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Se doveste convincere qualcuno a leggere fantascienza, che argomenti usereste? Perché vale la pena di leggere questo tipo di narrativa? Cosa offre più della letteratura "normale"? Qual è il suo valore intrinseco? Perché la amate così tanto?
Questa era la domanda che abbiamo posto ai nostri lettori. Ecco cosa ci hanno risposto.
Allargare gli orizzonti
Indubbiamente, leggere fantascienza abitua a vedere il mondo da altri punti di vista. Ci tira fuori dal nostro piccolo universo quotidiano e ci scaraventa in un ambiente diverso, aiutandoci a considerare con occhi diversi anche la vita di tutti i giorni. Viaggiare fra le stelle, incontrare specie aliene in qualche modo può insegnarci a dare una dimensione diversa alle nostra visione del mondo. Questo forse - almeno a mio avviso - è il valore più importante della fantascienza.
La Fantascienza impone di ragionare, non è certo solamente una letteratura d'evasione. Richiede anzi un utilizzo maggiore delle capacità intellettive: impone al lettore di uscire dai canoni tradizionali del pensiero. Amare la Fantascienza significa porsi in una prospettiva "altra" rispetto agli stereotipi ed ai luoghi comuni, vivere il proprio tempo e il proprio mondo secondo un'ottica non tradizionale, porsi delle domande, le solite di sempre: chi siamo, dove andiamo, perché viviamo... (Marco Perello)
Prima di tutto bisognerebbe mettersi d'accordo su che cos'è la fantascienza. Ricordo che, ormai tanti anni fa, sulla mitica rivista Robot si sollevò un putiferio per un bellissimo racconto di Lino Aldani, Visita al padre. Tutti a discutere se fosse fantascienza o meno ... Che cos'è la fantascienza? La metamorfosi di Kafka è fantascienza? O è più fantascienza Aarn Munro, il gioviano di Campbell? Credo che il valore della fantascienza, come per tutte le cose, debba essere cercato in quello che essa è. La letteratura è scritta dagli esseri umani e perciò parla di noi, come siamo. Questa particolare letteratura, alla fin fine, dietro tutti i possibili baracconi fatti di astronavi, di alieni, di futuri e passati, parla di noi come potremmo essere, o come avremmo potuto essere, o come forse saremo... E' uno sforzo in più per cercare di capirci meglio, per allargare gli orizzonti e, perché no, per avere stimoli a cambiare, a evolvere... (Massimo Fagiolo)
Nelle discussioni che talvolta si fanno tra lettori accaniti si discute spesso su che cosa sia e a che cosa serva la cosiddetta "letteratura di intrattenimento". A parte il fatto che qualunque testo scritto che non sia la comunicazione di servizio del capo di turno è di intrattenimento, non sono mai riuscito a capire che cosa ci sia di male a scrivere testi che invece che far venire il mal della nona dopo un quarto d'ora possano anche divertire.
Detto questo, tra la letteratura di intrattenimento direi che la SF è quanto di meglio si possa scegliere perché con le ardite ma (si spera) coerenti ipotesi da cui parte si riesce ad allenare sia l'mmaginazione che la capacità critica del lettore. Il che non è da poco. (Paolo Evangelisti)
Tante volte la s.f. ci ha aiutato a immaginare un futuro migliore visti gli scarsi risultati del quotidiano. L'uomo ha sempre avuto bisogno di sogni per sopportare le vicissitudini della vita.
La s.f. mi ha accompagnato fin da piccolo e grazie ad essa oggi ho, forse, un modo più profondo di vedere il mondo. (Leonardo Muller)
Un romanzo - od un racconto - di fantascienza è la maniera più magica, critica ed entusiasmante per confrontarsi con se stessi.
Che il testo sia rigoroso ("rigidamente" scientifico) o fantasioso, che i protagonisti siano omini verdi o persone comuni, che la storia sia "parallela" alla nostra realtà o che sia quella in cui noi viviamo alla fine il risultato è sempre lo stesso: magia.
Il bello della fantascienza è che permette di vedere cosa succede inserendo un elemento estraneo in un ordine, in maniera "globale": si può viaggiare nel tempo (per scoprirne gli effetti), si può entrare nella testa di alieni (per vedere in che altre maniere si "può pensare")...
