racconto di
Riccardo Coltri

Alien Hotel





Questo racconto segna l'ingresso di Riccardo Coltri in finale all'ultima edizione del premio Alien per la fantascienza. Un traguardo non da poco, che Riccardo, barman nel grande parco giochi di Gardaland, inseguiva da qualche anno con i suoi racconti asciutti ed essenziali, basati soprattutto sul dialogo e su idee di buona originalità. Ma "Alien hotel", oltre a questi ingredienti, ha qualcosa di più: il germe della denuncia sociale che non viene abusato eticamente, ma anzi usato come supporto fondamentale a tutta la trama del racconto. Un'operazione, questa, della migliore fs sociologica, che solo pochi e fortunati autori sono riusciti a esprimere ai massimi livelli. Riccardo sta lavorando bene in questo senso, e anche se il suo linguaggio è ancora un po' grezzo, sono certo che presto leggeremo altre sue cose sulle pagine di Delos. Come dire che un altro scrittore si è unito al gruppo. (Franco Forte)

Azatchelani, fuggiaschi da Sid, weerblesi: ecco il loro rifugio

"ALIEN HOTEL"

nella grande struttura abbandonata, anche nordafricani e francesi

di Roberto Crintini

La Terra Promessa, per decine e decine di clandestini, si trova a due chilometri dalla zona industriale, in prossimità della statale Q9, dentro le vecchie camere dell'hotel Ranieri: 135mila
metri quadrati che hanno conosciuto tempi migliori (e che hanno ospitato, agli inizi del secolo, sovrani e principi). Una vera e propria società indipendente, una 'città nella città' che vive di regole e leggi - be', è il caso di dirlo - decisamente fuori del mondo. Il che, purtroppo, significa anche furti, spaccio e prostituzione, una situazione che gli abitanti della zona non sono più disposti a tollerare. A centinaia vivono ammassati nell'immensa struttura in rovina, in condizioni igienico-sanitarie disumane: aza-techlani, fuggiaschi dal pianeta rosso, weer'blesi provenienti dai territori settentrionali della luna, nigeriani e francesi di Bordeaux e Marsiglia (fra loro, molti bambini nati deformi in seguito alle radiazioni, che abbisognerebbero di cure continue). Rappresentanti di razze, usi e costumi e drammi differenti, che si sono fraternamente spartiti i piani in "zone", ognuna governata da un proprio "leader".


I residenti di viale Europa e via Diaz pretendono un intervento

E DI NOTTE E' COME IL FAR WEST

Sparatorie, accoltellamenti, scippi. Le auto vengono spesso danneggiate, e gli operatori economici della zona non ne possono più. "Non siamo razzisti, ma qualcuno deve fare qualcosa", è l'opinione comune. "Vivono in condizioni di totale degrado, e rappresentano anche un problema di ordine pubblico".


La notte brava di marziani e 'aza-tech', tre agenti in ospedale

VIA DIAZ, GUERRE STELLARI

La Serata delle Risse è iniziata verso le 22, con una chiamata arrivata dalla zona stadio. Tre poliziotti colpiti a pugni e a calci, due furti sventati e inseguimenti finiti sui tetti: questo il bilancio finale, nel giro di sole due ore. Microcriminalità in aumento, soprattutto nei dintorni del famigerato "Alien Hotel", divenuto nido di malviventi e spacciatori. Il primo intervento delle Volanti è nei pressi del Morrigan Pub: gli agenti sorprendono in una macchina Ran Qcrozoj, 22 anni, marziano di Sid. Il ladro reagisce con violenza e colpisce un poliziotto, poi fugge e sale su un tetto, ma viene raggiunto e bloccato. Un quarto d'ora più tardi, sempre in via Diaz, un'altra pattuglia si imbatte in una rissa fra marziani e aza-techlani, scoppiata per motivi non chiariti. Sette i feriti, tra i quali altri due poliziotti, giudicati guaribili in una settimana. A mezzanotte, un'altra chiamata per furto. Raggiunti dagli agenti, due 'aza tech' reagiscono con insulti e parolacce, e la serata di via Diaz finisce con un'altra denuncia per furto e per oltraggio a pubblico ufficiale.


