di
Lanfranco Fabriani


Speciale Ucronia



Ucronia, Allostoria, storia alternativa, parole diverse per indicare lo stesso concetto, l'universo del E se? Spesso la fantascienza, dopo aver viaggiato nello spazio ed aver vaticinato il futuro, sente il bisogno di tornare nel presente per farci vedere il nostro mondo con occhi nuovi. Ecco allora che deve inventare un mondo nuovo, come? Uno dei modi è trasformando il presente attraverso il passato: e se l'Invincibile Armata non fosse stata vinta? E se l'asse avesse vinto la II Guerra Mondiale? E se i romani avessero scoperto l'America?. E se la storia, in un punto qualsiasi del nostro passato, avesse preso una dell'infinita serie di strade che non ha preso? Come sarebbe il nostro mondo oggi? Quale serie di fenomeni si sarebbe verificata ed in cosa, il mondo della finzione ucronica si diversificherebbe dal nostro?

Il nessun tempo, questo è il significato della parola Ucronia, 1 il qualcosa che non è mai esistito nella storia. Si tratta di un concetto molto interessante, in effetti l'universo della fantascienza è in toto l'universo del potrebbe, sia esso proiettato nel futuro, sia nel passato, ma il parlare di uno scarto del passato, implica il ripensare lo sviluppo dell'uomo, non si definisce solo una possibilità futura, si è costretti a reinventare la storia umana e quindi il complesso insieme di fenomeni politici e sociali che derivano dalla nuova storia. E' possibile quindi smontare qualcosa che per l'uomo è fin troppo scontato, il flusso del tempo. Chi di noi si è mai fermato realmente a pensare che ancora oggi potrebbe parlare austriaco o magari greco od aver bisogno del passaporto per andare da Rimini ad Arezzo?
Ma lo spazio dell'ucronia è alquanto ristretto, insidiato com'è da un lato dal concetto degli Universi Paralleli, dall'altro da quello del Viaggio nel Tempo. Lo spazio narrativo degli universi paralleli, altro vecchio tema della fantascienza è indubbiamente più vasto di quello dell'ucronia; con gli universi paralleli si immagina che possano esistere contemporaneamente, in dimensioni diverse, infiniti universi, essendo infiniti vi sarà la possibilità di un numero infinito di variazioni, sia pure minime, in alcuni chi sta leggendo quest'articolo avrà una maglietta gialla, in altri avrà un maglietta rossa e sarà dell'altro sesso. Con un numero infinito di variazioni possibili, chiaramente vi sarà un infinito numero di universi in cui saranno state prese tutte le molteplici strade che la storia ha scartato. Evidentemente gli universi paralleli diverranno ucronia esclusivamente nel momento in cui la variazione dovesse essere storica. 2
Dall'altro lato l'ucronia è stretta dal viaggio nel tempo: quando nel viaggio nel tempo, viene modificato casualmente o volontariamente l'esito di un qualche evento storico, ecco che si verifica ucronia, 3 la differenza è che il romanzo o racconto è inizialmente ambientato nel nostro mondo che poi viene trasformato nel mondo ucronico, generalmente nel finale, tanto è vero che in genere, strettamente associato al viaggio nel tempo noi troviamo il tema della pattuglia temporale, l'organizzazione preposta ad impedire proprio il verificarsi di una ucronia. Noi tendiamo a privilegiare una definizione ristretta di Ucronia: il ritratto di un mondo che si è evoluto storicamente in modo diverso dal nostro senza bisogno di una spiegazione esterna al mondo stesso. Questo è il territorio vero dell'Ucronia, ma vedremo meglio che accanto a questo non è possibile non prendere in esame le componenti ucroniche che possiamo ritrovare negli universi paralleli e nel viaggio nel tempo.
Abbiamo indicato l'origine francese del nome, e francese è anche il primo volume sull'Ucronia conosciuto dell'età moderna, stiamo parlando di Luis-Napoleon Geoffroy-Chateau, Napoleon Apocryphe, 1812-1832, histoire de la conquéte du monde et de la monarchie universelle del 1836, testo non solo ucronico ma anche distopico, visto il mondo agghiacciante che vi viene ritratto, dove Napoleone, uscito vincitore dalla campagna di Russia finisce per dominare l'intero pianeta attraverso il telegrafo, una specie di Grande Fratello ante litteram.
Ecco quindi un genere o se vogliamo sottogenere la cui origine è quasi identificabile temporalmente. E questo non è un caso, perché si presentasse alla mente l'idea dell'ucronia bisognava che esistesse lo storicismo, la riflessione sulla storia come insieme ordinato e consequenziale di avvenimenti, concetto che è proprio dell'età moderna. Non a caso l'Ucronia accanto ad uno sviluppo narrativo, nei suoi primi anni affianca uno sviluppo saggistico, a base di riflessioni da parte di storici sulla storia non avvenuta. 4
Da un punto di vista narrativo, possiamo in un certo senso dividere molte delle opere ucroniche in una serie di pacchetti che prendono spunto da momenti storici ben definiti. Gli eventi storici, le scoperte scientifiche in grado di avere un impatto sulla storia futura non sono moltissimi, la scoperta dell'America, la guerra di indipendenza americana, la guerra di secessione, i conflitti mondiali: spesso l'attenzione degli autori è stata calamitata da punti nodali della storia della civiltà umana, ecco allora che John Brunner e Keith Roberts ci parlano di un mondo dove l'Invincibile Armada ha sconfitto la flotta inglese, ecco che Philip Dick, ma molti altri insieme a lui, ci parlano di un mondo dominato dai nazisti e così via. L'ucronia è anche una chiave con cui è possibile dare la propria opinione sul mondo reale con una forza che è difficile ritrovare in altri filoni. Possiamo proiettare nel futuro i pericoli del totalitarismo, per fare un esempio banale, ma se noi proiettiamo il totalitarismo qui ed ora, in un mondo simile al nostro ma eppure diverso, ecco che l'ammaestramento può avere ben differente forza. Con questo non si intende dire che le ucronie debbano necessariamente essere pedagogiche o didascaliche ma è indubbio che è forse il sottogenere della letteratura fantastica che maggiormente si presta a questo aspetto.