Vantaggio notevole sugli altri generi: l' amore comune per la "magia" del fantastico permette di essere un po' più oggettivi, anche quando si toccano argomenti "politici" (un po' come succede con la musica) e i temi, più "realistici" del genere fantasy, sono comunque sufficientemente vicini alla realtà da permetterci un confronto critico con la stessa. (Davide Siccardi)
Fredric Brown!!!!
Come far accapponare la pelle in una pagina, in La Risposta. Io ho iniziato con questa "short story", ed ho capito qual'è il VALORE della SF. (Simone Placchi)
Il valore più grande della fantascienza è quello di permettere, a chi l'apprezza, di guardare a quello che succederà domani sempre con straordinario interesse. Avere curiosità per tutto ciò che riserva il futuro. E' questo credo, più di ogni altro, l'aspetto che caratterizza l'appassionato di fantascienza. E' una ricchezza grandissima! (David Ottanelli)
Ci ho pensato parecchio, ma non mi venivano definizioni eclatanti. Chi già è svisceratamente appassionato, non ha un gran bisogno di motivazioni. Chi non lo è, a volte è talmente prevenuto e diffidente da guardarti storto se provi a convincerlo. A meno che non lo "inganni", come quella signora che odiava la FS, ma trovò bellissimo "Cristalli Sognanti", e si stupì moltissimo sentendosi dire: ma questo è FS.
Per me la FS è il miglior allenamento per la mente. Una ginnastica che dapprima ti diverte di per sé, poi ti permette di arrivare, con il pensiero e la fantasia, a risultati inimmaginabili. Una letteratura con un fascino e una varietà di idee ed esposizioni inimmaginabile altrove, un melting pot dove sublime e paccottiglia possono coesistere, una società multirazziale del pensiero, la vera utopia, che non ti chiede nessun passaporto per entrare e dove ciascuno può ricavarsi i suoi spazi.
Ecco, forse se ci fossero in giro un po' meno prevenzioni e stereotipi cine-giornalistico-televisivi, riguardo al genere, molte persone che non lo conoscono potrebbero apprezzarlo, e ricavarne qualcosa, magari solo un'impressione che non si cancella più, un'emozione diversa da tutte le altre, come è accaduto a tutti noi "innamorati persi". Perché se davvero ti piace la FS, è per la vita. (Milena Debenedetti)
Qualcosa in più
Perché leggere fantascienza e non altri generi di narrativa? Difficile dirlo. C'è quell'indefinibile "qualcosa in più"...
Come premessa, direi che è difficilissimo convincere qualcuno a leggere fantascienza, soprattutto se questa persona ha già un certo tipo di bagaglio culturale. I pregiudizi sono troppi e troppo radicati. Direi che il modo migliore è consigliare qualche buon libro (Le Guin, Dick, ecc.).
Mia moglie ha iniziato a vedere con un altro occhio la fantascienza dopo aver letto Il serpente dell'oblio di V. McIntyre e si è poi letta l'esalogia di Dune d'un sol fiato (io sono andato bene fino al terzo romanzo, poi ho remato un po'... e sì che leggo sf da circa 20 anni!).
Per quel che riguarda la valenza della sf, direi che non ha nulla da invidiare alla letteratura classica, con in più la possibilità di dare una sbirciatina a quello che ci potrebbe aspettare in un futuro più o meno prossimo.
Perché amo la sf? Così, di primo acchito non saprei dare una risposta, ma sicuramente è un tipo di letteratura che riesce a darmi qualcosa che il resto non mi dà. E di questi tempo non è poco...! (Daniele Zonari)
In un secolo che ha visto culminare e morire il romanzo classico (Proust, Musil, Joyce, Kafka) nel giro di pochi decenni, la letteratura fantascientifica rappresenta attualmente l'unica fonte di idee a livello narrativo. La fantascienza, nonostante il quasi totale silenzio della critica "ufficiale", simboleggia nel migliore dei modi il passaggio "indolore" dal secondo al terzo millennio. (Andrea Bedetti)
Effetto Cristoforo Colombo
La fantascienza ha a che fare col futuro, ma, a parte rari casi, di solito gli scrittori non pretendono di fare i profeti. Leggere fantascienza per sapere cosa accadrà fra dieci anni non è molto sensato. Tuttavia, in questo secolo l'umanità ha imparato che il futuro esiste e sarà diverso dal presente. Fino al secolo scorso ci si poteva ragionevolmente aspettare che dieci anni dopo il mondo sarebbe stato più o meno lo stesso; oggi, sappiamo per certo che sarà molto diverso. Non è facile vivere in mondo che cambia continuamente, e forse la fantascienza ci aiuta a farlo.
