di
Silvio Sosio


Le inchieste di Delos
Parliamo di Isaac Asimov





Sicuramente è l'autore più famoso. Molti hanno iniziato a leggere fantascienza dopo aver conosciuto i suoi libri. Per alcuni è il più grande, per altri è decisamente sopravvalutato. Altri ancora amano i suoi libri più vecchi, ma sono rimasti molto delusi dagli ultimi romanzi. Cosa ne pensate? Che importanza ha avuto per voi questo autore? Lo apprezzate ancora o semplicemente lo ricordate con affetto? Questa era la domanda che abbiamo posto ai nostri lettori. Ecco cosa ci hanno risposto.


Dichiarazioni d'amore

Il vero risultato di questa inchiesta è stato il constatare quanta genti ami ancora Isaac Asimov. Alcuni lo amano perché lo hanno letto nell'infanzia e lo ricordano con affetto, altri lo considerano il più grande scrittore in assoluto, ma in generale c'è una grandissima partecipazione emotiva. E aldilà di tutto, forse questo è davvero il grande vantaggio di Asimov su degli ipotetici scrittori concorrenti: Dick è apprezzato, Gibson vende molto, a Stephen King ci si appassiona e di Tolkien si è affascinati, ma Asimov, Asimov lo si ama. Perché? E da quando in qua si può spiegare l'amore?

Un uomo a cui devo parte dei miei sogni. (Roberto C.)

Come Sir Isaac Newton ha creato la fisica moderna, nello stesso modo "Sir" Isaac Asimov ha creato la fantascienza moderna. Lui è il pilastro che regge in piedi il grattacielo, lui è il punto di partenza per chiunque voglia imparare a guardare oltre... Signore e signori, Isaac Asimov: il Maestro. (Elisabetta Vernier)

Ho letto il ciclo delle Fondazioni quando avevo dieci anni e mi ha fatto sognare. L'ho riletto due anni fa e devo dire che non ha perso nulla del fascino che il passare del tempo e lo sfumare dei ricordi gli avevano conferito. (anonimo)

Il Buon Dottore: il migliore, un grande maestro della SF. (Lucio Zecca)

L'originalità non è il mio forte: il "dottore" ha accompagnato la mia adolescenza, la mia giovinezza e speravo proprio potesse scortarmi fino alla tomba...! Non importa, forse era troppo curioso di vedere cosa c'è dall'altra parte, anzi sicuramente starà imprecando tutti i santi (ahi!) perché non riesce a mandarci giù un bell'articolo! (Domenico D'Alessandro)

E' stato il primo che ho letto, quindi per forza quello che amo di più. Ho apprezzato moltissimo sia i saggi scientifici che (di più!) la narrativa, sempre trame piuttosto robuste, un pizzico di sense of wonder, poche donne (sigh), ma che fantasia! Spesso ero indeciso se preferivo gli aneddoti dei racconti, ma mi ha sempre fatto divertire. Mi è spiaciuto, verso la fine, vedere che scriveva peggio, ripetendo interi concetti più volte nel libro quasi non credesse di riuscire a spiegarli. (Gianluca Arena)

Ai tempi del Liceo la prof di lettere ci parlava di "Padre Dante", ora, nel 1999, una delle ragazze della mia vecchia classe è diventata la nuova prof. E per la nuova biblioteca, poco tempo fa, mi ha chiesto un elenco di venti libri di fantascienza, i più significativi. Forse esagero, ma devo ammettere che, almeno nel mio caso si dovrebbe parlare di "Papà Asimov"! (Giancarlo Manfredi)


Altre lodi accorate

Asimov era davvero un grande scrittore, o forse il più grande? Moltissimo sono convinti di sì. Le motivazioni? Eccone alcune.

