di
Emiliano Farinella


Sangue Sintetico





Illustrazione di Antonio Folli
E' uscito Sangue Sintetico, un elegante volume che raccoglie undici racconti italiani, undici diverse esperienze che toccano in diversa misura il cyberpunk. Il volume comprende anche saggi di Piergiorgio Nicolazzini e di Mirko Tavosanis e Fabio Gadducci su stato e prospettive del genere. Dice Roberto Sturm: "Sangue sintetico può essere considerata un'iniziativa che tenta di attraversare il cyberpunk in più di una delle sue sfaccettature, cercando di attingere dalle diverse esperienze e dalla diversa sensibilità di autori che, comunque, hanno fatto molto per la fantascienza italiana."

Il cyberpunk come genere letterario si è estinto nella sua veste originaria. Adesso si reincarna in nuove forme in vasti ambiti. Lo ritroviamo a far da anima a movimenti controculturali molto fecondi che non sono più distaccati dalle tecnologie ma che invece le sfruttano sapientemente per comunicare e guardarsi intorno, e a questa piega di carattere sociale si affianca un nuovo modo di far letteratura. il caso di antologie come questa, composta da autori che hanno assorbito la lezione del cyberpunk ma provano a scrivere andando oltre, contribuendo a creare una letteratura più ricca di tematiche ma con lo stesso scetticismo e forse anche un po' di cinismo.
L'onda del cyberpunk si è ritirata da poco, soprattutto per quanto riguarda il panorama italiano. Antologie come questa vanno a indagare su cosa abbia portato di nuovo quest'ultima ondata.
Dove è arrivata la fantascienza in Italia, e da dove sta ripartendo?
In questi racconti qualche indizio c'è...


Intervista con Roberto Sturm

Delos: La prima domanda che devo farti è cosa sia il cyberpunk e dove stia andando la nuova fantascienza.

Roberto Sturm: Semplificando, il cyberpunk è (o meglio è stato per parecchio tempo) la corrente più moderna della fantascienza. Una corrente che ha rivitalizzato un genere che stava pagando un lungo periodo di immobilità. Il cyberpunk è stata la conflagrazione che ha rimesso in moto meccanismi di innovazione tematica e stilistica che non si vedevano forse dai tempi della New Wave.
Dalla fine degli anni '50, inizi '60, quindi.
Attualmente credo che la fantascienza sia in un momento di rimodellamento delle proprie caratteristiche. Abbandonando il cyberpunk, si sta muovendo tra pop e avanguardia, alla ricerca di una nuova identità all'interno dei tempi che stiamo vivendo. Ed è proprio l'adeguamento ai cambiamenti della società, l'essere sempre attuale, che può rappresentare il punto di forza di questo genere letterario.

Delos: L'Italia come si inserisce in queste tendenza?

Roberto Sturm: E' in linea con la tendenza generale. Sempre con i soliti anni di ritardo, chiaramente.

Delos: Chi sono i migliori interpreti della nuova fantascienza in Italia, e quali sono le loro caratteristiche?

Roberto Sturm: Affermare chi sono i migliori in assoluto non mi sembra corretto. C'è la variabile, non insignificante, dei gusti personali.
Posso dire solo che Valerio Evangelisti ha fatto, in poco tempo, quello che molti altri non sono riusciti a fare in molti anni. Ha rivitalizzato l'intero genere con un linguaggio essenziale, con delle storie a prima vista semplici. Ma che rivelano un lavoro di documentazione e una padronanza di stile assolutamente al di sopra della media.

Delos: Adesso veniamo all'antologia, come è nata l'idea?

Roberto Sturm: L'idea, sinceramente, è nata alla fine del '96. Probabilmente sulla scia di Cyberpunk di Forte, edita da Stampa Alternativa. Un buon lavoro, senza dubbio, che mi ha fatto venire in mente la possibilità di fare una antologia più corposa, dal punto di vista del materiale. Pensavo che il fenomeno cyberpunk potesse essere sviluppato ancor più approfonditamente.

Delos: La Pequod, che è una casa editrice non di genere, come ha accolto l'idea di un'antologia cyberpunk italiana?

Roberto Sturm: Devo confessare che la Pequod, in quel periodo, non esisteva. Era un marchio de "Il Lavoro Editoriale". Ero andato a parlare in casa editrice per sapere se fossero interessati a pubblicare Intercom. Riscontrai subito un interesse abbastanza vago. Ma quando dissi che avevo intenzione di fare un numero speciale di Intercom sul cyberpunk italiano, notai un immediato risveglio di interesse.
Soprattutto quando parlai degli autori che avrei potuto contattare.
Poi Marco Monina e Antonio Rizzo rilevarono il marchio Pequod fondando una nuova casa editrice. Mi proposero di portare l'antologia con loro. Io, che avevo sempre parlato di questa iniziativa con Marco Monina, l'attuale presidente della Pequod, accettai con entusiasmo. per questo, poi, l'uscita dell'antologia ha subito un ritardo di quasi due anni.