Perché leggere libri di un genere che ha previsto il personal computer, Internet, la bomba atomica, l'inquinamento, la sovrappopolazione, la genetica, i viaggi spaziali, i satelliti,... devo continuare? (Fabrizio Garavini)
E' una porta aperta sul futuro. Aiuta spesso (ma non sempre...) a prevedere ed a prepararsi a quello che ci attende nei prossimi anni, non solo dal punto di vista sociale ma anche da quello scientifico e tecnologico. E' un notevole stimolo per l'immaginazione. Contrariamente all'opinione comune, ritengo che per uno scienziato sia molto importante nutrire una autentica passione per la migliore fantascienza. (Milvia Chicca)
La FS rappresenta il cammino dell'uomo attraverso il tempo oltre i ristretti limiti della realtà. E' la previsione (possibile ed impossibile) di un mondo la cui base affonda nel presente per evolversi e realizzare ciò che non vedremo mai. La narrativa "normale" consente una visione della vita che è vicina alla cronaca: essa narra di uomini e donne "possibili", di emozioni e situazioni che nascono e muoiono nel tempo e nello spazio che ognuno di noi può vivere o può aver vissuto. La FS esprime, invece, l'uomo che non è ancora; che desideremmo o che temiamo che diventi; che vedrà applicate le attuali neo-scoperte scientifiche e realizzarsi una tecnologia oggi inconcepibile; che conoscerà altri mondi e altri popoli superando le distanze e i vincoli linguistici. Un modo come un altro per perpetuare la vita dell'uomo oltre ogni ragionevole realtà. Ma di Cristoforo Colombo non si diceva, all'epoca, che era un pazzo scatenato e che sarebbe stato impossibile circumnavigare la terra??! (Daniela Di Santo)
A mio parere l'autentico valore della fantascienza non è stato ancora riconosciuto.
E' vero che questo genere si è ormai affrancato dal ghetto della narrativa pulp nel quale è stato relegato per decenni, ma ancora oggi si tende ad escluderlo dall'ambito della letteratura che conta. Eppure, accanto al grandissimo numero di opere che privilegiano lo spirito avventuroso e che sono caratterizzate da un ritmo narrativo serrato, si possono annoverare molti romanzi e racconti che affrontano temi di grande importanza, spesso in modo poetico.
Basti pensare alla produzione di Bradbury, di Simak o di Lem.
Quali aspetti sottolinerei se dovessi formulare un invito alla lettura della fantascienza?
E' presto detto.
1) La fantascienza ha una forte valenza didattica. E' stato il primo genere letterario ad anticipare i rischi di uno sviluppo industriale e di una esplosione demografica incontrollati. Ha contribuito così a formare, in un paio di generazioni di lettori, una solida coscienza ambientalista ed un atteggiamento critico di fronte ai miraggi evocati da un consumismo esasperato.
2) La fantascienza ha immaginato l'incontro ed il confronto di coscienze umane e coscienze non-umane (alieni, robot, etc.). In tal modo ha spinto i lettori a superare la dominante visione antropocentrica dell'esistenza.
3) La fantascienza è un genere di lettura avvincente e rilassante. Chi di noi, dopo una faticosa giornata di lavoro, non ha gustato il piacere di sentirsi trasportato ad anni luce di distanza dalla lettura di un Urania?
Ritengo questi tre aspetti sufficienti a stimolare la curiosità di un potenziale lettore, interessato ad una lettura al tempo stesso piacevole ed in grado di fornire numerosi spunti di riflessione. (Enrico Di Stefano)
"To boldly go where no man has gone before" (Andare spavaldamente dove nessun uomo è mai giunto prima). Questa frase è sicuramente nota a chiunque ama la fantascienza, e credo che in fondo essa ne sia l'essenza stessa.