Sono quasi seimila i nascosti nelle vecchie stanze del Ranieri

IL DRAMMA DEGLI E.T.

disperazione, miseria, ma anche una forte solidarietà reciproca

di Giovanna Cartieri

"Alien Hotel", lo chiamano, ma chi ci abita dentro lo vede di più come un tke'e mbla, "un formicaio" di cunicoli, gallerie, porte nascoste fra le macerie, muri diroccati e fatiscenti.
Ore 11.25, vicolo Trieste, uno dei "passaggi" per la città segreta. Sul muro c'è una coperta di edera, che sembra fungere da sipario per questo spettacolo degli orrori.
La vecchia hall è considerata una specie di 'territorio neutro' - sorvegliatissimo, anche se sulle prime non si scorge anima viva - ed è un accumulo curiosamente ordinato di mobili e oggetti, che fungono da barricate per i "guardiani".
Mentre facciamo delle fotografie, all'improvviso si apre una porta, e l'unica cosa che vediamo è una sigaretta accesa nel buio. Una voce ci intima qualcosa in dialetto Sid, l'area marziana che si estende lungo tutto il Canyon 5, uno dei punti dove la terra trema ancora, nonostante sia passato un anno.
Sclaloc, l'aza-techlano che si è detto disposto a farci da guida, alza una mano. "Loc tanapec urdli!". Come dire: Va tutto bene, sono amici, e il guardiano ritorna nell'ombra. Cominciamo a salire, e non possiamo fare a meno di notare una vecchia targhetta di bronzo sopra il bancone della reception, che dichiara, orgogliosa, il pernottamente di Yazo II di Marte nella stanza 106 dell'hotel - settembre 2011.
Il primo piano è completamente vuoto e buio, e dai lunghi corridoi che portano (portavano) alle camere arriva solo un fetore insopportabile, quasi a voler scoraggiare gli invasori nell'improbabile caso riuscissero a superare i "guardiani" della hall. Al secondo piano (che raggiungiamo solo dopo un po', visto che dobbiamo fare le scale), ecco i primi segni di civiltà.
Siamo in pieno territorio 'aza-tech', e all'inizio lo si capisce soprattutto dai disegni sui muri. Si riconosce Tlaloc, dio dell'acqua e della pioggia, e il serpente piumato Quetzcoatl, proprio come lo disegnavano i primi coloni giunti qui da noi, molti secoli fa... Naturalmente, non manca il volto battagliero di Montezuma, 'eroe intergalattico'. In quanti siete qui?, chiediamo a Sclaloc. Risponde all'incirca milleottocento, disposti in cento stanze. I calcoli sono presto fatti.
Vetri, assi di legno divelte, calcinacci, lattine di aranciata e resti di piccoli focolai. Dopo aver superato alcuni corridoi bui e imbrattati di messaggi scritti con lo spray, entriamo nel cuore della rumorosa "Tehua-kahtl", che con i suoi 1800 abitanti la terza colonia di aza-techlani più popolosa d'Italia, dopo quella di Torino e Milano 2. I più fortunati hanno trovato posto all'interno delle camere (in alcune, addirittura, è ancora possibile trovare l'arredamente originale del Ranieri), ma si tratta perlopiù di appartenenti alla schiera dei nobili e dei sacerdoti. Circa due terzi della popolazione vive nei corridoi, dove, con il passare degli anni, è stata costruita una complicata struttura che comprende più "containers", piccole baracche adibite soprattutto all'abitazione, ma anche a magazzini, cucine e, addirittura, negozi e templi. (continua a pag. 13)


Cielo triste

TRAGICA MORTE PER 67 WEER'BLESI
IN FUGA DALLA LUNA VERSO LA TERRA

CARAIBI. Sessantasette lunari dell'ex Weer'bla sono periti nello schianto del piccolo astrocargo B91 con cui avevano intrapreso un difficile viaggio dalla luna alla Terra. Il mezzo di trasporto, lungo centocinquanta metri, è precipitato nel canale che separa Puerto Rico dalla Repubblica Domenicana. "Il cargo era sovraccarico e non in perfette condizioni per il volo", ha detto una fonte ufficiale. Ma c'è chi parla di un misterioso missile.


