
Vincitore dei premi Hugo e Nabula nel 1994 col racconto Georgia on my mind, marito dell'autrice Nancy Kress, Charles Sheffield è uno degli autori di punta della nuova "hard" science fiction americana. Il mese prossimo su Urania uscirà il suo romanzo Punto di convergenza (Convergence).
Delos: Charles, dopo il tuo dottorato presso la Cambridge University, ti sei trasferito negli Stati Uniti d'America. E' accaduto per un'opportunità lavorativa o per altre ragioni personali?
Charles Sheffield: Inizialmente fu perché volevo usare computer americani, che erano molto più facili da programmare rispetto alle macchine disponibili in Inghilterra. Il mio primo computer che ho programmato, DEUCE, era davvero complesso. Il primo problema che incontrai mi prese circa un anno di programmazione. Non ho mai pensato di rimanere per sempre in America; infatti, nei primi tempi, credevo di rimanerci per circa due anni soltanto. Ma qua mi piace molto, i miei figli vivono qui e, al momento, non ho intenzione di tornare in Europa.
Delos: Cosa ti manca maggiormente del tuo paese natale?
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| Between the strokes of night (1985) |
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Charles Sheffield: La famiglia (mia madre e mia sorella vivono a Darlington, nell'Inghilterra del nord) i pub, la birra e le commedie inglesi. Di fatto, mi piacciono entrambe i paesi, l'Inghilterra e gli USA, e mi sento veramente a casa ovunque mi trovi.
Delos: Possiamo affermare che è grazie a Larry Niven e al suo romanzo Ringworld se tu hai voluto scrivere fantascienza?
Charles Sheffield: Diciamo di sì. Se non avessi letto Ringworld durante un viaggio aereo, non penso avrei mai provato a scrivere narrativa. O, probabilmente, la mia entrata in campo sarebbe stata molto più ritardata.
Delos: Hai scritto narrativa popolare che spazia dalla fantascienza hard, passando per il genere horror e la fantasy storica. Come definiresti il tuo modo di scrivere oggi?
Charles Sheffield: Al momento produco principalmente fantascienza. Continuo anche a scrivere fatti scientifici e il mio prossimo libro sarà The Borderlands of Science, che riguarda la necessità di scienza reale nello scrivere science fiction. La ragione per cui continuo a trattare scienza e fantascienza è perché i lettori amano sapere cosa leggono da un autore. Se io scrivessi un romanzo horror, il lettore che lo legge rimarrebbe molto male se acquistando il mio lavoro successivo fosse di fantascienza hard.
Delos: E' vero che disprezzi la New Wave perché priva di contenuti?
Charles Sheffield: Questa è la ragione per cui disprezzai la New Wave quando apparve originariamente. Per me, il contenuto è sempre stato più importante dello stile. Dico spesso esagerando un tantino che lo stile è qualcosa sul quale ti concentri come autore quando non hai nulla di meglio e di interessante da dire. Comunque, la New Wave è passata da molto tempo e i buoni autori di oggi hanno assorbito tutto il meglio dei metodi di quella corrente e li utilizzano nei loro scritti senza pensarci sopra.
Delos: Ho letto che agli inizi molte delle tue storie sono state rifiutate. Puoi dirci quante? E per quale ragione, secondo te?
Charles Sheffield: Molti racconti furono rifiutati. Così tanti che ne ho perso il conto. Potrei dire una quarantina, anche se in alcuni casi erano gli stessi racconti rifiutati da più parti. Alcuni dei miei sforzi iniziali furono davvero brutti. I curatori erano nel giusto nel rifiutare queste storie. Non mi sono mai accorto di fare qualcosa di diverso da prima, ma dopo un po' cominciai a vendere i miei racconti. Suppongo che stavo migliorando senza saperlo.
Delos: E' vero che Galaxy aveva la cattiva abitudine di evitare di pagare gli autori? Di che periodo si trattava?
Charles Sheffield: Sfortunatamente è vero. Il periodo era il 1976 e 1977. Mia moglie, Nancy Kress, vendette il suo primo racconto a Galaxy nello stesso periodo in cui ne vendetti uno anch'io. Entrambi incontrammo seri problemi a ottenere il pagamento.
Delos: Credi che se Jim Baen non si fosse spostato alla ACE non avresti mai scritto un romanzo di SF?
Charles Sheffield: Non posso esserne certo, ma sicuramente sarebbe successo molto più tardi di quanto ho fatto. Scrissi il mio primo romanzo, con l'incoraggiamento di Jim Baen, solo dopo un anno che scrivevo racconti, ed ero veramente insicuro di farlo nel modo giusto. E' ancora in stampa (Progetto Proteo: Sight of Proteus e metà Proteus Combined, che include anche Proteus Unbound); ma sospetto che è perché in quel lavoro misi ogni idea che riuscivo a pensare, piuttosto che perché si tratta di un libro ben scritto.
