gran Bretagna
Forse, negli ultimi dodici mesi, vi sarete accorti che tra scaffali di librerie e giocattoli, c'era in giro un po' troppa roba griffata Star Wars. Ebbene, di certo se ne sono accorti nel Regno Unito dove la società detentrice dei diritti di pubblicazione del romanzo si dev'essere eccitata un po' troppo per aver acquisito la possibilità di sfornare il titolo Episode I, e si è lasciata prendere la mano, con tutte le drammatiche conseguenze finanziarie del caso. Secondo la BBC, infatti, l'editore inglese Dorling Kindersley avrebbe accumulato negli ultimi sei mesi del 1999 una colossale perdita pari a venticinque milioni di sterline per aver stampato un numero astronomico di copie di The Phantom Menace, rimaste poi in massima parte invendute. Per l'esattezza l'invenduto ammonterebbe a circa dieci milioni di libri, a fronte di una tiratura totale di ben tredici milioni di copie, stampate imprudentemente in vista del Natale. A causa della poco oculata scelta di mercato, l'amministratore delegato della società, James Middlehurst, ha già rassegnato le dimissioni, mentre la compagnia sta ora valutando le prospettive rimaste per salvarsi dal tracollo. (AV - fonte: Cinescape)
Farfalle e DNA
Il nuovo romanzo di Greg Egan è un viaggio esotico nei territori della biologia, dell'evoluzione e delle emozioni
Teranesia è una remota isola dell'arcipelago indonesiano dove un ragazzino di nove anni, Prabir Suresh, vive con i genitori e la sorellina Madhusree. Teranesia è il suo regno, che egli può popolare a suo piacimento con i più strani mostri che l'immaginazione possa concepire, ben più strani di quanto il selvaggio habitat tropicale possa presentare. Il motivo delle strane mutazioni genetiche delle farfalle che ha condotto i suoi genitori entrambi biologi in quello sperduto angolo del mondo, lo tocca solo in maniera marginale. La sua vita si svolge, da un lato, tra le spiagge deserte e la giungla del luogo, e dall'altro tra la scuola e le amicizie che può coltivare esclusivamente attraverso la rete. Quando improvvisamente una sanguinosa guerra civile infiamma l'intera regione indonesiana, anche Teranesia non può rimanerne immune e la famiglia di Prabir è costretta ad andarsene. La partenza però lascia il ragazzo con delle sensazioni strane e persistenti, quasi un irrazionale e opprimente senso di colpa e di responsabilità nei confronti di sua sorella. Il mistero delle farfalle resta così irrisolto, ma quasi vent'anni dopo, nella medesima area cominciano ad apparire nuove strane specie di piante e animali nettamente separate da quelle già conosciute, affette da mutazioni esasperate che sembrano troppo efficienti e funzionali per essere state provocate da cause naturali, o da eventi catastrofici come inquinamento o malattie che dovrebbero comunque avere delle influenze casuali. Madhusree è ora una studentessa in biologia e, memore del lavoro non riconosciuto dei suoi genitori, decide di unirsi alla spedizione scientifica di una multinazionale per investigare questo nuovo fenomeno. Da parte sua, incapace di superare le sue paure per la sicurezza della sorella, pur riluttante, Prabir decide di seguirla, ma il viaggio attraverso l'arcipelago di isole si rivela molto più insidioso del previsto e i contatti con la spedizione di Madhusree vengono persi. Nella speranza di ritrovarla, Prabir si unisce a Martha Grant, una scienziata indipendente, anch'ella alla ricerca della soluzione dei misteri evoluzionistici dell'isola e di qualsiasi risvolto commerciale essi possano portare agli sponsor della sua spedizione. E non appena Prabir e Martha cominciano a risolvere gli enigmi di Teranesia, il giovane sarà costretto a confrontarsi nuovamente con il suo passato e ad affrontare quelle dolorose realtà che lo avevano colpito tanti anni prima e che si riveleranno legate alle implicazioni di una rivoluzione biologica senza precedenti. Distante anni luce dall'opera cosmologica di Diaspora e dalla cyber-metafisica di Permutation City, Teranesia risulta il romanzo di Egan finora più avventuroso e commovente, mostrando un'ampia varietà di registri narrativi e un crescendo emotivo inedito che sorprenderà positivamente coloro che hanno familiarità con le passate opere di questo scrittore con la "S" maiuscola. Teranesia, di Greg Egan - Harpercollins - 320 pagg. - 24$ (AV - fonte: Amazon)
L'uomo bionico diventa realtà
Un sessantaduenne newyorkese, cieco da ventisei anni, è tornato a vedere grazie a uno straordinario impianto artificiale collegato direttamente al cervello
Grazie a una telecamera montata su una delle due lenti degli occhiali e a un sensore ad ultrasuoni installato sull'altra, Jerry riesce di nuovo a vedere. I due apparecchi sono collegati a un computer appeso alla cintura, che elabora i segnali e li invia direttamente alla zona della corteccia cerebrale deputata all'elaborazione dei segnali visivi attraverso sessantotto elettrodi di platino impiantati nel cranio poco sopra l'orecchio destro. Rimasto cieco a trentasei anni per un trauma cranico, il paziente, del quale per ora è stato divulgato solo il nome, Jerry, ha così ritrovato la vista, sebbene le immagini che percepisce non sono esattamente identiche a quelle di un vedente normale. Jerry riesce infatti a cogliere i contrasti di luce e i contorni degli oggetti come insiemi sparsi di punti luminosi. Questo tuttavia sarà sufficiente per cambiare radicalmente la sua vita, poiché sia a casa che, ad esempio, nel metrò non sarà più costretto ad usare il bastone, potrà orientarsi in luoghi che non conosce, o leggere le insegne. Inoltre, prima dell'intervento, Jerry ha chiesto di rendere digitale tutto il sistema per potersi collegare direttamenter alla TV e al computer. E se le immagini del mondo per lui sono solo un'apparenza sbiadita, quelle televisive sono addirittura più nitide di quelle percepite anche da chi ha un'ottima vista! Per non parlare della possibilità del collegamento diretto a Internet, attraverso il quale Jerry s'è detto intenzionato di andare a giocare in Borsa quanto prima. L'eccezionale intervento è stato portato a termine presso il Presbyterian Medical Center di New York dal dottor William Dobelle più di vent'anni dopo i primi esperimenti, quando nel 1978 impiantò un rudimentale sistema su due volontari. Ma per anni le grandi dimensioni del computer e il suo peso eccessivo hanno costituito un grosso ostacolo, mentre oggi la valigetta che Jerry porta con sé, incluse le batterie, pesa soltanto quattro chili e mezzo. Oltre a questo ci sono anche altri sistemi visivi artificiali allo studio. Uno si basa su un microchip da impiantare direttamente nella retina e il cantante Stevie Wonder s'è già detto pronto a provarlo. Se non è fantascienza questa... (AV - fonte: Repubblica.it)