di
Silvio Sosio


Stargate SG-1





Tratto dal film di grande successo di di Roland Emmerich, il telefilm Stargate SG-1 arriva anche in Italia. Non solo Egitto, ma culture umane e aliene di ogni tipo. E l'incubo dei Goa'uld, una superrazza che vuole distruggere la terra.

Nel 1994 un giovane regista tedesco, già autore di alcuni film di fantascienza di serie B, Roland Emmerich, si imponeva all'attenzione col film Stargate. Grande successo di pubblico, ma pesanti condanne da parte della critica, sia cinematografica che specializzata in fantascienza, che rimproveravano a Emmerich l'aver sprecato un'idea tanto affascinante con una trama e una sceneggiatura tanto banali.
Qualche anno dopo Emmerich doppiava il successo di Stargate con una nuova produzione ancora più discussa, Independence Day, che si collocava al secondo posto nella classifica dei maggiori incassi mondiali di tutti i tempi (dietro Jurassik Park, poi sarebbe stato scavalcato anche da Titanic). Si continuava a parlare di un seguito per Stargate, ma Emmerich sembrava contrario a occuparsene. Finché il progetto non veniva focalizzato in una nuova idea, quella di una serie per la televisione.
Prendeva così vita il progetto Stargate SG-1. La serie ha in effetti ben poco a che fare con il film, al di là dell'idea di base. Diversi i produttori, diversi gli attori, diversi anche i personaggi. Richard Dean Anderson non tenta neanche per un minuto di assomigliare a Kurt Russell, dal quale ha ereditato il ruolo del colonnello O'Neill; mentre Michael Shanks riesce a liberarsi dello spettro di James Spader dopo qualche episodio.
La serie cerca di sviluppare le enormi potenzialità appena accennate dal film, e ne sviluppa di proprie. Dopo una prima stagione un po' alla ricerca di se stessa, come spesso accade, dalle seconda la serie decolla diventando una delle serie fantastiche più interessanti degli ultimi anni.
In Italia, dopo alcuni anni di attesa, la serie viene proposta da Telemontecarlo, in abbinamento a un talk show dedicato ai misteri dell'Egitto, che in effetti Stargate SG-1 abbandona già dopo il primo episodio.


L'ambientazione

Il film Stargate di Roland Emmerich ci aveva introdotti a uno strano congegno ritrovato nel deserto egiziano, attraverso il quale era possibile viaggiare attraverso la galassia fino al lontano pianeta Abydos. Qui la squadra inviata dall'esercito, e comandata dal colonnello Jack O'Neill, scopriva una colonia di antichi egizi mantenuti in ignoranza e in schiavitù da un potente essere alieno che si riconosce nell'antico dio egizio Ra. La squadra riesce a distruggere l'essere alieno e la sua astronave e a liberare la gente di Abydos. O'Neill torna indietro, mentre l'archeologo Daniel Jackson resta sul pianeta per studiarne i costumi e anche per godersi la moglie indigena, Sha'uri.
Qui finiva il film. Anni dopo lo Stargate rientra in funzione, e ne esce una squadra di agguerriti alieni che attacca la base. Gli alieni vengono ricacciati a fatica, e O'Neill viene richiamato in servizio per indagare sull'accaduto.
O'Neill torna su Adybos e insieme a Jackson e a un'altra scienziata, il capitano Samantha Carter, scopre che è possibile programmare lo Stargate per viaggiare su molti altri pianeti oltre ad Abydos e alla Terra. Scoprono anche che Ra non era che un rappresentante di una potente e malvagia razza che domina molti pianeti, i Goa'uld. Nelle epoche passate i Goa'uld hanno portato colonie umane su molti mondi, per utilizzarli come schiavi e come ospiti per loro stessi. Ma la rete di Stargate sembra non essere una loro creazione, ma una tecnologia creata da qualcuno ancora più antico di loro.
Convenientemente, la moglie di Jackson e il ragazzino amico di O'Neill (l'unico attore che appariva anche nel film) vengono rapiti dai Goa'uld, in modo che nulla trattenga Jackson dall'unirsi alla squadra che ora avrà il compito di esplorare i nuovi pianeti e cercare i due abitanti di Abydos rapiti.