Delos: Cosa ti è rimasto delle polemiche con Jerry Pournelle e, più in generale della Science Fiction Writers of America (SFWA)?
Charles Sheffield: Le mie polemiche con Jerry erano lunghe in passato, ma svanirono negli Anni Settanta. Ora abbiamo una collana di libri in comune (Jupiter Books) e lui mi ha anche coinvolto negli Anni Ottanta nella SFWA. Abbiamo anche collaborato recentemente alla stesura del romanzo Higher Education, e sebbene lui viva in California siamo spesso in contatto (ho avuto ieri la sua e-mail).
Delos: In qualità di Presidente della SFWA e dell'American Astronautical Society hai avuto più problemi o soddisfazioni?
Charles Sheffield: In entrambe i casi, come Presidente, ho avuto sia problemi che soddisfazioni. Non è mai facile gestire un'organizzazione che dipende dagli sforzi dei volontari, perché se qualcuno non fa bene un lavoro non puoi farci nulla. Puoi solo chiedere a qualcun altro di farlo al suo posto. Alla fine di tutto ho avuto più soddisfazioni nel gestire la SFWA perché molte delle amicizie fatte sono ancora in essere tutt'oggi. Questo è meno vero per le persone con cui ho lavorato all'American Astronautical Society.
Delos: C'è qualche ragione particolare per cui hai pubblicato qualche volta su Analog con lo pseudonimo di James Kirkwood? Esiste veramente (magari un amico)?
Charles Sheffield: No, è un nome inventato. Originariamente l'ho usato perché non volevo avere due miei racconti pubblicati sullo stesso numero di Analog come Charles Sheffield. Poi ho formato la Kirkwood Research che utilizzo per tutte le mie attività di scrittore, mentre ho smesso d'usarlo come pseudonimo.
Delos: Su cosa stai lavorando adesso e cosa possiamo attenderci nei prossimi mesi che è già stato pubblicato all'estero?
Charles Sheffield: Ho appena terminato tre short story, With McAndrew, Out of Focus che è appena stata pubblicata qui su Science Fiction Age; McAndrew and the Fifth Commandment, che uscirà su Analog e Phallicide, che ho soltanto terminato la scorsa settimana e perciò non è stata ancora acquistata da nessuno. Come ti ho detto precedentemente sto anche ultimando The Borderlands of Science oltre a un'appendice di fatti per un'antologia di tutti i racconti di McAndrew, che sarà probabilmente pubblicato col titolo di The Complete McAndrew. A parte ciò, vorrei veramente scrivere un nuovo libro sul retaggio dell'Universo (ce ne sono già quattro: Summertide, Divergence, Transcendence, e Convergence). So già la trama (quasi tutta), ma non so ancora quando inizierò a scrivere. Dipende solo se la Bantam Books vuole altri romanzi nell'universo di Aftermath.
Delos: Ci puoi dare qualche anticipazione su Afterburn?
Charles Sheffield: Afterburn verrà pubblicato in realtà col titolo di Starfire (l'editore era preoccupato che i due titoli Aftermath e Afterburn potessero confondere i lettori). Per quanto riguarda la trama una tempesta di particelle creata dalla supernova Alpha Centauri viaggia più lenta della luce e raggiunge la Terra trent'anni dopo gli eventi descritti in Aftermath. In questo seguito la Terra deve costruire uno scudo spaziale per proteggersi dall'alta energia delle particelle. Questo problema è reso ancora più drammatico da una serie di omicidi che devono essere risolti (e coinvolgono Oliver Guest, il serial killer di Aftermath). E su tutto, in Starfire viene spiegato perché Alpha Centauri diventa una supernova, anche se in teoria non potrebbe.
Delos: Infine, che tipo di relazione hai con la Rete e come prevedi il futuro per gli esseri umani in relazione agli aspetti tecnologici?
Charles Sheffield: Utilizzo la Rete ogni giorno: per la posta elettronica, per acquistare cose, per cercare informazioni. Per quelli come me che preferiscono stare in casa, piuttosto che andare fuori in un negozio e spendere molto tempo alla ricerca di differenti tipi d'informazione, la Rete è magnifica. Credo, anche, che siamo solo agli inizi. Il computer, che ha reso la Rete possibile, è per me la più grande invenzione della storia dell'umanità importante, alla lunga, come il fuoco, la ruota o l'agricoltura, e probabilmente anche di più.

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