il caso italiano

L'ucronia non è un sottogenere della fantascienza molto diffuso a livello mondiale, ma a livello italiano sembra quasi assente, vediamo di indicare qualche ragione di questa assenza.
Innanzi tutto gli autori italiani hanno prevalentemente cercato di parlare delle cose di casa nostra, ma ciò con l'ucronia non è molto semplice, bisogna infatti tener presente la scarsa dimestichezza che si ha con la storia in Italia, sia dal punto di vista dell'autore che da quello del lettore. Indubbiamente la storia italiana è particolarmente difficile, lo stato unitario è cosa ancora molto giovane e fino al 1800 la storia era parcellizzata tra vari stati di minore importanza, l'Italia era attraversata di continuo da eserciti invasori e la situazione geopolitica era estremamente confusa, ecco che diventa difficile trovare dei momenti storici la cui conoscenza sia comune nell'autore e nel lettore. Al contrario, la storia degli ultimi settanta anni è ancora sufficientemente imbarazzante e dolorosa. La fantascienza italiana si è sempre portata dietro un'etichetta, indubbiamente esagerata, di fantascienza politica; spesso soprattutto nel passato, romanzi o racconti dal contenuto risibile sono stati tacciati di partigianeria politica, allora, come parlare di eventi come il fascismo o la seconda guerra mondiale, che hanno scavato un solco profondo nella società italiana, portando ad una vera e propria guerra civile, senza che esplodessero le polemiche da ogni parte? Ecco quindi che i romanzi e racconti ucronici italiani si contano veramente sulla punta delle dita, non è probabilmente un caso che Pierfrancesco Prosperi, scrivendo un'ucronia decida di mandare Garibaldi a Gettisburg, scegliendo così un periodo tutto sommato inoffensivo.5


NOTE

1 La parola Ucronia, come ricorda Piergiorgio Nicolazzini nel suo pregnante ed informato saggio introduttivo al volume I mondi del Possibile (Edizioni Nord) deriva dall'opera di Charles Renouvier, L'Uchronie (L'Utopie dans l'Histoire), Esquisse historique apocrype du développement de la civilisation européenne tel qu'il n'a pas eté, te qu'il aurait pu etre (1876) [L'ucronia, (L'utopia nella storia), Saggio storico apocrifo sullo sviluppo della civiltà europea quale non è stato, quale sarebbe potuto essere]. La parola Ucronia è stata costruita su un calco della parola Utopia, ricordata nel titolo del volume, come l'utopia indicava il luogo che non esiste, così l'ucronia, indica il tempo (chronos) che non esiste.
Per una seconda discussione dell'argomento ucronia, confronta anche di Gian Filippo Pizzo, Tra Ucronia e Fantastoria, Future Shock, gennaio 1998, n. 23 NS
2 Pensiamo per tutti al ciclo de I mondi dell'Impero di Keith Laumer (edizioni Nord), ma anche, malgrado il concetto degli universi paralleli vi sia unicamente sfiorato, dato più per accenni che esplicitamente trattato, al ciclo del Grande Tempo, di Fritz Leiber.
3 In particolare il romanzo di Lyon Sprague De Camp, Last Darkness Fall (Ed. ital. Abisso dal passato, Nord 1972) in cui un archeologo finito nella Roma dell'Impero Romano cerca con le sue conoscenze di impedire l'avvento del medioevo, ed alla saga di Conrad Stargard di cui riferisce Francesco Grasso.
4 Rimandiamo per questo all'insostituibile saggio di Nicolazzini, op. cit.
5 Pierfrancesco Prosperi, Garibaldi a Gettysburg, Editrice Nord, 1993, scelta ben diversa è quella di Pier Carpi nel racconto La morte del Duce, Galassia 165, La Tribuna, Piacenza, 1972