Il buon dottore aveva una cosa in particolare che colpiva: l'amore per le grandi storie, per gli intrecci che, solo all'apparenza semplici, si rivelavano progredire su più livelli fino all'immancabile colpo di scena finale. Che trattasse di robot o di imperi stellari, inoltre, la cosa che traspariva sopra ogni altra era il suo grande amore per l'uomo in quanto essere pieno di difetti, ma capace di elevarsi a vette eccelse con la pura forza di volontà e con il suo incomparabile ingegno. (Pasquale Camastra)

Penso che Asimov sia uno dei massimi esponenti della FS internazionale. Ho cominciato con il suo "Io robot" nel '77. Da allora ho cercato di leggere ogni titolo uscito in Italia. Lo stile semplice e la vena ironica che caratterizzano molti dei suoi lavori, lo rendono di certo digeribile a tutti. Per non parlare delle tre leggi della robotica... Il lato che mi piace maggiormente in Asimov, è il fare perno sempre sui personaggi. Le storie sono storie "umane", mai adobrate da scenari ipertecnologici. Una FS a portata di italiano, la definirei, con una sua struttura che si discosta dalla Hard FS di altri autori americani. Mi piacerebbe scrivere come lui. (Vincenzo Montevecchi)

Il mio parere su Asimov? Nessuno, secondo me, ha mai immaginato una "fantapolitica fantascientifica" come ha fatto lui... ad esempio: la descrizione di un impero politicamente contorto ma dinamicamente raccontato come l'Impero Trantoriano, che si fa immaginare nella nostra mente come se davvero fosse lì, fuori dalla porta di casa, ancor più vero dei politicanti di casa nostra, credo che difficilmente possa essere eguagliato. E per chi non ci crede: rileggete la storia di Terminus... e dite sinceramente se non vi sembra reale, vera, sofferta... GENIALE... la realtà mista alla fantasia... una fantascienza "palpabile", fatta di eroi "umani" (anche nel caso di Daneel) posta nella nostra mente in un'epoca imprecisata, ma non per questo meno visibile. Il "Buon dottore" credo resterà per sempre nella mia mente e nel mio cuore di appassionato. Grazie a Delos per aver permesso di esprimere pubblicamente la mia stima per quest'uomo.(Nico M. Zammataro)

Asimov è (era, sigh!) un grande scrittore.
Ammetto che sia molti difficile distinguere quella che è nostalgia da quelli che potrebbero essere i meriti effettivi e oggettivi di un autore. Basti pensare a come un autore come McBride Allen riesce ad appassionarmi soltanto perché riprende la grande saga dei robot di Asimov, piuttosto che per un suo effettivo e reale merito. Credo che sia naturale: dopo un po' di tempo è sempre bello ritrovare un mondo che conosci e che ti ricordi perché, santi numi, io mi sono appassionata alla sf proprio grazie ad Asimov.
Personalmente di lui adoro quella fede nel progresso, che io non ho, quel guardare al futuro con occhi fondamentalmente ottimistici, anche se talvolta un po' ingenui (apparentemente); quella consapevolezza ironica di come va il mondo che sottintende la concezione che, tutto sommato, potrebbe andare peggio e che, alla fine, ce la caveremo (Earth is room enough, La Terra è abbastanza grande, recita il titolo di una sua antologia).
E poi, che dire della sua prosa, così ordinata e pulita, quando sappiamo che invece scriveva attorno alle ottanta parole al minuto? Nel fare lo stesso, un Van Vogt alle volte buttava giù di quei farfugliamenti cosmici da paura...
Al diavolo tutte le imperfezioni che il lettore attento, magari, trova nella quadrilogia (?) galattica... in Asimov si trova tutta la passione del raccontare: la verità, come ha detto qualcuno, è che, se vogliamo dividere gli scrittori in chi sa raccontare una storia e chi no, be' Asimov era uno che sapeva raccontare storie, e molto bene anche. Si pensi solo a come sono scorrevoli le sue opere di divulgazione. Per inciso, io non vado eccezionalmente pazzo per l'astronomia, eppure il libro "Supernovae", di Asimov, me lo sono bevuto con mia somma soddisfazione goduriosa, e non solo perché lo aveva scritto lui. Non c'è nulla da fare: quando uno è buono a scrivere, è buono.
Non so se arriverei a dire che è il migliore scrittore sf di tutti i tempi, certo non credo che nessuno griderebbe allo scandalo. Ma sapete, personalmente penso che ci sia un limite dove due scrittori diversi non si possono confrontare e pertanto, una definizione come quella sopra, non vale. Come si fa, secondo voi, a dire chi è meglio tra Asimov e... che ne so?... Dick? Herbert? Non si può.
Scusate, si può dire tantissimo su uno come Asimov, ma siccome effettivamente mi sta un po' a cuore, cerco di non farmi prendere troppo... :-)))
(Alessandro Zigliani)