Calciomercato Unito

TU SCENDI DALLE STELLE

VENERE. Il possente difensore di origini aza-techlane Zerber Kotlac, attualmente in forza al Xletlan, ha rotto con la società, e dichiara che sarebbe felicissimo di giocare in Italia. A contenderselo, molti grandi club di prima divisione.


(segue da pag. 9) Incontriamo il leader aza-tech, un uomo sulla settantina, fra i primi occupanti della 'città'. "Siamo venuti qui nel '206, - dichiara - e siamo venuti in pace. Ma - aggiunge prevedo che ci sarà una guerra, di qui a poco. Una grande battaglia, sai, con bastoni e coltelli e lingue di fuoco" (le lingue di fuoco sono le lasergun P6).
Una guerra?, chiediamo. "Sì. La nostra gente non è stupida, sa che prima o poi qualcuno la vorrà scacciare. E' già successo, ci siamo abituati, perché fa parte del nostro destino. Ma per quel giorno, da flai, saremo pronti". (Da flai significa, grossomodo, figlia mia). Quello che sembra più infastidire l'anziano colono sono le "menzogne" che la homn blatl, la "gente di fuori" racconta sul suo popolo. "Non siamo ladri. Viviamo di quello che coltiviamo nelle nostre serre, e l'acqua la prendiamo dal cielo. Molti di noi hanno perfino un lavoro fuori". (continua)


In 95 ieri in Questura per il permesso di soggiorno

TERRA, SOGNO ALIENO

Ma sono 8000 gli immigrati irregolari nella nostra città

In fila dalle sei e mezza. Obiettivo: un biglietto, un pezzo di carta, che permetta di continuare a vivere in quello che loro chiamano Hektoa, "Paradiso". Per molti, in particolar modo per i provenienti dalla ex Weer'bla, territorio nordico della luna, non è solo un modo di dire: una credenza, che la Terra sia il Giardino dell'Eden, che fa parte della loro millenaria religione, un po' come se noi raggiungessimo i Cancelli del Cielo a bordo di un Z601 con razzi propulsori. Sono ottomila, secondo la Chiesa Arecnoica, i clandestini in città. Quasi tutti concentrati nell'ex Ranieri, l'"Alien Hotel". Gli altri, vivono perlopiù per la strada. Per essere in regola, devono avere un posto di lavoro e un luogo in cui dormire. Ismapt Muptkion'kin viene dalla luna. "Da Mor'nefeebla, - precisa - uno degli stati confinanti con la colonia americana di Magellan. Sono qui da tre anni, ma la mia famiglia è ancora su. Spero che vada tutto bene". I pessimisti, ovviamente, sono molti di più, e fra loro c'è anche chi ha perso davvero la pazienza. Un giovane marziano sbotta che è un'ingiustizia, una congiura verso chi non è francese o africano. "Per loro è tutto molto più facile, non capisco perché. - dice, scuotendo la testa - Per carità, sono contento per quelli che ce la fanno e si sistemano e trovano un lavoro e una casa, ma anche noi abbiamo una guerra alle spalle. L'impressione che ho è che, qui, si favoriscano di più gli immigrati terrestri".