Infatti leggere un libro di fantascienza non vuol dire forse andare in luoghi dove mai nessuno è giunto, rivivere le emozioni provate da navigatori come Cristoforo Colombo e per un attimo abbandonare il ripetitivo presente per viaggiare in un ignoto e affascinante futuro, alla ricerca di nuovi mondi e di nuove forme di vita? Inoltre tutto questo è fatto seguendo le leggi della scienza (almeno in teoria) e questo rende ancora più emozionante la fantascienza, in quanto ciò che narra può diventare realtà come più volte è successo (i racconti di Verne...).
Voglio dare un solo consiglio a chi si avvicina per la prima volta alla fantascienza: la migliore non la troverete alla televisione o al cinema (almeno nella maggior parte dei casi) perché ciò che vedete alla TV è solo una raccolta di effetti speciali che non trasmettono le emozioni dei protagonisti davanti all'ignoto; quindi leggete i libri e non vi scoraggiate se ne trovate qualcuno pessimo. (Alessio Benavoli)
Perché leggere fantascienza ?
Perché qunado dovremo affastellarci tutti su Zanzibar Voi sarete sull'asciutto.
Perché quando diventerà di moda cambiare sesso ed età come i vestiti, voi sarete già pronti...
Perché quando ci sarà la TV 3D voi sarete già pronti (a non guardarla!).
Perché... perché... be', ma deve esserci proprio un perché? (Daniela Farolfi)
Visioni
Allargare la mente. "Volare oltre il reale", esplorare l'immaginario e risvegliare il senso del meraviglioso. Dare libero spazio alla fantasia. Tutto sommato, al di là del suo aspetto "scientifico", la fantascienza è pur sempre una letteratura fantastica, che ci permette di sognare. E non è poco.
Il vero valore della fantascienza sta nel rendere attuale un futuro che per forza di cose non si può vivere anche perchè la durata della nostra vita non lo consente. (Matteo Necci)
Volare oltre il reale, abbandonare il terreno, esplorare l'immaginario e lasciare che la fantasia in un batter d'occhio ti porti fino ai confini dell'universo. Secondo me è meraviglioso e creativo. Le emozioni che ho provato da ragazzino quando vidi per la prima volta la serie UFO non le ho ancora dimenticate. E del resto la fantascienza di ieri è il reale di oggi. (Paolo Lovat)
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma nella memoria di ogni cosa, di ogni essere, fino a divenire un ricordo, un racconto, una storia dove i fantasmi di un remoto passato riaffiorano mistici, macroscopici, orrorifici, affascinanti, ma pur sempre figli di ancestrali memorie cosmiche; in un rincorrersi di passato e futuro in cui il presente non ha il tempo di ESSERE ma solo di esistere. Io sono te e tu sei me, insieme siamo il TEMPO infinito e indefinito.
Oggi ha il valore di fantascienza. (Pietro Plinio Quinzi)
Hai mai desiderato annullare i limiti fisici del tuo corpo e dello spazio in cui vivi, e prendere tu il potere, strappando il bastone del comando all'empirico e al tangibile?
Usa la mente, slaccia la fantasia, e crea tu la realtà.
Potrai essere buono, o cattivo, un eroe, un fallito, un superman o, perché no, un dio.
Questo non si può fare, quell'altro è impossibile...
Fagliela vedere!
Chissà, potresti semplicemente precorrere i tempi.
E allora, viaggia, amico, anche se solo sulle ali altrui.
E se queste ti vanno strette, riempi il tuo foglio bianco, e sguazzaci dentro! (Alessandro Leone)
La mente umana, è sicuramente una degli universi più interessanti ed appassionanti al quale ci troviamo di fronte nella vita di tutti i giorni.
La capacità della mente di creare immagini che non esistono nella realtà e che si manifestano con oggetti, disegni, suoni, parole, è una facoltà che rende l'uomo unico. Proprio perché "facoltà superiore", la fantasia segue le inclinazioni delle persone che la generano.
