riscoperti da
Lanfranco Fabriani


Tesori da bancarella
Fuori registro






Anonima stregoni
Dove vanno a finire i capolavori della fantascienza? Tutti quegli stupendi romanzi pubblicati decine d'anni fa da questa o quella rivista ormai cessata, da questa o quella casa editrice ormai chiusa, mai ristampati, mai riscoperti... Lanfranco Fabriani scava nella sua biblioteca alla ricerca di tesori perduti. I lettori dovranno scavare nelle bancarelle dei libri usati per trovarli, mentre gli editori possono anche prendere queste note come consigli...

Questa volta ci occuperemo di un autore estremamente noto, Robert Anson Heinlein, le cui opere hanno goduto di continua fortuna e sono state soggette a ripetute ristampe e nuove edizioni, ma ciò nonostante ce ne occuperemo da un'angolazione atipica, utilizzando due romanzi per così dire, fuori registro.
Heinlein è noto al grande pubblico soprattutto per la Storia Futura e probabilmente per Fanteria dello Spazio; i suoi personaggi sono eroi nel vero senso del termine, spesso cadetti dello spazio o militari, oppure uomini realizzati nel loro ambiente, abili investitori e finanzieri di successo. Heinlein potrebbe quasi essere classificato come il modello dello scrittore di fantascienza classica, i suoi temi sono razionalità e viaggi nello spazio. In un certo senso questo è vero, Heinlein di fatto è stato uno dei massimi cantori dell'esplorazione spaziale, ma ciò non toglie che anche lui si sia accostato al genere fantasy. Certo un fantasy un po' sui generis, piegato ad esigenze e da una mentalità totalmente differente. Sarà per un caso che questi romanzi sono stati quasi dimenticati?

Stiamo parlando di Anonima Stregoni (Magic Inc., 1950, ed. ital. Galassia 49, Casa Editrice La Tribuna, Piacenza 1965) e di La Via della Gloria (Glory Road, 1964, ed Ital. Science Fiction Book Club 1 III serie [24], Casa Editrice La Tribuna, Piacenza, 1966 rist. Biblioteca Universale Rizzoli 251, Rizzoli, Milano, 1978). In questi romanzi il clima cambia, apparentemente, in modo drastico, niente più motori a razzo ed astronauti bensì gnomi, ghoul, demoni con coda e corna e soprattutto, magia. Diaciamo apparentemente perché di fatto, a ben vedere, le tematiche di Heinlein rimangono al loro posto. Prendiamo Anonima Stregoni. Vi troviamo un mondo in cui la magia è perfettamente integrata nella società moderna, serve negli affari, ed il protagonista è un commerciante di materiale edile. Tutto sembra andare nel migliore dei modi fino al momento in cui una misteriosa associazione decide di costituire un cartello di maghi nel tentativo di stroncare il libero commercio. La discussione alla Camera di Commercio, la descrizione di come al parlamento statale vengono discusse le leggi con la frenetica rincorsa delle lobbies in gioco, la descrizione di come avviene l'approvazione della legge che autorizza il cartello, sono nel più puro stile Heinlein. Scopriamo quindi che il fantasy non è poi così fantasy.
La via della gloria
Stesso discorso vale per La Compagnia della Gloria, anche qui ci troviamo di fronte ad un fantasy atipico. Anche qui è fondata l'impressione che Heinlein non voglia meramente colonizzare un altro territorio letterario, quanto utilizzarlo per esprimere le proprie idee riguardo la società in cui vive. Anche la Via della Gloria, come Anonima Stregoni è soffuso da un tono ironico, quando non esplicitamente satirico e il suo principale obiettivo è la società americana nei suoi vari aspetti. Anche l'eroe, in questo caso l'io narrante, è oggetto di ironia, in questo caso si tratta di un eroe atipico in heinlein, è un reduce dal sud-est asiatico, malgrado avesse cercato di non partire, e in realtà non sa cosa fare di sé stesso. Non troviamo qui nulla della decisione di molti suoi personaggi, il protagonista sembra quasi messo in mezzo, e lungo tutta la narrazione, anche se l'eroe sta battagliando con il drago di turno o sta impalmando la bellissima regina, sembra che l'opinione di Heinlein sulle cose, sia più importante della narazione, fino ad un certo punto.
Beninteso, non stiamo parlando di capolavori, ma si tratta di due opere indubbiamente interessanti, proprio in quanto ci lasciano dare un'occhiata ad un Heinlein diverso, come ambientazioni, ripetiamo, non certo come tematiche, e si tratta comunque di romanzi godibilissimi, perché Heinlein, e questo gli viene generalmente riconosciuto anche da coloro cui non piace, era un autore che sapeva come condurre una narrazione ed avvincere un lettore.

Ringraziamo Ernesto Vegetti per l'uso del suo Catalogo della Fantascienza Pubblicata in Italia, www.cavaglia.com/CatalogoSF.

Errata Corrige: Nel Numero 50 di Delos, prendendo in esame Giorgio Scerbanenco, abbiamo erroneamente dimenticato che Il romanzo Il Cavallo venduto è stato ristampato da Frasinelli, Milano, nel 1997 nel volume Storie dal Futuro e dal Passato. Ce ne scusiamo con i lettori e con Ernesto Vegetti.




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