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Con questo numero di Delos passo il testimone con grande entusiasmo al mitico Ernesto Vegetti. Sebbene io abbia trovato nella mia collezione ancora un paio di numeri 1 (Urania Argento e, naturalmente, Fictionaire) sono certo che Ernesto non mancherà di parlarne nei prossimi numeri. Tra l'altro i suoi primi interventi toccheranno riviste di SF del nostro paese davvero storiche. Buon divertimento con la rubrica più amata dai collezionisti virtuali! (Luigi Pachì)
Incominciamo subito con un falso. La riproduzione che vedete non è la copertina del mitico numero 1 de I Romanzi di Urania, ma quello della ristampa anastatica pubblicata da Mondadori in occasione del trentesimo compleanno della rivista. Solo un'accurata analisi chimico-fisica consente di distinguere l'originale dalla copia (per il collezionista: diffidare dalle copie troppo buone. L'unico originale che ho visto in condizioni eccezionali è in possesso di Luigi Naviglio). Mondadori ha curato i minimi particolari, utilizzando perfino carta dello stesso tipo.
Il pezzo forte è ovviamente il romanzo di Arthur Clarke (sulla costa figura Clark, senza la "e" finale), Le sabbie di Marte, tradotto accuratamente da Maria Gallone (i primi Urania utilizzano ottimi traduttori e le traduzioni sono molto fedeli; le traduzioni massacrate verranno dopo, per far stare romanzi non importa quanto lunghi in 110-120 pagine. Le traduzioni di Poe della Gallone sono ancora in circolazione e non solo per pigrizia degli editori).
La collana è a cura di Giorgio Monicelli, la direzione è di Gino Marchiori.
La copertina è di uno strepitoso Curt Caesar (che per quelli che hanno iniziato negli anni '50 è stato l'illustratore principe, così come Karel Thole lo è stato per le generazioni successive).
L'impostazione non si discosta da quella delle altre pubblicazioni periodiche dello stesso editore (Giallo Mondadori, I Romanzi della Palma, ecc...), con una eccezione: le illustrazioni interne (che però iniziano solo dal numero 3). Troviamo quindi il romanzo a puntate in appendice, Oltre l'invisibile di Clifford D. Simak, la rubrica Varietà con un articolo scientifico dal titolo "Le Vergini folli del Sistema Solare" di anonimo e la sezione enigmistica La Sfinge Moderna, curata da Cielo d'Alcamo.
La rivista usciva il 10 e il 20 di ogni mese. Il 1 del mese era riservato alla rivista sorella: Urania.
Era il 10 ottobre 1952. Iniziava effettivamente l'era della fantascienza o, come diceva Monicelli nell'introduzione, fanta-scienza. C'era bensì stata Scienza Fantastica, ma pochi se ne erano accorti.
Una rivista che si approssima a compiere 50 anni ed a raggiungere subito dopo i 1500 numeri, ha subito numerose trasformazioni.
Praticamente ad ogni trasformazione si può parlare di un numero 1. E non è detto che vista l'importanza di Urania non sia consentita una deroga e che ci sia concesso di parlare dei successivi numeri 1 di questa rivista.
 
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