La fantascienza, come estensione della fantasia, nasce e si riproduce fra coloro che, per inclinazione personale, hanno sviluppato una sensibilità particolare verso i problemi scientifici.
Le domande sui fenomeni che ci circondano, che vanno dal "siano soli nell'universo" a "cosa accadrebbe se la manipolazione genetica fosse usata sistematicamente", trovano una loro risposta nell'immaginario fantascientifico.
La scienza non ha limiti, o meglio deve trovarli nell'etica. La conoscenza di tutti i possibili scenari, conseguenti o derivanti da scelte scientifiche, ci può aiutare a comprendere ciò che è bene da ciò che è male, ciò che può essere moralmente accettabile da ciò che non lo è e non deve esserlo.
L'aspetto ludico della fantascienza, ovviamente, prevale nella lettura di un buon romanzo come nella visione di un bel film, ma non è da sottovalutare ciò che può dirci sul nostro futuro, aiutandoci nella formazione di uno spirito critico verso le difficili problematiche della scienza moderna.
E' proprio questo il "valore intrinseco" della fantascienza, farci vedere ciò che potrebbe essere. (Flavio Atzeni)
Credo che il valore specifico della fantascienza stia nel tentativo di inserire nel discorso artistico, quindi emotivo, legato alla profondità dell'immaginario singolo e collettivo, due dimensioni di fondamentale importanza dell'era contemporanea: la tecnologia (qualche volta anche la scienza) e il "senso del cambiamento" legato a una particolare dimensione del tempo, il futuro. Credo che questa sia la sua specificità e quindi il suo valore intrinseco. Non è un caso che la fantascienza sia emersa come movimento artistico alla fine del secolo scorso, credo che abbia aiutato fortemente a digerire il Novecento con i suoi tremendi, rapidissimi cambiamenti tecnologici e sociali, con quel mutato senso del tempo per cui il futuro non era più un luogo più o meno simile al presente, ma un territorio del tutto misterioso foriero di chissà quali cambiamenti.
Questa la specificità. E se devo consigliare a qualcuno di leggere fantascienza, be' gli dico che si tratta di un buon modo per esplorare il divenire, di "vivere" (non soltanto di leggere, come in un saggio), di profondamente vivere il mistero della scienza che si evolve, della tecnologia che sorprende, del futuro che realizza semi di realtà già presenti nell'oggi. E in più gli dico che nelle rare, ottime opere di fantascienza può trovare anche gli elementi migliori della narrativa "mainstream" e quindi l'uomo con la sua avventura, con il suo mestiere di vivere. Ma in effetti questo è raro, limitato a non molti autori. Ricordo, per esempio, Silverberg, Bradbury, Vonnegut, Ballard, Sturgeon, Dick, ecco, diverse opere di questi autori penso possano piacere a tutti. Mentre gli altri - Asimov e Heinlein, tanto per dirne due di quelli famosi - ritengo vadano incontro soprattutto alle esigenze di chi vuole vivere gli elementi specifici della fantascienza di cui parlavo prima.
Perché la amo? Perché soprattutto da ragazzo avevo bisogno di questa esplorazione nel divenire, nel mistero dello spazio, della scienza, delle potenzialità dell'uomo, un desiderio di andare più in là, oltre i limiti del reale, ma con rispetto di razionalità, probabilità, scientificità, quindi plausibilità... Credo che La città e le stelle di Clarke illustri in maniera paradigmatica questa esigenza che diventa l'appassionante vicenda di Alvin, il protagonista. Avvertivo questo come "senso del meraviglioso". Ancora oggi avverto questo fascino, ma non più in maniera assoluta come a sedici anni (per fortuna...). (Paolo Aresi)
| La prossima inchiesta: Parliamo di Isaac Asimov |
Sicuramente è l'autore più famoso. Molti hanno iniziato a leggere fantascienza dopo aver conosciuto i suoi libri. Per alcuni è il più grande, per altri è decisamente sopravvalutato. Altri ancora amano i suoi libri più vecchi, ma sono rimasti molto delusi dagli ultimi romanzi. Cosa ne pensate? Che importanza ha avuto per voi questo autore? Lo apprezzate ancora o semplicemente lo ricordate con affetto? Diteci tutto!
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