(segue) Il terzo, il quarto e il quinto piano dell'ex Ranieri è quasi tutto territorio marziano (più che altro, ci sono persone provenienti da Sid, ma anche da Nurk e Tajkraman). In tutto tremila anime, che vivono in mezzo a sporcizia, fango, topi, escrementi, insetti. Se il "quartiere" aza-tlecho era, tutto sommato, abbastanza organizzato, qui regna il caos più totale, e la gente - bambini compresi - dorme e mangia sul pavimento, apparentemente senza problemi. Una giovane donna di Sid è accovacciata in un angolo buio, allatta il suo piccolo e nel frattempo fuma una sigaretta e sfoglia una rivista. Accanto a lei, un uomo, nudo, intento a riscaldare un cucchiaino. Sembra di essere arrivati a Midian, la città maledetta del libro di Barker. Ci sono materassi sistemati sopra le immondizie, che in alcuni punti raggiungono la nostra altezza; giornali pornografici, bottiglie di birra e vecchi pacchetti di sigarette. Alcuni uomini cominciano a fissarci in modo tutt'altro che amichevole, e la cosa ci fa decidere di procedere con la "scalata". "Sì, - concorda il nostro accompagnatore - E' meglio se andiamo". Saliamo le scale fino al sesto piano, occupato dai lunari di Weer'bla, e la realtà cambia di nuovo. C'è degrado e sporcizia anche qui, naturalmente, ma si ha comunque l'impressione che gli inquilini facciano di tutto per rendere la loro zona il più possibile pulita e abitabile. Veniamo accolti come dei sovrani in visita al popolo, o come delle divinità, e in fondo un po' così, visto che questa gente crede, in buona fede, che la Terra sia il Paradiso, e che qui da noi, da qualche parte, dimori Mar'snuubra, il loro Dio, "colui che ha fatto i due mondi" (la Terra e la Luna, supponiamo).
"Qui nel formicaio, - ci dice Bre'f'lo, che lavora e va all'università. - si sta male, ma è peggio stare sulla strada, no?".
L'ultimo piano del Ranieri è composto da sole cinquanta stanze, occupate da marocchini, algerini, nigeriani e francesi (ma incontriamo anche qualche russo e americani della West Coast che hanno perso la casa in seguito al maremoto). Gente tranquilla, quasi tutti sono "in regola", ma non legano molto con gli abusivi dei piani inferiori. Così come i marziani, preferiscono scendere sulla strada per mezzo di scale esterne, e costituiscono - sia detto senza ironici doppi sensi - una sorta di universo a parte. Su un rudimentale stendibiancheria, c'è appesa una T-Shirt con il logo di Francia '238. Ricordo di altri tempi.


Guerre Sante

ERA AZA-TECH L'AUTOBOMBA DI MADRID

A nove giorni dalla tragedia del Bernabeu, ecco spuntare nuove, inquietanti conclusioni. A piazzare l'autobomba all'esterno dello stadio sarebbe stato il M.R. (Montezuma's Revenge), il gruppo terroristico che rivendica i suprusi e le violenze subìte dal popolo azteco all'epoca dei conquistadores. Gli aza-techlani, provenienti da Azatlàn (Venere), sostengono di combattere una vera e propria Guerra Santa contro gli spagnoli, e che non avranno pace fino a che "il sangue iberico non sarà spazzato via da questo pianeta". A sostenerli, anche il partito nazionalista egiziano, formato da nativi e da nuovi coloni di Haygipzia, che in questo periodo pretende da Roma il risarcimento danni di una guerra che si perde nella notte dei tempi.


Cielo triste 2

SEMPRE PIU' LAVORO PER I "MIB"

Sembrava di assistere all'ennesimo remake del film con Will Smith, ieri sera, al confine fra Italia ed Austria. Centotrentotto clandestini alieni cammuffati da umani, sbarcati il giorno prima in Baviera, intendevano varcare il confine per l'Italia a bordo di un furgone di proprietà di una ditta tedesca, la Cohlenzeuer RFCD, percorrendo così la A22 fino a Rovereto, e da lì, per mezzo di un altro furgone, verso le due sponde del lago. Alcuni, dopo aver profumatamente pagato l'autista, avevano espresso il desiderio di essere portati all'"Alien Hotel", ultimamente divenuto famoso come Libera Repubblica Aliena, o addirittura "Nuova Libertalia"...