Isaac Asimov è sicuramente il più grande, anche se concordo con chi afferma che i suoi ultimi lavori, pur essendo al di sopra della media degli altri, non conservano la genialità del primo periodo.
Trovo che la Trilogia dedicata alla/e Fondazione/i(la mia preferita), nel suo abbracciare secoli e secoli di "storia futura", sia decisamente fra le massime espressioni nell'ambito della letteratura fantascientifica. Vorrei inoltre citare le tre leggi che governano il cervello positronico; inserite nel contesto socio-politico che l'autore ha saputo creare, mettendo a nudo gli aspetti e sentimenti umani più reconditi, si sono rivelate gli ingredienti ideali per il "giallo interstellare".
Isaac Asimov. Nonostante abbia molto cercato e letto, non sono ancora riuscito a trovare un suo pari.(Luca Galaverni)

E' (stato) uno dei più grandi autori contemporanei, mi dispiace moltissimo che sia morto. Ricordo ancora con piacere il giorno in cui sono andato in libreria con mia madre (ero piccolo) e mi ha comprato "Cronache della Galassia". L'ho letto in 2 giorni... e poi ho comprato gli altri 2 libri della trilogia originale, li ho letti in 2-3 giorni anche quelli. E poi ho continuato con gli altri libri fino a completare la linea immaginaria della storia della galassia e dei robot; fino ad arrivare anche agli ultimi libri ("riempitivi" di alcuni spazi lasciati vuoti tra le varie serie) scritti prima della sua scomparsa. E poi ho continuato con le reccolte di racconti, e perfino i saggi sugli argomenti più disparati. Naturalmente non è stato l'unico autore che ho letto (infatti tra un libro e l'altro, ed in attesa di nuovi libri ho letto anche altri autori), ma sicuramente l'autore di cui ho letto di più. Sono stato molto dispiaciuto quando è morto... peccato. (Paolo Fiore)

Un Autore che ha saputo regalare alla fantascienza un'epopea (e penso al ciclo della Fondazione, ma anche a quello dei Robot) di grandissimo valore, i cui orizzonti spaziano vertiginosamente sia nel tempo che nella galassia (dai giorni nostri al più remoto futuro, dalla Terra al centro della Via Lattea).
Il tutto con uno stile di scrittura personalissimo e affascinante, che pur reso egregiamente dalle nostre buone traduzioni risulta inarrivabile nelle versioni originali.
E, infine, chissà se un giorno la sua psicostoria diverrà realtà?
(Luca Cinacchio)


Era meglio l'Asimov dei tempi d'oro...

L'alone di mito che circonda Asimov sembra limitarsi ai romanzi dell'Età d'oro, la Trilogia, il ciclo dei Robot, e un certo numero di racconti. I romanzoni che Asimov scrisse in vecchiaia per riprendere e completare i suoi grandi scenari galattici non hanno saputo affascinare il suo pubblico allo stesso modo.

Sicuramente aveva delle idee fantastiche ... almeno all'inizio. Successivamente si è reso conto che l'"Azienda Asimov" più scriveva più guadagnava e il prodotto, di conseguenza, ne ha risentito. (Alessandra Fabris)

