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E' morta Maria Grazia Sitta, astrofila e appassionata di fantascienza forse meglio nota come Orsa. L'abbiamo conosciuta negli ultimi anni cinque anni attraverso i suoi racconti e la sua forte presenza nei gruppi di discussione. Ci è sembrato giusto provare a raccogliere la voce di chi sentiva di dire qualcosa e di chi pur rimasto senza parole ha voluto provare a ricordare questa persona. Molti hanno preferito un comprensibile silenzio.
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| Con la redazione di Baliset. Orsa è la prima a sinistra. |
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Il primo contatto che ho avuto con lei è stato durante la prima edizione del premio Lovecraft. A quell'epoca lei non aveva pubblicato niente, non conosceva nessuno nell'ambito della sf, si affacciava per la prima volta al terribile mondo delle competizioni letterarie.
Partecipò con un racconto, "Merda di cavallo", che non aveva una storia solida ma certamente ci lasciò piacevolmente sorpresi per lo stile si scrittura, personale, pulito e con quella vena interna di talento che ormai mi pregio di saper riconoscere negli autori che valgono qualcosa.
Il racconto venne segnalato dal Lovecraft, e io e Franco Clun ci mettemmo in contatto con Mariagrazia, da una parte per farle i complimenti, e dall'altra per stimolarla a impegnarsi nella scrittura, per cui ci sembrava particolarmente dotata.
Venimmo a sapere attraverso le sue lettere che aveva alcuni problemi, che svolgeva la "strana" attività di pugile professionista, ma più di questo Mariagrazia non si sbilanciò.
Ci chiese il modo di divulgare i suoi racconti nel mondo della sf, e noi le demmo gli indirizzi di alcune fanzines che all'epoca erano piuttosto attive.
Mariagrazia ci ringraziò, ma poi qualcosa sembrò incrinarsi nei nostri rapporti. Perché? Fondamentalmente perché io e Franco, molto esigenti, volevamo che non si limitasse a dare sfogo in maniera istintiva alla sua scrittura, ma che si adoperasse a lavorare anche di tecnica, affinando il modo di costruire un plot, di dare corpo ai personaggi e alle trame dei suoi racconti.
Lei non sembrava però molto disposta a "perdere tempo" in queste cose, e cominciò a prendere le distanze da noi. Anche perché nel frattempo aveva cominciato a entrare in contatto con alcune fanzines, e visto che i suoi racconti venivano accettati così com'erano, senza che dovesse lavorarci ulteriormente sopra, forse pensò che io e Franco esigevamo un po' troppo, e inutilmente, da lei.
Da allora i nostri contatti si sono diradati, fino a staccarsi definitivamente. Ora vengo a sapere quello che le è successo, e se ho un rammarico sincero (oltre naturalmente a sentirmi profondamente toccato dalla scomparsa di una persona e di un'autrice che credo, nel mio piccolo, di avere un po' "scoperto") riguarda sicuramente il fatto che Mariagrazia Sitta, scrittrice di vero talento, seppure acerbo e grezzo, non abbia trovato sulla sua strada altri amici in grado di stimolarla a porre più attenzione ai suoi scritti, a lavorare sodo e duro per crescere fino a quei livelli di tecnica professionale che le erano perfettamente accessibili, nonostante negli ultimi tempi, con la pratica, sia certamente migliorata parecchio.
Avremmo potuto avere, a mio avviso, un'altra scrittrice formidabile, se solo fosse stata un po' più umile e meno frettolosa, ma adesso, alla luce di quanto è successo, forse capisco perché Mariagrazia aveva tanta voglia di pubblicare subito il più possibile. Forse sapeva che il tempo a sua disposizione non era molto. -- Franco Forte
Per me Maria Grazia è Orsa, dato che l'ho conosciuta solo per e-mail, nel news group di fantascienza.
Lì ci siamo incrociati diverse volte, avendo opinioni abbastanza simili, tranne che per il fantasy, dove ci accapigliavamo, qualche volta.
A me piaceva il suo modo un po' scorbutico di fare, e non starò a dire il solito luogo comune del cuor d'oro dietro un'apparenza burbera, ricorderò solo che quando le chiesi se voleva curare la parte scientifica del Crono.Sf mi mandò i dati dopo poche ore, lavorandoci su di notte.
E che ero molto seccato dopo le ferie, non vedendo suoi messaggi nel new group. -- Raimondo Marullo (che per Orsa è Rama)
Nemmeno un mese fa, in occasione di una delle nostre numerose discussioni su #delos, Maria Grazia mi disse che stava cercando un vecchio Urania di un'autrice francese, Chris Renard. Si trattava del numero 267 e lei era rimasta impressionata da quest'autrice per averne letto numerosi racconti su Futuro Europa della Perseo. La colpiva soprattutto il fatto che una donna con una vita così sfortunata (padre malato e suicida, lei più o meno sulla stessa lunghezza d'onda...) potesse scrivere delle storie dalle quali emergeva un così morboso attaccamento alla vita. Maria Grazia la ammirava anche per questo e così, dato che già altre volte i suoi consigli avevano centrato in pieno i miei gusti (Tucker, Simak, diversi autori fantasy....), mi sono dato da fare per cercarle questo benedetto Urania. L'ho trovato e lei non vedeva l'ora di leggerlo. Nel frattempo mi mandava le fotocopie dei suoi racconti tratti da Futuro Europa e ogni tanto, la sera, li commentavamo e lei mi chiedeva quando le avrei mandato l'Urania. Io me lo volevo leggere, prima.
