di
Edoardo Volpi Kellermann

Oscar Chiconi:
riprogettare il Titanic



Infiliamo il cd-rom Starship Titanic nel nostro PC e saliamo sulla nuova nave intergalattica di Douglas Adams con la guida del suo disegnatore Oscar Chichoni. Un viaggio in un mondo tridimensionale creato grazie alla fantasia che si sposa con la tecnologia: in questo caso, in un "matrimonio" molto particolare.

Tu sei nella tua casa, guardando la TV o lavorando al personal computer, fuori c'è una tormenta, e senti la radio annunciare che durante il suo volo inaugurale si è perso il contatto con l'astronave più bella, grande e lussuosa della Galassia, il Titanic.
Dopodiché continui a fare le tue cose, e improvvisamente senti un fracasso incredibile e vedi entrare in salotto la punta della chiglia di questa gigantesca nave, che è andata a sbattere proprio contro la tua casa. Scende un gentile robot che ti invita a fare un viaggio gratis sul Titanic a compensazione dei danni subiti. Il Titanic è vuoto, non ci sono ancora passeggeri, ma solo i robot di servizio. Da qui comincia l'avventura sulla Starship Titanic, il primo lavoro multimediale di The Digital Village, società fondata dall'inglese Douglas Adams, autore nel 1980 del romanzo cult di fantascienza Guida galattica per autostoppisti, primo di un ciclo di grande successo.
Un viaggio nello spazio sulla nave, ma anche - e forse il viaggio più straordinario - all'interno dello spazio della nave stessa, che è un essere intelligente; un mondo affascinante ed evocativo da esplorare e scoprire, come ci racconta Oscar Chichoni, argentino, 40 anni, direttore artistico del progetto insieme a Isabel Molina. Chichoni già nel 1993 era un illustratore affermato a livello mondiale. Allora risiedeva in Italia, dove una delle sue principali attività era la realizzazione delle copertine della rivista di fantascienza Urania, tuttora pubblicata dalla Mondadori.
Adesso risiede a Londra e, insieme a Isabel Molina, è uno dei più ricercati conceptual artist nel mondo delle produzioni hollywoodiane e nei più importanti progetti multimediali di carattere fantastico.
Il conceptual artist è un creatore di idee visive, di ambientazioni, di personaggi e oggetti che faranno parte integrante dell'opera finita, sia essa un film o un cd-rom. Ed è veramente interessante il processo che ha portato Chichoni dall'illustrazione al 3D attraverso l'incontro con il computer, mezzo indispensabile per superare i limiti del foglio di carta, ma dal quale non si è fatto in alcun modo catturare. L'artista argentino ha creato con lo strumento elettronico un rapporto profondo, ma allo stesso tempo distante, un rapporto critico e totalmente libero con un mezzo che forse talvolta viene troppo mitizzato.
Abbiamo incontrato Chichoni per parlare del suo lavoro sul cd-rom Starship Titanic, che dovrebbe uscire entro la fine dell'anno in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, e per farsi raccontare come la tecnologia ha cambiato la sua vita professionale - o di come non l'ha cambiata affatto.

Delos: In che modo è nata la sua collaborazione con Douglas Adams?

Chiconi: Un po' per caso. Abbiamo saputo che Adams cercava da nove mesi un art director per il suo progetto. Tutti sapevano, molti si erano presentati, ma nessuno ancora lo aveva soddisfatto. Quello che cercava era un art director che avesse una certa esperienza nell'uso delle workstation grafiche Silicon Graphics e in animazione 3D.

Delos: Quanto è durata la produzione del Cd?

Chiconi: Abbiamo cominciato a lavorare a giugno dell'anno scorso. Ricordo che a fine maggio sono partito per gli USA per collaborare a un altro film. Ho lavorato sull'aereo durante tutto il viaggio di andata e ritorno da Londra a Los Angeles e quando sono tornato avevo pronto il disegno concettuale della nave, che era la cosa più importante. Quando Douglas l'ha vista ha detto "è questa."
Nemmeno la immaginava così, tutti pensavano a qualcosa di simile al vecchio Titanic. Io ho realizzato un progetto totalmente diverso, ho fatto una nave che ha la forma della "T" del Titanic. Douglas fin dall'inizio voleva l'interno della nave in stile art déco. Isabel e io abbiamo fatto una lunga ricerca e dopo una ventina di giorni, con nostro stesso stupore, riuscivamo a creare in art déco.
L'esterno è molto organico, ricorda un incontro fra un osso di dinosauro, un sottomarino e un transatlantico, e anche questo è piaciuto molto ad Adams.

Delos: Ma quanto è lungo il Titanic?

Chiconi: Forse è più giusto parlare di quanto è alto, perché si sviluppa più in altezza. Posso dire soltanto che ha un pozzo centrale contenente gli ascensori, dove ti puoi affacciare, più profondo dell'altezza dell'Empire State Building. Il pozzo è contenuto nella nave, quindi vi lascio immaginare la nave. Contiene anche due canali come quelli veneziani, comprese le gondole e i gondolieri robot.

Delos: Negli ultimi anni la sua attività di illustratore si è "evoluta" prima in quella di conceptual artist e direttore artistico nel cinema, quindi in production designer di opere multimediali, portandola a stretto contatto con le nuove tecnologie. Queste ultime, in particolare, hanno cambiato in qualche modo la sua visione dell'arte?