Secondo me ogni volta che il buon dottore ha ultimamente ripreso una sua vecchia storia ha finito soltanto col rovinarla. In particolare non sopporto l'epilogo del celebre ciclo della fondazione: è mai possibile che il tema portante dell'intera serie, ossia il grandioso piano Seldon, venga liquidato col ricorso ad un espediente tanto confuso qual è quella specie di minestrone new age che è Gaia/Galaxia? Gli ultimi romanzi del ciclo dei robot invece ancora quasi si salvano.
Tuttavia a mio parere il peggior romanzo di Isaac Asimov è "Nemesis"; per contro quello migliore è forse "La fine dell'eternità". Be', ormai avrete capito che io non ritengo gli ultimi scritti di Asimov assolutamente all'altezza dei primi.
La cosa mi dispiace alquanto dato che ho cominciato ad amare la fantascienza leggendo proprio i suoi libri. Apprezzo la semplicità del suo stile ed ammiro il suo estro nel costruire certe trame.
Purtroppo, come ho già detto, non mi pare che sotto il profilo dei contenuti la sua produzione si sia sempre mantenuta sugli stessi livelli di qualità. Comunque Isaac Asimov resta il mio scrittore preferito per l'iniziale atipicità di diversi elementi delle sue opere (ad esempio la figura dei robot positronici, quella di Susan Calvin e di vari altri personaggi); si tratta per me di un autore cui dobbiamo moltissimo, ben più, può darsi, di quanto lui stesso si sia proposto di darci (si veda l'inaspettato successo di una racconto essenziale come "Notturno").
In definitiva tanto mi sono piaciute alcune delle sue cose quanto peggiori ho trovato le altre. (Domenico Andrea Dal Cengio)

E sì, il mitico Asimov!
Io sono uno dei tanti, tantissimi che hanno iniziato a leggere fantascienza per merito (colpa?) sua. Se non ricordo male, ho iniziato seriamente ad interessarmi di sf leggendo la Trilogia e da allora non mi sono più stancato.
Ora, a distanza di più di vent'anni, non posso dire che sia il più grande (del resto i suoi ultimi romanzi lo testimoniano in modo inequivocabile).
Certo è che il sense of wonder che era riuscito a trasmettermi con la sua Trilogia e con molti altri suoi romanzi e racconti (ricordo solo "Neanche gli Dei", "Notturno" (il racconto, naturalmente) e le due antologie sui Robot) l'ho ritrovato ben poche volte.
Complice la mia giovane età? Può darsi, non lo nego, ma l'Asimov dei tempi d'oro, a mio parere, sapeva scrivere di fantascienza.
Inoltre, è innegabile che abbia posato alcune delle pietre migliari della sf moderna (tra tutte, le Tre Leggi della Robotica) che hanno spazzato via alcuni degli stereotipi più vecchi, aprendo ad altri scrittori nuove prospettive speculative.
Gli ultimi romanzi, invece, mi hanno lasciato parecchio più freddo. Certo, non ho più quindici anni ed ho letto molto di molti in questo lasso di tempo, ma sono convinto che il buon Isaac sia tornato a scrivere più per soddisfare i suoi editori che per un vero risveglio della sua vena creativa.
Per quel che mi riguarda, quindi, lo leggo sempre con piacere, ma con un certo distacco, senza più l'entusiasmo e lo stupore di un tempo.
Ciò non toglie che nel mio cuore ci sia per lui un posto tutto speciale, da cui nessun altro riuscirà mai a scalzarlo!(Daniele Zonari)

E' stato un grande autore, sia in termini qualitativi, sia in termini quantitativi, spaziando su praticamente tutti i temi della SF, oltre a introdurne dei nuovi: in una parola, geniale!
Negli ultimi libri, però, nonostante la volontà di realizzare la grande unificazione dei cicli che compongono le sue opere, ha mostrato maggiore interesse alla forma che alla sostanza; si nota, inoltre, quasi un'attenzione esagerata alla mole della produzione che alla qualità: opere di respiro meno ampio e troppo prolisse, con pochi sprazzi della genialità di idee che hanno caratterizzato la sua produzione precedente. (anonimo)


Asimov? Ma fatemi il piacere!

E naturalmente c'è anche chi di Asimov ha un'opinione molto meno entusiasta. Per la verità ci aspettavamo qualche commento negativo in più, ma immaginiamo che fosse più motivato a scrivere chi trova Asimov interessante che non chi lo trov del tutto indifferente. A qualcuno invece non va proprio giù che sia così famoso, e non si fa problemi a dirlo.