Perciò continuavo a rimandare. Poi, improvvisamente, non mi ha più scritto né cercato, ma anche voi listaioli sapete che era successo già altre volte...Eravamo d'accordo che lei mi sarebbe venuta a trovare a Bolzano, per andare insieme in montagna e... merda: non basta che debba piangere come un bimbo perché una persona di cui non avevo nemmeno sentito la voce è morta, mi sento anche in colpa per non averle potuto dare la piccola gioia di leggere uno "stupido" libro di fantascienza a causa del mio egoismo...la settimana prossima sarei andato a Ferrara da amici e mi ero già procurato il suo numero di telefono per farle una sorpresa....che destino schifoso!
Scusate, sono sicuro che tutto questo non interesserà a nessuno, ma dovevo "liberarmi" di un ricordo con le uniche persone che so che la conoscevano. E Chris Renard, con la sua "costola" rossa, sarà sempre lì a ricordarmi Maria Grazia. E non avrò mai la forza di leggerlo... -- Paolo Mauceri
Ho incontrato Maria Grazia solo una volta, quest'estate, a Segrate. Era venuta a Milano alla Fiera dell'Astrofisica, una delle sua passioni (forse più grande di quella per la SF), accompagnata dall'inseparabile Phaedra.
Trascinavano i loro borsoni stracolmi di acquisti e illustrativi. Si inseguivano fra gli stand chiamandosi, meravigliati, ad ogni "scoperta": "..guarda quà Phaedra,....", "Grasia (con la s, speciale, dei romagnoli), hai visto....? ". Non la chiamava mamma, ma Grazia. Mi ha colpito questo rapporto, amichevole, e senza soggezione, fra madre e figlio, e ricco anche di sfottò. Phaedra si considera romagnolo, e lei, invece, emiliana, e ciò diede luogo a gustosi battibecchi. Non ne ricordo le parole, nè il senso, ma solo l'atmosfera: festosa.
Si entusiasmarono soprattutto a quanto servisse per l'osservazione della eclisse.
Il pomeriggio era afoso, il caldo sotto i palloni della fiera era insopportabile, la pizzata combinata con qualche fantascientista era solo per le 19, loro non erano mai stati al Planetario di Milano, così ci andammo (almeno era fresco). L'avevo avvertita che l'utenza domenicale del Planetario era molto 'terra terrà e che ci sarebbe stata solo la proiezione della volta stellata con commenti elementari. Ma non seppe resistere, alla fine, a esternare commenti piuttosto acidi. Il mondo le stava stretto e voleva allargarlo a stilettate.
Mi disse anche che il nick Orsa stava per Orsa Minore, perché regge la stella polare.
Che le sia lieve la terra. -- Giuseppe De Micheli
Avevo conosciuto Mariagrazia quando era entrata in mailing list. I suoi interventi testimoniavano il suo carattere battagliero, non sempre facile.
Ma si capisce: era abituata a lottare, contro la malattia sua e degli altri... Era una donna piena di vita.
Ci eravamo scritte in privato, scambiate racconti, e poi anche conosciute di persona. L'ultima volta che l'ho vista è stato a S. Marino, quest'anno a maggio. Per cenare con lei e suo figlio, la sera prima di partire, ho rinunciato alla cena ufficiale del convegno, e poi siamo andati a vedere "vampires", di Carpenter...
A questo punto, sono molto contenta di aver scelto di rimanere ancora un pò con lei.
Addio, Mariagrazia. Vorrei ricordarti come le tue eroine fantasy, donne coraggiose, forti, dure. Che non avevano paura di niente, come te. -- Milena Debenedetti
Mi ha impressionato... non saprei perché, forse un motivo plausibile potrebbe essere per la sua simpatia. Ma credo che le sue doti "vere" è meglio se le chiedi a chi la conosciuta in privato...Da quanto avevo capito aveva anche dei problemi in famiglia... e un po' mi stupisce come è sempre stata simpatica e allegra nel NG. Poi subito ti impressiona il suo modo di fare che li per li ti fa incaxxare.. Vabbè... io ci ho provato -- Lorenzo Bonaffini
Parlare a Delos di Maria Grazia è un atto dovuto, ma, a parte che non la conoscevo (i bruttissimi scherzi della rete, fai delle amicizie anche strette con persone che non hai visto, non hai vissuto, e poi ti arrivano messaggi come quello dell'amico Massimo e ti stroncano), non so quanto potranno consolare suo figlio i nostri messaggi.
