a cura di
Marco Spagnoli

Recensioni cinema






Beowulf
(Beowulf, USA, 1999) - Regia: Graham Baker - Sceneggiatura: Mark Leahy, David Chappe - Cast: Christopher Lambert, Rhona Mitra - Distribuzione: CDI - Buena Vista - Durata: 97 min.
Recensione di Marco Spagnoli

Christopher Lambert torna in quella che dovrebbe essere un'interessante rivisitazione delle gesta dell'eroe celtico Beowulf e che, invece, ci sembra soltanto essere uno "sconcio e penoso" plagio di ben altro cinema.
Girato in povertà di mezzi e di idee, mirato a un pubblico di appassionati di videogames, Beowulf non è un film credibile. Gli attori - poveracci - hanno dialoghi assurdi pieni di retorici strafalcioni rubacchiati qua e là e il temibile mostro sembra un lucertolone scampato non si sa come dal cinema di Ed Wood.
Un film - comunque - da vedere, perché preso come parodia di un genere è talmente strambo da tirare fuori risate a scena aperta pure dallo spettatore più disincantato.
Una pellicola pessima, ma assolutamente divertentissima se considerata come mero tentativo di emulare un genere. Non parliamo degli effetti speciali e della storia perché non serve. Il tecno medioevo proposto dal regista, in realtà, è solo un alibi per potere giustificare qualsiasi idiozia stilistica venga in mente agli sceneggiatori. Come quella dei pranzi serviti in vassoi di stagnola...Solo Lambert si salva. Eroe malinconico costretto a fare dei pessimi film per vivere.

Ed Tv
(Ed Tv, USA, 1999) - Regia: Ron Howard - Sceneggiatura: Lowell Ganz e Babaloo Mandel - Cast: Matthew McCounaghey, Woody Harrelson , Martin Landau, Dennis Hopper, Jenna Elfman, Elizabeth Hurley, Rob Reiner, Ellen De Generes - Distribuzione: UIP - Durata: 120 min.
Recensione di Marco Spagnoli

Versione consapevole de Il Truman Show, Ed Tv è un film divertente e piacevole.
Capace di fare pensare lo spettatore propone una versione certamente più "hollywoodiana" e semplicistica del problema della privacy.
Diretto dall'ex Ricky di Happy Days Ron Howard, Ed Tv ha tutti gli ingredienti giusti per diventare un grande (e meritato) successo. Begli attori e attrici come la conturbante Elizabeth Hurley si muovono su uno scenario pieno di umorismo in una pellicola che sembra l'ennesima variazione sul tema di Faust. La mefistofelica televisione, infatti, offre al commesso di un negozio di videocassette di mandare in onda 24 ore al giorno la sua vita privata. Una sorta di moderna telenovela dagli sviluppi imprevedibili per lo stesso Ed che messo di fronte alla cartina di tornasole della telecamera scopre particolari della sua esistenza che lui stesso ignorava.
Nonostante una certa affinità con il film diretto da Peter Weir, Ed Tv racconta una storia con un minor numero di implicazioni. Sebbene sia The Truman Show che Ed Tv costituiscano una satira della realtà televisiva americana, lontano dalla graffiante profondità psicologica di Weir, Ron Howard ha preferito indagare più in superficie, ma non meno accuratamente sull'aspetto dell'importanza della privacy di una persona, offrendo una divertente riflessione sulla celebrità donata da un mondo alla perenne ricerca di beniamini da idolatrare. Interpretato da attori dalla fama consolidata come Martin Landau e Dennis Hopper, Ed Tv ci mostra la grande bravura di Woody Harrelson e Matthew McConaghey, sempre più maturi e in grado di affrontare ruoli complessi. Un film a tratti esilarante e molto riuscito, dove un abile regista come Ron Howard ci offre la spiritosa analisi di una televisione che non ha più bisogno di inventare storie per farsi seguire dal pubblico. Basta puntare la telecamera sulla vita di qualcuno per farla sembrare diversa e interessante. Groucho Marx ha detto una volta "La TV è la giungla del nostro secolo", in Ed Tv, invece, sembra che sia diventata una sorta di altare su cui innalzare chiunque. Anche uno sconosciuto qualsiasi da incensare 24 ore al giorno per motivi inspiegabili.