Delos: Che storia ha alle spalle la Pequod?

Roberto Sturm: Pequod è nata nell'aprile del 98. Ha rilevato il catalogo della vecchia gestione (due titoli di Gilberto Severini, Piero Santi e Michele Monina - quest'ultimo, oltre ad aver pubblicato per Derive Approdi sta per uscire con Mondadori), ed è uscita con altri cinque titoli secondo me molto interessanti. Una piccola casa editrice che si sta muovendo puntando molto sulla qualità, e non credo sia un caso che alcuni degli autori pubblicati siano quasi subito approdati a case editrici maggiori.
Solitudini imperfette di Andrea Mancinelli, Fagotto e Sparafucile di Daniele Garbuglia, La donna di scorta di Diego De Silva (che ha recentemente firmato per Einaudi), Il mostro di Vigevano di Sandro Pallavicini e, infine, Sangue sintetico formano un catalogo letterario abbastanza corposo e di buona qualità.

Delos: Ci sono altri progetti interessanti per l'aria?

Roberto Sturm: Come Pequod, almeno nell'imminenza, credo di no. Credo bisognerà vedere come andrà l'antologia per poter poi avere la possibilità di altre iniziative. Forse Ricciardiello all'inizio del prossimo anno, ma è tutto ancora a livello di ipotesi. Speriamo bene.

Delos: Questa è la seconda antologia italiana sul cyberpunk dopo quella pubblicata nel 95 da Stampa Alternativa. Cosa è cambiato dal 95 a oggi in Italia?

Roberto Sturm: In Italia è cambiato parecchio, credo. Nel '95 l'esperienza cyberpunk era all'apice, forse il momento di maggiore notorietà anche al di fuori del pubblico specializzato, dei lettori di genere. Oggi il cyberpunk, in Italia come nel resto del mondo, conosce una flessione che, credo, sia dovuta all'esaurimento fisiologico di tale fenomeno. Almeno dal punto letterario.
E il procrastinarsi dell'uscita dell'antologia ha fatto sì, come dice Marco Mocchi nella sua recensione su Intercom che ritengo molto interessante e condivido completamente, che Sangue sintetico rappresenti una sorta di punto di arrivo dell'esperienza cyberpunk italiana.

Delos: I racconti sono cambiati?

Roberto Sturm: Sì, necessariamente. Ritengo che il cyberpunk, come espressione della letteratura di fantascienza, abbia come peculiarità principale, quella di seguire con attenzione le modificazioni della società in tutti i suoi campi. Trovo straordinario, personalmente, l'attualità di questi racconti scritti almeno un paio di anni fa. Come se gli autori avessero intravisto l'evoluzione di parecchi aspetti del nostro vivere quotidiano. E questo lo ritengo un lavoro di indagine sul presente non indifferente.

Delos: Cosa distingue questi racconti? Quali sono gli aspetti peculiari di questa raccolta?

Roberto Sturm: Dicevo anche in altra parte dello speciale che, più che altro, nella raccolta del materiale ho tentato di riunire autori che sapevo avessero una sensibilità letteraria compatibile. Come ho specificato nell'introduzione dell'antologia, mi sono rivolto a scrittori che credo usino la fantascienza come indagine del presente, come analisi dell'esistente. E questo, credo, sia uno dei punti fermi dell'antologia. Almeno lo spero. Questo dovrebbe essere uno dei principi che dia una certa omogeneità a tutti i testi.

Delos: Su quale fronte tendono invece a diversificarsi maggiormente?

Roberto Sturm: Il fronte sul quale tendono a diversificarsi, credo sia lo stile. Ci sono diverse scuole di pensiero all'interno dell'antologia che però, credo, riescono a convivere in maniera abbastanza convincente. Gli autori presenti sono di diversa estrazione, sia culturale che politica, ma credo che alla fine il risultato dia una sensazione di sufficiente compattezza. O Almeno spero.

Delos: Molti degli autori vengono dal gruppo di Delos e Intercom, due modi complementari di fare fantascienza, questa complementarità è presente anche nei racconti che hai raccolto?