I personaggi

Se il film era centrato sull'antitesi fra i due personaggi principali, il duro e oscuro colonnello Jack O'Neill (interpretato da Kurt Russell) e il giovane e imbranato archeologo Daniel Jackson (James Spader), la serie ammorbidisce questo confronto in sfumature dai toni meno calcati.
Il colonnello O'Neill è qui interpretato da Richard Dean Anderson, un vero mito della televisione in quanto protagonista del famosissimo telefilm MacGyver. Anderson non prova neppure a fare il verso a Russell. Il suo O'Neill è molto meno oscuro, più simpatico, compagnone, quasi del tutto privo della rigidità del militare che del resto addosso al capellone MacGyver avrebbe davvero stonato.
Jackson è interpretato da un attore molto meno navigato, Michael Shanks, nessun ruolo regolare all'attivo prima di Stargate: solo apparizioni in Outer Limits,Il commissario Scali,Highlander. Nei primi episodi Shanks tenta davvero di trasformarsi in James Spader, poi piano piano prende possesso del suo personaggio e migliora decisamente.
La serie introduce altri due personaggi fissi: la dottoressa-capitano Samantha Carter, interpretata da Amanda Tapping, con la quale piano piano viene sviluppata la tradizionale "quasi-relazione" (Mulder-Scully docet) con O'Neill, e Teal'c, un roccioso nero (Christopher Judge) a completare la political correctness della serie. La Tapping veniva dalla scuderia MGM come Shanks, avendo tra l'altro già lavorato in Outer Limits, mentre Judge, come anche Don Davis (il generale Hammond) avevano lavorato con Anderson in MacGyver.
Anderson è uno dei produttori della serie, coprodotta anche da Robert C. Cooper, Ron French, Jonathan Glassner, Michael Greenburg, John G. Lenic e N. John Smith e Brad Wright.


Goa'uld e altri burattinai

Gli alieni Goa'uld sono una sorta di serpenti-artropodi che penetrano nel corpo di un ospite umano (o umanoide) e ne acquisiscono il controllo, imprigionandolo nel suo stesso corpo.
Si potrebbe dire che l'idea non è molto originale, ma forse si può andare anche oltre questa considerazione, notando quando spesso si siano incontrati questo genere di alieni nei film e telefilm di fantascienza.
Forse l'esempio più vecchio va cercato nel romanzo Il terrore della sesta luna (The puppet masters) di Robert A. Heinlein, libro dal quale, proprio in tempi recenti, è stato tratto l'omonimo film (1994). Nel libro, che al di là della "meccanica" della sostituzione ricorda molto un altro classico, L'invasione degli ultracorpi, un paese viene invaso da questi alieni che prendono il controllo degli esseri umani e che sono quindi difficilmente individuabili. Se all'epoca di Heinlein o degli "ultracorpi" l'idea era una facile metafora dell'invasione del comunismo, che silenziosamente plagiava la mente degli esseri umani trasformandoli in mostri senza umanità, oggi le interpretazioni sono senz'altro più difficili. Resta il fatto che questa idea ha grande successo. Alieni affatto dissimili li troviamo nella serie televisiva Dark Skies, gli Hive, che hanno schiavizzato la razza di esserini grigi e che ora vogliono schiavizzare i terrestri; e anche in X-Files (soprattutto nel film). Curiosamente, una simbiosi di questo genere la troviamo anche in Star Trek (Deep Space Nine, anche se viene introdotta già in The Next Generation): i Trill, una specie nella quale simbionte e ospite vivono però in perfetta armonia. Il personaggio regolare della serie Jadzia Dax (Terry Farrell) appartiene a questa specie. All'inizio dell'ultima stagione l'ospite Jadzia muore e viene rimpiazzato da un altro, Ezri (Nikki DeBoer).


Cosa ci aspetta

In Italia ha cominciato ad andare in onda su TMC, dall'inizio di settembre, la prima stagione della serie. Come ben sanno i fan di Star Trek, spesso la prima stagione di un nuovo telefilm è quello meno interessante, in quanto c'è bisogno del necessario rodaggio. Nel caso di Stargate, questo è ancora più vero se si considera che la serie deve liberarsi dall'eredità del film e assumere una fisionomia propria. Tuttavia l'interessa non manca e si accresce episodio dopo episodio, mentre viene delineato il complesso ordine galattico, a metà tra mitologia e fantascienza spaziale, sul quale la serie decollerà davvero con un'eccellente seconda stagione. E anche la terza, iniziata da poco in USA, promette molto bene. Per il pubblico italiano non resta che sperare che TMC -- che aveva pubblicizzato l'arrivo di Stargate già due anni fa senza poi concludere niente fino a quest'anno -- sia abbastanza regolare da portare sullo schermo tutti gli episodi.


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