Virus
(Virus, USA, 1998) - Regia: John Bruno - Sceneggiatura: Chuck Pfarrer & Dannis Feldman - Cast: Jamie Lee Curtis, William Baldwin, Donald Sutherland - Distribuzione: Cecchi Gori - Durata: 90 min.
Recensione di Marco Spagnoli

Virus non è fantascienza. E' la raccolta di un cinema che da Star Trek a Alien viene saccheggiato e plagiato da una storia che pare il puzzle di una decina di film messi insieme. L'alieno caduto su una nave è solo un figlio bastardo di una cinematografia ben più alta. Un po' Borg, un po' Alien, un po' ancora Event Horizon il film è la triste versione seria di quel divertentissimo Deep Rising che l'anno scorso tanto ci piacque per la sua spregiudicata ironia. Qui di humour non ce ne è nemmeno un grammo. Jamie Lee Curtis, inspiegabile protagonista fa quello che Ripley e altri eroine del cinema fantastico hanno già fatto prima di lei. Donald Sutherland, invece, si guadagna da vivere in una parte penosa che sembra avere dentro di sé mille eco di film già visti.
Insomma, Virus è il Bignami sbagliato del cinema fantastico degli ultimi venti anni.
Una pellicola noiosa e sgradevole dove tutto è già accaduto. E dove perfino le maschere che ricordano i droni dei Borg di Star Trek, più che timore incutono una grande tristezza. Come si fa a realizzare un film che è palesemente una copia furfantesca di grandi idee?

Favole
(USA, 1998) - Regia: Charles Sturridge - Cast: Florence Hoath, Elisabeth Earl, Paul McGann, Harvey Keitel, Peter O'Toole, Tim McInnery
Recensione di Emiliano Farinella

La scorsa stagione cinematografica ha visto l'uscita di un paio di film sul famoso caso dell'inizio del secolo delle fate di Cottingley: la famosa vicenda delle presunte fotografie di fate effettuate nella campagna inglese da due bambine, e prese per vere e fortemente sponsorizzate da Sir Arthur Conan Doyle.
Favole, probabilmente il migliore dei due film, è ora disponibile in videocassetta.
Il film è palesemente rivolto a un pubblico di bambini, riveste però alcuni elementi di interesse, soprattutto nei momenti dedicati a Houdini, che riveste nel film la parte dello scettico.
Houdini è un uomo che per tutta la vita ha lottato per dimostrare quanto facile potesse essere prendersi gioco della gente facendo credere di avere poteri soprannaturali, egli è stretto amico di Sir Arthur Conan Doyle che dopo la morte di un figlio in guerra si è rivolto allo spiritismo nella speranza di continuare ad avere qualche contatto col figlio perduto. E Doyle è pronto e disponibile anche nei confronti di questo evento e affianca di buon grado le bambine sposandone la causa.
Dal mio punto di vista il film pecca pesantemente nello schierarsi apertamente dal lato delle bambine e nell'accettare la loro tesi, infatti le presunte fate nel film non vengono mostrate solo attraverso foto (l'unico modo in cui si siano fino ad oggi manifestate tranne che - a quel che dissero - a quelle due bambine), ma vengono riprese direttamente, a precisare che le fate esistono davvero. Non possiamo condividere.
La posizione più equilibrata nel film è quella tenuta dallo scettico Houdini, che messo alle strette e dovendo fornire una dichiarazione dinanzi alle bambine dice: "Ho passato la vita a cercare di convincere il pubblico che l'impossibile potrebbe essere realtà: come potrei dunque non apprezzare questa qualità negli altri?".




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