Percosso da marziani, rischia di perdere l'occhio

"CACCIATE GLI ALIENI DALL'ALBERGO"

E si riuniscono i primi gruppi anti-clandestini

Zona industriale. La situazione è precipitata ieri pomeriggio intorno alle 14.45, quando un residente, G.T., 58 anni, è stato aggredito da alcuni alieni nel negozio che gestisce in via Diaz, e in seguito alle percosse ora rischia di perdere un occhio. Immediata la reazione della gente, che pretende a gran voce lo sgombero del famigerato "Alien Hotel", autonominatosi di recente "Stato libero". Per la prima volta, alieni di pianeti diversi (Marte, Luna, Venere), spesso divisi e in conflitto fra loro, si sono uniti in quella che potrebbe davvero assomigliare a una provocazione nei confronti dell'intero pianeta Terra. E già sono sorti alcuni gruppi organizzati, nel quale si sono visti alieni di tutte le razze compiere atti di vandalismo e "pirateria" verso i passanti, i gestori dei negozi, le auto in sosta. Per tutta risposta, skinheads del quartiere hanno compiuto raid punitivi contro l'ex Ranieri, incendiando parte di quella che era la grande hall e prendendo a colpi di spranga parecchi occupanti.


Il portavoce: Terrestri ladri, ora dovete pagare

"ALIEN HOTEL": ATTACCO ALLA TERRA

Ma la causa della sommossa sarebbe un elmo d'argento

di Carla Oppi

Tommaso Halkabr'm'el, 29 anni, portavoce dei "ribelli". Gli occhi azzurri, mobilissimi, rivelano la sua 'parte terrestre'.
"Sì, sono nato qui in Paradiso, - dice - ma non l'ho scelto io...".
Cosa sta succedendo alla sua gente? Vogliono davvero fare una rivoluzione?
"Solo se sarà necessario. Ieri mattina, mentre stavamo celebrando un battesimo, un gruppo di teppisti con i capelli rasati e i giubbotti di cuoio hanno fatto irruzione nella nostra "casa", hanno provocato danni, ferito persone e hanno rubato molte cose. Fra queste, c'era la testa del lupo. E' per quello che ci siamo ribellati".
La testa del lupo?
"Un elmo d'argento che noi crediamo sia stato parte dell'armatura di Mar'snuubra, colui che ha fatto i due mondi. Appartiene alla nostra gente da tremila anni, prima ancora che, sul nostro pianeta, la luce si spegnesse. E' come se a voi rubassero la Sacra Sindone, non so se mi spiego... Marziani e aza-techlani hanno anche loro da recriminare anni di soprusi, quindi si sono uniti a noi. Quello che vogliamo è lavoro, casa. E la testa del lupo".


Risponde Samuele Campalano, portavoce dei Celtic Drunks

"TESTA DEL LUPO? COSA DIAVOLO E'?"

E giura: non siamo stati noi a compiere quel saccheggio "Mi sembra evidente, - dice Campalano - che abbiamo a che fare con una banda di terroristi furbastri che, non contenti di essere venuti qui a rubarci lavoro e donne,


Alien hotel, ultimo atto

IL LEADER PARLERA' OGGI AL NEOPRESIDENTE ULIVIERI

Avete un intero pianeta contro. Ci saranno sviluppi positivi per entrambe le parti, dopo questa chiacchierata?
"Parlerò con il vostro presidente. Ma non serve più a molto".
Allora la situazione è già chiarita?
"Sì, penso di sì. Un gruppo di terrestri hanno rubato la testa del lupo, e non ce la vogliono resistuire. Ecco tutto".
Cosa avete intenzione di fare? Continuare la lotta?
"Ci stiamo pensando. Probabilmente, cominceremo ad organizzare la partenza. Non lo sappiamo ancora, ma forse faremo così".
Cioè gli alieni lasceranno la Terra?
"Non mi ha capito, signorina...".


BestOfDelos99 Come ti è sembrato questo racconto?
Se avete racconti che ritenete adatti per Delos, inviateli alla Redazione Narrativa di Delos, delos.script@fantascienza.com: saranno letti e accuratamente valutati dai nostri editor Franco Forte ed Emiliano Farinella.


I diritti su testi e immagini sono riservati. E' vietata la riproduzione senza l'autorizzazione degli autori.