Il mio parere su Doc Asimov? Uhmm... credo che sia identico a quello che scrisse Huysmans di Dickens: broda riscaldata.
Intendiamoci: non ho detto che Asimov fa schifo, ma solo che non è niente di così speciale. La sua fortuna deriva principalmente dall'aver inventato le leggi della robotica e dall'aver scritto una saga di imperi galattici aliena dai canoni da polpettone dell'epoca (naturalmente mi riferisco a "Fondazione"), per la sua ironia e per poco altro. A livello stilistico, poi, se si escludono cose come i racconti di Azazel, il Doc da l'impressione di essere rimasto a uno stile da nerd diciasettenne...
Ciò nonostante, la SF è un genere così malandato che queste "cosucce" sono potute assurgere quasi al rango di £rivoluzioni copernicane, per dirla alla Leiber. Inoltre, il Doc era uno scrittore onesto: non ha mai tentato di scrivere il Grande Romanzo Americano, e nessuno dei suoi lettori li ha mai chiesto questa cosa.
Isaac Asimov dava al mondo storie in cui i problemi erano risolti in maniera semplice e comprensibile, non senza rinunciare a una sempre benvenuta ironia su noi esseri umani e sui robot, ricordando sempre che ogni creazione ha, prima di tutto i difetti del suo creatore.
Quindi un libro di Asimov, anche per persone come me che lo considerano uno scrittore medio, è quindi sempre benvenuto. E se la massa pecorona accorre per romanzi e racconti molto peggiori, allora perché dovrebbe rifiutare il Doc, giusta via di mezzo fra la scemenza e la cripticità assoluta? Anche se de gustibus...(Giovambattista Giordano)

Isaac Asimov diciamo che lo ricordo con affetto come un ottimo autore di racconti brevi e qualche romanzo, ma purtroppo moooooooooolto sopravvaluatato.
La sua Fondazione è una delle più tediose, astruse e inconcludenti saghe (poco) fantascientifiche che ricordi, troppo articolata, troppo umana la galassia, troppo simili a quelli attuali le problematiche di Trantor e compagnia.
Purtroppo ho l'impressione che la saga sia andata ben oltre il progetto originale, sospinta più che altro dll'interesse puramente commerciale; e si sa come un buon venditore riesca a inventarti un capolavoro anche se in realtà ha in mano una ciofeca!
Di Asimov comunque rimangono molte opere di altissimo livello (Nightfall, Caves of Steel ecc.) e una vasta e bellissima opera di divulgazione scientifica.
Secondo me è questo l'aspetto che andrebbe maggiormente valorizzato, anche per vedere se con un altrettano efficace opera commerciale si riesce a far diminuire l'analfabetismo scientifico imperante.
Certo che se uno prende "Civiltà Extraterresri" di Asimov e si aspetta un romanzo ci rimane male, ma è diventato proprietario di una discreta opera che affronta scientificamente il problema degli E.T. (anonimo)

Quando parlo dei miei gusti letterari a conoscenti e dico che leggo fantascienza la risposta normale è: Leggi quella roba che ha scritto Asimov!.
Quando sento questa risposta, mi arrabbio leggermente perché il publico che non segue questo genere letterario impersonifica la fantascienza con questo autore. E' certamente stato molto bravo e si è saputo vendere, ma non è assolutamente paragonabile con scrittori meno noti al grande pubblico che scrivono e hanno scritto opere migliori, sia come stile che come vicende. Lo ho sempre trovato troppo poco cescrittivo e asciutto per i miei gusti. A mio parere è e sarà ancora per molto sopravalutato. (michele migliorini)