Comunque, anche se mi sembra ridicolo e riduttivo, la penserò come la persona che si è data da fare per procurarmi le cassette di Mahabharata e in piccolo cambio le ho dato il mio dizionario greco-italiano, nero e puzzolente da undici anni di fumo a Pavia. La ricorderò come la persona che mi aveva spiegato cos'erano quelle luci brillanti sul cielo, alcuni mesi fa (o è un anno?). Come la persona che aveva vissuto in un sacco di paesi, anche in Grecia, dove, come mi diceva, parlava in greco con i vecchi e notava le parole antiche che i vecchi ancora usavano. Come una collega a cui spesso chiedevo informazioni. E non avevo mai sospettato che poteva avere problemi di salute così gravi (i bruttissimi scherzi della rete di cui parlavo). La ricorderò come una persona che, in lista, con fiera fermezza sosteneva la sua opinione. -- Angelo Corbas
Ho pensato per tutta la settimana a cosa poter dire o a cosa fare dopo una notizia come quella della morte di Maria Grazia. Personalmente non la conoscevo e le poche volte che ci siamo parlati in rete abbiamo litigato.
Probabilmente avevamo pochissime cose in comune, non so...
Quel che è certo è che non avremo altre occasioni per cambiare idea, e questo non può che dispiacermi. Quando una comunicazione termina così bruscamente ti rimane sempre, qualsiasi siano stati i rapporti, una sensazione di amaro in bocca. E vorresti solo un po' di silenzio, un po' più di spazio per il ricordo e la riflessione.
E quello che non sono riuscito a capire è che invece in lista (la mailing list di fantascienza fantascienza@caen.it NdR) tutto è continuato come sempre. A parte i messaggi di cordoglio, niente... o meglio tutto uguale: con la logica dello spettacolo che deve proseguire, sempre e comunque. -- Giorgio Raffaelli
Ho conosciuto MariaGrazia, come tanti altri, prima via Internet.
In quell'ambiente caotico, anche se virtuale, che è la mailing list di fantascienza, era una presenza costante, forte, fuori dagli schemi, e soprattutto vera.
Une persona che non aveva nessun timore di dire francamente quello che pensava, quel genere di persone che io personalmente apprezzo moltissimo.
Ma allo stesso tempo sapeva essere di una cordialità estrema e di una affabilità non comune, come io stesso ho constatato incontrandola, anche se solo per poche ore, a San Marino il 1 maggio di quest'anno.
Per me era la prima volta che incontravo dal vivo partecipanti della mailing list di SF, come Vittorio Catani, Silvio Sosio, Ernesto Vegetti, Milena Debenedetti, Michele Catozzi, e tanti altri, ed ovviamente Maria Grazia.
Ed anche lei era contenta di fare finalmente la mia conoscenza, di vedere che persone, con cui condividiamo chi più chi meno una passione come quella della fantascienza, hanno piacere di incontrarsi e passare un po' di tempo insieme ogni tanto, ed in fondo le varie conventions sono solo dei pretesti per incontrarsi come si fosse dei vecchi amici che non si vedono da tempo... il che è vero.
In quei giorni stavo leggendo Marziani andate a casa di F. Brown e lei vedendolo disse "Ah questo sì che è un bel libro.... non come certe schifezze che vanno in giro adesso"... be' anche questa era Maria Grazia.
Ed infine ricorderò la sua passione per l'astronomia e le stelle... perché chi ama l'astronomia si accorge di come l'universo sia complesso, più di quanto si possa mai anche solo pretendere di calcolare, ed allora si rende conto che usando l'immaginazione, la fantasia, sia possibile magari percorrere quelle infinite distanze in un batter d'occhio e vedere cosa c'è al di là.
E forse è proprio lì che adesso si trova, su una di quelle stelle che osservava con tanto interesse e che finalmente ha potuto raggiungere.
Mi mancherà. -- Giuseppe, Mbeps
Abbiamo mangiato la pizza insieme a San Marino. E' stata una bella serata. La primavera scorsa poi mi aveva fornito un'ottima scusa per varcare il mare e venire a Milano: dovevamo andare insieme alla Astron, la fiera di astronomia. Invece io le ho dato il pacco e sono uscita con Silvio... -- Elisabetta Vernier
Maria Grazia non era mia amica. Raramente sono stato d'accordo con le sue idee e il suo approccio alla vita mi ha sempre turbato.
Mi ha lasciato ancor più sgomento il suo approccio alla morte.
Fino all'ultimo ha confermato di essere una persona onorevole e piena di dignità.
Maria Grazia era un "uomo"; non siamo mai stati uniti da amore e simpatia, ma da quel rispetto che si tributa a pochi. Agli "uomini", appunto. -- Emiliano Farinella

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