Roberto Sturm: Come dicevo precedentemente sì. E' giocoforza che autori di estrazione diversa, di convinzioni diverse facciano dei racconti diversi. Ma spero che il cyberpunk, che dovrebbe essere il filo conduttore dei testi, sia riuscito a rendere omogenee le diverse esperienze. O almeno a farle convivere.
Delos e Intercom, comunque, rappresentano oggi due punti di riferimento molto importanti per tutti coloro che si interessano di fantascienza. A prescindere dalle proprie idee personali.

Delos: Quando hai selezionato i racconti per questo lavoro, che obiettivo avevi in mente?

Roberto Sturm: Fare una antologia che fosse rappresentativa di un fenomeno che ha cambiato, oltre un certo tipo di letteratura, anche la società. L'impatto del cyberpunk sui mezzi di comunicazione, sul modo di fare comunicazione, credo sia stato abbastanza importante.

Delos: Adesso che il lavoro è completato, che sensazione hai a caldo?

Roberto Sturm: Ti confesso che la lunga gestazione dell'antologia non mi ha fatto gioire come avrei pensato. Mi ritengo abbastanza soddisfatto dal prodotto così come è venuto, e penso e spero potrebbe anche avere degli sbocchi interessanti. Questo, chiaramente, per merito degli autori che mi hanno dato dei racconti di assoluto valore su cui il lavoro di editing è stato praticamente inesistente. Devo dire, però, che ho mirato molto le mie richieste. E' stata una specie di lavoro preventivo...

Delos: Quale credi che sia il futuro della fantascienza italiana? Questa antologia che indicazioni fornisce?

Roberto Sturm: Il futuro della fantascienza italiana dipende da molte variabili, molte delle quali in mano agli editori. Se è vero che ultimamente le librerie e le edicole pullulano di iniziative di letteratura di fantascienza un motivo deve pur esserci. Credo che in questi ultimi anni ci sono state parecchie persone che abbiano lavorato seriamente per lo sviluppo della letteratura di fantascienza. Alcune cose sono riuscite meglio, altre meno. Ma l'importante è che si sia instaurato un discorso che abbia fatto decollare l'interesse delle case editrici. Questo però, secondo me, soprattutto perché il livello medio dei lavori di fantascienza è migliorato enormemente. Quando mai ci sono stati tanti autori come adesso conosciuti anche fuori dell'ambito specializzato?

Delos: Sangue Sintetico è appena uscito, e già prima che fosse distribuito se ne parlava... alcuni quotidiani, Mediamente... cosa ha di particolare?

Roberto Sturm: Sinceramente non lo so. Personalmente, né io né come Pequod avevamo conoscenze per essere citati in trasmissioni. L'antologia uscirà dal 10 giugno in poi (si comincia dall'Emilia Romagna e dalle Marche) in quasi tutta Italia. Speriamo che questo interesse si mantenga vivo fino alla sua distribuzione completa che dovrebbe essere a fine mese. Non credo che Sangue sintetico abbia qualcosa di particolare. Forse il fatto che era da un po' che non si parlava di cyberpunk, forse gli autori presenti, alcuni dei quali conosciuti anche al di fuori dell'ambito delle letteratura di genere.
Staremo a vedere.

Delos: Quale futuro vedi per questa raccolta? State valutando la possibilità di venderla all'estero?

Roberto Sturm: Di questo si sta interessando Piergiorgio Nicolazzini. Che voglio di nuovo ringraziare, insieme a Gadducci e Tavosanis, per le illuminanti postfazioni al volume. Chiudono veramente il cerchio in maniera perfetta.
Mi diceva, Piergiorgio, di aver già parlato dell'antologia con alcuni editori francesi che avevano mostrato un certo interesse. Vedremo, certo sarebbe un bel colpo.

Delos: Bene, Roberto, grazie delle risposte e in bocca al lupo.

Risorse in rete:

1. Front end dance il racconto di Domenico Gallo; http://www.intercom.publinet.it/front.htm
2. Non può piovere per Sempre, il racconto di Emiliano Farinella; http://www.fantascienza.com/carmilla/Carmilla29.html
3. Recensione dell'antologia di Marco Mocchi apparsa su Intercom; http://www.intercom.publinet.it/rivista/ic02/02frame.htm
4. Mediamente parla brevemente dell'antologia. http://www.mediamente.rai.it/home/tv2rete/mm9899/99063104/n990602.htm

Sangue Sintetico, undici racconti cyberpunk italiani e due saggi brevi sulla fantascienza moderna. Antologia a cura di Roberto Sturm edita da Pequod (via Palestro, 27, 60122 Ancona tel. 071/2072377) pagg. 225 Lit. 22.000 ISBN 88 87418 10 1



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