A mio parere Isaac Asimov è un'autore decisamente sopravvalutato. Intendiamoci, è stato un grande scrittore di sf, ma, no so se spinto dagli interessi o da genuina ispirazione, negli anni in cui la sf aveva più proseliti ha sfornato decine e decine di libri, a mio parere di qualità scadente. I suoi capolavori sono rimasti pietre miliari della sf, come la saga di Fondazione, però questo ha fatto sì che la sf diventasse "asimovdipendente": quante volte andando in libraria a cercare un libro magari bello ma poco conosciuto ci si imbatte in mensole piene zeppe di libri di Asimov? Il peccato è che poi questa sua fama non abbia fatto da traino alla fantascienza in generale,e questo è quello che più mi fa imbestialire: quando si parla di fantascienza tra i "non addetti ai lavori" o è Asimov oppure, ma solo per i più smaliziati, Bradbury, mentre autori come Clarke, Simak, Sturgeon sono rimasti nell' ombra. (Nicola Micheletti)

Sicuramente uno degli autori più sopravvalutati di tutti i tempi. Letto un romanzo li hai letti tutti. Non ha la visionarietà di un Dick ne la verve avventurosa di un Farmer o la profondità di un Lafferty... e potrei continuare a lungo.
La maggior parte delle sue trame tende solo a sfruttare un "effetto a sorpresa" da giallista di serie B. Di lui salvo solo i primi due del ciclo della Fondazione e qualche raccontino sparso qua e la. (anonimo)


Qualche parere più obiettivo

Ed ecco anche un paio di pareri meditati e obiettivi.

Ho 41 anni e sono un lettore di vecchia data di fantascienza anche se ultimamente apprezzo di più la fantasy (con qualche eccezione non mi piace la fantascienza moderna). Il mio impatto con la fantascienza è avvenuto proprio attraverso il buon Asimov (Abissi d'acciaio) per il quale conservo quindi un affetto particolare. Detto ciò devo comunque affermare di essere tra quei lettori delusi dall'"ultimo" Asimov. Il perché è presto detto. Nell'"immortale" ciclo della "Trilogia Galattica" la risposta alla domanda che per tre libri uno si poneva, cioè "Dove si trova la Sede della II Fondazione?" uno la scopre solo all'ultima pagina di "L'altra faccia della spirale". In "Fondazione e Terra" A pag. 50 già si era capito tutto. L'impressione che si ha è che Isaac, negli ultimi anni, della sua carriera aveva perso (o volutamente accantonato) ciò che era (secondo me) il suo punto di forza principale, cioè la capacità di "inventare trame" che si dipanavano pagina dopo pagina per sorprendere il lettore.(Provenzano Bruno)

