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di Roberto Chiavini |
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Per il mondo anglosassone ed in particolare americano, pochi eventi storici sono stati sentiti come la Guerra di Secessione. Ancora più che la Seconda Guerra Mondiale, il conflitto civile che ha generato l'America moderna viene considerato come quello che ha forgiato la nazione. Roberto Chiavini ci accompagna in una rassegna delle ucronie in cui il Sud non ha perso la guerra. (LF)I momenti storici scelti dagli autori di fantascienza per sviluppare le loro teorie ucroniche riguardo al differente sviluppo della storia mondiale a partire da un mutamento degli eventi che hanno portato alla formazione degli Stati Uniti d'America ed al loro assurgere a potenza guida del nostro pianeta si possono sostanzialmente racchiudere in tre gruppi distinti:1 - Un differente esito della rivoluzione del 1776. 2 - La guerra di secessione conclusa con la vittoria degli stati confederati del Sud. 3 - Una diversa seconda guerra mondiale. In questo breve intervento, proveremo a trattare in modo sommario la narrativa relativa al conflitto più sanguinoso nella storia degli Stati Uniti d'America, la grande guerra di fratello contro fratello, immortalata in numerosi film e sceneggiati televisivi, che ha interessato numerose volte anche i teorici della storia alternativa. 1
Un posto a parte nello sviluppo del pensiero ucronico riguardo alla storia americana spetta senza dubbio al californiano Harry Turtledove, professore di storia bizantina a Berkeley ed ormai uno tra i maggiori autori di fantascienza contemporanea, un vero e proprio guru del what if. Turtledove, venuto alla ribalta con il suo ciclo fantasy (ma in realtà anch'esso basato sulla storia alternativa del periodo bizantino) della "legione perduta", ha dedicato alla guerra civile americana almeno due opere importanti della sua produzione, entrambe al momento inedite in Italia.
Al momento in cui scriviamo, non siamo ancora certi del destino editoriale italiano del più recente ciclo di storia alternativa di Turtledove, quello iniziato da How few remains (1997) e già prospettato in almeno altri quattro capitoli (dove l'azione dovrebbe però spostarsi alla Prima Guerra Mondiale derivata dagli avvenimenti narrati nel libro sopra citato). Non ho ancora avuto modo di leggere il romanzo in questione, ma da quanto mi disse personalmente Turtledove in un'intervista a San Marino nel 1995, questa volta lo spunto da cui prende campo la vittoria sudista è più credibile e meno risibile di quello utilizzato in Guns of the South. Ancora una volta la battaglia scelta come turning point del conflitto non è la sfruttata Gettysburg, ma la battaglia di Antietam (o Sharpsburg, a seconda che la si consideri da parte unionista o confederata), selezione anche militarmente altrettanto credibile che non quella della località della Pennsylvania. L'armata della Virginia di Lee non viene sorpresa da McClellan e dalle sue forze nettamente superiori, perché i nordisti non vengono in possesso dei piani di marcia dei corpi confederati (storicamente ritrovati avvolti attorno a tre sigari, incautamente lasciati cadere a terra da un ufficiale del Sud) e la miglior arte militare della "volpe grigia" della Confederazione riesce ad avere la meglio dal punto di vista della manovra sul lento e timoroso McClellan. Lee è così in grado di arrivare alle porte di Washington, spingendo Francia e Gran Bretagna a riconoscere il diritto all'indipendenza degli stati del Sud. La guerra si chiude con la divisione degli Stati Uniti alla linea Mason Dixon, con gli Stati del Nord profondamente adirati con le potenze europee che li hanno traditi. Ne nasce un legame molto stretto con il nascente impero prussiano ed una conseguente entrata in guerra a fianco delle potenze centrali (Germania ed Austria) allo scoppio della prima guerra mondiale. Vedremo nei prossimi anni quello che Turtledove ha preparato per questa nuova impresa mastodontica (sperando vivamente che non scada nel futile e nell'inconcludente come il fantomatico ciclo dell'Invasione ha purtroppo dimostrato).
Il recentissimo Stars & Stripes Forever (1998) è il primo romanzo di una prevista trilogia incentrata su come si sarebbe sviluppata la guerra civile americana con un intervento diretto della Gran Bretagna al fianco del Sud. Personaggio particolarmente sfruttato dai fautori di storie alternative sul conflitto Nord-Sud è quello di Edgar Allan Poe. Il maestro del macabro della metà dell'Ottocento appare infatti come protagonista del romanzo di Roger Zelazny e Fred Saberhagen Un bivio nel passato (The Black Throne, 1990, pubblicato su Urania 1195, 1992), che prospetta possibili bivi fondamentali nella vita di Poe, che in uno di essi può diventare ufficiale dell'esercito confederato, nel romanzo di Charles Harness Corridoi del tempo (Krono, 1988, anche questo pubblicato su Urania 1111, 1989), e nel racconto di Walter Jon Williams No spot of Ground, apparso in una delle più celebri antologie di storia alternativa apparse nell'ultimo decennio, il secondo volume della serie What might have been, dove ancora una volta Poe prende parte alla battaglia di Gettysburg, addirittura come sostituto del generale George Pickett come comandante della celebre, sventurata carica contro le posizioni unioniste arroccate in collina. Discorso a parte meriterebbero i racconti dedicati al conflitto fra Nord e Sud: tra i più curiosi possiamo citare un'estrapolazione storico-alternativa di Winston Churchill, il celebre statista britannico, Se Lee non avesse vinto la battaglia di Gettysburg (If Lee Had Not Won the Battle of Gettysburg,1931), pubblicato tra l'altro nella interessante antologia a cura di Piergiorgio Nicolazzini I mondi del possibile (Editrice Nord). Un'intera antologia dedicata a racconti fantastici sulla guerra civile americana (diversi dei quali legati al tema dell'ucronia) è The Fantastic Civil War (1988, Baen Books), curata da McSherry.
Tra i tanti romanzi inediti nel nostro Paese possiamo citare fra i più curiosi:
1 Per quanto concerne una diversa partecipazione americana alla guerra del 39-45 rimandiamo all'articolo dell'amico Gian Filippo Pizzo riguardante proprio il secondo conflitto mondiale, mentre rinviamo al futuro un'eventuale altro nostro intervento sul periodo della Rivoluzione Americana. Non prenderemo in considerazione le opere letterarie che esaminano da un punto di vista quasi esclusivamente militare ipotesi di sviluppo diverso del conflitto, in quanto non le riteniamo facenti parte della letteratura fantastica. | |||||||||||||||