Chiconi: Mi sento molto più a mio agio con questo modo più agile e dinamico di lavorare. Ne avevo bisogno, per me fare solo l'illustratore era un po' statico. Lavoravo anche quindici giorni su un unica idea, su una sola illustrazione. Mi piace molto evolvermi, cambiare quando sento di avere esaurito quello che avevo da dare. Per me è molto più stimolante lavorare in questo modo, magari su centinaia di idee alla settimana.

Delos: Qual è il suo rapporto con il computer?

Chiconi: Personalmente ho sempre avuto una grande passione per questa tecnologia, ma fino a qualche anno fa mi sembrava difficile arrivare a fare quello che faccio ora dal mondo della illustrazione. Da un giorno all'altro mi sono trovato a dirigere un grande team di artisti 3D senza una precedente esperienza.
Non è stato affatto facile. Ma ho sempre avuto un grande entusiasmo e una grande fiducia, perché sono convinto che l'artista deve lavorare con gli elementi che gli dà la sua epoca. Se sono pennelli o aerografi o computer, sono comunque strumenti per fare l'opera. Quello che fondamentalmente cambia è il rapporto con il pubblico. Questo perché si arriva a una quantità di fruitori sempre maggiore e sempre più velocemente. Questo comporta senza dubbio un mutamento culturale molto rilevante.

Delos: Ma in pratica, in che modo opera?

Chiconi: Con la matita e un pezzo di carta, come ho fatto per tutta la mia vita; solo che anziché lavorare con i colori e creare degli originali finiti, diciamo, col rendering compiuto a mano da me, preparo disegni, a volte colorati, sempre molto precisi. Non sono schizzi, ma nemmeno opere finite.

Delos: Diciamo che sono "basi di illustrazioni".

Chiconi: Esatto. Devono essere molto precisi perché tutto quello che disegno andrà costruito, che siano scenografie cinematografiche o spazi tridimensionali nei lavori multimediali. Tutti i nostri lavori sono in 3D, e questo comporta un cambio di mentalità rispetto a quello che facevo prima.
Lo sfondo del disegno, non è più una semplice composizione finalizzata a fare da cornice ai personaggi, ma diventa un vero e proprio spazio dove si muovono gli attori, nel caso del cinema, o dove ti muovi tu nel caso di un progetto interattivo. Il team formato da Isabel Molina e me funziona benissimo anche per questo: lei ha un "senso dello spazio" superiore al mio.

Delos: Comunque lei le mani sul computer non le mette mai?

Chiconi: No, affatto. Preferisco dedicarmi allo sviluppo delle mie capacità personali. Non potrei arrivare mai ad avere un livello sufficiente per lavorare come vorrei con questi computer così tecnologicamente avanzati, se non dopo un'esperienza di molti anni. Non credo che sarò mai un 3D artist, faccio molto meglio il conceptual artist. A dire il vero penso che ci troviamo in un'epoca di transizione. Probabilmente ancora non si sono sviluppati gli artisti del futuro, con una grande sensibilità accompagnata da una solida preparazione tecnica, o almeno sono molto rari.
Il computer è ancora una macchina che pretende un certo impegno.

Delos: Attualmente state valutando diverse proposte, fra le quali una megaproduzione giapponese - americana di un film in Computer Grafica ad alto budget in cui voi dovreste occuparvi della conceptual art. Può dirci qualcosa di più?

Chiconi: E' ancora presto per parlare di questo progetto. Ci hanno proposto anche un film di Computer Animation in Belgio, - ci sono moltissimi progetti in Computer Animation - un altro film a Londra come Production Designer, e poi sempre con Douglas Adams un altro progetto multimediale, molto importante.

Oscar Chichoni negli ultimi quattro anni ha fatto la spola fra Londra e Hollywood lavorando nel cinema come conceptual designer e art director. Tra le opere da lui firmate ricordiamo:
Tall Tale - Prodotto dalla Walt Disney, non ancora uscito in Italia.
Restoration - Vincitore dell'Oscar per la direzione artistica.
The Warriors - Del regista cinese Proni Ju, già uscito negli Usa.
Oscar Chichoni e Isabel Molina hanno lavorato anche in un altro importante progetto multimediale: Silverheart della Origin, su storia originale dello scrittore di fantascienza Michael Morcook.

Starship Titanic: il Cd Rom
Configurazione minima: Pentium 100 Mhz con sistema operativo Windows 95, Monitor VGA con risoluzione minima 640 x 480, 16 MB RAM, CD 4X, 50 MB liberi su HD; Macintosh PowerPC (almeno 100 MHz), MacOS 7.5 o superiori.
Hardware utilizzato: 6 Quad Rendering Boxes della Intergraph con sistema operativo Windows NT, 5 Silicon Graphics Onyx.
Il Team: 35 persone.
Software utilizzati: Softimage 3D, Adobe Photoshop, Adobe After Effects, Equilibrium Debabelizer. Il gioco è stato scritto utilizzando programmi proprietari creati appositamente.
Il costo del CD ROM dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 dollari USA.

The Digital Village
http://www.tdv.com
http://www.starshiptitanic.com

La Guida On-Line
La Guida a Internet per autostoppisti sarà on-line il prossimo marzo. Douglas Adams spera che un giorno possa diventare una vera "Guida Galattica" indispensabile a tutti.

Per gentile concessione della rivista Virtual.