Isaac Asimov, Isaac Asimov....
Tanti, tantissimi, coloro che lo vedono come il fumo agli occhi; ancora di più coloro che lo adorano, puramente e semplicemente. Ma è possibile riuscire a parlarne con quel tanto di distacco, che permetta uníanalisi critica (anche minima) che vada al di là delle reazioni emotive che la sua figura e la sua opera suscitano?
A me per primo riesce difficile parlarne senza che la commozione riaffiori al ricordo di quell'aprile di sette anni fa, quando la televisione diede l'annuncio della sua morte: è stato Isaac a introdurmi agli affascinanti rituali di quel mistero moderno che è la fantascienza.
E' stato sulle pagine di *Io, Robot* che ho scoperto l'esistenza di una letteratura "altra" da quella realistica, dal cosiddetto "mainstream".
E' un ghetto la sf? E' un ghetto creato proprio dai "grandi" della generazione di Asimov - da lui in primo luogo, ed oggi fin troppo stretto per i suoi esponenti più raffinati che rifiutano (spesso giustamente, bisogna dirlo) la riduttiva etichetta di scrittori di fantascienza? Io non credo; credo che quel ghetto - che esistette e resistette a lungo, ed in non piccola parte esiste ancora oggi - fu creato da editori e scrittori della generazione precedente; Isaac e gli altri suoi compagni di strada ci si trovarono in mezzo, sicuramente ci si trovarono bene. Tuttavia fu proprio a partire dal loro lavoro, dalle opere dei migliori tra loro - e oltre al "buon dottore" penso a Leiber, a Sturgeon, a Simak, ad Heinlein (le cui idee possono essere criticabili, ma la cui posizione nel campo è fondamentale), a Vance che venne un po' dopo - che le mura di quel ghetto cominciarono a sgretolarsi.
Certo non era nelle loro intenzioni, e di Asimov in primo luogo, abbattere quello steccato: Asimov ci si trovava bene tra le quattro mura della sf, dove il suo nome era un mito; ma con tutto questo furono loro a cominciare il cammino. Dopo vennero quelli che lo steccato travolsero, con il loro duro lavoro in questo senso, e alcuni - come Dick - non fecero in tempo a raccogliere i frutti di tanta sofferenza.
Ma torniamo a Isaac...
Egli era in tutto e per tutto un autore della sua epoca pioneristica. Questo, unito all'estrema facilità della sua scrittura, basta a liquidarlo come a volte accade?
Io credo che Asimov abbia avuto un dono raro tra gli scrittori, di sf e non: rendere semplici le cose complicate. Lo stile di Asimov è talmente semplificato da sconfinare nell'ingenuità e nell'aridità e da finire per essere considerato semplicistico. Eppure, proprio in virtù di questa scrittura elementare egli riusciva a rendere agili e di facile lettura - e perfettamente godibili - concetti tutt'altro che semplici: non è un caso che sia diventato uno dei più affermati divulgatori della nostra epoca. Certe situazioni, certe spiegazioni scientifiche che in mano sua sono giochi affascinanti, percorsi fiabeschi attraverso i quali conduce il lettore con voce suadente e mano amica, in mano ad altri diventerebbero freddi elenchi di dati e cifre. Chi altri mai avrebbe potuto scrivere un divertissement ironico ed autoironico come "Le proprietà endocroniche della tiotimolina risublimata" ed uscire indenne dall'impresa?
Un'altra accusa frequente nei confronti di Asimov stigmatizza la sua scarsa capacità di creare personaggi a tutto tondo, che uscissero dagli schematismi stereotipati della sf anni '30 e '40. Non voglio soffermarmi sul fatto che lo sviluppo di una psicologia credibile per i personaggi è un aspetto secondario per gli autori della sua epoca, per i quali centrali sono l'idea alla base della storia e la funzionalità della trama a questa idea - aspetti in cui non fu secondo a nessuno; infatti, autori come Leiber o Sturgeon, pur fedeli all'impostazione generale della sf Campbelliana, d'idee, seppero cercare e trovare una loro via personale che li condusse ad una scrittura più "evoluta" dei loro contemporanei, che ancora oggi li rende dei modelli validi. Asimov non seppe (o non volle) trovare questa via? Si limitò a restare confinato nel recinto imposto da John Campbell?
Certo non è accaduto di frequente che Asimov ci abbia svelato questo suo aspetto, ma, come dicevo prima, egli è comunque un figlio della sua epoca, e per lui l'importanza della storia e dell'idea alla base di questa, rimase sempre preminente rispetto a quella dei protagonisti.(Vincenzo Oliva)


Mo' esaggeriamo...

Per finire, ecco alcune testimonianze di entusiasmo un tantino esagerato...

Il Maestro, con la "A" maiuscola.
Senza di lui, non esisterebbero, non solo la fantascienza, ma neppure la robotica. E non dimentichiamo che il cyberpunk è nato sulle pagine della rivista di Isaac Asimov.... (Luigi Milani)

Per la verità la fantascienza esisteva da parecchi anni quando arrivò Asimov; e la robotica a lui deve davvero ben poco. Quanto al cyberpunk, be', la rivista di Asimov era diretta da ben altre persone; di suo c'era solo il nome.

IL più grande scrittore di fantascienza e ottimo divulgatore scientifico.
Per me è ancora piacevole rileggere le sue opere ed in risposta a chi, negli ultimi romanzi, lo ha trovato non all'altezza della sua fama, posso affermare che è difficile stupire quando si è già inventato tutto quello che era umanamente concepibile nell'ambito fantascientifico.
Negli ultimi romanzi Asimov ha sviluppato e reso più fluide delle sue stesse creazioni rimanendo lo stesso scrittore lucido e interessante.
Concludendo posso considerarlo un grande e mi dispiace che ormai possa solo affidarmi a romanzi già letti infinità di volte.(Marco Romano)

Perdiana, in settant'anni di idee la fantascienza ne ha trovate davvero tante, e quelle trattate da Asimov tutto sommato non sono molte. Caro Marco, beato te! Hai ancora un sacco di bei romanzi di fantascienza da leggere, non fermarti ad Asimov!

Un grande talmente grande da imporsi come una delle colonne di "Astounding" in barba alle stesse regole non scritte (ma imprescindibili) del direttore della rivista, John Campbell.
Infatti ambientando il ciclo della Fondazione in un universo privo intelligenze non-umane, evitò di venire a patti con i pregiudizi razziali che Campbell voleva puntualmente proiettare nelle relazioni fra umani ed alieni descritte dagli scrittori della sua rivista.
Per me questo fatto da solo è sintomatico della grande coerenza che solo uno spirito forte come Isaac poteva mostrare aperamente. (Enzo Russo)

Questa storia di Campbell che volesse proiettare pregiudizi razziali nella fantascienza scritta da altri mi giunge davvero nuova.

Penso che I.A. abbia contribuito a far conoscere la fantascienza e la scienza in genere?
Come scrittore poi, ha aperto la strada a molti altri autori. Basti pensare alle tre Leggi della robotica (anche se molto limitate) riprese da altri. Ha esorcizzato il mito di Frankenstein facendo diventare umani i robot (vedi The Bicentennial Man). Per quanto mi riguarda, io ho incominciato ad apprezzare i libri e la SF proprio grazie ai suoi romanzi. Dei moltissimi racconti letti, la maggior parte sono suoi e quello che apprezzo di più è sicuramente L'ultima Domanda (The Last Question). Una delle cose che rendono interessanti i suoi racconti è sicuramente il finale, sempre inaspettato. Leggete Notturno (Nightfall), Coltura Microbica (Breeds There a Man.. ?). Che ne dite poi della Dottoresa Calvin? (Romanelli Luca)

Non penso francamente che le leggi della robotica abbiano molto alleggerito il lavoro degli scrittori di fantascienza. Francamente non penso neppure che qualcuno abbia mai avuto grosse difficoltà col complesso di Frankenstein; neppure Dick, che aveva più o meno tutti i problemi psicologi noti, ha mai mostrato sintomi in tal senso.

Isaac Asimov è l'espressione più convincente di quello che è la fantascienza. Le sue opere sono paragonabili alla Cappella Sistina: un enorme affresco perfetto nell'insieme e palpitante per ogni piccolo particolare. Ed egli stesso è un Michelangelo letterario: multiforme, grandioso, mai eccessivo, completo, inimitabile.(Giorgio Burello)

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Indubbiamente è un "must" per chi vuole cominciare a leggere fantascienza, anch'io ho cominciato con lui.
E' ovvio che, essendo il padre della fantascienza (secondo me) tutti prendono spunto da lui e dal suo modo di scrivere...
Le sue storie di robot, le sue "trilogie" e tutte le opere che ho letto, lasciano il segno e, come ha detto qualcuno a proposito dei buoni motivi per leggere fantascienza, ti rende capace di vedere le cose di tutti i giorni da diversi punti di vista. (Sauro Pasquini)

Tutti prendono spunto da lui?

La prossima inchiesta: Come avete iniziato a leggere fantascienza?

Quando, come e perché avete cominciato a leggere fantascienza? Quanti anni avevate? Com'è successo? Avete scoperto qualche Asimov nella biblioteca dei genitori, o comprvate gli Urania di nascosto? Qual è stato vostro primo romanzo, chi è il vostro primo autore? E poi? Diteci tutto! Potete inviarci i vostri contributi in modo facile e rapido usando il modulo all'indirizzo www.delos.fantascienza.com/inchieste, entro la fine di settembre 1999. Raccoglieremo tutti i contributi più interessanti che ci saranno arrivati e li pubblicheremo sul numero 50 di Delos, a ottobre. Non mancate!